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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Il sito è la realizzazione del desiderio di un piccolo gruppo di giovani amanti dei libri e della scrittura. Il suo obiettivo primario è la trasmissione di queste passioni e lo scambio di opinioni con coloro che le condividono e, perché no, incuriosire chi in questo sito si imbatte solo casualmente. È anche una scommessa verso noi stessi, contro chi sostiene che la gente di oggi, i giovani in particolare, non sanno più discutere di cultura. Ed è un modo per arrivare lontano, conoscerci di più e conoscere gente nuova stando comodamente seduti ognuno a casa propria.

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Michele Navarra - Una questione di principio

E' il terzo romanzo di Navarra e non ha nulla da invidiare ai precedenti. Al contrario, l'autore è cresciuto nella capacità di tenere il lettore in piena suspence. I capitoli sono scritti in prima persona quando è l'avvocato Gordiani che parla, in terza persona quando invece l'autore racconta. La storia, in questo modo, viene vista dal lettore sotto varie angolazioni a seconda del personaggio che incontra. Non è difficile rimanere adesi alla trama nè seguirla. Al contrario l'autore riesce comunque a mantenere i "suoi" segreti, il suo asso nella manica fino alla fine.
La scrittura è, come sempre, scorrevole. L'ironia è un'altra componente sempre presente nei romanzi di Navarra. E non ci sta per niente male perchè non sfocia mai nel cinismo.
Molto brevemente il romanzo narra dell'omicidio di una giovane studentessa all'interno del suo appartamento. Per una serie di coincidenze, viene incolpato il suo ex fidanzato. Un giovane ufficiale dei Carabinieri aiuterà l'avvocato Gordiani a scagionare il ragazzo catturando il vero colpevole.

Una mescolanza di voci e persone rendono la stringata trama sopra descritta un avvincente romanzo in grado di far pensare alle difficoltà quotidiane di Avvocati, Giudici e Forze dell'Ordine nel destreggiarsi tra le svariate interpretabilità delle Leggi italiane al fine di far emergere, per "una questione di principio", la Verità.

Nadia Zapperi

Pillole di Storia: Oliviero Cromwell di Dino Licci

di Dino Licci
Dei matrimoni di Enrico VIII Tudor vi ho già parlato (vedi qui) mettendo in evidenza come le vicende personali di un singolo potente, possano influenzare la vita di un’intera nazione, di un continente, ed in questo caso, dell’intero globo terrestre. Ora cercherò, in questa paginetta, di giustificare appieno questo mio convincimento:dal suo primo matrimonio con Caterina d’Aragona, Enrico ebbe una figlia, Maria la sanguinaria, mentre dal suo secondo matrimonio con Anna Bolena , nacque Elisabetta I, che regnò dal 1558 al 1603. Per potersi sposare con la Bolena , Enrico VIII era entrato in conflitto c ol papa Clemente VII che lo scomunicò. Ma, per niente intimorito dalla reazione papale, il sovrano confiscò tutti i beni della Chiesa cattolica avocando a sé il potere di capo della Chiesa e trascinando l’Inghilterra verso un protestantesimo che ancora vige in tutto il Regno unito. E questo protestantesimo partorì poi quella frangia di calvinisti, detti puritani, che avrebbero colonizzato il nuovo continente quando, a bordo della “Mayflower” nel 1620 salparono da Plymouth per raggiungere gli attuali Stati Uniti d’America.
Torniamo adesso al 1603 quando Elisabetta I Tudor morì senza lasciare eredi diretti non essendosi mai voluta sposare. Fu gioco forza fargli succedere Giacomo I Stuart, figlio della cattolicissima Maria Stuarda, che Elisabetta aveva fatto giustiziare. Così il potere passò nella mani degli Stuart che lo mantennero saldamente in mano fino al 1714 quando finalmente salì al trono Giorgio I di casa Hannover. E gli Hannover governarono fino al 1901, anno in cu morì la famosissima regina Vittoria che oltre ad essere regina d’Inghilterra, si fregiò anche del titolo d’Imperatrice d’India (epoca vittoriana). Agli Hannover succedettero i Winsor che ancora reggono le sorti del popolo inglese&n bsp; con l’attuale regina Elisabetta II.
Ma questo itinerario dinastico spesso costellato di intrighi, tradimenti, congiure e spesso imbrattato dal sangue di molti innocenti, fu interrotto da una pausa democratica o forse dittatoriale ad opera di un rivoluzionario spesso trascurato nei testi di storia se paragonato agli effetti che avrebbe prodotto in seguito: Mi riferisco ad Oliviero Cromwell ed alla rivoluzione inglese del 1648, che portò alla condanna a morte per decapitazione di quel Carlo I Stuart che era succeduto a Giacomo. Insomma già 150 anni prima della rivoluzione francese anche in Inghilterra il popolo, stanco delle continue tasse e della sperequazione sociale che ne derivava, dovette ricorrere alla forza per ottenere quei diritti civili cui ogni cittadino dovrebbe aver diritto. Ma, come spesso succede, il vuoto di potere che seguì alla morte del sovrano, fu colmato dallo stesso Cromwe ll, che gradualmente trasformò la neonata repubblica in una velata dittatura sostenuta dai principi di fervido puritanesimo che lo stesso Cromwell professava. Egli si fece eleggere “Lord protettore d’Inghilterra, Scozia e Irlanda” e costrinse la popolazione a vivere in modo parco e severo bruciando perfino le decorazioni natalizie, proibendo i canti e le luminarie quasi alla stregua del monaco Savonarola. Non deve perciò meravigliare se fu oggetto di numerosi attentati dai quali però si salvò. Morì comunque nel 1658 a soli 59 anni, nel suo proprio letto colpito da un morbo (forse malaria), che i medici del tempo non seppero diagnosticare. Gli successe suo figlio Richard che, non disponendo del carisma del padre, dopo solo due anni fu deposto e mandato in esilio mentre il cadavere del padre veniva riesumato e sottoposto al macabro rituale dell’esecuzione postuma. Al cadavere di Olivier venne tagliata la testa che rimase a lungo esposta, dopo essere stata infilzata in un palo, davanti all’abbazia di Westminster. Si restaurò così la monarchia incoronando Carlo II Stuart che regnò fino al 1685.

"Nevraz"

di Fabrizio Chiesura

Stanco di una vita passata dinanzi alla cinepresa, deciso finalmente i sogni a sognarli e non a viverli, il Nevraz, di professione attore, una notte chiese aiuto a Morfeo: pregò il Dio, figlio del Sonno e della Notte, di accoglierlo per sempre fra le sue braccia. Sogni a iosa – pensò – sogni lunghissimi, eterni, sogni a colori e senza, sogni meravigliosi dove il cielo e la terra sono fusi in miscela, in mulinello dolce, e il cuore riposa e batte leggero: io vi aspetto.

Enrica Visintainer - Miloud e i piccoli clown di strada


Giovanni Battagin Editore, 30 pagine.

Dino Buzzati - Il deserto dei Tartari

“Il deserto dei Tartari” è senz'altro l'opera più importante dello scrittore bellunese Dino Buzzati.

Antonio Gramsci - L'albero del riccio

Di questo volumetto di Antonio Gramsci, uno dei fondatori del Partito Comunista Italiano nel 1921, che morirà nel 1937, dopo undici anni di prigionia, gli anni nei quali scrive i “Quaderni del carcere”, ormai tradotti nelle principali lingue e studiati in tutto il mondo, di questo volumetto dicevamo che raggiunge il l

I Sognatori e la factory editoriale

C'è aria nuova in casa dei Sognatori e conoscendo Aldo Moscatelli non poteva che essere aria pulita e buona.

Cito dalle sue parole della home:

"Nell’arco di poche settimane è cambiato tutto. Da semplice “casa editrice” a “prima factory editoriale italiana”. Un mutamento epocale, per noi, avvenuto solo apparentemente nei primi giorni di questa calda primavera. In verità ci sono sette anni di battaglie, sette anni di pubblicazioni, sette anni di contatti quotidiani con scrittori e lettori, sette anni di eventi organizzati in giro per l’Italia – a macinar chilometri sotto il sole d’agosto o la neve di gennaio, sette anni di parole e incitamenti (rimasti spesso inascoltati)… dietro questa metamorfosi. Sette anni di esperienza, in ultimo, confluiti in un progetto che promette grandi cose. Ne parliamo qui: BLOG
Avevamo bisogno di cambiare. Era tempo di cambiare. Era giusto cambiare. Adesso vediamo chi ci aiuta a cambiare il mondo della piccola editoria."

Noi di Scrigno abbiamo gli stessi ideali ed è per questo motivo che ci uniamo al suo appello di ricerca di 100 scrittori per formare quella che sarà la prima factory editoriale italiana.
Per approfondire l'argomento, rimandiamo al link di seguito
http://isognatoriedizioni.wordpress.com/2013/04/27/ricomincio-da-cento/
augurandoci che in molti aderiranno all'iniziativa divenendo dei precursori di un modo nuovo di essere scrittori.
Nadia

Una questione di principio... per Michele Navarra

Mentre il suo secondo romanzo "Per non aver commesso il fatto" viaggia per l'Italia dal 2010 grazie al tam tam anobiano, la casa editrice Giuffrè ha da poco pubblicato il terzo romanzo dell'autore romano Michele Navarra. Una questione di principio è il titolo dell'opera. Un processo penale in cui l'avvocato Gordiani si troverà a difendere, suo malgrado, il principale incriminato del delitto è la trama. Ai lettori l'ardua sentenza :)

“Teatrando – Oggi il teatro lo facciamo noi!”

“Teatrando – Oggi il teatro lo facciamo noi!”
Festival Internazionale per Corti e Monologhi teatrali – 1^ Edizione

L’Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte di Roma indice la Prima Edizione del Festival Internazionale riservato a Corti e Monologhi teatrali dal titolo “Teatrando – Oggi il teatro lo facciamo noi!”

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