La poesia è forse la forma letteraria più remota: il Poema di Gilgamesh, il più antico testo giunto fino a noi, data ad oltre 4100 anni prima di Cristo; nelle prime civiltà mediterranee, come pure in quelle indiana e cinese, le più arcaiche tradizioni sono state spesso espresse in forma poetica (basti pensare ai poemi omerici, rielaborazioni di tradizioni orali che rimontano alle nebbie della preistoria greca). Anche la Bibbia contiene in sè passi di altissima poesia: prendiamo, a titolo d'esempio, i Salmi, il Cantico dei Cantici o il Magnificat di Maria. Nata essenzialmente come epica e mito, la poesia si è ben presto diversificata, è diventata introspettiva, politica, cavalleresca, e persino satirica e umoristica; la storia letteraria di tutte le grandi nazioni è costituita per la maggior parte da testi poetici.
Di tanto in tanto, si sente parlare di "morte della poesia": nella società odierna, spiegano gli "esperti del settore", tutti scrivono poesie, ma nessuno le legge più. In un mondo sempre più materialista e lontano da quegli ideali che sono elementi indispensabili per fare poesia (l'Amore, la Patria, l'Anelito all'Infinito), poche persone, si potrebbe pensare, sentono ancora il bisogno di sognare. Cinismo e disincanto son difficili da mettere in rima.
Con questa sezione del nostro sito, intendiamo proporre una sfida: quella che anche oggi è possibile scrivere e leggere poesie, non solo, ma poesie di alto livello artistico e letterario. Perchè siamo convinti che più che mai la gente, e soprattutto i giovani, hanno la necessità di sognare, sentono vibrare nel loro animo quella tensione all'eternità che è proprio della poesia soddisfare.
Se siamo riusciti nel nostro intento, sarete voi stessi a giudicare!
A volte basta semplicemente una penna, un foglio bianco e lasciarsi guidare dalle emozioni per vedere trasformati i pensieri in musica, con un loro ritmo, un loro colore. Un evento prenderà così le sembianze di ciò che susciterà nell'animo di chi, in veste di pensieri in rima, li leggerà.
Ali per volare
al di là del tempo
al di là dello spazio
nell'immenso
nell'eterno
nel profondo
nel gelido buio
nell'infuocata luce
Ali per farsi cullare
dal respiro del vento
dall'indaco del cielo
dall'armonia dell'universo
Ali per varcare l'orizzonte
fondersi con l'infinito
dissolversi nelle stelle
divenire luce
pura scintillante luce
e....
illuminare il mondo!
Claudia
Mio respiro vitale
mia guida spirituale
mia gioia di vita
mia felicità
voglio ringraziarti
tu mi guidi
nel mondo e nell'universo
mi lasci briciole che io raccolgo
sono le tue mani amorevoli
che mi sospingono a crescere
come una madre amorosa
sospinge la sua creatura
mi avvicino sempre più a te
e sento che pulsi nel mio cuore
che abiti nella profondità del mio corpo
e nel silenzio io ti trovo
amoritudine
questo provo per te
fusione di amore e gratitudine
nel respiro vitale ci apparteniamo
nel respiro Divino viviamo!
Claudia
Io sono
fiume che scorre
acqua che scivola
placida
lenta
inesorabile
io sono
gocce che bagnano
gocce che uniscono
gocce che danzano
Tu sei
il mare che mi accoglie
dopo un lungo scorrere
il mare che mi contiene
dopo tanta solitudine
il mare che mi accarezza
con le sue dolci onde
il mare che ascolta
la mia voce gioiosa
il mare che sente
l'amore che ho nel cuore
di Claudia Lucchin
Ho voglia di piangere
Ho voglia di sorridere
Sento un masso
Chiude il petto
Non respiro
Sopravvivo
Com’è la felicità?
E’ una chimera
Una piuma che vola
Via lontano da me
Respiro
Portati via la mia sofferenza
Portati via la mia tristezza
Portale lontano da me
Che non possano mai tornare
Che non possano mai ferire
Che mi lascino riposare
Sopravvivo
Nel respiro vitale
Nel flusso emozionale
Sopravvivo
Prendi le mie lacrime
Trasformale in stelle
Falle splendere luminose
Nelle tue mani poderose
E torno a respirare
Nel soffio vitale
Claudia
Un coro di voci strazianti
un'anima sola
s'immola!
Esplosione di luce
ritorno alla fonte
poi...solo pace.
In quella dimensione
tutto tace.
Nel nostro cuore
rimane il ricordo
e il dolore.
Claudia
Su questa vecchia Terra
Mai si finisce di far la guerra
Se tutti regalassimo un fiore
Sarebbe un mondo colmo d’amore.
di Stefano Chiarato
16.01.2009
di Leila Mascano
Lasci, signore, che io la droghi
con una tazza di tè.
Osservi la natura femminile
della tazza,
la sua forma accogliente,
i manici come le braccia
della Maya, nel mio caso vestida.
Le offro una lingua
di gatto, con la punta
intinta
in fine cioccolato
che si scioglie lentamente in bocca
giacché sono i piaceri lenti che c'incantano.
Scelga tra lo zucchero
raffinato o di canna.
La prego lo lasci
scricchiolare tra i denti.
Dopo aver scelto zuccheri il suo tè
senta scendere dentro
un calore che scalda
una dolcezza che incanta.
Offuschi un poco
la sua visione chiara delle cose
in questo tenue vapore
Mi guardi sopra questa tazza
in cui potrebbe annegare.
Guardi i miei occhi - lo giuro,
potrebbe annegare anche in quelli.
Potrei se volessi
fermare il suo orologio
e per chissà quale diavoleria
farle perdere un po'
del suo tempo prezioso,
per farle perdere qualcos'altro
( un treno, la testa, il cappello )
e le farei un gran favore
ma mio caro, come potrebbe ripagarmi?
Non voglio soldi,
né sesso, né cose
più o meno tangibili
che mi può dare
ma l'avverto, mentre rifiuta il mio tè
un pezzetto della sua anima
scivola nella mia tasca.
Giungiamo dunque a una tregua
che soddisfi entrambi.
Lipton, Classic, Earl Gray,
o come che sia
un tè è un tè è un tè
come per Ronsard la rose
est la rose est la rose.
Non diamo nomi a quel che c'è
se c'è se c'è se c'è
e se ci va ogni tanto,
pour quoi? Pour amitié?
Beviamo insieme un tè.
di Marco Giuffrida
Prati di fiordalisi e papaveri rossi.
Giacigli d'amore e di morte.
Puttane redente e anime perse.
Preghiere, ballate, canzoni.
Carezze sulle corde tese
di una chitarra complice.
Cielo è il fumo della sigaretta.
Ho provato a cantare i Tuoi versi,
ma le labbra restano ferme,
la malinconia è nel cuore.
Perché,
non verranno più canzoni nuove.
di Giuliana Barontini
A piccoli passi
lasciati attraversare l'anima
lasciati prendere
la giusta parte del cuore.
Molti sono i momenti
che non riesci a respirare
l'aria complice manca
nell'abbandono
fai che la bufera dei sensi
ti cancelli il veto
lascia che tutto il tuo essere
si prenda goloso
il dono.
Lascia che il sogno si consumi intero
ti appartenga unico
leggero
che la tua nuvola di coraggio
pretenda il cielo
e gioisca dei colori
dell'arcobaleno
Lascialo volare via
quel vecchio antico pensiero
fai che rinasca piena luce
ossigeno puro
Caccia via la polvere
da un radicato stato sovrano
ingiallito dal tempo
ti mente invano
forse solo adesso sei libero e sereno
Lascia che il tuo cuore
senza nessun timore
ti prenda dolcemente per mano...
A piccoli passi, nei sentieri infiniti
del chiaro "sentire"
ti porti lontano.
Per una visione migliore cliccare sull'immagine.
di Marco Giuffrida
(A Marcello)
Solo messaggi vuoti.
E dal tuo incedere incerto
il segno di una vita chiusa dentro a un cerchio.
Dal disgregarsi dei pensieri,
solo un turbinio di parole oscure
e l’irrefrenabile moto delle dita
alla ricerca vana di tutto e nulla.
“Chi sono io per te?” Domando, il cuore devastato.
Ma non ho letto risposte nei tuoi occhi spenti.
E, forse, io davvero, per te, non sono.
Di certo non faccio più parte del tuo Mondo.
Neppure Speranza
nei Tuoi Orizzonti di oggi o di domani.
Solo Vuoto, a barriera fra noi.
E Spazi infiniti:
Grigi e senza Luce.
di Giuliana Barontini
Ci sono angeli
che passandoti vicino
ti segnano con le ali
una traccia nella
fonte della vita
li ...l' acqua pura
scorre tra le pieghe
del tempo e
seguendo le rughe
dell'anima
arriva fino alle porte
dei cuore
Questi angeli sono
come il raggi
del sole
illuminano ogni
pensiero
lo rendono
visibile e ne fanno
semplice amore
Difficile è scoprire il
loro cammino
il loro destino...
Si avvicinano leggeri
senza far rumore
nel silenzio
si odono i loro passi
camminare nel cuore
quando l'incontri
ne senti il profumo
la voce è dolce
sensibile pura
ti trasmette sereno
cancellano odio
dolore paura
Non scacciarli
impara a seguirli
sono discreti
semplici leggeri
come i buoni consigli
degli Amici veri
nella tua vita con
amore sincero
se passeranno
lasciali entrare
sono angeli ...
i messaggeri del Signore
Guardati dentro Anima
dimmi se sei triste
stranita
nel tuo inutile e confuso
forgiare ormai la vita
Se qualcosa ti graffia
mordendo il respiro
nel contrabbando di minuti
attimi
da guadagnare
se il sole tremulo
di un inverno da incontrare
ti riporta lontano
nel tuo vano
infinito vagare
se nei tuoi vuoti giorni
il profumo del mare ti basta
per ricordare
se crocifissa ad una ruota
turbinosa
riesci a riposare
Dimmi ...se nella voce
del vento
senti nella notte
la sua anima cantare
Se soltanto col pensiero
aquilone grigio
nell’azzurro cielo
ti ricordi l’arte di volare
Dimmi ...con quanta passione
accese le tue voglie
attendi quell’istante
appuntamento di luce
nell’infinito
per trovar la pace
Guardati dentro anima
leggi il tracciato del tuo cuore e
senza paure sogna
visita nei ricordi il suo sorriso
la sua dolcezza
il suo sguardo
il suo vigore
Ascolta in fondo
al pozzo del sentire l’ eco Che Ti chiama... Amore!
Ho fissato a lungo l'acqua,
dubbiosa
poi un tuono mi ha riscossa.
Ho deciso:
voglio guardare la vita negli occhi,
chiuderli solo negli attimi intensi
da fissare per sempre nel cuore.
Prendo la rincorsa,
mi tuffo,
trattengo il respiro...
apnea
Resterò così,
in apnea,
fino all'attimo in cui
portò chiudere gli occhi
per sentire fino in fondo la vita
di Carla Casazza
ASPETTERO'
Aspetterò quello che nessuna promessa
mi ha regalato
caccerò il pianto, con un sorriso sereno
la delusione
con la voglia di andare lontano
Aspetterò che il timore si faccia parola
paziente,muta
che il nuovo respiro
si confonda nell'aria
e di rosso, scriva leggero
parole mai scritte
profumo d'infinito
Aspetterò la fine di una guerra
con il sentire
ascolterò cadere le manette
dal cuore
senza rumore ...
Come l'alba silenziosa
la notte, giustizia leggera
Sarò vermiglio nell'azzurro del mare
caldo sangue nelle vene
abbraccio tenero,intrigante
sapore di vita sulle labbra
Aspetterò la fine di attese mai paghe
sarò parte dell'universo, al sorgere del sole
giulia
Seduta
su di una anonima panchina
la testa appoggiata
sul nudo intreccio di legno
aspetto i miei pensieri
Qui, sono loro a trovarmi
dopo aver cercato
nel mistero della mia mente
Ho bisogno di capire
di raccogliere le briciole di senno rimaste
La natura intorno
mi accoglie senza domande
sento il vento come una carezza e intanto...
Lo sguardo
perso nel lontano presente
si posa sul girotondo di bambini
il suono di voci , leggero familiare
mi raggiunge e
la melodia di un tempo
ritorna con il sapore di un ricordo
Giorni amari questi, mi dico
Ore, desideri e volontà
sfuggono al controllo
Si fanno rondini scure e spariscono
nel cielo azzurro
che cambia
con la velocità del fulmine
Fuggono alla comprensione
alla pietà
incapaci di rimanere presenti
e solidali
con la mia ricerca di verità
Pensieri e ricordi
si parlano senza capirsi
fremiti, sensazioni di un vissuto
si lacerano
annegano nell'aria fresca
di un inutile pomeriggio
Nella mente un solo monito
Non posso salvarli.
Sul sentiero che mi riporta a casa
i lenti passi
sono in simbiosi
con i battiti di un cuore stanco
incredulo.
Non posso salvarli ,mi ripeto...
...E' tardi!
Giuliana
Sorseggio dal mio calice un vino aspro e impuro
Lento, miete la mente
Ne fa un unico chicco di grano
sepolto e mai nato
Brindo con l'inferno...
Il respiro come nebbia
appanna il bicchiere
Stretto fra le dita
briciole di molecole
piangono
rosse lacrime
di fuoco
Sorsi di veleno
su ferite tribali
Nell'anima muta
grappoli di dolore
si fanno liquido...
...Per dissetare un Addio.
Tu
non aspetti il carnevale
rimani come sei :
Affabulatore di intenzioni
equilibrista senza rete
giocoliere di circo.
Il tuo vestito come pelle
sorriso dipinto
vorticoso gira il mantello
che ruba luce al cielo.
Vieni carnevale
confondi... travesti
inganna
maschere viventi
ti sono amiche,
occhi che scrutano
senza mostrarsi
brandelli di cuori
confusi,
in variopinti coriandoli
nella falsa ... vorticosa
follia.
Rumori ... balli
colori,
con le parole a coprire
mille giorni tutti uguali .
Sei una pagina di vita
carnevale
sei un po tutti noi
anche se qualcuno
incredibile, ma vero
di questa illusoria,
tragica maschera
ne fà l'Unica,
ragione di vita.
di Marco Giuffrida
Farina, a spianare rughe di facce già grigie.
Visi di gomma.
Tamburi e danze, per nuovi esorcismi alle Morti,
che passano distratte,
avvolte in cupi mantelli,
e il loro ghigno stampato.
Folletti assurdi, senza boschi,
agitati dal ritmo di un Samba,
accompagnano carri:
Figure senza storia e bugie di cartapesta.
Ovunque fiocchi di carta,
sibili e saette colorate.
Bambini mascherati e spenti,
immolati, innocenti, al Carnevale.
mangiami
in questa notte tiepida
di odori e di speranze
tu nutriti di me
ma gustami
mastica lentamente
senza inghiottire niente
d’intero o d’incompreso
avrò il gusto che tu vuoi
e puoi
mescolarmi alle verdure
insieme a spezie molto rare
alle lacrime più amare
tanto sai dove tagliare
e con la lama scrivimi
parole intraducibili
segni inesplicabili
nei punti più sensibili
ci vuole un certo stile
nel rito del mangiare
*Nulla è vero, tutto è permesso
(William Seward Burroughs)
di Roberto Ritondale
Cadono petali
dal fiore
che appassisce.
Cambiare l'acqua
ormai
non serve più.
di Marco Giuffrida
Note di violino ed il canto del vento
accompagnano il mio essere, stasera.
Vuoti e silenzi affollano il buio
di una notte che sembra senza fine.
È bello così,” rivivere”,
senza angoscia e solo con dolcezza.
È quasi una carezza quel soffio del Vento
che, lieve, mi porta lontano nel Tempo.
Desidero dire dell’Amore,
in questa splendida notte senza Luna.
Tenerezze d’Incanti e momenti fatati,
nella fatica d’essere e crescere,
fra piante complici di sguardi,
e neppure ricambiati.
Sogni, e speranze conservati in cuore
con ogni altro nuovo, dolcissimo, Amore.
di Roberto Ritondale
Svanisce l’immagine di te,
si assottiglia il dolore.
Latente ricordo,
passeggi come un’ombra
tra pensieri convulsi.
E intanto la sofferenza
già perde spessore,
si materializza
una strana tristezza.
Una strana amarezza:
retrogusto di te.
Alla finestra
leggeri veli ondeggiano
lasciando intravedere
immagini dorate
Sembra tutto nuovo da guardare
la voglia di uscire, toccare ogni cosa è grande
E' L'alba
L'aria ancora fresca
ristora e invita
Esce dal cielo rosato
il primo raggio di sole
prepotente fa della rugiada
posata su ogni cosa
il suo splendore
I capelli legati con un nastro
la veste leggera
sorrido a tanto amore.
Un alito di vento
riporta il brivido della vita...
...E' l'ora di riprendere il cammino!
Giuliana
di Dino Licci
Un Miliardo,
due miliardi,
tre miliardi,
tanti miliardi
di anni!
E’ scoppiata la vita
Così all’improvviso,
qui sulla terra,
un soffio di magia,
una briciola di tempo
nell’infinito andare.
E’ scoppiata la vita
e i venti, i venti giocano
giochi d’incanto
e increspano i mari.
Mari inebrianti,
mari festosi,
mari crepitanti.
E’ scoppiata la vita!
Volano gabbiani sibilanti, forano
Le nuvole,
le nuvole, le nuvole,
le nuvole dei bimbi
le nuvole dei semplici,
le fantasiose nuvole,
che navigano i cieli
nel loro eterno andare.
E’ scoppiata la vita,
ruttano i vulcani
tutta la loro rabbia,
la loro impotente rabbia:
tu non hai capito,
non hai apprezzato,
non ti sei fermato qui,
qui dove sei, in ogni luogo,
in ogni tempo
qui, proprio qui,
qui sulla terra
è scoppiata la vita.
Un ulivo maestoso,secolare,
Grida il suo pianto
Contorcendosi tutto, annodandosi intorno,
e ti chiama, ti chiama, ti chiama
con i suoi rami frondosi,
con le dita legnose:
Guarda, guarda, fermati, annusa,
inebriati del sapore della terra,
sporcati le mani,
per una volta, una volta sola,
sentiti animale,
sentiti fratello, non dominare.
Senti, senti la rugiada:
si scioglie lentamente,
svanisce per incanto
al primo raggio di sole
e porta via i segreti,
i segreti della notte,
la silenziosa notte,
la saggia notte,
quando fuochi lontani
nell’immenso Universo,
nel misterioso,eterno ruotare,
ti fanno sentire piccolo
ma piccolo, piccolo, piccolo
e annichilisci di sgomento
oppure ti esalti al pensare
che la tua piccola mente
contiene tutto quanto
questo immenso,eterno Mare.
E’ scoppiata la vita!
Ed ha tinto d’azzurro
La grande madre terra.
Fra tanti sassi ruotanti,
fra tanti astri ardenti,
qui è scoppiata la vita,
dove sei tu.
Sei tu l’azzurro,
sei qui con gli altri,
bianchi, neri, gialli, piante o animali.
Sei tu la vita, sei Tu,
non lo dimenticare!
di Martino Tontodonati
la grande poesia orientale unita alla fantascienza occidentale. Perle di uno dei pionieri di un nuovo genere letterario
Queste poesie sono un estratto da:
A.A. V.V., Fantaiku, Editore Delosbooks
Sito internet: www.delosbooks.it (acquistabile su www.delosstore.it)
ISBN: 88-96096-22-5
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’«Associazione Delos books», piazza Bonomelli 6/4, 20139 Milano, fax 02 700439394, email: staff@delosbooks.it
Pubblicate per gentile concessione dell’Autore.
Viaggio per anni luce.
Per trovare ciò
che non fu mai perduto
17 luglio 2000
Luna rapita,
da un dio poeta
portata via.
2 dicembre 2000
Duemilauno
Niente Bowman, né HAL.
Ma ancora Strauss.
1° gennaio 2001
Povero pianeta
Tra Arrakis e Klendathu.
L’Afghanistan.
28 novembre 2001
Pietra cosmica.
Eterne iperboli
sola tra soli
26 febbraio 2002
È primavera,
di pianeti sperduti
passo di danza
21 marzo 2002
Dentro la sfera
visioni traslucide
di ciò che sarà
10 maggio 2002
Cedesi anima
per collegamento web
ultraveloce
10 maggio 2002
di Marco Giuffrida
Già dalla terra ferma,
I gabbiani, ti seguono, in volo, fino alla laguna.
E ti accompagnano con il loro pianto infinito.
Il salmastro è nel treno,
Quando ti accorgi d'essere giunto.
E sai del mare.
Subito ti prende la folla,
Che ti spinge, fra Calli e Campielli.
Poi, all'improvviso, non sai come, solo.
Lontano dai tetti d'oro,
Dalle luci e dai chiaroscuri dei merletti.
Fuori.
Fuori da ogni schema e immerso nell'irreale.
Il Tempo è fermo.
Case e chiese dipinte sull'acqua dei canali.
Dietro di te, si apre una piazza,
Nel centro il pozzo e, in alto,
Un quadrato d'azzurro.
E ancora i gabbiani, veloci,
Con le loro falci d'argento,
Urlando lo strazio, tagliano il cielo.
di Marco Giuffrida
L’improbabile pentagramma,
i fili dell’alta tensione,
è il trampolino delle rondini:
Note musicali sonore e svolazzanti
sul foglio del cielo.
E’ lo spartito d’addio
d’una estate incerta,
che chiude il suo ciclo,
col carico di nuvole gonfie:
E sui fili le rondini.
So già che un mattino
vedrò le righe vuote,
senza le note, senza il canto.
Uno spartito vuoto:
Solo le righe.
Graffi nel cielo.
di Maurizio Piccirillo
lontano dai toni aulici, il poeta trasla contenuti universali quali la vita, la
morte, la guerra e l’amore in un linguaggio forte e deciso caratterizzato dall’uso
frequente di immagini icastiche e perentorie che aprono al lettore la visione dolorosa
e tragica di un’umanità drogata dall’incomunicabilità
Queste poesie sono un estratto da:
Maurizio Piccirillo, Il sibilo dei sommersi, Edizioni Il Filo
Copyright © 2005 Il Filo S.r.l., Roma
Sito internet: www.ilfiloedizioni.it
ISBN: 88-7842-085-9
I edizione: febbraio 2005
Stampato da: Global Print, Gorgonzola (Milano)
Pubblicate per gentile concessione dell’Autore.
(anno 2007)
I battiti dell’angelo
Dal mio mondo osservo,
pioggia di cenere.
È l’uomo,
con la sua ipocrisia.
Scorgo occhi smarriti,
sento grida disperate
di donne sedotte e piango,
frammenti di fanciullo,
spazzati via da ignobili guerre.
E tra le sbarre rimangono i sogni,
le speranze di chi ha lottato,
per una vita migliore.
Ora c’è il niente davanti ai miei occhi.
Soltanto distese d’antracite,
fiumi rossi d’innocenti,
e colonne di fumi d’ossa.
Eppure,
basterebbe per un istante
respirare il dolce profumo della Pace,
e magari, magari,
vedere il futuro
con gli occhi gioiosi
di un bambino libero di volare.
Il vecchio
Passeggio lungo il mare.
È inverno.
Tra gli scogli neri
Solitario,
un vecchio,
imprigionato nell’umidità.
Una canna,
l’accompagna.
Lui,
intravede il capolinea,
l’ultima pesca,
è buia come la fine.
I portici
I portici
sono affollati di gente
e dei giovani
deridono un vecchio ubriaco.
È facile schernire
quando le foglie
non sono ancora vizze.
Ma poi il tramonto
è uguale per tutti.
E la voce
diventa sorda.
Lacrime
Una donna
tra le lapidi fredde piange.
Io
le conto le lacrime.
Una
per ogni notte d’amore perduta.
Un ragazzo
Un ragazzo in città,
mi chiede spiccioli.
È la dose che uccide.
Io gli regalo soltanto un sorriso.
Preferisco la vita.
Il muro
Tra i vecchi palazzi
un giovane imbratta un muro.
È la sua voce
ma nessuno lo ascolta.
Premi pure il grilletto
Se vuoi
premi pure il grilletto.
A me non frega niente.
Nella vita si può scegliere.
Tu,
percorri soltanto la strada più breve.
Avanti!
Falla finita subito
così il cielo avrà una stella in meno.
Io non ti fermerò
ma pensa ai sogni che hai ucciso.
Light olive
Sento le onde
che s’infrangono sugli scogli.
Attraverso le sbarre,
intravedo le nuvole
coi sorrisi dei bambini
che corrono
per le vie del paese
a far festa.
E poi i canti,
quelli della vittoria.
Io
conto le ragnatele
e prego
tra i peli incolti
della barba bionda.
Stanotte
ho parlato con Dio,
lui
mi ha ascoltato.
Ridendo
penso a te
Clara
e alla nostra casa piena di angeli.
So che sarò con loro,
domani.
E ballerò con loro
la nostra danza,
ricordi, Clara?
No,
non ho catene,
quelle,
quelle non servono più.
Mint
Ho piantato una rosa
in giardino,
il ricordo,
l’amore.
Il cielo è cupo
senza di te,
e la pioggia
sa di acido.
Spero nella notte
e nel suo abbraccio.
Hunter
Stamani
al mercato di Ankara,
ho incrociato due donne
col velo.
Ho intravisto
I loro occhi,
bellissimi
mi hanno affascinato.
Tra la gente
io gli ho sorriso,
loro,
loro hanno chinato
la testa.
Lentamente
le ho viste
mescolarsi nella folla
poi,
un boato,
la fine di un sogno.
Emerald
Cammino ogni giorno
tra le macerie
di questo villaggio bosniaco.
La cosa struggente,
sono gli sguardi degli orfani.
Sì,
perché il graffio del conflitto
li ha lasciati
in compagnia dei fantasmi.
Il loro sorriso
appare bianco
e stanco.
Il loro viso
sfigurato
da tristi ricordi
di fumo e cenere.
Nemmeno le carezze
cancelleranno
le loro ferite.
Powder
Il borgo
è pieno di anziani
seduti
sulle sedie impagliate.
Lungo il muro delle case,
nelle viuzze strette
se ne stanno in compagnia
di gatti grassi e stanchi,
ricordando la storia andata.
Tutt’intorno
vigneti, e
un laghetto placido
con le poiane
che gli volano alte.
L’aria
qui è fresca,
pulita.
Passa
attraverso i tralicci
dell’alta tensione,
e sotto,
sotto alberi color ruggine
mesti.
Nell’attesa
della potatura
paiono spaesati
e a me
fanno tenerezza,
proprio come i vecchi
seduti
a prendere l’ultimo sole.
Crystaline
Vorrei un po’ di pane
per i miei fratelli,
così
tornerà la luce nei loro occhi.
E pure un po’ di stracci,
così,
il calore del sole
riscalderà i loro corpi.
Se poi si potesse avere
qualche carezza e buona parola,
così,
tanto per far tornare
un po’ di speranza nei loro cuori.
Persimmor
Mi guardo allo specchio
e sorrido.
Non vorrei mai essere un poeta,
dico davvero.
Ma il fatto,
il fatto è che non si può
sotterrare un’anima inquieta.
Brucia,
ti divora dentro.
Questo,
perché noi,
osserviamo la vita con un terzo occhio,
parliamo con una seconda lingua,
tocchiamo con una terza mano,
camminiamo con una terza gamba,
ascoltiamo con un terzo orecchio
ed amiamo con un secondo cuore,
proprio come dei mostri sublimi.
Flesh
L’altra sera,
passeggiando tra i vicoli del paese,
mi sono soffermato
a vedere un gatto nero,
che si rotolava ai riflessi
di luce di un lampione.
Un vecchio,
borbottando l’ha raggiunto,
l’ha accarezzato
e se l’è portato via con sé,
nell’oscurità.
A volte basta poco
per amare qualcuno
soprattutto, quando
c’incamminiamo
lungo la strada di un tramonto.
di Antonio Carano
a Corrado e Simone
Un violino libera le note
del vento. Attento un bambino legge
la luna, la regge sospesa ad un
filo sottile in fondo a un vociare,
a un cortile. Un aprile di grilli
e cicale, di fiori e di foglie,
gli toglie il respiro, l'assale.
In un lampo il segreto del mare.
di Marco Giuffrida
Ho indossato le ali di un gabbiano
per affrontare le raffiche del vento.
Voglio seguire l’onde nello Stretto,
tessere scie di navi all’Orizzonte,
creare indissolubili legami,
fra Terra e Cielo.
Le ali aperte, falci distese,
per planare, dolcemente, nel silenzio
e meglio udire canti di Mare sulle rive.
Sogno, Nostalgia, bisogno di antichi Sentimenti.
Io, bianco gabbiano,
sospeso e immerso nel turchese,
fra il Cielo limpido ed Acque di cobalto.
Sospiri d’onde, che respiro.
Pronto a spiccare voli nuovi,
sopra il Mare.
di Racchiusa
Non ci siamo persi.
Ti ascolto ancora
illusionista serio
che ironico decanti
i tuoi storti versi.
Non ci siamo persi.
Vediamo insieme
distese di soli bui.
Isole in disastri tersi
non ci siamo persi
ma da lontani mondi
verso i tramonti
veniamo da lati diversi.
di Roberto Ritondale
Lo spaccaossa
mi frattura e straccia,
cattura e mi massacra
con perizia.
A nulla m’è servita la corazza.
Percosso come un cane bastonato
coltivo nel rancore la vendetta:
mi cingo di tritolo liberato,
esplodo nella terra maledetta.
Ho visto l'alba
sorprendere una notte senza stelle
la luce in un istante
si è presa golosamente
il tutto
Ombre che fuggono
ineseguite dai raggi del sole
illuminate e cacciate
E lei l'alba
signora incontrastata del cielo è
apparsa
nel suo mitico splendore
Una forza che non risparmia
ti affascina
ti prende tra le braccia
come un amante tenero e
ti regala
un altro bellissimo giorno
da vivere.
Ho visto l'alba arrivare e con lei
il mio cuore si è dischiuso
al sapore tenero
del tuo amore
All''immenso che mi avvicina in silenzio a Dio.
Ho visto l'alba e
nel cielo c'era scritto un nome... Il Tuo!
Giuliana
di Dino Licci
La donna del vento
Non ha un nome
o forma
o volto.....
La donna del vento
è pura poesia.
Ma io la vedo
avvolta dalle nuvole,
danzare nel vento
della mia fantasia!
di Dino Licci
Ho aperto la finestra
nella notte d’inverno.
Ho aperto la finestra
ed è comparso il cielo.
E come fosse preso
da un bisogno d’affetto,
ha invaso la mia casa
portandole tepore.
E’ entrata una farfalla
nella notte d’inverno.
Piccola e silenziosa,
si è messa a volteggiare!
E’ entrata una farfalla
a farmi ricordare
che, anche con il freddo,
si può ancora volare!!!
LA FINE DEL SOGNO
Chopin, bianco fantasma, mi trovava
Insonne ai suoi notturni ed albeggiava.
E tu correvi la mia mano tesa
Danzavi le mie dita nell' attesa!
Le note s'infuriavano d'amore
E tu
correvi
E mi prendevi il cuore!
Oggi Ciajkoskj l'animo mi strazia
Coi suoi violini tristi e desolati
e
nella mano sempre e ancora tesa
c'è l'ombra di un fantasma che cammina
cade sul palmo
e resta a testa china!
di sergio Moretti
La luna
Improvviso il momento, il tormento,
e si vuole di nuovo la luna
implorata in tante gioie mancate.
Pianeti distrutti e macerie infondate
risultato di amori, di lotte interiori,
fiori, apatie e neuroni impazziti.
Autunno di cuore incurante
la mente proibita s'accende.
Selene donata sogno di vita...
Lettera da Marte
per dirti che ti sento
ricevo forte e chiaro
qualsiasi pentimento
lettera brevissima
per dirti due parole
che il cielo oggi è sereno
e come sempre non piove
quassù è tutto bellissimo
c’è solo un po’ di vento
che sgombra i miei pensieri
da ogni risentimento
la luce a volte è immensa
come dicevi tu
io qui sto bene, grazie
e non ritorno più
di Marco Giuffrida
Il profumo dei fiori
non copre l'odore di Morte.
Il silenzio,
trascina le urla delle anime ferite.
E le senti accanto.
Antichi dolori e fresche commozioni,
camminano assieme, impaurite,
nei cortili roventi.
L'asfalto non ha cancellato il sangue.
Puoi capire i luoghi e i momenti.
Rabbrividisci, poi, nei sotterranei.
E sai che non è il gelo del vento.
Arrivi alla tragica scala,
passando fra memorie di pietra.
Infine, solo passi e silenzi:
E nel cuore, e fra i fili spinati.
Maybe I’m flying
everybody talks
about a nocturnal refuge
Mayday I’m falling
really once more
like a deluge
while the night
is falling too
without fear
at least here
Maybe I’m flying
really once more
with my blacks wings
Mayday I’m falling
and when I’ll crash
they’ll gives a ring
while the night
is falling too
without fear
at least here
Maybe I’m flying
into
a friendly fire
Mayday I’m falling
like
a stormy wire
Maybe I’m dreaming
about
a nocturnal refuge
an heavenly airport
in which the dreams
comes true
Traduzione:
Forse sto volando/tutti parlano/di un rifugio notturno/aiuto sto cadendo/davvero ancora una volta/come una valanga/mentre cade anche la notte/senza paura/almeno qui/Forse sto volando/davvero ancora una volta/con le mie ali nere/aiuto sto cadendo/e quando mi schianterò/daranno un colpo di telefono/mentre cade anche la notte/senza paura/almeno qui/Forse sto volando/dentro/al fuoco amico/aiuto sto cadendo/come/ ferro in tempesta/ Forse sto sognando/ a proposito/ di un rifugio notturno/ un aeroporto celeste/ in cui i sogni/ si avverino
Tutto quanto
resta scritto nel lembo del mio cielo
ne sento il profumo la carezza
ne avverto la presenza
lieve e costante
Quello che mi ritorna è di una dolcezza incredibile.
Parole che mi accompagnano
nelle rughe del giorno
tra le pieghe dei sorrisi e magiche
si incontrano
nelle oasi fresche del sentire
Il cerchio ieri si è chiuso
un ultimo atto dovuto
con molto affetto voluto
un ultimo tenero saluto e poi ...
Il suo segno esile colorato
adesso mi avvolge
in un abbraccio
mi completa e fa si che mi senta come non mai
Certo, mi impegna a non demordere
a guardarmi senza più nessuna reticenza
a credere di più nelle ragioni
che mi hanno accompagnata
nel lungo cammino
Mi completa
mi insegna
a lottare contro il mio Io
che vorrebbe nascondersi
nel timore di non saper ripetersi
Mentre mille, le parole
mi cercano
implorano la mia voce
il mio modo di gestirle
amarle
Forse ancora non sanno che sono io
a non poter più fare a meno di loro
Sotto questo piccolo
desiderato e conquistato
briciola di cielo
adesso torno a sognare
un sogno che si chiama donare
continuare a donare
quello che nel cuore
rimane di una sensazione
di un'emozione
di un dolore
di un attimo d'amore
Come un delicato e variopinto fiore
che non teme stagione
ritorna il mio pensiero a brillare
si veste di vento
di sole e ...
Come il sorriso di un bambino
vola via leggero
Giuliana
Stretti nel pugno
gomiti di rabbia
gridati
scagliati verso il cielo
bruciano un sogno.
Sono il tormento ingiurioso e il vuoto
sparato senza pietà
nel cuore di nessuno.
Dal pugno
stretto livido
scorre veloce, come l'acqua
nel deserto dell'immagine
un silenzio barbaro
antico
Un respiro nemico
sfiora la terra
aria scura, silenziosa e cupa
che invano cerca refrigerio
Nel pugno
privo di magia
nessuna moneta per comprare
nessuna colomba da esibire
nè un fazzoletto colorato
compare.
Solo le dita
bianche, diafane dal dolore
stringono con forza
cosa è rimasto di un giorno buio
senza ragione.
Giuliana
Non ho mai conosciuto Chet Baker
non l’ho mai visto suonare
non l’ho mai accompagnato al cesso
sorreggendolo per vomitare
non ho mai conosciuto Chet Baker
Eh! Che cosa ci volete fare…
E se guardo veramente indietro
non ho niente da raccontare
uno sbarco sulla Luna
un evento eccezionale
tornasse a suonare Chet Baker
basterebbe per incominciare
E potrei incontrarlo al bar
mentre beve appoggiato al banco
potrei chiedergli come va
solfeggiandolo in Esperanto
ma la sua scimmia mi direbbe scappa
via, piccolo ragazzo bianco
Non sono una bussola, stella
né un faro di segnalazione
sono solo un relitto, stella
in un mare di moderazione
sono solo un naufragio baby
roba dei tempi andati
il tuo personale fantasma
dei natali passati
Ci vorrebbe la sua tromba
una roba improvvisata
una nota dopo l’altra
come passi sulla strada
una sirena nella nebbia
da un’isola dimenticata
Mentre il fumo sale lento
tra le pale del ventilatore
lunghi stralci di silenzio
solo assenza di rumore
solo per l’amore dell’arte
per amore dell’amore
Potrei uscire anche stasera
se una donna s’accontenta
se ha bisogno di un abbraccio
e poi dopo s’addormenta
sposarsi solo per stanotte
ma cos’è che mi spaventa?
Sono un ragazzo cattivo, stella
sono un cuore di cane
lo puoi capire dai denti, stella
sono una bestia che ha fame
Non ti fare ingannare baby
dalla pelle d’agnello
tutto quello che luccica
in fondo è solo un coltello
Questo senso del tempo
e chi ce lo ha insegnato
a infilare ogni giorno
tra il futuro e il passato
questo ritmo Chet Baker
non l’avrebbe mai usato
Ci vuole troppo talento
per dosare un’improvvisazione
o una scimmia sulle spalle
per trovare la motivazione
guardare a lungo nel buio
fino a confondere ogni percezione
Liberarsi di tutto
non ricordare più niente
solo tu, la scimmia e la tromba
in un eterno presente
e una riserva di fiato
da suonare per sempre
C’è una luce giù in strada, stella
è il mio vecchio locale
puoi passare per caso, stella
e sentirmi suonare
Puoi passare per caso, baby
o tirare diritto
ma non cambia una nota
in ogni pezzo che ho scritto
Nostra Signora dei Pentagrammi
fa che la sala sia sempre piena
e ci sia un applauso silenzioso
per me e la mia scimmia sulla schiena
che di tutto questo soffiare controvento
ne sia valsa la pena
Vedi…Questo vecchio ragazzo solo
in fondo chiede un prezzo onesto
un po’ di neve per la scimmia
il nome sopra il manifesto
una bottiglia di qualcosa
e puoi tenerti tutto il resto
Non posso uscire la fuori, stella!
il cielo fa troppa paura
mi basta questo soffitto, stella
con la sua vecchia pittura
Non posso uscire la fuori, baby!
e smettere di suonare
non so se dopo saprei
Ricominciare…
di Marco Giuffrida
Ecco cosa io chiedo al vento...
Musica.
Giunge lontana, quasi un sogno.
Attesa e commozione.
Aliti di Vento
vorrei che arrivassero dal Mare lontano,
col carico del sale dei Ricordi.
Carezze mai avute e mai donate.
Illusioni nel buio della Notte.
Solo luci di Stelle
senza lo splendore della Luna.

M’incantano i tuoi occhi, lo sguardo tuo rivolto
Più lontano del sole a dar conforto al volto.
Ti carezzo i capelli mentre, tremante e stanco,
or ti guardo smarrito, innamorato e affranto.
Son qui disorientato, vorrei poterti amare
E sfiorarti le labbra e poi farti parlare.
Ti sfioro col mio fiato, con le mie sporche dita,
Ora che t’ho creata, vorrei darti la vita.
Strano come l’amore possa produrre affanno
Persino in una tela, in un palese inganno,
desiderare un bacio da un sogno, una chimera,
da una donna dipinta che un’ora fa non c’era.
Eppure più ti guardo e più ti sento mia
Come se palpitassi, vibrassi in sintonia
Col mio cuore che pulsa in perfetta armonia
Con te che, pur beffarda, sei mia, sei la Poesia!!!
Dino Licci
di Marco Giuffrida
Gocce di Mare verde
stillano da occhi persi all’Infinito.
Parole non dette dentro al cuore.
Lame taglienti urlano silenzi.
Frammenti persi del Destino.
Dio, dov’eri?
Restano Ombre di Vita
e Brandelli d’Anima.
Meravigliosa indecente parola
in essa
si raccoglie un tutto così immenso
che incute più volte
paura sgomento
Ti nutri di effimere gioie
delusioni
dolori passioni
Sei l'alfa e l'omega di milioni di vite
legate al tuo respiro
dolce veleno che
lentamente
inesorabilmente emetti ...
Concepisci follie dettate dall'amore
sei lutti e gelosie
profumi di ginestre ma non è giallo il tuo
colore.
Onori i nomi di coloro che per essa muoiono
li copri di fiori e poi ...
Solo cenere impunita rimane
testimonianza del tuo passaggio
Sei orrore
angosce
distruzione morte
insieme a felicità
passione
gioco crudele
desiderio
Sei la signora Pazzia !
Imbroglia
chi dice di non averti mai incontrato
pagliaccio funesto è chi di te
ne fa un bisogno estremo
Sei l'ombra grigia
cupa che avvolge il mondo
la verità di ognuno
la bugia pietosa
nella Patria di nessuno
Giulia

Con la testa di paglia e un gran cappello,
M’hanno lasciato solo in mezzo al grano.
Il vento già mi sferza tutto il volto
Volteggia molto in alto un gran gabbiano!
Devo tener lontani gli uccelletti
Che rubano le spighe: son guardiano
Con un fuscello al posto del fucile
La giacca rattoppata ed un badile!
Mentre gli uccelli scappano impauriti,
una gazza gagliarda s’è posata
sul braccio teso dove son finiti
vecchi bottoni d’oro arrugginiti.
Li becca, poi li strappa, forse vuole
Rubarne uno perché ancor sfavilla!
Ma il suo coraggio ancora mi commuove
Anche la paglia cerca un po’ d’amore!!!
di Marco Giuffrida
Scruto nei meandri più nascosti del mio cuore.
Mi piace farlo navigando il Tempo.
Cerco le mie Radici nel Passato.
Devo capirmi meglio,
per guardare nel fondo della Vita.
Sono tornato in quell’angolo di Terra,
là dove è iniziato Tutto.
Vuoti e Memorie.
Fugaci mani, lampi di occhi, veli di capelli.
E silenzi.
Con tutto da capire.
La Vita è un cerchio colmo di vicende.
Quante? Quali? Quali le mie?
Bocche mute.
Bocche che gridano.
Sorrisi.
Luccicare d’occhi. Lacrime.
Carezze e pianto.
Pianto di Mare, pianto di remi negli scalmi.
Grida di Pescatori.
Poi, e con se porta Tutto, un canto lontano.
Il Canto del “mio” Vento.
A piccoli passi
lasciati attraversare l'anima
lasciati prendere
la giusta parte del cuore.
Molti sono i momenti
che non riesci a respirare
l'aria complice manca
nell'abbandono
fai che la bufera dei sensi
ti cancelli il veto
lascia che tutto il tuo essere
si prenda goloso
il dono.
Lascia che il sogno si consumi intero
ti appartenga unico
leggero
che la tua nuvola di coraggio
pretenda il cielo
e gioisca dei colori
dell'arcobaleno
Lascialo volare via
quel vecchio antico pensiero
fai che rinasca piena luce
ossigeno puro
Caccia via la polvere
da un radicato stato sovrano
ingiallito dal tempo
ti mente invano
forse solo adesso sei libero e sereno
Lascia che il tuo cuore
senza nessun timore
ti prenda dolcemente per mano...
A piccoli passi, nei sentieri infiniti
del chiaro "sentire"
ti porti lontano.
Giuliana
di Paolo Ielo
brevi componimenti poetici, ricchi di colore e sensibilità
(dall’aereo)
Sopra le nubi
Mi sembri distesa Antartide
di ghiacci
pianura di nevi
deserto inesplorato
inondato di chiari
raggi di luce.
Deserto
Deserto
nell’aurea dell’etere
vicino
non c’è il consueto
brulichio di auto
e la gente
latitante dai marciapiedi già caldi
20 maggio, ore 15.26
Il re nero
All’alba.
mi sveglia il tuo cantilenante,
melodioso,
monologo.
precedi i volatili dormienti,
non è ancora,
l’alba e tu,
sai e «filosofi» con autorità,
come di re,
di re
nero.
Suo di viola
fine maggio ’06 mar Tirreno
L’argenteo è specchiato
sul
mare,
opaco
leggermente
mosso
al bordo della nave s’irraggia flutti
di schiuma bianca
e in direzione di prua
il profondo sposa il suo di viola,
l’orizzonte lontano.
...Di pace...
fine maggio ’06 mar Tirreno
Soffia impetuoso
a raffica il vento
nei pressi
a poppa
e io a resistergli gagliardo
di poca
forza.
Il sabato dei risvegli
il sabato
ho tempo per «respirare aria che non sa di ansia»
e d’improvviso, a tratti,
riprendo a vivere come se fossi albero,
gemmato a primavera
nel lento e gioioso risveglio
dei canti sussurrati di nuovo.
Vivere,
che non ti concedi
«oggi (come oggi»),
se non a chi ti conquisti;
vivere che ti doni all’idea del risveglio
spontaneo
oggi,
sabato.
Borgonuovo, 01/11/’06 – h.13.05
I need precious things
all around me
I feel on the air
in the space of a maybe
yours laws and rules
don’t help me
wash your hands
and let me see
those precious things
those thirty coins
yet I’ve thirty dirties girls
flatters owns groins
and when I’ll flow
from the highest branch
only precious things
I’ll see from that stance
Traduzione:
Ho bisogno di cose preziose/ tutt’intorno a me/ lo sento nell’aria/ nello spazio di un forse/ le vostre leggi e regolamenti/ non mi servono/ lavati le mani/ e lasciami guardare/ quelle cose preziose/ quei trenta denari/ che ho già trenta battone/ che si lisciano l’inguine/ e quando penzolerò/ dal ramo più alto/ solo cose preziose/ vedrò da lassù
di Giuliana Barontini
RITORNA PRIMAVERA
E ' tempo di fiori
di luce che traspare tra verdi foglie
di aria limpida come brezza del mattino
E tempo di ritorni e di aspettate emozioni
di cieli pulit
di momenti migliori
Delusi e incerti sono
i nostri pensieri
Tutto continua come se quello che aspettiamo
fosse con il ricordo
demandato ad un tempo lontano
Esplodi vetusta Primavera!
Splendi sole come ieri non lontani...
...Signora delle rose riempi il calice di buon rosolio e
profuma il vento del tuo arrivare
Carica di sorprese i tuoi valori
togli il coperchio al vaso di Pandora
Brucia con il fuoco degli Dei
questo inverno
che ha barato ogni sua mossa
rubato, tradito pensieri
Stanche, improvvise apparenze
solchi di luci nel grigio intorno
Brividi gelidi
ci tengono ancora prigionieri...
...Sparite, nell'eterno divenire
Agita di respiro il mare
colora tramonti da strafare
arcobaleni, in aquiloni tra le mani di bambini
verdi prati
fin dove arriva il nostro guardare
Cresce la voglia di nuovo, dell'antico splendore
la voglia di chiudere una stagione
La voglia di vivere al sole
sentimenti, attimi d'amore ...
... Di abbracciare stretta la nostra storia
e ripetere ancora: Ti voglio amare!
Quante volte l’hai sentito dire
quante volte lo hai detto
scritto
quante volte
ti ha fatto sorridere e
quante... la rabbia è salita
fino a soffocarti
il cuore
Scusami
solo una parola
mentre altro vuoi sentire
un verbo inutile
nella luce dell’aurora
Scusami
coscienza che si sgrava
che non si consola
ne riporta l’armonia
Scusami
promessa invitante
troppo facile parola
graffi che profumano
dolore
ricordi che si lasciano morire
mentre altre dolcissime
seducenti parole
ti rallegrano la vita
nel giorno che si
illumina di sole
Senza nessun ritegno
ne pudore
generosa nel donare
esperienze vane
ogni giorno
umilii orgogli e deridi passioni
Rare volte
miraggi lontani
ci sono sorrisi e poi
nel tuo proseguire
altezzosa ...
Nel veleno del tempo
intingi parole
nelle menti
trasmetti emozioni
mentre nel profondo
tocchi ferisci e sparisci
cometa nel livido cielo
Tu vita
sei demonio
un angelo senza ali
Su muri altissimi
ergi altari sacri
profani
consumi in essi
sacrifici inutili
miscugli di segni esoterici
rune stelle
abissali paure
Tu sorprendi
mastichi
digerisci e vomiti
illusioni amori
pieetà e dolori
Imprigioni anime
in perfide illusioni
Giochi con carte immaginarie
l'unica partita
che siamo costretti a giocare
falsa perfida
mortale
Sei l'ignoto che diventa vero
il reale che si difende appena
senza mai capire
dove vada e il conseguente perche'
Sei la vipera che si mangia il cuore
sei l'oltraggio
l'invisibile lealta
Sei, Sei ...L'unico invito che non puoi rifiutare
il solo pasto che ci e concesso
nel labirinto di un tempo indefinito
adorato amato
Tanto da difenderlo con forza
da non volerlo regalare
ne lasciare.
Sei la vita... E' bello ritornare!
Giuliana
di Giuliana Barontini
Sento il sole...
il suo raggio tiepido
scalda la mia pelle
il profumo dei fiori
mi riconduce nel tempo dei colori
delle speranze
dei sogni
che ancora so di realizzare
Sento il sole
lieve alito nel vento
silenzioso
cancella tracce
di sofferto dolore
La sua luce ancora pallida
carica di promesse
di emozioni
illumina la strada
nuovi sentieri
Energia pura
solletica sensazioni
I ricordi tornano a vivere
si fanno pensieri
nel tempo attesi
cercati ,trovati
senza il coraggio di farne poesia
Sento il sole
il mio corpo festeggia il disgelo
note di melodie
chiamano il sentire
provocano sensazioni
Intrigante
palpita e desidera
Sento il sole e ...
scompare tra i suoi raggi
la malinconia
il tormento di un momento
che finalmente
discende liquido
nelle fauci dell'oblio
Ho infilato l’anello al dito del maelström
e ne ho sposato lo splendore nero,
nel cavo delle mani del samurai bambino
ho adagiato il pettine di corallo di sua madre
e lontano nel tempo con una donna di silenzio
ho tessuto i fili di una preziosa ragnatela.
Ora sull’erba su cui un dio vomita vento
io dormo il sonno di un inquieto poeta
e nel sogno di nubi a cui rubare la pioggia
io piovo sul fuoco della bocca che amo.
Sotto la pelle ho scorribande di inquietudini,
migrazioni e fughe di desideri,
vagabondaggi di tristezze.
Sotto la pelle, senza pietà,
una solitudine di fuoco brucia
le mie brulicanti moltitudini.
Un’ algida fiamma
mi lambisce con verità crudeli.
Un fuoco senza amore
che brucia come l’amore.
La mia pelle è cenere di poesia,
il mio cuore un carbone acceso,
un rovente pane nero
per la fame di un demone arcano.
Sono la bacca di un dolore che sorride.
La fiaba nera di una donna di neve.
Custodito da un segreto, io,
respiro il sale di un viaggio proibito.
Accarezzo lo spettro dell’amante,
insieme taciamo tutto il mio canto.
di Giuliana Barontini
Ti parlerò di come un giorno muore
di come il tempo
legato all'imbrunire
si ferma un attimo a pensare
nel silenzio
che non respira e tace ogni rumore
Ti parlerò
di secchi rami e
terre brulle
senza fiori profumati
nè di rosso colorati
Di attese
che ricordano letarghi infiniti
di albe nate da notti cupe
maledette
senza rosati cieli
nè cime violette
Ti parlerò
di quanto, inutili domande
nascono in paludi tristi
abbandonate
Di come aquile arroganti
quasi fiere
si fanno passeri e
su alberi dal gelo spogliati
pregano il cielo per un raggio di sole
felici di tornare a cantare
Ti parlerò
di come un'anima pura
aspetta con ansia
che si alzino le sbarre della sera
per ritornare
dolce la chimera,
a sognare una lunga primavera
Ti parlerò di un cuore innamorato che finalmente
Raggiunta la sua anima... A Lei Racconta...
Io esisto ancora.!
di Giuliana Barontini
Cerco un po di luce
in una foresta
che respira dal vento
solo ipocrisia e dolore
Cerco la strada che mi conduce
nei silenzi colmi di emozioni
nella voce delle parole
Cerco i profondi abissi del cuore
Ti cerco senza dover abbattere
muri
fantasmi
maschere di carnevale
Cerco di te il coraggio che non hai
la passione che celi e non ti concedi.
Voglio la tua anima
se ancora la possiedi
Nel buio cerco un po di luce...
Cerco chi forse non è più.
di Giuliana Barontini
Il nuovo autunno si affaccia
prepotente
con la virilità apparente
di un maschio palestrato e ci mostra con orgoglio
i suoi frutti
sulla terra e nel cielo
Lui , cosi tiepido tenero
nello sbrogliare giorni nel tempo
adesso
arriva arrogante nel fresco di un vento quasi freddo
audace
Il colore che primeggia da subito è rosso fuoco
tagliando fuori i gialli ocra i verdi tenui
dolci riposanti colori
per gli occhi e la mente
Quasi con furia
si presenta
lambisce prepotente
anche la pelle
che al contatto si ritrae
cercando l'ultimo raggio caldo del sole
Piove e tutto quel falso lucido
travisa ogni cosa
Le foglie secche nei viali
tremano incredule
lasciandosi trascinare nel vortice
senza nessuna resistenza apparente
Dove sono le tue tiepide giornate Autunno...
Dove il venticello indiscreto
che leggero scompigliava i capelli in riva al mare
dove sono finiti i tuoi dolci tramonti
dove, le nostre ultime speranze
di godere ancora
dei resti di una calda estate
Tutto muta,tutto si confonde
Anche i ricordi svaniscono
portati lontano dalla malinconia
RIcordi di un altro tenero autunno
si tuffano nell'arroganza
di questi giorni di tempesta
La mente cerca parole
pensieri attimi
di una fine annunciata troppo presto
Poi sottomessa si adagia
non paga
su gli echi di di una stagione finita
sui rari sprazzi di luce
nel grigio tappeto del cielo.
Il colore vivo si schiude
trasmettendo delicati profumi
raccogliendo infiniti pensieri
tracce misteriose, ne esaltano l'incanto
E tu ibrido arcobaleno...
Sei il dolce ponte che ne orienta i passi
il graffio gentile dell'irraggiungibilità
La meraviglia di raccogliere nel tempo
le briciole cadute
le preziose essenze dell'anima
Il madrigale su le note di un bel ricordo
le mille gocce di Paradiso
oltre la misura dello spazio
Il calice della passione
ove il desiderio, sorseggia l'Amore
vestendo le parole di audacia
verità
fra le volte a vela della mente
Il tocco leggero di pelle
l'abbraccio che placa
la sete, alla fonte della vita
La fantasia velata di sogno
la fame di speranza, di umanità
il passaggio obbligato
per incrociare orbite più logiche
per correre tra le spine di rose mai colte
tra sentieri e viali, alle porte di città
Un messaggio fiorito
per valicare monti di assurdità
per liberare al sussurro del vento
le ali ferite
della libertà
Giulia
Una raffica di Bora:
il manto della Dama Bianca s'innalza
una vela si inclina in una riverenza,
ruota tra i frangenti sotto costa,
con educata maestria,
allontanandosi discreta verso il Golfo di Trieste,
cerchiato di spume saltellanti per il sole terso,
ottobrino.
di Marco Giuffrida
Per udire il lamento antico delle rocce
ho lasciato che Silenzio e Infinito
si spandessero nel cuore.
Ho guardato ai boschi radi,
stremati dalla fatica d’Essere ancora.
Ho vissuto la Tundra brulla,
attento alla Vita nascosta,
fra un fuggire d’ombre e lame di luci.
Mi sono abbandonato all’Infinito,
lasciando parlare il Silenzio al cuore.
Attento.
E immerso fra l’oro del Sole e l’argento del Mare,
ho atteso e vissuto il Giorno senza Notte.
Paesi arroccati.
Perle di pietra smarrite in vetta ai monti.
Uomini e donne.
Lampi d'occhi neri.
Uomini, donne.
Lampi d'occhi azzurri.
Valli deserte, torrenti secchi.
Polvere e lame di luci.
Teschi di pietra.
Anime fuggite dalle rocce scavate.
Macchie verdi fra i licheni gialli.
Braccia tese d'ulivi,
a raccogliere pioggia e sole.
Sassi strappati ai sassi,
per un germe di vita.
Lacrime d'uva.
Lava, neve nera.
Isola persa e trovata:
La pelle d'argilla,
Il ventre di fuoco.
di Marco Giuffrida
Velata dal sorriso del sole
vago errante
in questa eterea pista da ballo.
Insensibile al concetto di suolo,
se non per sentito dire
o per curioso sbirciare verso il basso,
la mia arte non conosce ostacoli.
Danzo guidata dalle correnti
che m’imprimono i comandi
per eseguire le più colorate evoluzioni.
Muto.
Osservo curiosa il volo degli uccelli,
dai più piccoli e gentili
ai più freddi, imponenti e rumorosi,
e il loro metodico utilizzo dei venti
quali fossero una grande rete di binari
dalle incoerenti direzioni
su cui transitare, da intercambiare,
fino alla meta preposta.
Li invidio.
La mia danza non ha destinazione:
cosa si prova ad avere un obiettivo?
Il cielo è deserto,
le correnti in disaccordo
e io la vittima.
Precipito.
Il mio essere si scinde
e perde identità.
Lacrime di me
vengono catturate da quel suolo
di cui possiedo solo il racconto
o di cui già so.
Parte di me c’è già stata.
Continuiamo la nostra danza,
mutiamo,
ci confondiamo.
Come stormi di eremiti,
vaghiamo.
Crazy Phoenix
Vivere
E' nei giorni che sfilano veloci
come perle sulla pelle lucida d'amore,
gli occhi appassionati
che parlano al silenzio
degli abbracci senza tempo.
E' la nebbia che sale leggera
tra i pensieri che accarezzano i sogni
e i volti vicini mentre le auto
sfrecciano fendendo attimi
di eterno amore.
E' stringerti ancora un po
e fermare il tempo tra le tue braccia,
è non voltarsi indietro
perdersi nell'arcobaleno immenso
che incrocia i nostri sguardi
in un altro sorso d'amore.
E' asciugare una lacrima
nel sorriso del tempo che non torna,
nel ricordo che resta nella vita che va!
Maria Rita Cuccurullo
Vorrei
che le case della mia città
fossero come stanze di una stessa casa
in cui tutti si conoscono troppo bene
per farsi veramente del male.
Vorrei
veder scendere la notte
come una grande coperta sulla città
una luce troppo breve
una stella cadente troppo veloce
per esprimere un desiderio.
di Alessio Pracanica
Attimi di confuso dolore
abbandoni che si mescolano nel buio del tempo
stanche, ataviche paure
risuonano nella mente
come un eco di montagna
il vuoto si prende tutti i pensieri
si fa colore e gli azzurri spariscono nei cieli migliori
Nuvole conosciute rubano i tramonti
spazi troppo vasti
gestiscono senza apparente convinzione
i timori.
I saluti stridono dentro di noi
come le rotaie di un treno ad alta velocità
impossibile lenire le ferite lasciate
fragili e solitari rimangono
Niente rassicura ne consola
Addii programmati, non sempre accettati
subiti
con il cuore gonfio del suo stesso battito
mentre l'anima ripete all'infinito
il suo inutile : No,non andare !
Poi, il vissuto risorge e ...
Nel vento caldo della sera
legato al filo, di una lucente speranza
un leggero mormorio
riesce finalmente a liberare parole
poche, magiche parole...
Torna presto Amore ...Mi manchi !!!
giulia

di Giuliana Barontini
Queste tre poesie, insieme, ne formano una quarta, con il messaggio finale in corsivo. Per questo le abbiamo riunite.
QUESTO NOSTRO CIELO!
Lo guardo, è "vivo" sopra di me
nel suo grigiore invernale
Ogni tanto una lamina di azzurro
leggera ,quasi invisibile
scrive veloce, su quella pagina
parole misteriose
e scompare.
Le nubi ,si rincorrono per sentieri sconosciuti
lasciando tracce di colore
ombre, su spiagge deserte.
Guardo ancora e Mi perdo...
Lontananze , evanescenti
si intrecciano a sguardi ardenti
Dolci, si muovono sensazioni
esplodono passioni e
si consumano nell'aria
desideri attesi
finalmente appagati
Nell'ombra della sera
nascosti nel suo infinito
sole e luna
attendono pazienti
il momento della loro visibilità
per riportare calore,sogno
su questa immagine di cielo
Una sponda che si offre gentile
al giorno che deve tornare
per far si, che ancora una volta
io e te abbracciati...
Lo ammiriamo felici
Questo nostro cielo.
ROSSO!
Il pensiero corre veloce
sulle rotaie di un treno immaginario
scintille, le parole
si vestono di rosso fuoco
per raccontare storie
Paesaggi conosciuti
si perdono a cercare l'infinito
nella nebbia dell'inverno
impenetrabile, seta grigia.
Colori opachi e vento
si intrecciano nella corsa
Milioni di forme impazzite
si contraggono e dilatano
sfumando l'armonia
Profumi invernali come polline segreto
si posano sulle piante gelate
spoglie di rami.
Fiocchi di neve,,bianchi fiori
aspettano sulle foglie rimaste
il disgelo
Sotto un cielo che non trasmette
nessuna emozione
nel silenzio ovattato della sera
Solo voi parole,solo voi
non tacete
vi ribellate.
Vi fate sillabe
frasi, suoni voci
grida.
Voi, un remoto
messaggio universale
troppe volte ignorato
tradito
nel desiderio di portare
gioia, sorrisi, sole
colore...
Come sirene marine
vi tuffate nel rosso di un tramonto
per riportare al tempo
e alla storia
il suo valore.
Un ritorno a sperare...
Nelle antiche
immutate
stazioni del cuore.
MASCHERE PER
...Pagliacci
Soli nell'anima
intrisi di superbia
catturano la platea
con echi di sorrisi lontani
persi!
Rubano stelle al cielo
e nel cuore restano solo
gemiti di dolore
Giocano con i sensi
pedine senza colore
carte sbiadite, in partite
senza onore!
Pagliacci, senza carnevale
impolverati di un ego cantastorie
chiamano per nome silenzi
parole
che nemmeno l'eco riconosce
e muto
le nasconde al sole!
Pagliacci, senza pudore
senza più lacrime
maschere sorridenti.
Siete un carnet
colmo di vuoto
solitudine tristezza e...
Affamati di mancato e mai Provato
... Amore!
IL GUASCONE e LA LUNA
Mi sento un po' Cyrano in questa situazione,
ho rime da poeta e l'animo Guascone,
rifulge la premura e il puro sentimento,
per esserti vicino mi fonderei col vento.
Qual brezza sfiorerei gli splendidi capelli,
cercando le manine e gli occhioni tuoi si belli,
I tuoi piedini andrei sovente accarezzando,
spostandomi quà e la e il corpo tuo baciando.
M'hai dato tanto amore,
che m'hai gonfiato il Cuore,
ed ora ho la gran speme,
che il nostro tempo viene!
Mia splendida fanciulla,
l'amore mio ti culla,
e culla il tuo destino,
fiorendoti in giardino.
Lassù sul tuo balcone,
ascolta il tuo Guascone,
ti innalza questi versi,
nei cieli bui e tersi.
Complice la luna splende,
vibra la voce mia....sale e discende,
scuotono le parole...fugge il timore,
e l'arpa del tuo Cuor suona d'amore.
Esco dall'ombra e mi vedi in giardino,
la mano nel petto e a te m'avvicino,
le labbra tue brillano...vibrando dischiuse,
vorrei si sfiorarle...e baciarle richiuse.
M'arresto con l'inchino del prode spadaccino,
e sventolo il cappello con fare dolce e bello...
Si muovono le piume nel volo a semiluna,
leggiadre come un fiume di baci e di fortuna...
Stefano Messi
di Dino Licci
Ed ora bruci sgomenta tra i tormenti
Tra croci e preci e monaci impietosi
Curasti gli ammalati tra i lamenti
Dissero ch’eri strega quei potenti!
Torturata, straziata e condannata ,
fosti legata a un palo e poi bruciata
per il tuo bene, per la tua salvezza
da questi santi, mistici vegliata!
Questa è la fede, questa la speranza,
e ti gettavan acqua a ritardare
che tu esalassi l’ultimo respiro,
ma te ne andasti con un gran sospiro!
Accanto a te squartato un gatto nero
Condivideva il tuo destino infame:
Una croce, una tiara, un tribunale
Tal la pietà di chi combatte il male!
L'immagine è un olio su tela dipinto da Dino Licci
E arrivano arrivano lettere
dallo starosta del vecchio villaggio
e una volta è caduta la grandine
e una volta è mancato il foraggio
e il mondo si muove veloce
come in una discesa va sempre più in fretta
e come un bambino si offende
se non gli dai retta
e credimi credimi credimi
c’è chi viene pagato per fare un lavoro
io pago per poterlo fare
ma questo non cambia il mio modo di amare
e a volte si ha l’impressione
di vivere dentro un confuso presente
ma a guardarlo davvero negli occhi
beh,è meglio di niente
cosa vuoi che capiscano tutti
il padrone di casa, il tuo servo gli amici
non hanno tempo per fare attenzione
si sentono, furbi, importanti, felici
sono vortici stupidi e immobili
pianeti che girano intorno a se stessi
stelle diurne, vegetali carnivori
specchi senza riflessi
ma tu non avere paura
su vieni vicino, su dammi la mano
che ti porto in un posto diverso
ti faccio sdraiare su un altro divano
dove sopra un tappeto di prato
sotto un cielo di rami vedrai giocare i tuoi figli
e dimmi tu Ilja Iljc se non sono queste
le cose che sogni
ma il futuro ci appare lontano
riusciremo a toccarlo davvero
avremo davvero la forza
di percorrerlo questo sentiero
o ci si ferma stanchi e confusi
e non si riesce ad andare più avanti
e ci si guarda sedere e seduti
invidiare i viandanti
non lo so amico mio
e non so se m’importa davvero saperlo
bevo ogni bicchiere del mio destino
soltanto per il gusto di berlo
e se ogni tanto ci trovo
la in fondo un sapore più amaro
vorrà dire che su qualcosa o qualcuno
adesso è tutto più chiaro
questi corrono corrono corrono
ma non fanno che girare in tondo
e il destino di tutta la gente
dei miliardi che affollano il mondo
sono fatti di sangue e di pelle
come me , come te , come tutti del resto
e andando veloci riescono solo
a sbagliare più presto.
Alessio Pracanica
PASQUINO
-
-
Io son Pasquino e dal cinquecento,
son testimone del gran fermento,
che in seno al popolo ha serpeggiato,
di bocca in bocca fu sussurrato.
E s’infuriavano gli allor “potenti”,
scomunicando gli impenitenti,
che osando scrivere quegli empi versi,
li avean dipinti cosi perversi!
Pur minacciate assai di morte,
le “Pasquinate”, sempre risorte,
in rime al collo io allor mostravo,
Vescovi e Papi vi beffeggiavo.
In Grecia classica presi le forme,
poi giunsi a Roma, bello e conforme,
sotto una strada finii sepolto,
nel cinquecento indi risorto.
Il tempo ingrato m’aveva sgraziato,
dal suolo emersi sì sfigurato
che fu intravisto nel volto mozzo,
“l’anonimato” salva singhiozzo…
Io davo voce al risentimento,
di chi nell’ombra con gran tormento,
versi di sfida m’avea affidato,
ché li mostrassi al gran clericato.
Le guardie spesso mi furon a fianco,
non si sa come e un po’sottobanco,
lesto il messaggio puntuale giungeva,
del nepotismo e dei vizi sfotteva.
fate attenzione o miei insofferenti,
se stuzzicate grandi e potenti,
dietro una maschera ben vi conviene,
celarvi in versi…. o avrete pene!
Stefano Messi
Un Abbraccio
Io ti abbraccio mentre taccio,
e al momento che lo faccio,
chiudo gli occhi un pochettino,
e Ti scruto da vicino….
I rumori circostanti,
sembran tutti più distanti,
percepisco il tuo calore,
sento i battiti del cuore,
stringo forte e delicato,
odo il fremito che hai dato,
le mie guance tra i capelli,
sulla schiena i polpastrelli.
Essi avvolgono pian piano,
poi c’è il palmo della mano,
Sensazione di calore….
fuori e dentro ….dentro al cuore,
Sono al buio eppur ti vedo,
tu comunichi e io credo,
che l’odor della tua chioma,
mi stordisce e mi frastuona.
Dal cervello ormai bollente,
vibra intensa la tua mente,
e giammai tanto vicino,
ti sentii da quando rimo….
Or ti stringo con i palmi
le due tempie.... e tu ti calmi,
poi ti stampo un bacio in fronte,
....e schiarisco l’orizzonte……
Stefano Messi