Gilles Gay - Quello che credevo qualdo ero piccolo

Da piccoli ci è stato ripetuto fino alla nausea che raccontare bugie ci avrebbe fatto crescere il naso, che non si dovessero accettare caramelle dagli sconosciuti o che per catturare gli uccellini bastava versare il sale sulla loro coda. Ora che si è cresciuti queste cose le ripetiamo fino alla nausea a chi adulto ancora non lo è.
Quando si rincasa dal lavoro, alla sera tardi, dopo una giornata particolarmente faticosa, non si sente forse il bisogno di credere ancora che la pubblicità dice solo la verità, che ogni domanda prima o poi avrà una risposta, che andare dal dottore basti per guarire? Ma dopo tutti questi anni molti di questi piccoli credo sono dimenticati, o confusi.
Ebbene, questo piccolo libricino è pieno di tutte quelle massime che hanno accompagnato la nostra infanzia!
Lo si può leggere per rilassarsi, per ricordare, per ridere un poco di noi… o più semplicemente, come mi ha detto la persona che me lo ha regalato, «per sperare che tra questi pensieri ci sia qualcosa in cui crediamo ancora, perché vorrà dire che siamo ancora in tempo per crescere, speriamo, in un mondo migliore».
Buona lettura.
(Silvia Armanini)