La volpe - Pag.2

La volpe ci guarda mentre noi imbocchiamo il sentiero in discesa. Il sentiero è abbastanza esposto ed è attrezzato con catene fisse di sicurezza. C’è neve ghiacciata.
“Facciamo attenzione a dove mettiamo i piedi!” si raccomanda Franz.
“Sì, sì, cerchiamo di non cacciarci nei guai.”
Mi reggo forte alla catena; come uno stupido prima di rimetterci in cammino non ho pensato a infilarmi i guanti e ora fermarsi è abbastanza problematico. Le mani serrate alla catena fredda, mi diventano due pezzi di ghiaccio.
Ogni tanto mi volto a vedere se si vede ancora la volpe e ho l’impressione che ci segua.
“Ehi, Franz! Non ti pare che la volpe ci segua?”
“Cavolo! E’ vero! Sta venendo giù dietro a noi!”
Rimane a una certa distanza, ma scende anche lei.
Ad un tratto Franz mi dice: “Attento qui c’è ghiaccio!”
“Dov…”
Non faccio tempo a finire di chiedere dove, che il piede mi scivola via. Mi reggo con tutta la forza alla catena, sbatto contro la roccia. Il braccio mi rimane chiuso tra la catena e la roccia!
“Ah! Che dolore!”
“Tutto a posto?” mi chiede Franz.
Mi rialzo e mi sforzo di rispondere: “Sì, tutto a posto. Solo una brutta pizzicata al muscolo del braccio. Come brucia!” Meno male che c’era la catena, se no…”
Franz si mette a ridere e riprende il cammino e io trovo difficoltà a scendere un salto roccioso.
“Ma da dove sei passato?” chiedo a Franz. “Di qui c’è ancora ghiaccio.”
“No, non di lì! Spostati un po’ più a sinistra!”
“Ma da dove cavolo sei sceso?”
“Lì, lì! Metti il piede più in basso!
“Ma dove? Non vedo!”
Mentre io impreco in tutte le lingue del mondo, Franz torna sui suoi passi per venire a darmi una mano, ma non serve, perché finalmente trovo dove appoggiare il piede e sono fuori anch’io dalle difficoltà.
“Porca miseria! Vorrei avere l’agilità di quella volpe. Guarda come scende tranquillamente” dico, tirando un sospiro di sollievo e uno di dolore per il braccio dolente.
La volpe continua a seguirci a distanza e sparisce solo quando incrociamo un altro escursionista che procede in senso opposto, per poi riapparire di nuovo e noi siamo sempre più increduli.
Una volta giunti al rifugio raccontiamo della volpe. Ci saremmo aspettati che ci dicessero che sono a conoscenza di una volpe che si lascia avvicinare dall’uomo, ma invece non è così. Sono increduli.
Al rifugio ci rifocilliamo e quando usciamo ci guardiamo in giro se vediamo la nostra volpe, ma non c’è più.
“Stavolta se ne è proprio andata.” Mi dice Franz.
Peccato. Però è stato un incontro emozionante.”
Ci consoliamo guardando le marmotte che si rincorrono sui prati dell’alpeggio.
Prima di tuffarci nel bosco, mi fermo ad un torrentello a riempire la borraccia, mentre Franz si ferma poco più avanti a fare qualche foto.
Prima di riempire la borraccia raccolgo un po’ d’acqua nel palmo della mano, sto per portarlo alla bocca per bere, quando dai sassi sbuca una vipera. Faccio un balzo indietro e mi trovo seduto per terra! La vipera è davanti a me ritta in piedi, quasi che voglia attaccare. Sono impietrito. Franz non lo vedo e io non riesco neanche a gridare.
La vipera sta per lanciare il suo attacco, ma le si para davanti la volpe!
Franz sta tornando sui suoi passi, mi vede a terra e comincia a correre.
La vipera attacca, ma la volpe con un guizzo scarta di lato e la addenta proprio dietro la testa.
Uno schizzo di sangue e la vipera giace inerme a terra. La volpe ferma mi guarda, poi trascinando la sua morbida coda si inoltra nel bosco. Intanto mi rialzo.
La volpe si gira, mi guarda, io la guardo in silenzio.
Poi non la vedo più.

19.01.2009