The Kingmaker Pag.3

Accapigliandoci gli uni con gli altri, sembriamo tutti aver dimenticato chi è l’autentico colpevole di siffatta questione! Egli senza dubbio sogghigna, vedendovi litigare, e in voi non sembra esserci altro desiderio che soccorrere il suo gioco! In questi anni abbiamo costruito immensi eserciti, mandiamoli alla dimora del Fabbricante e facciamolo portare in ceppi di fronte a quest’assemblea. Che renda conto dei suoi innumerevoli torti!
E dopo queste parole, una rappresentanza di tutti i maggiori eserciti si recò presso la casa del Fabbricante di Re, intimandogli di seguirlo.
Quando questi comparve, in catene di fronte all’assemblea, alte urla si levarono verso di lui ed innumerevoli pugni si alzarono per minacciarlo.
Il Fabbricante, per nulla turbato da tutto quel trambusto, si fece avanti e cominciò a parlare.
Popoli della Terra, di cosa mi si accusa? Si dice che l’umanità intera sia sull’orlo di una guerra rovinosa per causa mia? Che le mie occulte trame abbiano condotto a ciò?
Immagino che questa soluzione sia la più facile a prendersi. Incolpare me d’ogni male possibile e discolpare voi d’ogni probabile conseguenza. E allora perché odiarmi? In fondo vi si offre la possibilità di dar sfogo ai vostri più bassi istinti, facendone ricadere la colpa su di me.
Invero dovreste ringraziarmi!
Invece mi pare di vedervi, popoli della Terra, fuori dalla mia officina, con i vostri melensi sorrisi, con l’atteggiamento che è proprio dei servi, vogliosi d’ingraziarvi la mia benevolenza, per ottenere sconti su ciò che non ha prezzo!
Chi vi costrinse a venire, popoli della Terra? Chi vi supplicò d’accettare la mia opera? O foste voi, piuttosto, ad implorare che vi fabbricassi i re più disparati e c’era chi lo voleva bello, chi forte, chi magnanimo e giusto. Ma non era in mio potere darveli quei re, popoli della Terra, perché l’unico obbligo cui la mia arte soggiace è l’amor del vero. Come un grande pittore non può far a meno di dipingere una verruca sul volto, così io debbo costruire i monarchi ad immagine e somiglianza di chi li desidera. Volevate dei re migliori? Avreste dovuto render prima migliori voi stessi!
A ciascuno ho dato il suo ed a nessuno è stato fatto torto. Ma accettare questo, sarebbe pretendere da voi il senno che non avete e che ricercate in questi vuoti simulacri!

Ciò detto scese dal podio e cominciò a percuotere tutti i re presenti, facendoli cadere al suolo e rivelandoli per ciò che erano, legno e cartapesta, metallo e chiodi, colla e vernice.
Adesso direte che vi ho ingannati, che con arti illusorie vi ho fatto credere ciò che non era. In verità vi dico che avete ricevuto per quanto avete pagato. Nulla, in cambio di niente.
E com’eravate contenti, andando via dalla mia officina con un fagotto di stracci sotto il braccio!
E adesso vi dico, popoli della Terra, d’ora in poi fabbricateveli da soli, i vostri re e vedremo se sarete capaci di compiere un lavoro migliore del mio!

Quindi con un solo gesto sciolse le catene e si allontanò, scomparendo alla vista.
Da quel giorno i popoli della Terra presero l’abitudine di fabbricarsi da soli i propri re, e non con il legno e il cartone, ma scegliendoli tra gli uomini più saggi e meritevoli.
Nonostante questo, di nuove guerre ne scoppiano sempre.