Marzo 2009 "Miguel de Cervantes Saavedra" di Alessio Pracanica

Nel giorno di San Michele
(succinta biografia di un caro amico muy ingenioso)

Miguel de Cervantes Saavedra, nasce a Alcalá-de-Henares il 29 Settembre del 1547, giorno di San Michele, quarto dei sette figli di un modesto chirurgo- cerusico, Rodrigo de Cervantes.
Ciò secondo la leggenda…anche se il suo certificato di battesimo è datato 9 Ottobre…
Della sua educazione umanistica, l’unica prova che ne rimane è la pubblicazione di quattro poesie giovanili in un’opera di Juan Lopez de Hoyos, il quale lo definisce “ il nostro caro e amato discepolo Cervantes”…in ogni caso, già nel 1568, il caro discepolo si trova in Italia, ove si era rifugiato per scampare a dieci anni di carcere e al taglio della mano destra (e questo sarebbe stato decisamente un guaio!) per aver ferito, in un duello, tale Antonio de Segura…
Si reca quindi a Roma sotto la protezione del cardinale Giulio Acquaviva,…il carattere “vivace” lo fa optare per la vita militare…partecipa alla battaglia di Lepanto nel 1571, imbarcato sulla galera “Marquesa”…viene ferito al petto e perde l’uso della mano sinistra ( da qui il soprannome “el manco de Lepanto”)…trascorre alcuni mesi di convalescenza a Messina…tutto ciò non lo scoraggia, anzi…l’anno dopo è già a Navarino, per suonarsele di santa ragione con i turchi nel corso dell’omonima battaglia…nei due anni successivi partecipa alla presa di Biserta e alla battaglia di Tunisi…con la sua guarnigione si sposta tra Napoli, Messina e Palermo…

Nel settembre del 1575, quando sta per tornare in Spagna, forse fidando che siano state dimenticate le sue vecchie pendenze con le patrie galere, viene catturato dai turchi e venduto come schiavo…per cinque anni cercherà inutilmente di fuggire, fino a quando non viene riscattato ad opera di alcuni frati…Appena tornato, si reca in Portogallo dal re Filippo II, ed ottiene un incarico da svolgere ad Orano. Al ritorno tenta, invano, di partire per l'America.
Tra il 1583 e il 1585 scrive diverse opere teatrali, rappresentate con alterna fortuna.
Nel 1584 sposa Catalina de Salazar y Palacios, mentre prima gli era nata una figlia Isabel, dalla relazione con un’altra donna, tale Ana Franca de Rojas (forse un attrice).
Nel 1585 pubblica il romanzo pastorale “La Galatea”.
Dal 1587 fino al 1600 abita a Siviglia, percorrendo l'Andalusia come intendente per la fornitura di viveri per l'Invincible Armada,… l’incarico, mai retribuito, gli rende un paio di scomuniche per aver sequestrato beni di proprietà ecclesiastica…
In seguito, rimasto senza lavoro per opera della marina inglese, accetta l’incarico di esattore delle tasse nella provincia di Granada.
Tra il 1587 e il 1597, si impelaga in nuovi guai giudiziari a causa di alcune irregolarità nelle forniture e per essere stato coinvolto nel fallimento di un banchiere, cui aveva affidato le somme riscosse con le tasse …le noie legali e i soggiorni in carcere saranno una costante della vita di Miguel Cervantes, permettendoci di porre un interrogativo…se cioè egli fosse uomo molto sfortunato e poco felice nella scelta delle amicizie, oppure individuo di mentalità disinvolta, come farebbero pensare tutte le condanne che subì…lui, nel corso del Don Chisciotte, si definisce scrittore “che ha più pratica di casi avversi che di versi”…lasciando intendere che sia la sfortuna la causa di tutti i suoi mali…io però, pur volendogli molto bene, propendo per la seconda ipotesi,…anche perché, Miguel, scrive troppo bene per essere un semplice frescone…mi risulta molto più facile credere che fosse (con tutto il rispetto per donna Leonor de Cortinas) un figlio di buona donna…
Si presume che cominci a scrivere il “Don Chisciotte” verso la fine del 1500, anno più anno meno,…nel 1603 si trasferisce con la famiglia a Valladolid, sede della corte, e nel 1605 pubblica la prima parte del romanzo con il titolo “ El ingenioso caballero don Quijote de la Mancha”.
Nello stesso anno, viene ucciso di fronte a casa sua (questa è jella!) il cavaliere Gaspar de Ezpeleta…Cervantes e la sua famiglia saranno arrestati e lui sarà processato per questo delitto…assolto, si trasferisce a Madrid nel 1607 al seguito della corte e nel 1613 pubblica le “ Novelas ejemplares “ e l’anno dopo “Viaje del Parnaso”.
In questo periodo esce una seconda parte del “ Don Chisciotte” ad opera di un certo Alonso Fernandez de Avellaneda (uno stronzo, sicuramente) che, non contento di questa bella impresa, nel prologo insulta Cervantes…” Ha più lingua che mani; tutto e tutti lo mandano in collera, per questo è cosi privo di amici”.
L’orgoglio ferito ne stimola la creatività e ciò lo induce a scrivere la seconda parte del romanzo, in cui si prende anche una piccola vendetta…fa in modo che Alonso e Sancio incontrino alcuni personaggi presenti nella falsa seconda parte,… uno di essi addirittura accetterà di testimoniare, davanti all’alcade del villaggio, che il Don Chisciotte qui presente “non è quello che andava alle stampe in una storia intitolata – Seconda parte di Don Chisciotte della Mancia-, composta da un certo de Avellaneda, nativo di Tordesillas “ …perfino nel testamento, l’ormai rinsavito Alonso Chisciano il Buono si ricorderà di Avellaneda per aver scritto “tante e tante sciocchezze”.
Verso la fine del 1615 pubblica le “ Ocho comedias y ocho entremeses nuoevos nunca representados “ nel cui prologo scrive “ Composi in quel tempo fino a venti commedie o trenta, e tutte si recitarono senza che si facesse loro offerta di cetrioli né di cose da lanciare”…anche se fosse stato davvero un rissaiolo senza scrupoli, con più lingua che mani, come si fa a non voler bene ad un uomo simile?
Ed è per questo che ne piangiamo la morte, avvenuta a Madrid il 22 aprile 1616.
Nel 1617, la vedova provvede a far stampare, postuma,… “ Los trabajos de Persiles y Sigismunda. Historia septentrional” … ambiziosa opera di ispirazione classica.

Alessio Pracanica