Poesie

"A cup of tea" di Leila Mascano

di Leila Mascano

Lasci, signore, che io la droghi
con una tazza di tè.
Osservi la natura femminile
della tazza,
la sua forma accogliente,
i manici come le braccia
della Maya, nel mio caso vestida.
Le offro una lingua
di gatto, con la punta
intinta
in fine cioccolato
che si scioglie lentamente in bocca
giacché sono i piaceri lenti che c'incantano.
Scelga tra lo zucchero
raffinato o di canna.
La prego lo lasci
scricchiolare tra i denti.
Dopo aver scelto zuccheri il suo tè
senta scendere dentro
un calore che scalda
una dolcezza che incanta.
Offuschi un poco
la sua visione chiara delle cose
in questo tenue vapore
Mi guardi sopra questa tazza
in cui potrebbe annegare.
Guardi i miei occhi - lo giuro,
potrebbe annegare anche in quelli.
Potrei se volessi
fermare il suo orologio
e per chissà quale diavoleria
farle perdere un po'
del suo tempo prezioso,
per farle perdere qualcos'altro
( un treno, la testa, il cappello )
e le farei un gran favore
ma mio caro, come potrebbe ripagarmi?
Non voglio soldi,
né sesso, né cose
più o meno tangibili
che mi può dare
ma l'avverto, mentre rifiuta il mio tè
un pezzetto della sua anima
scivola nella mia tasca.
Giungiamo dunque a una tregua
che soddisfi entrambi.
Lipton, Classic, Earl Gray,
o come che sia
un tè è un tè è un tè
come per Ronsard la rose
est la rose est la rose.
Non diamo nomi a quel che c'è
se c'è se c'è se c'è
e se ci va ogni tanto,
pour quoi? Pour amitié?
Beviamo insieme un tè.

"A Fabrizio (De Andrè)" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Prati di fiordalisi e papaveri rossi.
Giacigli d'amore e di morte.
Puttane redente e anime perse.
Preghiere, ballate, canzoni.
Carezze sulle corde tese
di una chitarra complice.
Cielo è il fumo della sigaretta.
Ho provato a cantare i Tuoi versi,
ma le labbra restano ferme,
la malinconia è nel cuore.
Perché,
non verranno più canzoni nuove.

"A mia figlia" di Giuseppe Colonna

Mentre dormi Bambina mia,

Come la luna piena

In un cielo perlaceo

Mellifluo il tuo viso

Irradia l'innocente bellezza.

"A piccoli passi" di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini
A piccoli passi
lasciati attraversare l'anima
lasciati prendere
la giusta parte del cuore.

Molti sono i momenti
che non riesci a respirare
l'aria complice manca
nell'abbandono

fai che la bufera dei sensi
ti cancelli il veto
lascia che tutto il tuo essere
si prenda goloso
il dono.

Lascia che il sogno si consumi intero
ti appartenga unico
leggero
che la tua nuvola di coraggio
pretenda il cielo
e gioisca dei colori
dell'arcobaleno

Lascialo volare via
quel vecchio antico pensiero
fai che rinasca piena luce
ossigeno puro

Caccia via la polvere
da un radicato stato sovrano
ingiallito dal tempo
ti mente invano
forse solo adesso sei libero e sereno

Lascia che il tuo cuore
senza nessun timore
ti prenda dolcemente per mano...

A piccoli passi, nei sentieri infiniti
del chiaro "sentire"
ti porti lontano.

"Acqua, terra e fuoco" di Frank Spada e Carla Casazza

Per una visione migliore cliccare sull'immagine.

"Alzheimer" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

(A Marcello)

Solo messaggi vuoti.
E dal tuo incedere incerto
il segno di una vita chiusa dentro a un cerchio.
Dal disgregarsi dei pensieri,
solo un turbinio di parole oscure
e l’irrefrenabile moto delle dita
alla ricerca vana di tutto e nulla.
“Chi sono io per te?” Domando, il cuore devastato.
Ma non ho letto risposte nei tuoi occhi spenti.
E, forse, io davvero, per te, non sono.
Di certo non faccio più parte del tuo Mondo.
Neppure Speranza
nei Tuoi Orizzonti di oggi o di domani.
Solo Vuoto, a barriera fra noi.
E Spazi infiniti:
Grigi e senza Luce.

"Angeli" di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini

Ci sono angeli
che passandoti vicino
ti segnano con le ali
una traccia nella
fonte della vita

li ...l' acqua pura
scorre tra le pieghe
del tempo e
seguendo le rughe
dell'anima
arriva fino alle porte
dei cuore

Questi angeli sono
come il raggi
del sole
illuminano ogni
pensiero
lo rendono
visibile e ne fanno
semplice amore

Difficile è scoprire il
loro cammino
il loro destino...

Si avvicinano leggeri
senza far rumore

nel silenzio
si odono i loro passi
camminare nel cuore

quando l'incontri
ne senti il profumo
la voce è dolce
sensibile pura
ti trasmette sereno
cancellano odio
dolore paura

Non scacciarli
impara a seguirli
sono discreti
semplici leggeri
come i buoni consigli
degli Amici veri

nella tua vita con
amore sincero
se passeranno
lasciali entrare
sono angeli ...

i messaggeri del Signore

"Anima" di Giuliana Barontini

Guardati dentro Anima
dimmi se sei triste
stranita
nel tuo inutile e confuso
forgiare ormai la vita

Se qualcosa ti graffia
mordendo il respiro
nel contrabbando di minuti
attimi
da guadagnare
se il sole tremulo
di un inverno da incontrare
ti riporta lontano
nel tuo vano
infinito vagare

se nei tuoi vuoti giorni
il profumo del mare ti basta
per ricordare
se crocifissa ad una ruota
turbinosa
riesci a riposare

Dimmi ...se nella voce
del vento
senti nella notte
la sua anima cantare

Se soltanto col pensiero
aquilone grigio
nell’azzurro cielo
ti ricordi l’arte di volare

Dimmi ...con quanta passione
accese le tue voglie
attendi quell’istante
appuntamento di luce
nell’infinito
per trovar la pace

Guardati dentro anima
leggi il tracciato del tuo cuore e
senza paure sogna

visita nei ricordi il suo sorriso
la sua dolcezza
il suo sguardo
il suo vigore

Ascolta in fondo
al pozzo del sentire l’ eco Che Ti chiama... Amore!

"Apnea" di Carla Casazza

Ho fissato a lungo l'acqua,
dubbiosa
poi un tuono mi ha riscossa.
Ho deciso:
voglio guardare la vita negli occhi,
chiuderli solo negli attimi intensi
da fissare per sempre nel cuore.
Prendo la rincorsa,
mi tuffo,
trattengo il respiro...
apnea
Resterò così,
in apnea,
fino all'attimo in cui
portò chiudere gli occhi
per sentire fino in fondo la vita

di Carla Casazza

"Aspetterò" di Giuliana Barontini

ASPETTERO'

Aspetterò quello che nessuna promessa
mi ha regalato
caccerò il pianto, con un sorriso sereno
la delusione
con la voglia di andare lontano

Aspetterò che il timore si faccia parola
paziente,muta
che il nuovo respiro
si confonda nell'aria
e di rosso, scriva leggero
parole mai scritte
profumo d'infinito

Aspetterò la fine di una guerra
con il sentire
ascolterò cadere le manette
dal cuore
senza rumore ...
Come l'alba silenziosa
la notte, giustizia leggera

Sarò vermiglio nell'azzurro del mare
caldo sangue nelle vene
abbraccio tenero,intrigante
sapore di vita sulle labbra

Aspetterò la fine di attese mai paghe
sarò parte dell'universo, al sorgere del sole

giulia

"Aspetto pensieri" di Giuliana Barontini

Seduta 
su di una anonima panchina
la testa appoggiata
sul nudo intreccio di legno 
aspetto i miei pensieri
 

Qui, sono loro a trovarmi 
dopo aver cercato 
nel mistero della mia mente
Ho bisogno di capire 
di raccogliere le briciole di senno rimaste

La natura intorno 
mi accoglie senza domande 
sento il vento come una carezza e intanto...

Lo sguardo 
perso nel lontano presente
si posa sul girotondo di bambini
il suono di voci , leggero familiare 
mi raggiunge e
la melodia di un tempo
ritorna con il sapore di un ricordo

Giorni amari questi, mi dico
Ore, desideri e volontà
sfuggono al controllo
 

Si fanno rondini scure e spariscono 
nel cielo azzurro
che cambia 
con la velocità del fulmine

Fuggono alla comprensione
alla pietà 
incapaci di rimanere  presenti
e solidali
con la mia ricerca di verità

Pensieri e ricordi 
si parlano senza capirsi
fremiti, sensazioni  di un vissuto 
si lacerano
annegano nell'aria fresca 
di un inutile pomeriggio
Nella mente un solo monito
Non posso salvarli.

Sul sentiero che mi riporta a casa 
i lenti passi
sono in simbiosi 
con i battiti di un cuore stanco 
incredulo.
Non posso salvarli ,mi ripeto... 
...E' tardi!

Giuliana

"Avvertenze" di Alessandro Mazzà

di Alessandro Mazzà

Conservare il cuore in luogo asciutto

Al riparo dai temporali non improvvisi e dalle

Piogge acide di lacrime

Dai ladri e dagli assassini

Di tempo e di parole

Dall’inganno dei giorni

Dalla comprensione degli altri

Dalle emozioni non violente

"Brindo!" di Giuliana Barontini

Sorseggio dal mio calice un vino aspro e impuro
Lento, miete la mente 
Ne fa un unico chicco di grano
sepolto e mai nato

Brindo con l'inferno... 

Il respiro come nebbia 
appanna il bicchiere
Stretto fra le dita
briciole di molecole  
piangono 
rosse lacrime 
di fuoco
Sorsi di veleno 
su ferite tribali
 

Nell'anima muta
grappoli di dolore
si fanno liquido... 
...Per dissetare un Addio.

"Carnevale" di Giuliana Barontini

Tu
non aspetti il carnevale
rimani come sei :

Affabulatore di intenzioni
equilibrista senza rete
giocoliere di circo.

Il tuo vestito come pelle
sorriso dipinto
vorticoso gira il mantello
che ruba luce al cielo.

Vieni carnevale
confondi... travesti
inganna
maschere viventi
ti sono amiche,
occhi che scrutano
senza mostrarsi
brandelli di cuori
confusi,
in variopinti coriandoli
nella falsa ... vorticosa
follia.
Rumori ... balli
colori,
con le parole a coprire
mille giorni tutti uguali .

Sei una pagina di vita
carnevale
sei un po tutti noi
anche se qualcuno
incredibile, ma vero
di questa illusoria,
tragica maschera

ne fà l'Unica,
ragione di vita.

"Carnevale" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Farina, a spianare rughe di facce già grigie.

Visi di gomma.

Tamburi e danze, per nuovi esorcismi alle Morti,
che passano distratte,
avvolte in cupi mantelli,
e il loro ghigno stampato.

Folletti assurdi, senza boschi,
agitati dal ritmo di un Samba,
accompagnano carri:

Figure senza storia e bugie di cartapesta.

Ovunque fiocchi di carta,
sibili e saette colorate.

Bambini mascherati e spenti,
immolati, innocenti, al Carnevale.

"Cous-cous" di Alessio Pracanica

mangiami
in questa notte tiepida
di odori e di speranze
tu nutriti di me
ma gustami
mastica lentamente
senza inghiottire niente
d’intero o d’incompreso
avrò il gusto che tu vuoi
e puoi
mescolarmi alle verdure
insieme a spezie molto rare
alle lacrime più amare
tanto sai dove tagliare
e con la lama scrivimi
parole intraducibili
segni inesplicabili
nei punti più sensibili
ci vuole un certo stile
nel rito del mangiare

*Nulla è vero, tutto è permesso
(William Seward Burroughs)

"Decadenze" di Roberto Ritondale

di Roberto Ritondale

Cadono petali
dal fiore
che appassisce.
Cambiare l'acqua
ormai
non serve più.

"Desidero dire all'Amore" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Note di violino ed il canto del vento
accompagnano il mio essere, stasera.
Vuoti e silenzi  affollano il buio
di una notte che sembra senza fine.
È bello così,” rivivere”,
senza angoscia e solo con dolcezza.
È quasi una carezza quel soffio del Vento
che, lieve, mi porta lontano nel Tempo.
Desidero dire dell’Amore,
in questa splendida notte senza Luna.
Tenerezze d’Incanti e momenti fatati,
nella fatica d’essere e crescere,
fra piante complici di sguardi,
e neppure ricambiati.
Sogni, e speranze conservati in cuore
con ogni altro nuovo, dolcissimo, Amore.

"Dissolvenze" di Roberto Ritondale

di Roberto Ritondale

Svanisce l’immagine di te,
si assottiglia il dolore.
Latente ricordo,
passeggi come un’ombra
tra pensieri convulsi.
E intanto la sofferenza
già perde spessore,
si materializza
una strana tristezza.
Una strana amarezza:
retrogusto di te.

"Donna" di Loretta Fusco

di Loretta Fusco

Donna,

dolce creatura,

nata da un grido di dolore

di chi come te

ha offerto alla vita

il suo più bel dono.

Donna,

dispensatrice d’amore,

sempre pronta a rinnegarsi

ad annullarsi

per affermare te,

figlio di quel dolore.

Donna,

umiliata e offesa

da secoli di lotta,

senza voce il tuo grido disperato

soffocato in un rantolo

nel mare dell’indifferenza.

Donna,

violata e mortificata

nel corpo e nell’anima

dalla forza devastatrice dell’uomo,

che ubbidendo a un istinto primordiale

t’ha sopraffatta senza una ragione.

Donna,

impietrita dalla sofferenza e dall’inganno,

sulle macerie della tua vita

qualcuno ha posato un fiore,

rinascita e rinnovamento

il significato.

"E' l'ora" di Giuliana Barontini

Alla finestra
leggeri veli ondeggiano 
lasciando intravedere 
immagini dorate
Sembra tutto nuovo da guardare  
la voglia di uscire, toccare ogni cosa è grande

E' L'alba
 
L'aria ancora fresca 
ristora e invita
Esce dal cielo rosato 
il primo raggio di sole
prepotente fa della rugiada
posata su ogni cosa 
il suo splendore

I capelli legati con un nastro 
la veste leggera 
sorrido a tanto amore.

Un alito di vento  
riporta il brivido della vita...
...E' l'ora di riprendere  il cammino!

Giuliana

"E' scoppiata la vita" di Dino Licci

di Dino Licci

Un Miliardo,
due miliardi,
tre miliardi,
tanti miliardi
di anni!
E’ scoppiata la vita
Così all’improvviso,
qui sulla terra,
un soffio di magia,
una briciola di tempo
nell’infinito andare.
E’ scoppiata la vita
e i venti, i venti giocano
giochi d’incanto
e increspano i mari.
Mari inebrianti,
mari festosi,
mari crepitanti.

E’ scoppiata la vita!
Volano gabbiani sibilanti, forano
Le nuvole,
le nuvole, le nuvole,
le nuvole dei bimbi
le nuvole dei semplici,
le fantasiose nuvole,
che navigano i cieli
nel loro eterno andare.

E’ scoppiata la vita,
ruttano i vulcani
tutta la loro rabbia,
la loro impotente rabbia:
tu non hai capito,
non hai apprezzato,
non ti sei fermato qui,
qui dove sei, in ogni luogo,
in ogni tempo
qui, proprio qui,
qui sulla terra
è scoppiata la vita.

Un ulivo maestoso,secolare,
Grida il suo pianto
Contorcendosi tutto, annodandosi intorno,
e ti chiama, ti chiama, ti chiama
con i suoi rami frondosi,
con le dita legnose:
Guarda, guarda, fermati, annusa,
inebriati del sapore della terra,
sporcati le mani,
per una volta, una volta sola,
sentiti animale,
sentiti fratello, non dominare.
Senti, senti la rugiada:
si scioglie lentamente,
svanisce per incanto
al primo raggio di sole
e porta via i segreti,
i segreti della notte,
la silenziosa notte,
la saggia notte,
quando fuochi lontani
nell’immenso Universo,
nel misterioso,eterno ruotare,
ti fanno sentire piccolo
ma piccolo, piccolo, piccolo
e annichilisci di sgomento
oppure ti esalti al pensare
che la tua piccola mente
contiene tutto quanto
questo immenso,eterno Mare.

E’ scoppiata la vita!
Ed ha tinto d’azzurro
La grande madre terra.
Fra tanti sassi ruotanti,
fra tanti astri ardenti,
qui è scoppiata la vita,
dove sei tu.
Sei tu l’azzurro,
sei qui con gli altri,
bianchi, neri, gialli, piante o animali.
Sei tu la vita, sei Tu,
non lo dimenticare!

"Fantaiku 2000 - 2002" di Martino Tontodonati

di Martino Tontodonati

la grande poesia orientale unita alla fantascienza occidentale. Perle di uno dei pionieri di un nuovo genere letterario

Queste poesie sono un estratto da:
A.A. V.V., Fantaiku, Editore Delosbooks
Sito internet: www.delosbooks.it (acquistabile su www.delosstore.it)
ISBN: 88-96096-22-5
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’«Associazione Delos books», piazza Bonomelli 6/4, 20139 Milano, fax 02 700439394, email: staff@delosbooks.it
Pubblicate per gentile concessione dell’Autore.

Fantaiku 2000 - 2002 Pagina 1

Viaggio per anni luce.
Per trovare ciò
che non fu mai perduto
17 luglio 2000

Luna rapita,
da un dio poeta
portata via.
2 dicembre 2000

Duemilauno
Niente Bowman, né HAL.
Ma ancora Strauss.
1° gennaio 2001

Povero pianeta
Tra Arrakis e Klendathu.
L’Afghanistan.
28 novembre 2001

Pietra cosmica.
Eterne iperboli
sola tra soli
26 febbraio 2002

È primavera,
di pianeti sperduti
passo di danza
21 marzo 2002

Dentro la sfera
visioni traslucide
di ciò che sarà
10 maggio 2002

Cedesi anima
per collegamento web
ultraveloce
10 maggio 2002

"Gabbiani a Venezia" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Già dalla terra ferma,
I gabbiani, ti seguono, in volo, fino alla laguna.
E ti accompagnano con il loro pianto infinito.
Il salmastro è nel treno,
Quando ti accorgi d'essere giunto.
E sai del mare.
Subito ti prende la folla,
Che ti spinge, fra Calli e Campielli.
Poi, all'improvviso, non sai come, solo.
Lontano dai tetti d'oro,
Dalle luci e dai chiaroscuri dei merletti.
Fuori.
Fuori da ogni schema e immerso nell'irreale.
Il Tempo è fermo.
Case e chiese dipinte sull'acqua dei canali.
Dietro di te, si apre una piazza,
Nel centro il pozzo e, in alto,
Un quadrato d'azzurro.
E ancora i gabbiani, veloci,
Con le loro falci d'argento,

Urlando lo strazio, tagliano il cielo.

"Graffi nel cielo" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

L’improbabile pentagramma,
i fili dell’alta tensione,
è il trampolino delle rondini:
Note musicali sonore e svolazzanti
sul foglio del cielo.

E’ lo spartito d’addio
d’una estate incerta,
che chiude il suo ciclo,
col carico di nuvole gonfie:
E sui fili le rondini.

So già che un mattino
vedrò le righe vuote,
senza le note, senza il canto.
Uno spartito vuoto:
Solo le righe.

Graffi nel cielo.

"Il mio covo" di Dino Licci

di Dino Licci

Solo soletto cerco nel mio covo,
di soddisfare la mia fantasia:
una vecchia chitarra e un cavalletto
mi fanno, notte tempo, compagnia.

Così prendo una tela, i miei pennelli,
e comincio a volare in armonia
col suono di Chopin se sono triste
o con Rossini se sposo l’allegria.

Le note mi raggiungono soavi
e guidano la mano lentamente:
appare il mare, un bosco, una scogliera
dove vagare con la sola mente.

Mi guardo intorno e vedo cieli tersi,
galline, pecorelle ed un giullare
col volto triste quasi a dimostrare
il doppio volto dell’umano andare.

Son tutte proiezioni della mente
che la mia mano esperta fa parlare
vincendo la mia innata timidezza
e, per capirmi, non basta che guardare!

"Il posto delle more" di Dino Licci

di Dino Licci

Un mucchio di rovi coperti di more
t'ha strappato il vestito nuovo
e t'ha ferito il volto!
Ed io ho schiacciato le more
e ti ho imbrattato il seno
e le natiche bianche!
Ed ho lambito il dolce succo
mescolato al tuo sapore,
e ti ho inondato del seme
della vita
e ti ho sentita gridare
e fremere...
E siamo rimasti inermi al sole
che asciugava i nostri corpi
sporchi
e abbandonati
e sazi!
ed ho sentito il gusto della terra
nelle mani infangate
ed ho sentito
il gusto del cielo
nel mistero del tuo volto
abbandonato
e tenero!

"Il Sibilo dei Sommersi" di Maurizio Piccirillo

di Maurizio Piccirillo

lontano dai toni aulici, il poeta trasla contenuti universali quali la vita, la
morte, la guerra e l’amore in un linguaggio forte e deciso caratterizzato dall’uso
frequente di immagini icastiche e perentorie che aprono al lettore la visione dolorosa
e tragica di un’umanità drogata dall’incomunicabilità

Queste poesie sono un estratto da:
Maurizio Piccirillo, Il sibilo dei sommersi, Edizioni Il Filo
Copyright © 2005 Il Filo S.r.l., Roma
Sito internet: www.ilfiloedizioni.it
ISBN: 88-7842-085-9
I edizione: febbraio 2005
Stampato da: Global Print, Gorgonzola (Milano)
Pubblicate per gentile concessione dell’Autore.

(anno 2007)

Il sibilo dei sommersi - Pagina 1

I battiti dell’angelo

Dal mio mondo osservo,
pioggia di cenere.
È l’uomo,
con la sua ipocrisia.
Scorgo occhi smarriti,
sento grida disperate
di donne sedotte e piango,
frammenti di fanciullo,
spazzati via da ignobili guerre.
E tra le sbarre rimangono i sogni,
le speranze di chi ha lottato,
per una vita migliore.
Ora c’è il niente davanti ai miei occhi.
Soltanto distese d’antracite,
fiumi rossi d’innocenti,
e colonne di fumi d’ossa.
Eppure,
basterebbe per un istante
respirare il dolce profumo della Pace,
e magari, magari,
vedere il futuro
con gli occhi gioiosi
di un bambino libero di volare.

Il vecchio

Passeggio lungo il mare.
È inverno.
Tra gli scogli neri
Solitario,
un vecchio,
imprigionato nell’umidità.
Una canna,
l’accompagna.
Lui,
intravede il capolinea,
l’ultima pesca,
è buia come la fine.

I portici

I portici
sono affollati di gente
e dei giovani
deridono un vecchio ubriaco.
È facile schernire
quando le foglie
non sono ancora vizze.
Ma poi il tramonto
è uguale per tutti.
E la voce
diventa sorda.

Lacrime

Una donna
tra le lapidi fredde piange.
Io
le conto le lacrime.
Una
per ogni notte d’amore perduta.

Un ragazzo

Un ragazzo in città,
mi chiede spiccioli.
È la dose che uccide.
Io gli regalo soltanto un sorriso.
Preferisco la vita.

Il sibilo dei sommersi - Pagina 2

Il muro

Tra i vecchi palazzi
un giovane imbratta un muro.
È la sua voce
ma nessuno lo ascolta.

Premi pure il grilletto

Se vuoi
premi pure il grilletto.
A me non frega niente.
Nella vita si può scegliere.
Tu,
percorri soltanto la strada più breve.
Avanti!
Falla finita subito
così il cielo avrà una stella in meno.
Io non ti fermerò
ma pensa ai sogni che hai ucciso.

Light olive

Sento le onde
che s’infrangono sugli scogli.
Attraverso le sbarre,
intravedo le nuvole
coi sorrisi dei bambini
che corrono
per le vie del paese
a far festa.
E poi i canti,
quelli della vittoria.
Io
conto le ragnatele
e prego
tra i peli incolti
della barba bionda.
Stanotte
ho parlato con Dio,
lui
mi ha ascoltato.
Ridendo
penso a te
Clara
e alla nostra casa piena di angeli.
So che sarò con loro,
domani.
E ballerò con loro
la nostra danza,
ricordi, Clara?
No,
non ho catene,
quelle,
quelle non servono più.

Mint

Ho piantato una rosa
in giardino,
il ricordo,
l’amore.
Il cielo è cupo
senza di te,
e la pioggia
sa di acido.
Spero nella notte
e nel suo abbraccio.

Hunter

Stamani
al mercato di Ankara,
ho incrociato due donne
col velo.
Ho intravisto
I loro occhi,
bellissimi
mi hanno affascinato.
Tra la gente
io gli ho sorriso,
loro,
loro hanno chinato
la testa.
Lentamente
le ho viste
mescolarsi nella folla
poi,
un boato,
la fine di un sogno.

Il sibilo dei sommersi - Pagina 3

Emerald

Cammino ogni giorno
tra le macerie
di questo villaggio bosniaco.
La cosa struggente,
sono gli sguardi degli orfani.
Sì,
perché il graffio del conflitto
li ha lasciati
in compagnia dei fantasmi.
Il loro sorriso
appare bianco
e stanco.
Il loro viso
sfigurato
da tristi ricordi
di fumo e cenere.
Nemmeno le carezze
cancelleranno
le loro ferite.

Powder

Il borgo
è pieno di anziani
seduti
sulle sedie impagliate.
Lungo il muro delle case,
nelle viuzze strette
se ne stanno in compagnia
di gatti grassi e stanchi,
ricordando la storia andata.
Tutt’intorno
vigneti, e
un laghetto placido
con le poiane
che gli volano alte.
L’aria
qui è fresca,
pulita.
Passa
attraverso i tralicci
dell’alta tensione,
e sotto,
sotto alberi color ruggine
mesti.
Nell’attesa
della potatura
paiono spaesati
e a me
fanno tenerezza,
proprio come i vecchi
seduti
a prendere l’ultimo sole.

Crystaline

Vorrei un po’ di pane
per i miei fratelli,
così
tornerà la luce nei loro occhi.
E pure un po’ di stracci,
così,
il calore del sole
riscalderà i loro corpi.
Se poi si potesse avere
qualche carezza e buona parola,
così,
tanto per far tornare
un po’ di speranza nei loro cuori.

Persimmor

Mi guardo allo specchio
e sorrido.
Non vorrei mai essere un poeta,
dico davvero.
Ma il fatto,
il fatto è che non si può
sotterrare un’anima inquieta.
Brucia,
ti divora dentro.
Questo,
perché noi,
osserviamo la vita con un terzo occhio,
parliamo con una seconda lingua,
tocchiamo con una terza mano,
camminiamo con una terza gamba,
ascoltiamo con un terzo orecchio
ed amiamo con un secondo cuore,
proprio come dei mostri sublimi.

Flesh

L’altra sera,
passeggiando tra i vicoli del paese,
mi sono soffermato
a vedere un gatto nero,
che si rotolava ai riflessi
di luce di un lampione.
Un vecchio,
borbottando l’ha raggiunto,
l’ha accarezzato
e se l’è portato via con sé,
nell’oscurità.
A volte basta poco
per amare qualcuno
soprattutto, quando
c’incamminiamo
lungo la strada di un tramonto.

"Il violino e il mare" di Antonio Carano

di Antonio Carano

a Corrado e Simone

Un violino libera le note
del vento. Attento un bambino legge
la luna, la regge sospesa ad un
filo sottile in fondo a un vociare,
a un cortile. Un aprile di grilli
e cicale, di fiori e di foglie,
gli toglie il respiro, l'assale.
In un lampo il segreto del mare.

"Io bianco Gabbiano" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Ho indossato le ali di un gabbiano
per affrontare le raffiche del vento.
Voglio seguire l’onde nello Stretto,
tessere scie di navi all’Orizzonte,
creare indissolubili legami,
fra Terra e Cielo.
Le ali aperte, falci distese,
per planare, dolcemente, nel silenzio
e meglio udire canti di Mare sulle rive.
Sogno, Nostalgia, bisogno di antichi Sentimenti.
Io, bianco gabbiano,
sospeso e immerso nel turchese,
fra il Cielo limpido ed Acque di cobalto.
Sospiri d’onde, che respiro.
Pronto a spiccare voli nuovi,
sopra il Mare.

"Isole" di Racchiusa

di Racchiusa

Non ci siamo persi.
Ti ascolto ancora
illusionista serio
che ironico decanti
i tuoi storti versi.
Non ci siamo persi.
Vediamo insieme
distese di soli bui.
Isole in disastri tersi
non ci siamo persi
ma da lontani mondi
verso i tramonti
veniamo da lati diversi.

"Kamikaze" di Roberto Ritondale

di Roberto Ritondale

Lo spaccaossa
mi frattura e straccia,
cattura e mi massacra
con perizia.
A nulla m’è servita la corazza.

Percosso come un cane bastonato
coltivo nel rancore la vendetta:
mi cingo di tritolo liberato,
esplodo nella terra maledetta.

"L'alba" di Giuliana Barontini

Ho visto l'alba
sorprendere una notte senza stelle
la luce in un istante
si è presa golosamente
il tutto

Ombre che fuggono
ineseguite dai raggi del sole
illuminate e cacciate

E lei l'alba
signora incontrastata del cielo è
apparsa
nel suo mitico splendore

Una forza che non risparmia
ti affascina
ti prende tra le braccia
come un amante tenero e
ti regala
un altro bellissimo giorno
da vivere.

Ho visto l'alba arrivare e con lei
il mio cuore si è dischiuso
al sapore tenero
del tuo amore

All''immenso che mi avvicina in silenzio a Dio.

Ho visto l'alba e
nel cielo c'era scritto un nome... Il Tuo!

Giuliana

"L'attesa" di Giuliana Barontini

Sminuzzo il tempo
goccia a goccia
lo lascio scendere
fra le labbra
lentamente.
L'aspro
inquieto
amaro sapore
scivola freddo 
in gola 
rotola nell'Anima

Anestesia di una attesa 
in questo spigolo di vita

"La donna del vento" di Dino Licci

di Dino Licci

La donna del vento
Non ha un nome
o forma
o volto.....
La donna del vento
è pura poesia.
Ma io la vedo
avvolta dalle nuvole,
danzare nel vento
della mia fantasia!

"La farfalla" di Dino Licci

di Dino Licci

Ho aperto la finestra
nella notte d’inverno.
Ho aperto la finestra
ed è comparso il cielo.
E come fosse preso
da un bisogno d’affetto,
ha invaso la mia casa
portandole tepore.
E’ entrata una farfalla
nella notte d’inverno.
Piccola e silenziosa,
si è messa a volteggiare!
E’ entrata una farfalla
a farmi ricordare
che, anche con il freddo,
si può ancora volare!!!

"La fine del sogno" di Dino Licci

LA FINE DEL SOGNO

Chopin, bianco fantasma, mi trovava
Insonne ai suoi notturni ed albeggiava.
E tu correvi la mia mano tesa
Danzavi le mie dita nell' attesa!

Le note s'infuriavano d'amore
E tu… correvi
E mi prendevi il cuore!

Oggi Ciajkoskj l'animo mi strazia
Coi suoi violini tristi e desolati…
e… nella mano sempre e ancora  tesa

c'è l'ombra di un fantasma che cammina
cade sul palmo
e resta a testa china!

"La luna" di Sergio Moretti

di sergio Moretti

La luna

Improvviso il momento, il tormento,
e si vuole di nuovo la luna
implorata in tante gioie mancate.

Pianeti distrutti e macerie infondate
risultato di amori, di lotte interiori,
fiori, apatie e neuroni impazziti.

Autunno di cuore incurante
la mente proibita s'accende.
Selene donata sogno di vita...

"La tentazione" sonetto di Fabrizio Chiesura

Sono stato tentato dalla vita
c'è chi la chiama bulimia
di certo la giornata è stata tradita
e in salita ho preso la via

oggi che tanto tempo è passato
il fiume di Marilina non più impetuoso
oggi che due seni d'accarezzare m'è dato
sono tranquillo, quieto, sornione, non più voglioso

resta che la pace con me stesso
questi chili di continuo mettono in discussione
forse sono poeta, forse solo fesso

ma la tentazione della vita è forte
forte più forte del Forte degli Apaches
e io ho perduto il senso della mia sorte.

Fabrizio Chiesura

"Lettera da Marte" di Alessio Pracanica

Lettera da Marte
per dirti che ti sento
ricevo forte e chiaro
qualsiasi pentimento
lettera brevissima
per dirti due parole
che il cielo oggi è sereno
e come sempre non piove
quassù è tutto bellissimo
c’è solo un po’ di vento
che sgombra i miei pensieri
da ogni risentimento
la luce a volte è immensa
come dicevi tu
io qui sto bene, grazie
e non ritorno più

"Mathausen" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Il profumo dei fiori
non copre l'odore di Morte.
Il silenzio,
trascina le urla delle anime ferite.
E le senti accanto.
Antichi dolori e fresche commozioni,
camminano assieme, impaurite,
nei cortili roventi.
L'asfalto non ha cancellato il sangue.
Puoi capire i luoghi e i momenti.
Rabbrividisci, poi, nei sotterranei.
E sai che non è il gelo del vento.
Arrivi alla tragica scala,
passando fra memorie di pietra.
Infine, solo passi e silenzi:
E nel cuore, e fra i fili spinati.

"Music for olds airplanes" di Alessio Pracanica

Maybe I’m flying
everybody talks
about a nocturnal refuge
Mayday I’m falling
really once more
like a deluge

while the night
is falling too
without fear
at least here

Maybe I’m flying
really once more
with my blacks wings
Mayday I’m falling
and when I’ll crash
they’ll gives a ring

while the night
is falling too
without fear
at least here

Maybe I’m flying
into
a friendly fire
Mayday I’m falling
like
a stormy wire

Maybe I’m dreaming
about
a nocturnal refuge
an heavenly airport
in which the dreams
comes true

Traduzione:

Forse sto volando/tutti parlano/di un rifugio notturno/aiuto sto cadendo/davvero ancora una volta/come una valanga/mentre cade anche la notte/senza paura/almeno qui/Forse sto volando/davvero ancora una volta/con le mie ali nere/aiuto sto cadendo/e quando mi schianterò/daranno un colpo di telefono/mentre cade anche la notte/senza paura/almeno qui/Forse sto volando/dentro/al fuoco amico/aiuto sto cadendo/come/ ferro in tempesta/ Forse sto sognando/ a proposito/ di un rifugio notturno/ un aeroporto celeste/ in cui i sogni/ si avverino

"Nel lembo del mio cielo" di Giuliana Barontini

Tutto quanto
resta scritto nel lembo del mio cielo
ne sento il profumo la carezza
ne avverto la presenza
lieve e costante

Quello che mi ritorna è di una dolcezza incredibile.

Parole che mi accompagnano
nelle rughe del giorno
tra le pieghe dei sorrisi e magiche
si incontrano
nelle oasi fresche del sentire

Il cerchio ieri si è chiuso
un ultimo atto dovuto
con molto affetto voluto
un ultimo tenero saluto e poi ...

Il suo segno esile colorato
adesso mi avvolge
in un abbraccio
mi completa e fa si che mi senta come non mai

Certo, mi impegna a non demordere
a guardarmi senza più nessuna reticenza
a credere di più nelle ragioni
che mi hanno accompagnata
nel lungo cammino

Mi completa
mi insegna
a lottare contro il mio Io
che vorrebbe nascondersi
nel timore di non saper ripetersi

Mentre mille, le parole
mi cercano
implorano la mia voce
il mio modo di gestirle
amarle

Forse ancora non sanno che sono io
a non poter più fare a meno di loro

Sotto questo piccolo
desiderato e conquistato
briciola di cielo
adesso torno a sognare

un sogno che si chiama donare
continuare a donare
quello che nel cuore
rimane di una sensazione
di un'emozione
di un dolore
di un attimo d'amore

Come un delicato e variopinto fiore
che non teme stagione
ritorna il mio pensiero a brillare

si veste di vento
di sole e ...
Come il sorriso di un bambino
vola via leggero

Giuliana

"Nel pugno" di Giuliana Barontini

Stretti nel pugno
gomiti di rabbia
gridati
scagliati verso il cielo
bruciano un sogno.
Sono il tormento ingiurioso e il vuoto
sparato senza pietà
nel cuore di nessuno.
Dal pugno
stretto livido
scorre veloce, come l'acqua
nel deserto dell'immagine
un silenzio barbaro
antico
Un respiro nemico
sfiora la terra
aria scura, silenziosa e cupa
che invano cerca refrigerio
Nel pugno
privo di magia
nessuna moneta per comprare
nessuna colomba da esibire
nè un fazzoletto colorato
compare.
Solo le dita
bianche, diafane dal dolore
stringono con forza
cosa è rimasto di un giorno buio
senza ragione.

Giuliana

"Non ho mai conosciuto Chet Baker" di Alessio Pracanica

Non ho mai conosciuto Chet Baker
non l’ho mai visto suonare
non l’ho mai accompagnato al cesso
sorreggendolo per vomitare
non ho mai conosciuto Chet Baker
Eh! Che cosa ci volete fare…
E se guardo veramente indietro
non ho niente da raccontare
uno sbarco sulla Luna
un evento eccezionale
tornasse a suonare Chet Baker
basterebbe per incominciare
E potrei incontrarlo al bar
mentre beve appoggiato al banco
potrei chiedergli come va
solfeggiandolo in Esperanto
ma la sua scimmia mi direbbe scappa
via, piccolo ragazzo bianco

Non sono una bussola, stella
né un faro di segnalazione
sono solo un relitto, stella
in un mare di moderazione
sono solo un naufragio baby
roba dei tempi andati
il tuo personale fantasma
dei natali passati

Ci vorrebbe la sua tromba
una roba improvvisata
una nota dopo l’altra
come passi sulla strada
una sirena nella nebbia
da un’isola dimenticata
Mentre il fumo sale lento
tra le pale del ventilatore
lunghi stralci di silenzio
solo assenza di rumore
solo per l’amore dell’arte
per amore dell’amore
Potrei uscire anche stasera
se una donna s’accontenta
se ha bisogno di un abbraccio

e poi dopo s’addormenta
sposarsi solo per stanotte
ma cos’è che mi spaventa?

Sono un ragazzo cattivo, stella
sono un cuore di cane
lo puoi capire dai denti, stella
sono una bestia che ha fame
Non ti fare ingannare baby
dalla pelle d’agnello
tutto quello che luccica
in fondo è solo un coltello

Questo senso del tempo
e chi ce lo ha insegnato
a infilare ogni giorno
tra il futuro e il passato
questo ritmo Chet Baker
non l’avrebbe mai usato
Ci vuole troppo talento
per dosare un’improvvisazione
o una scimmia sulle spalle
per trovare la motivazione
guardare a lungo nel buio
fino a confondere ogni percezione
Liberarsi di tutto
non ricordare più niente
solo tu, la scimmia e la tromba
in un eterno presente
e una riserva di fiato
da suonare per sempre

C’è una luce giù in strada, stella
è il mio vecchio locale
puoi passare per caso, stella
e sentirmi suonare
Puoi passare per caso, baby
o tirare diritto
ma non cambia una nota
in ogni pezzo che ho scritto

Nostra Signora dei Pentagrammi
fa che la sala sia sempre piena
e ci sia un applauso silenzioso
per me e la mia scimmia sulla schiena
che di tutto questo soffiare controvento
ne sia valsa la pena

Vedi…Questo vecchio ragazzo solo
in fondo chiede un prezzo onesto
un po’ di neve per la scimmia
il nome sopra il manifesto
una bottiglia di qualcosa
e puoi tenerti tutto il resto

Non posso uscire la fuori, stella!
il cielo fa troppa paura
mi basta questo soffitto, stella
con la sua vecchia pittura
Non posso uscire la fuori, baby!
e smettere di suonare
non so se dopo saprei
Ricominciare…

"Notte di luna" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Ecco cosa io chiedo al vento...

Musica.
Giunge lontana, quasi un sogno.
Attesa e commozione.
Aliti di Vento
vorrei che arrivassero dal Mare lontano,
col carico del sale dei Ricordi.
Carezze mai avute e mai donate.
Illusioni nel buio della Notte.
Solo luci di Stelle
senza lo splendore della Luna.

"Novello pigmalione" di Dino Licci


M’incantano i tuoi occhi, lo sguardo tuo rivolto
Più lontano del sole a dar conforto al volto.
Ti carezzo i capelli mentre, tremante e stanco,
or ti guardo smarrito, innamorato e affranto.

Son qui disorientato, vorrei poterti amare
E sfiorarti le labbra e poi farti parlare.
Ti sfioro col mio fiato, con le mie sporche dita,
Ora che t’ho creata, vorrei darti la vita.

Strano come l’amore possa produrre affanno
Persino in una tela, in un palese inganno,
desiderare un bacio da un sogno, una chimera,
da una donna dipinta che un’ora fa non c’era.

Eppure più ti guardo e più ti sento mia
Come se palpitassi, vibrassi in sintonia
Col mio cuore che pulsa in perfetta armonia
Con te che, pur beffarda, sei mia, sei la Poesia!!!

Dino Licci

"Ombre di vita" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Gocce di Mare verde
stillano da occhi persi all’Infinito.
Parole non dette dentro al cuore.
Lame taglienti urlano silenzi.
Frammenti persi del Destino.
Dio, dov’eri?
Restano Ombre di Vita
e Brandelli d’Anima.

"Pazzia" di Giuliana Barontini

Meravigliosa indecente parola
in essa
si raccoglie un tutto così immenso
che incute più volte
paura sgomento

Ti nutri di effimere gioie
delusioni
dolori passioni

Sei l'alfa e l'omega di milioni di vite
legate al tuo respiro
dolce veleno che
lentamente
inesorabilmente emetti ...

Concepisci follie dettate dall'amore
sei lutti e gelosie
profumi di ginestre ma non è giallo il tuo
colore.

Onori i nomi di coloro che per essa muoiono
li copri di fiori e poi ...

Solo cenere impunita rimane
testimonianza del tuo passaggio

Sei orrore
angosce
distruzione morte
insieme a felicità
passione
gioco crudele
desiderio

Sei la signora Pazzia !
Imbroglia
chi dice di non averti mai incontrato
pagliaccio funesto è chi di te
ne fa un bisogno estremo

Sei l'ombra grigia
cupa che avvolge il mondo
la verità di ognuno
la bugia pietosa
nella Patria di nessuno
Giulia

"Pensieri da spaventapasseri" di Dino Licci


Con la testa di paglia e un gran cappello,
M’hanno lasciato solo in mezzo al grano.
Il vento già mi sferza tutto il volto
Volteggia molto in alto un gran gabbiano!

Devo tener lontani gli uccelletti
Che rubano le spighe: son guardiano
Con un fuscello al posto del fucile
La giacca rattoppata ed un badile!

Mentre gli uccelli scappano impauriti,
una gazza gagliarda s’è posata
sul braccio teso dove son finiti
vecchi bottoni d’oro arrugginiti.

Li becca, poi li strappa, forse vuole
Rubarne uno perché ancor sfavilla!
Ma il suo coraggio ancora mi commuove
Anche la paglia cerca un po’ d’amore!!!

"Pensieri" di Giuliana Barontini

Qui seduta, le mani tra le mani
sospesa nel divenire
muta
ascolto il battito del cuore  
il respiro di un vento ingrato
mutevole
ferirmi il viso
tra il volare dei miei pensieri

Quando al tramonto
anche il giorno muore 
nasce la certezza che quella che sono
è un ieri e un  oggi
in un miscuglio di parole
sentimenti
gioia e dolore.
Attimi,briciole di me, fuggiti via
senza poterli fermare

In questo istante,
c'è tutta la mia vita 
e il mistero di un futuro 
che niente,
potrà mai cambiare

"Pianto di Mare" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Scruto nei meandri più nascosti del mio cuore.
Mi piace farlo navigando il Tempo.
Cerco le mie Radici nel Passato.
Devo capirmi meglio,
per guardare nel fondo della Vita.

Sono tornato in quell’angolo di Terra,
là dove è iniziato Tutto.
Vuoti e Memorie.
Fugaci mani, lampi di occhi, veli di capelli.
E silenzi.
Con tutto da capire.

La Vita è un cerchio colmo di vicende.
Quante? Quali? Quali le mie?
Bocche mute.
Bocche che gridano.
Sorrisi.

Luccicare d’occhi. Lacrime.
Carezze e pianto.
Pianto di Mare, pianto di remi negli scalmi.
Grida di Pescatori.
Poi, e con se porta Tutto, un canto lontano.

Il Canto del “mio” Vento.

"Piccoli passi" di Giuliana Barontini


A piccoli passi
lasciati attraversare l'anima
lasciati prendere
la giusta parte del cuore.

Molti sono i momenti
che non riesci a respirare
l'aria complice manca
nell'abbandono

fai che la bufera dei sensi
ti cancelli il veto
lascia che tutto il tuo essere
si prenda goloso
il dono.

Lascia che il sogno si consumi intero
ti appartenga unico
leggero
che la tua nuvola di coraggio
pretenda il cielo
e gioisca dei colori
dell'arcobaleno

Lascialo volare via
quel vecchio antico pensiero
fai che rinasca piena luce
ossigeno puro

Caccia via la polvere
da un radicato stato sovrano
ingiallito dal tempo
ti mente invano
forse solo adesso sei libero e sereno

Lascia che il tuo cuore
senza nessun timore
ti prenda dolcemente per mano...

A piccoli passi, nei sentieri infiniti
del chiaro "sentire"
ti porti lontano.

Giuliana

"Poesie 2006" di Paolo Ielo

di Paolo Ielo

brevi componimenti poetici, ricchi di colore e sensibilità

(dall’aereo)

Sopra le nubi

Mi sembri distesa Antartide
di ghiacci
pianura di nevi
deserto inesplorato
inondato di chiari
raggi di luce.

Deserto

Deserto

nell’aurea dell’etere
vicino
non c’è il consueto
brulichio di auto

e la gente
latitante dai marciapiedi già caldi

20 maggio, ore 15.26

Il re nero

All’alba.

mi sveglia il tuo cantilenante,
melodioso,
monologo.

precedi i volatili dormienti,

non è ancora,
l’alba e tu,

sai e «filosofi» con autorità,
come di re,
di re
nero.

Suo di viola

fine maggio ’06 mar Tirreno

L’argenteo è specchiato

sul
mare,
opaco
leggermente
mosso
al bordo della nave s’irraggia flutti
di schiuma bianca
e in direzione di prua

il profondo sposa il suo di viola,

l’orizzonte lontano.

...Di pace...

fine maggio ’06 mar Tirreno

Soffia impetuoso
a raffica il vento
nei pressi
a poppa

e io a resistergli gagliardo
di poca
forza.

Il sabato dei risvegli

il sabato
ho tempo per «respirare aria che non sa di ansia»
e d’improvviso, a tratti,
riprendo a vivere come se fossi albero,

gemmato a primavera
nel lento e gioioso risveglio
dei canti sussurrati di nuovo.
Vivere,
che non ti concedi
«oggi (come oggi»),
se non a chi ti conquisti;
vivere che ti doni all’idea del risveglio
spontaneo
oggi,

sabato.

Borgonuovo, 01/11/’06 – h.13.05

"Precious things" di Alessio Pracanica

I need precious things
all around me
I feel on the air
in the space of a maybe
yours laws and rules
don’t help me
wash your hands
and let me see
those precious things
those thirty coins
yet I’ve thirty dirties girls
flatters owns groins
and when I’ll flow
from the highest branch
only precious things
I’ll see from that stance

Traduzione:

Ho bisogno di cose preziose/ tutt’intorno a me/ lo sento nell’aria/ nello spazio di un forse/ le vostre leggi e regolamenti/ non mi servono/ lavati le mani/ e lasciami guardare/ quelle cose preziose/ quei trenta denari/ che ho già trenta battone/ che si lisciano l’inguine/ e quando penzolerò/ dal ramo più alto/ solo cose preziose/ vedrò da lassù

"Primavera" di Loretta Fusco


Vorrei essere radiosa
come la primavera
che arriva a grandi balze
ma il mio cuore non può.

Vorrei essere leggera
e librarmi nel cielo
della mia immaginazione
ma non ho ali.

Vorrei essere un fiore
schiudermi ancora alla vita,
inebriarmi di luce,
lavarmi di pioggia,
offrirmi alla sferza del vento.

E sentire
la carezza del mattino
asciugare il mio pianto.

"Raggio di luna" di Dino Licci

di Dino Licci

T’ho cercata  nei campi di grano,
ti ho cercata  fra le onde spumose,
e nel buio più buio di un faro
ormai spento e fra i rovi e le rose.
E sentivo confuso il tuo pianto,
mi guidava quel triste lamento
che ore sono? Son mute le sfere:
l’orologio è già fermo da tempo.
Nel profondo del cuore sentivo
Che tu c’eri: vibrante il mio canto
ti chiamava con grande tormento
quasi un urlo, ero proprio sgomento.
Poi ho cercato nei mesti ricordi
e sei apparsa più bella che mai:
voli in alto, farfalla giuliva,
nella notte silente ten vai.
Si appannava frattanto la vista,
lacrimavo di gioia e dolore,
finché un raggio di luna pietoso
ti raccolse in attesa del  sole.

"Ritorna primavera" di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini

RITORNA PRIMAVERA 

E ' tempo di fiori

di luce che traspare tra verdi foglie

di aria limpida come brezza del mattino

E tempo di ritorni e di aspettate emozioni

di cieli pulit 

di momenti migliori

Delusi e incerti sono

i nostri pensieri

Tutto continua come se quello che aspettiamo

fosse con il ricordo

demandato ad un tempo lontano

Esplodi vetusta Primavera!

Splendi sole come ieri non lontani...

...Signora delle rose riempi il calice di buon rosolio e

profuma il vento del tuo arrivare

Carica di sorprese i tuoi valori

togli il coperchio al vaso di Pandora

Brucia con il fuoco degli Dei

questo inverno

che ha barato ogni sua mossa

rubato, tradito pensieri

Stanche, improvvise apparenze

solchi di luci nel grigio intorno

Brividi gelidi

ci tengono ancora prigionieri...

...Sparite, nell'eterno divenire

Agita di respiro il mare

colora tramonti da strafare

arcobaleni, in aquiloni tra le mani di bambini

verdi prati

fin dove arriva il nostro guardare

Cresce la voglia di nuovo, dell'antico splendore

la voglia di chiudere una stagione

La voglia di vivere al sole

sentimenti, attimi d'amore ...

... Di abbracciare stretta la nostra storia

e ripetere ancora: Ti voglio amare!

"Rose di speranza" di Giuseppe Colonna

Il cuore sussulta muto
Parole che non odi
Nel silenzio timido rimbomba l'eco
Della brama assordante.
Tra le tue labbra dischiuse,
Distratte
Le rose della mia speranza
Ahimè
vana.

"Scusami" di Giuliana Barontini

Quante volte l’hai sentito dire
quante volte lo hai detto
scritto

quante volte
ti ha fatto sorridere e
quante... la rabbia è salita
fino a soffocarti
il cuore

Scusami
solo una parola
mentre altro vuoi sentire

un verbo inutile
nella luce dell’aurora

Scusami
coscienza che si sgrava
che non si consola
ne riporta l’armonia

Scusami
promessa invitante
troppo facile parola
graffi che profumano
dolore
ricordi che si lasciano morire

mentre altre dolcissime
seducenti parole

ti rallegrano la vita
nel giorno che si
illumina di sole

"Sei tu vita" di Giuliana Barontini

Senza nessun ritegno
ne pudore
generosa nel donare
esperienze vane
ogni giorno
umilii orgogli e deridi passioni

Rare volte
miraggi lontani
ci sono sorrisi e poi
nel tuo proseguire
altezzosa ...

Nel veleno del tempo
intingi parole

nelle menti
trasmetti emozioni
mentre nel profondo
tocchi ferisci e sparisci
cometa nel livido cielo

Tu vita
sei demonio
un angelo senza ali

Su muri altissimi
ergi altari sacri
profani

consumi in essi
sacrifici inutili
miscugli di segni esoterici
rune stelle
abissali paure

Tu sorprendi
mastichi
digerisci e vomiti
illusioni amori
pieetà e dolori

Imprigioni anime
in perfide illusioni

Giochi con carte immaginarie
l'unica partita
che siamo costretti a giocare
falsa perfida
mortale

Sei l'ignoto che diventa vero
il reale che si difende appena
senza mai capire
dove vada e il conseguente perche'

Sei la vipera che si mangia il cuore
sei l'oltraggio
l'invisibile lealta

Sei, Sei ...L'unico invito che non puoi rifiutare
il solo pasto che ci e concesso
nel labirinto di un tempo indefinito
adorato amato

Tanto da difenderlo con forza
da non volerlo regalare
ne lasciare.

Sei la vita... E' bello ritornare!

Giuliana

"Sento il Sole!" di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini

Sento il sole...
il suo raggio tiepido
scalda la mia pelle
il profumo dei fiori
mi riconduce nel tempo dei colori
delle speranze
dei sogni
che ancora so di realizzare

Sento il sole
lieve alito nel vento
silenzioso
cancella tracce
di sofferto dolore

La sua luce ancora pallida
carica di promesse
di emozioni 
illumina la strada
nuovi sentieri 

Energia pura
solletica sensazioni

I ricordi tornano a vivere
si fanno pensieri
nel tempo attesi
cercati ,trovati
senza il coraggio di farne poesia

Sento il sole
il mio corpo festeggia il disgelo
note di melodie
chiamano il sentire
provocano sensazioni

Intrigante
palpita e desidera

Sento il sole e ...
scompare tra i suoi raggi
la malinconia
il tormento di un momento
che finalmente
discende liquido
nelle fauci dell'oblio

"Senza titolo" di Davide Cortese

Ho infilato l’anello al dito del maelström
e ne ho sposato lo splendore nero,
nel cavo delle mani del samurai bambino
ho adagiato il pettine di corallo di sua madre
e lontano nel tempo con una donna di silenzio
ho tessuto i fili di una preziosa ragnatela.
Ora sull’erba su cui un dio vomita vento
io dormo il sonno di un inquieto poeta
e nel sogno di nubi a cui rubare la pioggia
io piovo sul fuoco della bocca che amo. 

Sotto la pelle ho scorribande di inquietudini,
migrazioni e fughe di desideri,
vagabondaggi di tristezze.
Sotto la pelle, senza pietà,
una solitudine di fuoco brucia
le mie brulicanti moltitudini.
Un’ algida fiamma
mi lambisce con verità crudeli.
Un fuoco senza amore
che brucia come l’amore.
La mia pelle è cenere di poesia,
il mio cuore un carbone acceso,
un rovente pane nero
per la fame di un demone arcano.
Sono la bacca di un dolore che sorride.
La fiaba nera di una donna di neve.
Custodito da un segreto, io,
respiro il sale di un viaggio proibito.
Accarezzo lo spettro dell’amante,
insieme taciamo tutto il mio canto.

"Ti parlerò" di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini

Ti parlerò di come un giorno muore
di come il tempo
legato all'imbrunire
si ferma un attimo a pensare
nel silenzio
che non respira e tace ogni rumore

Ti parlerò
di secchi rami e
terre brulle
senza fiori profumati
nè di rosso colorati
Di attese
che ricordano letarghi infiniti
di albe nate da notti cupe
maledette
senza rosati cieli
nè cime violette

Ti parlerò
di quanto, inutili domande
nascono in paludi tristi
abbandonate
Di come aquile arroganti
quasi fiere
si fanno passeri e
su alberi dal gelo spogliati
pregano il cielo per un raggio di sole
felici di tornare a cantare

Ti parlerò
di come un'anima pura
aspetta con ansia
che si alzino le sbarre della sera
per ritornare
dolce la chimera,
a sognare una lunga primavera

Ti parlerò di un cuore innamorato che finalmente
Raggiunta la sua anima... A Lei Racconta...

Io esisto ancora.!

"Tracce di luce" di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini

Cerco un po di luce
in una foresta
che respira dal vento
solo ipocrisia e dolore

Cerco la strada che mi conduce
nei silenzi colmi di emozioni
nella voce delle parole

Cerco i profondi abissi del cuore

Ti cerco senza dover abbattere
muri
fantasmi
maschere di carnevale

Cerco di te il coraggio che non hai

la passione che celi e non ti concedi.

Voglio la tua anima
se ancora la possiedi

Nel buio cerco un po di luce...

Cerco chi forse non è più.

"Un altro autunno" di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini

Il nuovo autunno si affaccia
prepotente
con la virilità apparente
di un maschio palestrato e ci mostra con orgoglio
i suoi frutti
sulla terra e nel cielo

Lui , cosi tiepido tenero
nello sbrogliare giorni nel tempo
adesso
arriva arrogante nel fresco di un vento quasi freddo
audace

Il colore che primeggia da subito è rosso fuoco
tagliando fuori i gialli ocra i verdi tenui
dolci riposanti colori
per gli occhi e la mente

Quasi con furia
si presenta
lambisce prepotente
anche la pelle
che al contatto si ritrae
cercando l'ultimo raggio caldo del sole

Piove e tutto quel falso lucido
travisa ogni cosa
Le foglie secche nei viali
tremano incredule
lasciandosi trascinare nel vortice
senza nessuna resistenza apparente

Dove sono le tue tiepide giornate Autunno...

Dove il venticello indiscreto
che leggero scompigliava i capelli in riva al mare

dove sono finiti i tuoi dolci tramonti
dove, le nostre ultime speranze
di godere ancora
dei resti di una calda estate

Tutto muta,tutto si confonde

Anche i ricordi svaniscono
portati lontano dalla malinconia

RIcordi di un altro tenero autunno
si tuffano nell'arroganza
di questi giorni di tempesta

La mente cerca parole
pensieri attimi
di una fine annunciata troppo presto

Poi sottomessa si adagia
non paga
su gli echi di di una stagione finita
sui rari sprazzi di luce

nel grigio tappeto del cielo.

"Un fiore come poesia" di Giuliana Barontini

Il colore vivo si schiude
trasmettendo delicati profumi
raccogliendo infiniti pensieri
tracce misteriose, ne esaltano l'incanto

E tu ibrido arcobaleno...

Sei il dolce ponte che ne orienta i passi
il graffio gentile dell'irraggiungibilità

La meraviglia di raccogliere nel tempo
le briciole cadute
le preziose essenze dell'anima

Il madrigale su le note di un bel ricordo
le mille gocce di Paradiso
oltre la misura dello spazio

Il calice della passione
ove il desiderio, sorseggia l'Amore
vestendo le parole di audacia
verità
fra le volte a vela della mente

Il tocco leggero di pelle
l'abbraccio che placa
la sete, alla fonte della vita

La fantasia velata di sogno
la fame di speranza, di umanità

il passaggio obbligato
per incrociare orbite più logiche
per correre tra le spine di rose mai colte
tra sentieri e viali, alle porte di città

Un messaggio fiorito
per valicare monti di assurdità
per liberare al sussurro del vento
le ali ferite
della libertà

Giulia

"Una raffica di Bora" di Frank Spada

Una raffica di Bora:
il manto della Dama Bianca s'innalza
una vela si inclina in una riverenza,
ruota tra i frangenti sotto costa,
con educata maestria,
allontanandosi discreta verso il Golfo di Trieste,
cerchiato di spume saltellanti per il sole terso,
ottobrino.

"Viaggio a Capo Nord" di Marco Giuffrida

di Marco Giuffrida

Per udire il lamento antico delle rocce
ho lasciato che Silenzio e Infinito
si spandessero nel cuore.
Ho guardato ai boschi radi,
stremati dalla fatica d’Essere ancora.
Ho vissuto la Tundra brulla,
attento alla Vita nascosta,
fra un fuggire d’ombre e lame di luci.
Mi sono abbandonato all’Infinito,
lasciando parlare il Silenzio al cuore.
Attento.
E immerso fra l’oro del Sole e l’argento del Mare,
ho atteso e vissuto il Giorno senza Notte.

"Viaggio in Sicilia" di Marco Giuffrida

Paesi arroccati.
Perle di pietra smarrite in vetta ai monti.
Uomini e donne.
Lampi d'occhi neri.
Uomini, donne.
Lampi d'occhi azzurri.
Valli deserte, torrenti secchi.
Polvere e lame di luci.
Teschi di pietra.
Anime fuggite dalle rocce scavate.
Macchie verdi fra i licheni gialli.
Braccia tese d'ulivi,
a raccogliere pioggia e sole.
Sassi strappati ai sassi,
per un germe di vita.
Lacrime d'uva.
Lava, neve nera.
Isola persa e trovata:
La pelle d'argilla,
Il ventre di fuoco.

di Marco Giuffrida

"Vita inconsistente" di Crazy Phoenix

Velata dal sorriso del sole
vago errante
in questa eterea pista da ballo.
Insensibile al concetto di suolo,
se non per sentito dire
o per curioso sbirciare verso il basso,
la mia arte non conosce ostacoli.
Danzo guidata dalle correnti
che m’imprimono i comandi
per eseguire le più colorate evoluzioni.

Muto.

Osservo curiosa il volo degli uccelli,
dai più piccoli e gentili
ai più freddi, imponenti e rumorosi,
e il loro metodico utilizzo dei venti
quali fossero una grande rete di binari
dalle incoerenti direzioni
su cui transitare, da intercambiare,
fino alla meta preposta.

Li invidio.

La mia danza non ha destinazione:
cosa si prova ad avere un obiettivo?
Il cielo è deserto,
le correnti in disaccordo
e io la vittima.

Precipito.

Il mio essere si scinde
e perde identità.
Lacrime di me
vengono catturate da quel suolo
di cui possiedo solo il racconto
o di cui già so.
Parte di me c’è già stata.

Continuiamo la nostra danza,
mutiamo,
ci confondiamo.
Come stormi di eremiti,
vaghiamo.

Crazy Phoenix

"Vita" di Loretta Fusco

VITA
di Loretta Fusco

Un paio di vecchie scarpe,
logore
consumate su terreni accidentati,
aspri,
è la mia vita.
Continuo a inerpicarmi
per forza d’attrazione,
non conosco le discese,
tappeto di viole
sul quale scivola  l’infanzia
dei miei ricordi.

"Vivere" di Maria Rita Cuccurullo

Vivere

E' nei giorni che sfilano veloci
come perle sulla pelle lucida d'amore,
gli occhi appassionati
che parlano al silenzio
degli abbracci senza tempo.
E' la nebbia che sale leggera
tra i pensieri che accarezzano i sogni
e i volti vicini mentre le auto
sfrecciano fendendo attimi
di eterno amore.
E' stringerti ancora un po
e fermare il tempo tra le tue braccia,
è non voltarsi indietro
perdersi nell'arcobaleno immenso
che incrocia i nostri sguardi
in un altro sorso d'amore.

E' asciugare una lacrima
nel sorriso del tempo che non torna,
nel ricordo che resta nella vita che va!

Maria Rita Cuccurullo

"Wish" di Alessio Pracanica

Vorrei
che le case della mia città
fossero come stanze di una stessa casa
in cui tutti si conoscono troppo bene
per farsi veramente del male.
Vorrei
veder scendere la notte
come una grande coperta sulla città
una luce troppo breve
una stella cadente troppo veloce
per esprimere un desiderio.

di Alessio Pracanica

Attesa di Giuliana Barontini

Attimi di confuso dolore
abbandoni che si mescolano nel buio del tempo
stanche, ataviche paure
risuonano nella mente
come un eco di montagna

il vuoto si prende tutti i pensieri
si fa colore e gli azzurri spariscono nei cieli migliori
Nuvole conosciute rubano i tramonti
spazi troppo vasti
gestiscono senza apparente convinzione
i timori.

I saluti stridono dentro di noi
come le rotaie di un treno ad alta velocità
impossibile lenire le ferite lasciate
fragili e solitari rimangono
Niente rassicura ne consola

Addii programmati, non sempre accettati
subiti
con il cuore gonfio del suo stesso battito
mentre l'anima ripete all'infinito
il suo inutile : No,non andare !

Poi, il vissuto risorge e ...
Nel vento caldo della sera
legato al filo, di una lucente speranza
un leggero mormorio
riesce finalmente a liberare parole
poche, magiche parole...

Torna presto Amore ...Mi manchi !!!

giulia

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Questo nostro cielo, Rosso, Maschere per... di Giuliana Barontini

di Giuliana Barontini

Queste tre poesie, insieme, ne formano una quarta, con il messaggio finale in corsivo. Per questo le abbiamo riunite.

QUESTO NOSTRO CIELO!

Lo guardo, è "vivo" sopra di me 
nel suo grigiore invernale 

Ogni tanto una lamina di azzurro
leggera ,quasi invisibile
scrive veloce, su quella pagina
parole misteriose
e scompare.

Le nubi ,si rincorrono per sentieri sconosciuti
lasciando tracce di colore 
ombre, su spiagge deserte.

Guardo ancora e Mi perdo...

Lontananze , evanescenti
si intrecciano a sguardi ardenti 

Dolci, si muovono sensazioni
esplodono passioni e
si consumano nell'aria
desideri attesi 
finalmente appagati

Nell'ombra della sera 
nascosti nel  suo infinito
sole e luna 
attendono pazienti 
il momento della loro visibilità
per riportare calore,sogno
su questa immagine di cielo

Una sponda che si offre gentile
al giorno che deve tornare
per far si, che ancora una volta 
io e te abbracciati...

Lo ammiriamo felici
Questo nostro cielo.

ROSSO!

Il pensiero corre veloce 
sulle rotaie di un  treno immaginario
scintille, le parole 
si vestono di rosso fuoco
per raccontare storie

Paesaggi conosciuti
si perdono a cercare l'infinito 
nella nebbia dell'inverno
impenetrabile, seta grigia.

Colori opachi e vento
si intrecciano nella corsa
Milioni di forme impazzite 
si contraggono e dilatano
sfumando l'armonia

Profumi invernali come polline segreto
si posano sulle piante gelate
spoglie di rami.

Fiocchi di neve,,bianchi fiori
aspettano sulle foglie rimaste
il disgelo
Sotto un cielo che non trasmette
nessuna emozione
nel silenzio ovattato della sera

Solo voi parole,solo voi
non tacete
vi ribellate.

Vi fate sillabe
frasi, suoni  voci
grida.

Voi, un remoto
messaggio universale 
troppe volte ignorato
tradito
nel desiderio di portare
gioia, sorrisi, sole
colore...

Come sirene marine
vi tuffate nel rosso di un tramonto
per riportare al tempo 
e alla storia
il suo valore.
Un ritorno a sperare...

Nelle antiche
immutate 
stazioni del cuore.

MASCHERE PER

...Pagliacci

Soli nell'anima 
intrisi di superbia 
catturano la platea
con echi di sorrisi lontani
persi!

Rubano stelle al cielo 
e nel cuore restano solo
gemiti di dolore

Giocano con i sensi
pedine senza colore
carte sbiadite, in partite 
senza onore!

Pagliacci, senza carnevale
impolverati di un ego cantastorie
chiamano per nome silenzi
parole
che nemmeno l'eco riconosce 
e muto 
le nasconde al sole!

Pagliacci, senza pudore
senza più lacrime 
maschere  sorridenti.

Siete un carnet
colmo di vuoto
solitudine tristezza e...

Affamati di mancato e mai Provato
... Amore!