La cura Pag.3

“ Mi sembra un po’ prematuro. Prima di sottoporre il procedimento al ministero della Sanità, è necessario standardizzare i protocolli. Un solo successo non basta. “
“ E chi ha parlato della Sanità? Sarà il ministero degl’Interni ad erogare i fondi. Senza bisogno di tante scartoffie. Io sono un tipo pratico, lei lo sa. Mi piace andare al sodo.”
“ Gl’Interni? “
“ Certo. Ho appena parlato personalmente con il ministro. Gliel’ho già detto.”
“ Ma la mia è una cura medica. Il ministero competente è … “
“ Mi ascolti Mesmer. Cerchiamo di non buttar via il bambino insieme all’acqua del bagno, ok? Il ministro degli Interni è più che competente. Lei sta cercando di curare uno dei più pericolosi serial killer della storia. E’ una faccenda di sicurezza e di ordine pubblico, innanzitutto. “
Sicurezza, ordine pubblico, polizia, governo. Le parole gli si affollano nella mente all’improvviso.
“ Mi sente Mesmer? Mi sente? “

Chi deciderà chi è pazzo e chi non lo è? Quale governo resisterebbe alla tentazione di estendere il trattamento anche agli oppositori, ai cronisti troppo scrupolosi, ai magistrati poco corruttibili? Chi di noi non ha un tic nervoso, una mania, una nevrosi? E gli artisti, i tossicodipendenti, gli omosessuali, gli atei, quelli con la mania del gioco d’azzardo? Un’intera specie da ricatalogare e condizionare. Un pianeta di lavagne bianche.
“ Mesmer, ma dov’è finito, dannazione? Tra poco arriveranno gli ispettori del ministero! Mesmer! “
Si precipita al tavolo di controllo, lasciando il telefono a penzolare dalla scrivania. Guarda il paziente nel monitor per qualche secondo, poi si avvicina al microfono.
“ Ricorda chi eri. “
Sulle lavagne resta sempre una piccola traccia delle scritte precedenti. Il condizionamento non è irreversibile. Non ancora almeno.
La sua mano destra scende a ruotare una manopola. Il corpo sulla poltrona ha una scossa appena percettibile.
Gli occhi del paziente, prima acquosi ed incerti, acquistano un’espressione sempre più determinata, mentre Mesmer lo libera dalla cinghie.
“ Va via! Scappa! Sei libero! “
Quindi si volta verso il terminale, per avviare il procedimento di cancellazione dei dati. Bisogna sbrigarsi, i tizi del ministero arriveranno tra breve. Come cani ansiosi di rodere l’osso.
Il lavoro di tutta una vita richiede soltanto pochi secondi per scomparire. Uno dei tanti, beffardi miracoli della tecnologia.
Un bruciore tagliente lo penetra all’improvviso nella schiena.
“ Sei il numero trenta, dottore. E’ un grande onore per te” dice il paziente rigirando il bisturi nella ferita.
Un moto di delusione attraversa l’animo di Mesmer. Da un tipo così si sarebbe aspettato una battuta di livello superiore, non certo una frase così banale, da cattivo dei fumetti.
Forse il profilo caratteriale non era così esatto. Solo uno dei miei tanti errori, pensa Mesmer scivolando al suolo.
Fa niente, si dice. La follia è un prezzo molto piccolo da pagare, se paragonato ad altri.