"Oblomov" di Alessio Pracanica

E arrivano arrivano lettere
dallo starosta del vecchio villaggio
e una volta è caduta la grandine
e una volta è mancato il foraggio
e il mondo si muove veloce
come in una discesa va sempre più in fretta
e come un bambino si offende
se non gli dai retta
e credimi credimi credimi
c’è chi viene pagato per fare un lavoro
io pago per poterlo fare
ma questo non cambia il mio modo di amare
e a volte si ha l’impressione
di vivere dentro un confuso presente
ma a guardarlo davvero negli occhi
beh,è meglio di niente
cosa vuoi che capiscano tutti
il padrone di casa, il tuo servo gli amici
non hanno tempo per fare attenzione
si sentono, furbi, importanti, felici
sono vortici stupidi e immobili
pianeti che girano intorno a se stessi
stelle diurne, vegetali carnivori
specchi senza riflessi
ma tu non avere paura
su vieni vicino, su dammi la mano
che ti porto in un posto diverso
ti faccio sdraiare su un altro divano
dove sopra un tappeto di prato
sotto un cielo di rami vedrai giocare i tuoi figli
e dimmi tu Ilja Iljc se non sono queste
le cose che sogni
ma il futuro ci appare lontano
riusciremo a toccarlo davvero
avremo davvero la forza
di percorrerlo questo sentiero
o ci si ferma stanchi e confusi
e non si riesce ad andare più avanti
e ci si guarda sedere e seduti
invidiare i viandanti
non lo so amico mio
e non so se m’importa davvero saperlo
bevo ogni bicchiere del mio destino
soltanto per il gusto di berlo
e se ogni tanto ci trovo
la in fondo un sapore più amaro
vorrà dire che su qualcosa o qualcuno
adesso è tutto più chiaro
questi corrono corrono corrono
ma non fanno che girare in tondo
e il destino di tutta la gente
dei miliardi che affollano il mondo
sono fatti di sangue e di pelle
come me , come te , come tutti del resto
e andando veloci riescono solo
a sbagliare più presto.

Alessio Pracanica