Concorsi letterari

III Concorso Nazionale Letterario della S.I.P.S.e.C. - Società Italiana di Psicologia Sessuologia e Criminologia “Fame di Parole

Il concorso è destinato a tutti gli autori che abbiano esperienze da raccontare o pensieri in merito al tema: “I disturbi alimentari”.

Art. 1 – Il concorso è diviso in due sezioni:
sezione A: autori fino a 17 anni;
sezione B: autori maggiorenni.

Art. 2 – Gli elaborati da inviare possono essere:
una poesia inedita che non superi i 35 versi;
un racconto inedito che non superi le 3 cartelle (formato A4).

Art. 3 – E’ possibile la partecipazione con un solo elaborato che deve essere scritto in lingua italiana e spedito esclusivamente via e-mail in formato .DOC o .RTF all’indiri­zzo concorso@sipsec.it. Nel file dell’elaborato dovrà essere inserito il titolo dell’opera ma non dovrà essere presente alcun riferimento al nome dell’autore, che invece dovrà essere riportato nel modulo di partecipazione firmato e datato, da allegare all’e-mail.

Art. 4 – La partecipazione al concorso è gratuita per la sezione A, mentre prevede un rimborso spese di segreteria pari a otto euro da far pervenire a mezzo bonifico (IBAN: IT67W0316501600000011519299) c/o IW BANK - Filiale: Milano Sede, intestato a “Società Italiana di Psicologia Sessuologia e Criminologia”, Causale: COGNOME NOME – CONCORSO2011. La ricevuta dovrà essere allegata all’e-mail contenente l’elaborato.

Art. 5 – Gli elaborati saranno esaminati da un’apposita giuria che assegnerà due targhe (o coppe) al primo classificato delle due sezioni. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. Gli elaborati ritenuti più originali dalla medesima giuria, potranno essere inseriti in un’antologia che sarà data in omaggio - rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato di entrambe le sezioni - durante il seminario sui “Disturbi alimentari” che concluderà la manifestazione culturale.

Art. 6 – I risultati del concorso e la data del seminario saranno resi noti sul sito www.sipsec.it e attraverso i mezzi stampa.

Art. 7 – Tutti gli autori, classificati e non, sono invitati sin da ora al seminario conclusivo per il ritiro degli attestati di partecipazione. I vincitori dovranno ritirare personalmente la targa e la copia dell’antologia, in quanto non è prevista la spedizione dei premi. L’organizzazione non si farà carico di spese di soggiorno e quant’altro non previsto dal presente bando.

Art. 8 – Gli elaborati dovranno pervenire tassativamente entro le ore 24.00 del giorno 12 gennaio 2012.

Il presente bando, unitamente al modulo di partecipazione, è scaricabile dal sito www.sipsec.it alla voce “Eventi”.

Il Presidente
Dott.ssa Angela Sarracino
MODULO DI PARTECIPAZIONE

Il/la sottoscritto/a _________________________________ nato/a a ______________ ( ___ ) il ______________, residente/domiciliato in ___________________ ( ___ ) in Via __________________________, recapiti telefonici ________________ ____________________, e-mail ___________________ @ _______________ intende partecipare al III Concorso Nazionale Letterario della Società Italiana di Psicologia Sessuologia e Criminologia “Fame di Parole” – Edizione 2011, nella Sezione ____ con l’elaborato dal titolo:

________________________________________________

A tal fine dichiara che l’opera presentata è di produzione propria, inedita e mai premiata.
Il/la sottoscritto/a autorizza l’organizzazione all’eventuale lettura pubblica dell’opera pervenuta ed all’utilizzo della stessa per manifestazioni collaterali al concorso, nonché per eventuali pubblicazioni senza avere nulla a pretendere come diritti d'autore.
La proprietà letteraria rimarrà, sempre e comunque dell'autore, il quale potrà utilizzare senza restrizioni il proprio elaborato in altre pubblicazioni non realizzate/edite dalla S.I.P.S.e.C.
Il/la sottoscritto/a altresì dichiara di aver letto e di accettare tutti gli articoli del bando del concorso.
I dati personali verranno trattati ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e succ. mod. Il responsabile del trattamento è la dott.ssa Angela Sarracino.

Data Firma

______________ ______________________________

Per i partecipanti minorenni è necessaria la seguente sottoscrizione da parte di un genitore o da chi ne esercita la patria potestà:

Il/la sottoscritto/a _________________________________, in qualità di ____________________, autorizza _____________________________________ studente dell’Istituto scolastico _______________________ di ______________ a partecipare al III Concorso letterario “Fame di Parole” - Edizione 2011.

Data Firma

______________ ______________________________

Premio Interrete 2011 - Seconda edizione 2011 - narrativa inedita

Il Premio Letterario Internazionale Interrete 2011 - Seconda edizione è rivolto a tutte le opere di narrativa inedita in lingua italiana, senza distinzione di generi.

Art. 1 - Sono ammessi all'esame della giuria manoscritti inediti in lingua italiana, accompagnati da una dichiarazione sulla paternità dell'opera.

Art. 2 - Una (1) copia di ogni manoscritto dovrà essere inviata per via elettronica con allegata nota contenente sinossi, indirizzo, numero telefonico, e-mail, specificando il nome del concorso a cui si partecipa, all'account: concorsi@interrete.it. Facoltativo è l'invio cartaceo dello stesso lavoro partecipante presso la segreteria del Premio Interrete dell'Agenzia Letteraria, sita in via Milano 44, 73051 Novoli (LE). Scadenza del bando: il 30 dicembre 2011 (farà fede il timbro postale).

Art. 3 - Consistenza del premio - L'opera migliore di narrativa sarà premiata con la pubblicazione del libro con una casa editrice a livello nazionale, con assegnazione di un numero ISBN. Il contratto di edizione è allegato al presente bando. In aggiunta sarà stipulato un accordo di rappresentanza con Interrete Agenzia Letteraria, che si occuperà di promuovere e rappresentare l'autore presso grandi realtà editoriali all'estero. Tutte le spese saranno a carico dell'Agenzia.

Art. 4 - Il giudizio della Giuria è insindacabile. La Giuria è presieduta ogni anno da operatori del settore letterario.

Art. 5 - Interrete Agenzia Letteraria si riserva la possibilità di stipulare successivamente accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere più meritevoli.

Art. 6 - La partecipazione al Nuovo Premio Interrete 2011 implica l'accettazione incondizionata del presente regolamento.

Art. 7 - La quota di iscrizione è fissata in 20,00 euro per lavoro da presentare, da versare su postepay carta n.° 4023600568943528 intestata a Piergiorgio Leaci, LCE PGR 74L28 E506 K oppure in contanti in una busta chiusa.

Art. 8 - Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali", si dichiara quanto segue:

Ai sensi dell'ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all'Art.7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. Ai sensi dell'ART. 23: con l'invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso allegare il consenso scritto espresso dall'interessato al trattamento dei dati personali.

La ricevuta del versamento o la busta vanno allegate all'invio del materiale in concorso.

Per informazioni:

Segreteria Premio Letterario Interrete
www.interrete.it - info@interrete.it
info line: 327.08.63.013

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Visione del contatto gratuito di edizione

http://www.interrete.it/pdf/contrattogratuitodiedizione.pdf

Il blog del Premio

http://nuovopremiointerrete.wordpress.com

Seconda Edizione del Premio di poesia, narrativa e testi per una canzone “La forza dei sentimenti”

2^Edizione del Premio di poesia, narrativa e testi per una canzone “La forza dei sentimenti” indetto dall’Ass. culturale e teatrale Luce dell’Arte.

Art.1) L’Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte di Roma indice la 2^ Edizione del Premio di poesia, narrativa e testi per una canzone “La forza dei sentimenti”, dando l’opportunità a ciascun autore di sviluppare un’opera in cui si trattino le tematiche più svariate, dall’amore all’amicizia, dall’affetto all’odio, dal sentimento di fratellanza a quello di discriminazione razziale, etc. L’importante è scrivere qualcosa in cui il sentimento descritto trapeli nella sua dirompente energia.

Art.2) Sezioni del Premio:

Sezione A – Poesia con tema“ La forza dei sentimenti”: poesia in lingua italiana o dialetto con traduzione della lunghezza massima di 60 righe o raccolta di poesie attinente al tema del Premio, riservata a tutti i poeti adulti (sia per opere inedite che edite). N.B. si considerano adulti i poeti dall’età di 18 anni;

Sez. B – Narrativa con tema “La forza dei sentimenti”: racconto in lingua italiana della lunghezza massima di 5 fogli formato A4 o romanzo o raccolta di racconti attinente al tema del Premio, riservata a tutti i narratori adulti (sia per opere inedite che edite);

Sez. C – Testo di canzone con tema “La forza dei sentimenti”: testo inedito o edito di canzone in lingua italiana o dialetto con traduzione che non deve superare i 60 versi. Se l’autore è cantante ed ha già un arrangiamento, ha possibilità di esibirsi in caso di vincita.
Novità: Saranno attributi altri tre Premi speciali: uno per l’autore più anziano, uno per l’autore più giovane ed uno per il cantautore più premiato.

Il Bando completo lo trovate qui --> http://www.kulone.com/EU/Event/2892210-2%5EEdizione-del-Premio-di-poesia...

Archivio concorsi scaduti

"Adunanza"

Noi partecipiamo... Fateci gli auguri :)

"Arteincentro"

IV^ Edizione “ARTEINCENTRO” 2010
L’Associazione Culturale Messinaweb.eu in collaborazione con la Sear Argenti di Messina, indice la Quarta Edizione della Manifestazione “Arteincentro 2010” come concorso finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’Arte Contemporanea e con la II° Edizione Premio Orione
Il Premio è aperto a tutti gli artisti, senza limiti di età, sesso, nazionalità o altra qualificazione suddiviso in Sezioni Pittura e Poesia

– Sezioni:

ART. 1
Pittura
- opere artistiche realizzate con qualsiasi tecnica o materiale: olio, tempera, acrilico, china, carboncino, dripping, collage, decollage, combinepaintings (anche con decoupage), mosaico, ecc., su qualsiasi supporto: tela, legno, plexiglas, metallo, cartoncino, ecc. Le misure massime consentite per ogni opera sono di cm 80 x 80. Non sono ammesse realizzazioni di gruppo. Sul retro di ogni opera dovrà essere riportato il nome, cognome, indirizzo dell’autore, telefono, e-mail e titolo dell’opera.

Modalità di partecipazione:

Le adesioni devono pervenire TUTTE inderogabilmente entro e non oltre il 15 settembre 2010. Tutte le spese di imballo, spedizione e trasporto delle opere - sia per la partecipazione che per la restituzione - saranno a carico dei partecipanti. Le opere a mezzo posta e corriere non necessitano di bolla di accompagnamento, purché risulti sull'imballaggio la dicitura: "Esente da bolla di accompagnamento art. 4 comma 2 D.P.R. n. 627 del 6/10/1978".
- Chi prevede di consegnare successivamente le opere della Sezione Pittura presso il salone dove verrà allestita la mostra deve indicarlo nella domanda di adesione e consegnare in seguito soltanto l’opera, rigorosamente munita di cornici ed attaccaglie (quelle non incorniciate non verranno esposte), dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle ore 16,00 , non oltre le ore 18,30 del 4 ottobre 2010, presso il Salone della Borsa della Camera di Commercio di Messina e ciascun artista potrà ritirare le proprie opere, tranne coloro che avranno ottenuto premi in buoni acquisto, alla fine della manifestazione.
- La opere potranno essere inviate per posta o per corriere all'Associazione Culturale Messinaweb.eu, Via Catara Lettieri, Coop.Andromeda II, 98149 Messina,

Poesia:

Si articola in due sezioni: in lingua italiana - in dialetto

Si partecipa con una sola poesia -a tema libero - di max 30 versi. La poesia deve essere inviata, in n° di 6 copie, delle quali solo una completa di dati anagrafici, numero di recapito telefonico e di cellulare, indirizzo e-mail e firma del poeta che attesti con responsabilità personale di esserne l’autore e la presentazione dei testi poetici dovrà essere effettuata entro e non oltre il 15 settembre 2010.-

Le poesie, saranno inserite in una antologia on line sito” messinaweb.eu” -( clicca su associazione, poi menù concorsi) per cui si chiede, ove possibile, di inviarle anche su un CD., ( non obbligatorio: foto dell’autore e curriculum vitae)

*La opere dovranno essere inviate per posta o per corriere all'Associazione Culturale Messinaweb.eu, Via Catara Lettieri, Coop.Andromeda II, 98149 Messina,

ART. 2 – Quota di iscrizione:

La quota di adesione da versare entro e non oltre il 15 settembre 2010 è di € 20,00 per ogni sezione e può essere inclusa nel plico di spedizione o versata tramite vaglia postale o assegno bancario non trasferibile intestato all'Associazione Culturale Messinaweb.eu, Via Catara Lettieri, Coop.Andromeda II, 98149 Messina,

BancoPostaImpresa, indichiamo le coordinate postali (IBAN ) IT 61 U 07601 16500 98375660 Associazione Culturale Messinaweb.eu, Via Catara Lettieri, Coop.Andromeda II pal.3 98149 Messina,
L’eventuali ricevute vanno allegate alla domanda di adesione, anche in fotocopia.. Gli artisti dovranno conservare una copia del pagamento
Il contributo non è rimborsabile.

ART. 3 – Premi:

PREMIO Pittura
-1° premio: Targa D’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 1.000.00 ;
- 2° premio: Targa D’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 700.00 ;
- 3° premio: Targa D’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 500.00 ;
- 4° premio: Targa D’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 300.00.
Nb: saranno assegnati premi di merito

PREMIO Poesia Italiano -
1° premio:Targa d’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 500.00 ;
2° premio:Targa d’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 250.00 ;
3° premio: Targa d’argento Messinaweb.eu.
N.B: saranno assegnati premi di merito
PREMIO Poesia in dialetto
1° premio:Targa d’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 500.00 ;
2° premio:Targa d’argento Messinaweb.eu e buono di acquisto Sear Argenti di Messina di € 250.00 ;
3° premio: Targa d’argento Messinaweb.eu.
N.B: saranno assegnati premi di merito

Per il bando completo e la scheda di iscrizione cliccare sul link: www.messinaweb.eu

"Autore di te stesso 2011 & Concorso Letterario Nazionale 2011"

“Autore di te stesso 2011”
seconda edizione del Premio Letterario Nazionale
organizzato da
Recensione Libro.it
in collaborazione con
CSA Editrice

Premio Letterario Nazionale "Autore di te stesso 2011": visibilità per nuovi scrittori
La seconda edizione del Premio Letterario Nazionale “Autore di te stesso 2011” ha l'obiettivo di promuovere attraverso il web i giovani scrittori e le loro opere.

La partecipazione ad “Autore di te stesso 2011” offre la possibilità di utilizzare nel miglior modo possibile l’immensa vetrina rappresentata da internet, grazie alle conoscenze degli esperti di letteratura, di comunicazione e di editoria che fanno parte dell’organizzazione.

Gli organizzatori del Premio Letterario Nazionale “Autore di te stesso 2011”:

Recensione Libro.it
Recensione Libro.it è un portale che pubblica le recensioni dei romanzi di scrittori affermati e autori emergenti garantendo loro visibilità.
La redazione è formata da tecnici e letterati attenti alla tecnologia: un gruppo inusuale di professionisti che offre servizi per lettori, scrittori ed editori.
www.recensionelibro.it

CSA Editrice
La CSA è una casa editrice fondata nel 2006 che punta sugli autori esordienti, seguendoli in tutto il loro percorso, dalla valutazione dei romanzi fino alla pubblicazione, cercando di soddisfare tutte le esigenze dei suoi scrittori. Ha all'attivo ben cento pubblicazioni tra narrativa, saggi, manuali e poesia, distribuite in tutta Italia.
www.csaeditrice.it

Le sezioni del premio:
A – Opera Inedita
(Saggio – Romanzo – Racconto – Raccolta di racconti inediti alla data 31/12/2010)
B – Opera Edita
(Romanzo – Racconto – Raccolta di racconti pubblicati dal 2006 in poi)
C – Poesia Edita e Inedita
(Cinque poesie)
Scadenza per invio Opere 31/10/2011
Bando disponibile anche on line sul sito www.recensionelibro.it

Regolamento:

Il presente regolamento definisce l'iscrizione alla seconda edizione del Premio Letterario Nazionale “Autore di te stesso 2011”, organizzato da Recensione Libro.it in collaborazione con CSA Editrice.

1. Possono partecipare tutti gli autori che abbiano scritto almeno un'opera in lingua italiana. Le opere in lingue straniere o dialetto non saranno accettate.

2. Il testo con cui si partecipa al concorso deve essere proprietà letteraria di chi s’iscrive, che si assume le responsabilità civili e penali per gli eventuali danni causati dai contenuti della sua opera. Inoltre, la persona che s’iscrive al Premio Letterario con un'opera non sua, sarà immediatamente squalificata.

3. Un autore può concorrere a diverse sezioni, purché non lo faccia con la stessa pubblicazione.

Le sezioni del concorso sono:
A - Opera inedita
B - Opera edita
C - Poesia edita e inedita

4. È prevista una quota d'iscrizione per ogni opera proposta, per le spese di gestione e di segreteria. La quota dipende dalla sezione per la quale si concorre:
20 euro per le Sezione A
25 euro per la Sezione B
10 euro per la Sezione C

Il pagamento può essere effettuato tramite ricarica Postepay utilizzando i seguenti estremi:
Intestatario: Gambardella Davide
Numero Postepay: 4023 6005 7285 3481

5. Gli elaborati dovranno essere inviati entro e non oltre il 31 ottobre 2011.
Farà fede il timbro postale. Per rendere valida l'iscrizione, il plico dovrà contenere il seguente materiale:
Triplice copia dell'elaborato in formato cartaceo.
Scheda di partecipazione debitamente compilata e firmata.
Lettera d'accompagnamento.
Fotocopia della ricevuta di pagamento.
Fotocopia di un valido documento d'identità.

6. Il plico dovrà essere inviato tramite pacco ordinario con ricevuta di ritorno, con la seguente intestazione:

"Premio Letterario Nazionale "Autore di te stesso 2011”
Recensione Libro.it
Via Vittorio Bottego, 36
47922
Rimini

7. Il primo classificato della Sezione A sarà premiato con:
Pubblicazione e distribuzione del libro da parte della CSA Editrice.
Recensione del libro che verrà inserita nelle pagine del portare Recensione Libro.it.
Pubblicazione di un estratto del racconto sulle pagine di Recensione Libro.it.
Pubblicazione della notizia della vittoria sui principali portali che si occupano di distribuzione di Comunicati Stampa on line.
Comunicazione della notizia a tutti gli iscritti alla Newsletter di Recensione Libro.it.

Il secondo ed il terzo classificato della Sezione A saranno premiati con:
Recensione del libro che verrà inserita nelle pagine del portare Recensione Libro.it.
Pubblicazione di un estratto del racconto sulle pagine di Recensione Libro.it.
Pubblicazione della notizia sui principali portali che si occupano di distribuzione di comunicati stampa on line.
Comunicazione della notizia a tutti gli iscritti della Newsletter di Recensione Libro.it.

Il primo classificato della Sezione B sarà premiato con:
Pubblicazione per un mese di un banner pubblicitario (di dimensioni 728 x 90) nella parte superiore di tutte le pagine di Recensione Libro.it.
Recensione del libro che verrà inserita nelle pagine del portare Recensione Libro.it.
Pubblicazione di un estratto del racconto sulle pagine di Recensione Libro.it.
Pubblicazione della notizia sui principali portali che si occupano di distribuzione di comunicati stampa on line.
Comunicazione della notizia a tutti gli iscritti della Newsletter di Recensione Libro.it.

Il secondo ed il terzo classificato della Sezione B saranno premiati con:
Pubblicazione di un estratto del racconto sulle pagine di Recensione Libro.it.
Pubblicazione della notizia sui principali portali che si occupano di distribuzione di comunicati stampa on line.
Comunicazione della notizia a tutti gli iscritti della Newsletter di Recensione Libro.it

Il primo classificato della sezione C sarà premiato con:
Pubblicazione per un mese di un banner pubblicitario (di dimensioni 728 x 90) al centro dell'Home page e di un altro banner (250 x 250) nelle pagine di Recensione Libro.it.
Pubblicazione delle cinque poesie nella sezione “Inediti” di Recensione Libro.it.
Pubblicazione della notizia della vittoria sui principali portali che si occupano di distribuzione di Comunicati Stampa on line.
Comunicazione della notizia a tutti gli iscritti alla Newsletter di Recensione Libro.it.

Il secondo ed il terzo classificato della Sezione C saranno premiati con:
Pubblicazione della recensione e di una poesia sulle pagine di Recensione Libro.it.
Pubblicazione della notizia sui principali portali che si occupano di distribuzione di comunicati stampa on line.
Comunicazione della notizia a tutti gli iscritti della Newsletter di Recensione Libro.it.

Per i primi tre classificati di ogni categoria sarà inviato tramite mail l’attestato di partecipazione al Premio “Autore di te stesso 2011”.

8. Ogni autore può partecipare a tutte le sezioni con un massimo di tre opere per categoria.

9. L 'elenco con i nomi dei vincitori sarà pubblicato sul sito www.recensionelibro.it e i partecipanti saranno avvisati tramite e-mail. Il giudizio della Giuria è insindacabile e le opere presentate non verranno restituite.

10. Recensione Libro.it, a suo insindacabile giudizio, potrà decidere di pubblicare sulle pagine del proprio portale la recensione dei libri inviati.

11. In base alla vigente normativa sulla privacy, tutti i dati personali riferiti dagli autori saranno utilizzati esclusivamente per la gestione del Premio e per eventuali comunicazione circa le attività di Recensione Libro.it.

12. La partecipazione al Premio comporta la totale accettazione del presente Regolamento reso ufficiale dalla pubblicazione sul sito www.recensionelibro.it

Premio Letterario Nazionale “Autore di te stesso 2011”
Recensione Libro.it e Flegreando
in collaborazione con
CSA Editrice
(Scheda di partecipazione)

Cognome______________________________________Nome____________________________________

Nato a________________________________il_____/____/________

Codice Fiscale____________________________________________________________________________

Residente a ______________________________________________________________________________

Via_______________________________________________n.__________________CAP_________________

Indirizzo email__________________________________@_______________________________________

Eventuali note____________________________________________________________________________

Come sei venuto a conoscenza del Concorso “Autore di te stesso 2011”?
____________________________________________________________________________________________

Intende partecipare per la Sezione Inediti con n.____opera/e
dal titolo:
1.______________________________________________________________________________
2.______________________________________________________________________________
3.______________________________________________________________________________

Si intende partecipare per la Sezione Editi con n.____opera/e
dal titolo:
1.______________________________________________________________________________
2.______________________________________________________________________________
3.______________________________________________________________________________

Si intende partecipare per la Sezione Poesie con n.____opera/e
dal titolo
1. ______________________________________________________________________________
2.______________________________________________________________________________
3.______________________________________________________________________________

Si accettano tutte le Norme riportate sul Regolamento e si fornisce l'autorizzazione per il trattamento dei propri dati.

Firma
______________________

Firmando il presente modulo dichiaro:

Di aver preso visione del regolamento consultabile sul sito www.recensionelibro.it e di accettarlo in ogni sua parte.
Di essere l'effettivo Autore di tutte le opere proposte per la partecipazione al Premio.
Di autorizzare il trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della legge del 31/12/96 n°675 e ss. modifiche ai sensi del Dlgs 196/2003 per le finalità consentite dalla legge.

Città e data
___________________

Firma
______________________

"Giri di parole" concorso letterario Navarra Edizioni

La casa editrice Navarra Edizioni promuove la seconda edizione del concorso letterario Giri di Parole, dedicato a racconti e romanzi inediti con il tema "Io e gli altri". I primi quindici racconti classificati verranno pubblicati in un’antologia e il romanzo vincitore troverà una sua collocazione tra le pubblicazioni della casa editrice mentre il secondo e il terzo romanzo classificato saranno premiati con l’omaggio di un pacchetto di libri pubblicati dalla Navarra Editore. Quest’anno si aggiunge un premio in denaro per il primo classificato e un premio in denaro. Si prevedono inoltre due speciali riconoscimenti: un premio della critica, assegnato da un gruppo di giornalisti di pagine culturali, e un premio Facebook, assegnato da fondatori e amministratori di gruppi e pagine dedicate al mondo dei libri e della scrittura particolarmente attive e vitali sul social network.
Gli incipit di tutte le opere pervenute saranno pubblicate sul sito della casa editrice (www.navarraeditore.it) dove potranno essere valutati e commentati, in modo da dare visibilità e spazio a tutti partecipanti.Scadenza 30 Giugno.

"Il cerchio capovolto" Concorso casa editrice I Sognatori

PRIMA EDIZIONE DEL CONCORSO

“IL CERCHIO CAPOVOLTO”
(Sussurri in un corridoio lontano)

BANDO DI CONCORSO

1.
Il concorso è aperto a TUTTI gli scrittori, esordienti e non. Non è prevista alcuna quota di partecipazione.

2.
Verranno presi in considerazione soltanto RACCONTI in lingua italiana, della lunghezza massima di 15.000 battute (spazi inclusi).

Ogni scrittore potrà partecipare con uno o (al massimo) due racconti.

3.
I lavori presentati dovranno essere categoricamente INEDITI, quindi mai pubblicati da un’altra casa editrice e/o liberi da vincoli che ne impediscano l’eventuale pubblicazione.

4.
Il concorso è aperto unicamente a racconti HORROR, ma possono essere declinati nei sottogeneri più noti (fantahorror, thriller sovrannaturali, horror comedy e così via). L’importante è che la componente orrorifica risulti preponderante.

5.
I racconti vanno inviati (in formato .doc, .odt oppure pdf) al seguente indirizzo mail:

concorso@casadeisognatori.com

È obbligatorio allegare, nel corpo della mail, i dati personali e un indirizzo mail di riferimento.

6.
Verranno registrati unicamente i racconti pervenuti tra l’1/10/2010 e il 31/3/2011.
I sognatori declina ogni responsabilità riguardo eventuali racconti smarriti e non giunti in redazione per problemi di carattere telematico, ovviamente indipendenti dalla nostra volontà.

7.
PREMIO: i racconti pervenuti verranno letti e giudicati dalla redazione della casa editrice. I primi 15 classificati verranno premiati con la PUBBLICAZIONE all’interno di un’antologia, che verrà regolarmente editata e inserita nel catalogo de I Sognatori. I racconti verranno sottoposti a editing e correzione della bozza, tutto questo a spese della casa editrice. I vincitori non avranno alcun obbligo di acquisto copie.

8.
I RISULTATI verranno resi noti pubblicamente il 2 maggio 2011, sia sul sito de I sognatori sia sul blog della casa editrice. NON verranno inviate mail informative ai partecipanti, che in questo senso sono tenuti a verificare di persona l’inclusione del proprio nome e racconto nella lista dei vincitori.

9.
Gli autori dei 15 racconti vincitori si impegnano sin da ora a cedere gratuitamente, alla casa editrice I sognatori, i diritti di pubblicazione del proprio racconto. La cessione in oggetto sarà limitata alla sola pubblicazione dell'antologia.

10.
La casa editrice I Sognatori si riserva il diritto (in caso di necessità) di prolungare la data di scadenza del presente bando, di pubblicare un numero inferiore di novelle rispetto al quantitativo inizialmente previsto (quindici) o – in casi estremi – di non procedere alla pubblicazione dell’antologia, qualora il materiale giunto in redazione non dovesse soddisfare i criteri qualitativi richiesti. Nelle eventualità di cui sopra, tutti i partecipanti verranno tempestivamente informati via mail.

11.
Informativa ai sensi della Legge 675/96 sulla Tutela dei dati personali: i dati forniti dai partecipanti al concorso verranno trattati con la massima riservatezza, e non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

12.
La partecipazione al concorso comporta automaticamente l’accettazione di tutti gli articoli del presente regolamento.
Per domande e informazioni: info@casadeisognatori.com

"Io sono Febbraio" Concorso letterario

Dal sito: http://radiomontag.wordpress.com/2011/02/04/860/

Isbn Edizioni presenta il concorso multimediale «Io sono Febbraio». L’idea si rivolge a chi ha voglia di mettersi alla prova con un tema ispirato alle atmosfere dell' ultimo Special Book, Io sono Febbraio di Shane Jones.

Il libro racconta un febbraio infinito, con nevicate continue e freddo intenso, uno spirito malvagio che vieta il volo delle mongolfiere e degli aquiloni, che trama nell’ombra e rapisce i bambini. Come immagini tu un inverno fuori dal normale? Inventa la TUA storia invernale, ambientata dove e quando vuoi, realistica o fantastica, senza confini di genere e stile.

È possibile partecipare al concorso con:
racconti (file word non superiori alle 5000 battute spazi inclusi)
fumetti (formato .jpeg o .pdf, massimo 10 tavole)
illustrazioni (formato .jpeg o .pdf, massimo 3 tavole)
fotografie (formato .jpeg o .pdf, massimo 3 tavole)
video (formato .mpeg o .mov, massimo 5 minuti)
Tutti gli elaborati dovranno avere un peso massimo di 8 MB.

Le opere dovranno essere inviate
alla mail iosonofebbraio@isbnedizioni.it dall’1 al 28 febbraio.

Alla scadenza del concorso, i lavori saranno valutati dalla redazione di Isbn.
Il primo classificato vincerà una scorta di 50 libri Isbn e sarà premiato in diretta web dallo stesso Shane Jones, durante un party-aperitivo che si terrà il 10 marzo nella redazione di Isbn Edizioni, in via Sirtori 4, a Milano.

Verranno premiati anche altri quattro elaborati scelti dalla redazione.

I migliori lavori saranno pubblicati sul sito web www.isbnedizioni.it, sul portale di Affaritaliani.it e confluiranno in un ebook scaricabile gratuitamente dal sitowww.bookrepublic.it.

Vogliamo conoscere la storia del vostro inverno che non vuole finire mai…

"Pagine di territorio Storie di uomini e paesi 2012" scadenza 30 apile 2012

Il Comune di Crova
indice il
Quarto Concorso Letterario
Pagine di territorio
Storie di uomini e paesi
2012

Regolamento generale.
1. Il concorso è strutturato in quattro sezioni:
Sez. 1 - Prosa (racconto lungo)
Sez. II - Poesia
Sez. III - Fuori Concorso - Storie d’amore nel terzo millennio
Sez. IV - Premio Speciale Scuole

2. Il concorso è di carattere nazionale e internazionale;

3. La partecipazione al concorso è ammessa al compimento dei 16 anni di età al momento della presentazione dell’opera, tranne che per la sezione speciale scuole di cui si darà indicazione in seguito;

4. E’ vietata la partecipazione al concorso per gli Amministratori, Consiglieri Comunali e dipendenti del Comune di Crova e ai loro familiari;

5. La partecipazione al concorso è gratuita.

6. La scheda di partecipazione dovrà essere compilata in tutte le sue parti e soprattutto recare almeno due recapiti telefonici e infine dovrà essere inviata a corredo della presentazione dell’opera che partecipa al Concorso. Ciascun partecipante non dovrà presentare più di un’opera per ogni sezione, pena esclusione alla partecipazione, si potrà invece partecipare con un’opera per ogni sezione.

7. Modalità di spedizione. Per garantire il massimo anonimato in sede di valutazione delle opere si dovrà rispettare la sequenza, pena l’esclusione dal concorso:

BUSTONE RECANTE ESCLUSIVAMENTE
IL DESTINATARIO E LA SCRITTA QUARTO CONCORSO LETTERARIO,
CHE RACCOGLIERA’ AL SUO INTERNO:
• n.1 busta contenente numero 1 copia dattiloscritta recante solamente il titolo e la sezione dell’opera e nessuna indicazione della generalità del partecipante, il CD con il testo in formato Word con indicato il titolo e la sezione dell’opera;
• n.1 busta, senza nessuna indicazione, sigillata contenente la scheda di partecipazione che verrà soltanto aperta dopo la stesura della graduatoria finale;

8. Dimensioni delle opere:
• la sezione Prosa ammette testi di lunghezza non inferiore a 10 cartelle dattiloscritte (lunghezza di ciascuna cartella: 1800 battute) e non superiore a 20 cartelle.
• la sezione poesia non dovrà contenere più di trentacinque righe/versi.

Entrambe dovranno essere presentate su carta e su supporto magnetico (CD) , non è consentito l’invio dell’opera tramite mail.

09. PREMI

Prosa 1° classificato € 500,00
2° classificato € 200,00
3° classificato € 100,00

Poesia 1° classificato € 500,00
2° classificato € 200,00
3° classificato € 100,00
Tutte le opere premiate (vincitore, secondo e terzo classificato) saranno pubblicate a cura del Comune di Crova sull’antologia che verrà pubblicata nell’anno successivo alla premiazione. Gli autori rinunciano a qualunque emolumento relativo al diritto d’autore.
I premi saranno consegnati solo se i vincitori saranno presenti alla cerimonia di premiazione. L’assenza se non opportunamente motivata comporterà la perdita al diritto al premio.

10. Le opere del Concorso Letterario, del Premio Speciale Scuole e del Fuori Concorso, dovranno pervenire entro il
30 aprile 2012 presso:
Municipio di Crova
C.so XXI Aprile n.10 – 13040 Crova (VC)
Eventuali informazioni potranno essere richieste tramite e-mail all’indirizzo:
si ribadisce che le mail non devono essere utilizzate per invio elaborati.
concorsoletterario.crova@ruparpiemonte.it
paginediterritorio@gmail.com
oppure ai numeri:
0161.970114 (Uffici Comunali)
345.63.60.63.6 (Vice Sindaco)

11. Le opere saranno giudicate da apposita giuria composta da un numero dispari di commissari non inferiore a 5 e non superiore a 9.

12. Il giorno della premiazione avverrà l’8 settembre 2012.

13. Fuori Concorso
STORIE D’AMORE NEL TERZO MILLENNIO
Breve romanzo, lunghezza minima non inferiore a 10 cartelle dattiloscritte (lunghezza di ciascuna cartella: 1800 battute) e non superiore a 20 cartelle, la cui trama deve essere incentrata sul tema dell’amore vissuto nel terzo millennio, attingendo da fatti realmente accaduti oppure trame di fantasia.
Al vincitore premio in denaro € 200,00.
Per qualsiasi punto del Regolamento si rimanda a quello generale.

14. Al termine del concorso gli elaborati non saranno restituiti.

15. Partecipando al concorso si comporta l’implicita accettazione di tutte le clausole del Regolamento.

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

Cognome …………………………………………………………………………………………..
Nome ……………………………………………………………………………………….………………
Data e Luogo di Nascita …………………………………………………………………..
Residenza – Via …………..…………………...………………….. n. ……..……………
CAP ……………. Città …………………………………..……………. Prov. ………..….
Telefono ……………………………………………………………….…………….………..
Telefono ……………………………………………………………………..…………………
E-mail …………………………………………………………………………………………...

TITOLO DELL’OPERA _______________________________

Sezione (barrare la sezione che interessa)

SEZ .1 – PROSA

SEZ. 2 – POESIA

SEZ. 3 - FUORI CONCORSO Storie d’amore nel terzo millennio

Il sottoscritto autorizza il trattamento dei dati personali ai sensi degli articoli 7 e 13 del
D.lvo 196/03 ai fini della pubblicazione delle opere delle attività di promozione.

LIBERATORIA PER L’UTILIZZO DEGLI ELABORATI
Io sottoscritto: ……………………………………………………………………………………
Dichiaro che quanto da me presentato è opera originale di cui garantisco la piena disponibilità.
Mi impegno a concedere all’organizzazione titolare del concorso di sfruttare, riprodurre e utilizzare la mia proposta in qualsiasi forma, compresa la riproduzione mediante mezzi elettronici;
FIRMA DELL’AUTORE
…………………………………………………………
DATA
…………………

Sono ammesse anche fotocopie di questo tagliando.

Premio
Speciale Scuole
2012
Una sola sezione: PROSA
Componimenti collettivi di classe oppure di singoli alunni.
I premi saranno assegnati secondo la seguente suddivisione:
Premio scuola elementare
(scuola primaria dalla I alla V);
Premio scuola media
(scuola secondaria di 1° grado dalla I alla III);
Premio biennio superiori
(Scuola secondaria di 2° grado dalla I alla II)
Premio triennio superiori
(Scuola secondaria di 2° grado dalla III alla V)
La sezione “Speciale Scuole” non ha vincoli di lunghezza testi, dovranno essere presentati su
carta e supporto magnetico. Le opere dovranno essere inedite.

PREMI:
1° classificato di ciascuna sezione € 200,00.
Al secondo e terzo classificato coppa o targa o pergamena.
Per la partecipazione inviare la scheda allegata alla brochure dai contorni tratteggiati.

Per tutto quanto non specificato si rimanda al regolamento generale del Concorso, anche relativamente alla spedizione.

PREMIO SPECIALE SCUOLE – SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

SEZIONE 4

Cognome ……………………………………………………..
Nome ……………………………….…………………………
Scuola frequentante ………..………….…………………………………………………….
Data e Luogo di Nascita ……..……….……………………………………………………..
Residenza – Via …………..……………………..………………….. n. ……..……………
CAP ……………. Città …………………………………………………… Prov. ………..….
Istituto/scuola partecipante ……………….………………………………………………
Indirizzo della scuola …………..………………………………………………………….….
Classe …………………………………………..………………………………………….….
Insegnate rif. (cognome/nome) …….………………………………………………………..
Telefono ………………………………………….…………………………………….………..
Telefono ……………………………………………….…………………………………………
E-mail ………………………………………………………………..…………………………...

TITOLO DELL’OPERA _______________________________

N.B. Si chiede alle scuole partecipanti di indicare il numero telefonico dell’insegnante di riferimento.
Segnalare inoltre il nominativo, nello spazio che segue, della persona a cui intestare l’assegno in caso di vincita: …………………………………………………………………
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il sottoscritto autorizza il trattamento dei dati personali ai sensi degli articoli 7 e 13 del
D.lvo 196/03 ai fini della pubblicazione delle opere delle attività di promozione.

LIBERATORIA PER L’UTILIZZO DEGLI ELABORATI
Io sottoscritto (insegnante se l’alunno è minorenne):
……………………………………………………………………………………
Dichiaro che quanto da me presentato è opera originale di cui garantisco la piena disponibilità.
Mi impegno a concedere all’organizzazione titolare del concorso di sfruttare, riprodurre e utilizzare la mia proposta in qualsiasi forma, compresa la riproduzione mediante mezzi elettronici;
FIRMA DELL’AUTORE
…………………………………………………………
DATA
…………………
Sono ammesse anche fotocopie di questo tagliando.

Motivazione
Uomo e Territorio: nella storia un legame imprescindibile. Il territorio ed il suo ambiente hanno insegnato all’uomo ad adattarsi per progredire: l’uomo ha modificato i territorio per dare risposta ai suoi bisogni. Il Concorso “Pagine di Territorio delle Terre d’Acqua” nasce per dare spazio al racconto, inedito, al cui centro si pongano questi due elementi. Narrare è come viaggiare all’interno della storia delle persone; un viaggio immaginario o reale localizzato in uno spazio fisico e temporale, all’interno del quale accadono vicende che ineluttabilmente vedono protagonisti gli uomini. Il comportamento assunto da costoro è influenzato dal luogo e dalle sue caratteristiche fisiche, ma anche dalle abitudini e dalle tradizioni sedimentate da generazioni di uomini, cioè dalla cultura espressa da una comunità. Fin dal titolo il Concorso svela l’intenzione di valorizzare – archiviare – conservare la memoria di ogni informazione e/o brandello di memoria per farne patrimonio comune e impedirne l’estinzione. Ogni storia italiana in cui entri il nesso uomo-territorio è narrabile perché interessante dal punto di vista letterario. Raccogliere un’antologia di “situazioni” narranti aspetti del quotidiano è l’obiettivo che persegue il Comune di Crova con questa iniziativa, perché il “quotidiano” è la frazione di tempo meno considerata, poiché segnata dalla ripetizione delle attività e dei gesti, ma è anche la frazione d tempo in cui nascono i grandi pensieri e le grandi azioni.

IL REGOLAMENTO DEL CONCORSO E' PUBBLICATO INTERAMENTE CON LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE SUL SITO DEL COMUNE
www.comune.crova.vc.it/

Barbanoir 2009

ARCILETTORE di IMOLA, PRO LOCO di MEDICINA e COMUNE di MEDICINA in occasione della grande rievocazione storica FESTA DEL BARBAROSSA che si svolgerà a Medicina (BO) dal 19 al 20 settembre 2009 promuovono il concorso letterario per racconti in lingua italiana

Barbanoir
Scadenza 4 Ottobre 2009

La proclamazione del vincitore e dei primi tre racconti classificati, avverrà il giorno 25 ottobre 2009 alle ore 16:30, presso il Palazzo della Comunità (Medicina, via Libertà, 103) in occasione della Festa d'Autunno.

I premi messi in palio dagli sponsor sono i seguenti:

1° Classificato: attestato, cesta di prodotti tipici e pubblicazione su stampa locale.

2° Classificato: attestato, confezione di prodotti tipici.

3° Classificato: attestato, confezione di prodotti tipi.

Per info e per il bando completo: http://www.officinewort.it/concorsi-letterari/barbanoir-2009

I racconti vincitori

Di seguito i primi tre racconti vincitori del concorso Barbanoir.
La premiazione è avvenuta Domenica 25 ottobre 2009 a Medicina presieduta da Luca Occhi, socio di Colonne d'Ercole e di Officine Wort nonchè organizzatore del concorso.

1° Classificato Jari Lanzoni "La festa dell'Imperatore"

di Jari Lanzoni

Era la notte della Festa. Midgîna celebrava la propria liberazione e il trionfo del Barbarossa su Bononia. Alti falò allungavano le ombre degli uomini su mura sbrecciate e tende da campo. L'Imperatore era malato, si diceva, e riposava, ma aveva ordinato che la Festa proseguisse. Grandi spiedi erano colmi di carni che arrostivano sul fuoco diffondendo l'odore del grasso sfrigolante. Cipolle e legumi bollivano in pentoloni fumanti. La vinaccia e il sidro bruciavano nelle gole. Canti e danze risuonavano ovunque.

Due figure discrete si muovevano all'ombra della Festa. Una gitana dal volto pieno, con una cicatrice irregolare sotto l'occhio sinistro, camminava al fianco di un vecchio piegato in due da una gobba prominente. Il volto di questi era un orrore di piaghe da ustione, che una lurida barbaccia nera non riusciva a nascondere.

Un villico gemeva dietro una siepe con un braccio ritorto in maniera orrenda. La sua bocca era un foro osceno sfondato dai calci, da cui usciva un flebile lamento. Una donna grassa e dal naso adunco piangeva sommessamente accanto a lui, cercando di ripulirgli il volto pesto. Era un porcaio, spiegò alla gitana, metà delle bestie gliele avevano rubate i miliziani di Bononia, le altre dovevano essere tenute all'ingrasso per l'inverno imminente. Una dozzina di soldati imperiali, però, le aveva reclamate: quella era la notte della Festa. Lui aveva osato rifiutarsi. Ora i maiali arrostivano nei pressi del campanile, mentre lui aveva perso i denti e il suo braccio non sarebbe mai guarito. La gitana e il gobbo proseguirono.

Dietro un muro, un piccolo corpo martoriato era incatenato ad un palo. Un armigero dal volto brutale sedeva accanto al cadavere. Spiegò alla gitana che aveva l'ordine di impedire che la salma venisse seppellita. La vittima aveva come unica colpa l'essere figlio di uno dei capitani bononiensi che aveva guidato la demolizione delle mura di Midgîna. Il padre era caduto in battaglia, lui era stato catturato. Non poteva avere più di dieci anni. I popolani avevano infierito sul corpicino con rara ferocia. La gitana e il gobbo proseguirono.

Due armigeri ubriachi trascinavano una ragazzetta in lacrime dietro un pezzo delle mura antiche. Un preda di guerra. La gitana esitò un istante, poi li seguì sfuggendo alla mano del gobbo. I soldati stavano già scoprendo i piccoli seni della giovane, tra risa sguaiate, quando giunse la donna. Brandiva un pezzo di legno mezzo bruciato e ordinò ai salvatori di Midgîna di lasciare la piccola, ma ottenne solo sguardi astiosi, carichi di lussuria.

Il primo soldato snudò la spada. Legno e ferro si incontrarono e la gitana si ritrovò in mano un inutile moncone. L'uomo non poté osare oltre: il gobbo parve comparire da nulla e così il suo bastone che fendette l'aria in un istante. L'armigero cadde a terra privo di sensi. Il suo compagno abbandonò la presa sulla piccola e stava per sguainare la spada quando la mano del vecchio gli serrò il polso in una presa d'acciaio, poi con l'altra mano agì di scatto sul gomito del soldato slogandogli il braccio. Un calcio allo sterno fece precipitare l'armato in un denso oblio, l'ultima cosa che vide fu la ragazzina che scappava. Il gobbo e la gitana erano già scomparsi.

L'interno della grande tenda imperiale era una cornucopia di tesori, ma Federico I° Hohenstaufe li ignorò dismettendo in fretta i panni lerci e la finta gobba di stoffa. La gitana lavò via l'inchiostro nero dalla barba con l'acqua calda, poi usò l'aceto per sciogliere dal viso la cera e le tinture dei falsi segni di ustione.

- Perché lo fate, mio Signore? - Chiese la donna, asciugandogli il viso. - Perché travestirvi e vagare tra il popolo? -

- Non sono il primo imperatore a farlo. - Rispose lui. - Guai se governante e governati finissero per distaccarsi troppo: non ci sarebbe alcun futuro. Inoltre devo comprendere i risultati delle mie scelte, i limiti del mio potere... e tu hai messo a rischio tutto questo! - La mano dell'Imperatore scattò fulminea afferrando una daga. La punta di metallo finì all'altezza del sottile collo della gitana. Lei ebbe appena un sussulto e la cicatrice sulla guancia si contrasse assieme alla pelle, come una piccola serpe.

- L'ordine era di accompagnarmi e accertarti che nessuno mi riconoscesse, ignorando tutto il resto. - La voce del monarca era gelida. - Quando ti sei parata contro le mie guardie hai posto entrambi in pericolo. Perché mi hai disobbedito? -

Le labbra rosse si schiusero. - Proprio per mostrarvi i limiti del vostro potere, mio Signore. - Il taglio serpentino pareva muoversi davvero quando lei sorrideva.

Federico I° fissò la gitana, meditando sulla quella risposta.

La mezzanotte era appena scoccata quando l'Imperatore, finalmente sanato, comparve all'improvviso tra i suoi uomini. La Festa raggiunse il culmine tra canti, commemorazioni e ballate. A quanti gli chiedevano dell'improvvisa guarigione Federico si limitava a sorridere. Solo ad alcuni accennò, enigmaticamente, ad una serpe.

Seconda classificata Isa Tamagnini "Memento mori"

di Isa Tamagnini

E pensare che te l'avevo detto. Non è vero Non l'avrei mai fatto, non ti avrei mai dato questo vantaggio ma il suono di questa frase mi fa sempre sentire meglio. Mi da brividi che si inanellano lungo la schiena e mirano dritto al cervello limbico con l'onda d'urto di uno shot di tequila. I brividi di Cassandra, li chiamo. Sono la mia droga. Inesauribile e gratuita. Il cervello li ricrea a comando. E in più, sono legali. Buttato sotto al tavolo, come un tovagliolo usato, sembri più piccolo.

Informe, irrilevante, inoffensivo, insensibile, inerte, inanimato, inane.

Inculato, infine e per niente pericoloso.

Ti saresti meritato una morte peggiore di questa. Un epilogo esemplare a cui avrei assistito con piacere e che avrei rivendicato col gusto del diritto. Però mi sarei dovuta assumere delle responsabilità, accettare come tragica conseguenza una lunga limitazione alla mia libertà.

Sarei stata obbligata a sensi di colpa e a inscenare pentimenti che non provo solo per una pena ridotta e una miserabile sopravvivenza.

Non se ne parla neanche. Non sono pentita e sono una pessima attrice.

Mi devo sforzare infatti, per ostentare un minimo di disperazione se non per empatia verso di te come creatura che faccio parecchia fatica, almeno in qualità di brava e attenta ristoratrice con un morto fresco sotto a un tavolo.

Spero solo che il pavimento di legno della mia osteria, decorata per l'occasione in perfetto stile medievale, non resti macchiato con tutto il piscio che t'è uscito. Le convulsioni t'hanno fatto uscire anche qualcos'altro. Questa tua puzza farebbe fuggire inorridito anche il Barbarossa, potesse mai materializzarsi dal medioevo e entrare qui a tracannarsi una birretta.

Tu, là sotto, potente signore di tutte le droghe, beffardo manipolatore di menti di giovani fanciulle, sei solo una scura pozza di umori che presto sparirà dal ricordo come un refolo di vento nelle notti calde d'estate e nessuno sa che è solo merito mio.

Vorrei invece gridare al mondo quanto terribile è la mia vendetta e quanto poco auspicabile destino è incrociare la mia vita per rapinarla.

Arrogante spacciatore di falsi paradisi, venditore di sogni che non volano, arricchito dal brutale salasso di pensioni di vecchie madri. Sei un uomo fortunato ma nella partita con la morte basta perdere una mano. La rivincita l'ha avuta solo il Messia. Tu non lo sei.

Mia figlia la dovevi lasciar stare, te l'ho gridato mille volte con muti sguardi carichi d'odio.

Un giorno ti ho anche implorato con in mano il cuore, quello di una madre disperata.

T'ho rivelato in punta d'anima, la fatica e lo sforzo di tirare su un figlio, delle aspettative di dare uno scopo alla vecchiaia e del dolore che provavo ad ogni suo dolore. La sua astinenza era la mia. Mi hai riso in faccia. Non dovevi. Adesso che lei non c'è più, non c'era motivo che ci rimanessi tu. T'ho preso nella tua stessa rete. Il trucco l'ho imparato da te e direi senza falsa modestia che sono stata allieva migliore del maestro. Perché io, al contrario di te, so ascoltare. Certo, il signore delle droghe conosce il proprio limite e si ferma prima, ma anche io conosco il limite del signore delle droghe. Con un po' d'abile mistificazione, l'ho spostato di quel nulla sufficiente a farti scivolare dalla lama del coltello.

< Lilit, portamene uno puro >

Vieni a sfidarmi a casa mia, incurante del mio lutto e strafottente come aspettavo da tempo che fossi. E' ciò che voglio, che ho a lungo pianificato. Un solo rammarico, tu non lo saprai mai.

Sei un consumatore ingordo di vita e di alcolici. Tutti. Più sono esotici e più ti intrigano. A me invece, hanno sempre intrigato gli infusi e gli estratti di erbe. Alcune hanno componenti che si confondono splendidamente e rendono il confine tra il lecito e il letale solo una questione di concentrazione. Il bello è che il sapore è lo stesso. Quando lo butti giù a settantadue gradi e ti ustioni il gargarozzo per dimostrare quanto duro sei, che sia più o meno amaro è sfumatura che raramente cogli.

.

Certo. Incasso le offese con un sorriso, quello del veggente. Sei robusto, non vorrei mai rimare a metà dell'opera.

Hai retto bene, hai seccato mezza boccia della mia riserva speciale. Hai giocato una bella partita ma sotto al tavolo ci sei finito lo stesso. Sei nel tuo cielo di diamanti, Luciano. Per sempre.

Salutami mia figlia.

Guardo il resto del liquido verde smeraldo della riserva speciale scendere in un vortice di fatale malia nello scarico del lavello. Sciacquo la bottiglia e la butto nella cassa del vetro da riciclare.

Sta arrivando il 118 a sirene spiegate. Inutile spreco di energia e disturbo della quiete. Una corsa convulsa al pronto soccorso non serve, ancora non lo sanno.

Ti faranno l'autopsia, ma non è una grossa sorpresa trovare un'overdose di terpene nel sangue di uno sporco spacciatore tossico.

Terzo classificato Marzio Giampieri "Barbanoir"

di Marzio Giampieri

Il sole bruciava le guglie della rocca, gli elmi dei soldati sulle mura, le vetrate della torre del signore, dietro alle quali pesanti tende scure arrestavano la folle corsa dei raggi solari. Nella penombra della stanza pochi spiragli di luce illuminavano la sagoma di un grande letto a baldacchino, circondato da ombre mormoranti, sormontato da un crocifisso, scosso dagli spasmi di un Re malato. Il silenzio della camera, le preghiere bisbigliate dei due frati, il pianto soffocato dei cortigiani, lo schioccare delle nocche intorno alle armi delle guardie, venne infranto da colpi contro la porta della camera buia. Il sovrano fece un cenno, al quale cortigiani e frati risposero ritirandosi dalla porta e le guardie aprendola cautamente. La luce invase la camera, costringendo tutti i presenti a chiudere gli occhi, introducendo una donna scalza e trafelata, che stringeva un vaso di terracotta pieno di un intruglio fumante. La storia non racconta perché Federico I detto il Barbarossa bevve quella brodaglia, ma racconta di come bevendola sia guarito. Non racconta della serpe che lentamente si avvolgeva sul braccio della straniera né che fine abbia fatto colei che salvò il futuro Imperatore d'Europa.

Piove.

Odio la pioggia.

Non è un temporale, ma una pioggia di fine estate. Bagna, non inzuppa. Non costringe la gente a tapparsi in casa, ma la spinge verso bar e pub, finché il cielo smette di piangere. In strada non c'è quasi nessuno. Qualche visitatore che cammina spedito verso un locale, due comparse che cercano riparo per non rovinare i costumi, un frate che indugia sotto un albero e me.

La mia presenza è irrilevante. Importante è il motivo per cui sono qui. Oggi, sotto questa odiosa pioggia, io ucciderò un uomo. Un Re. Un Imperatore. Sono pazzo. Lo so. Anche lei sa che sono un fottuto pazzo. "Uccidi Barbarossa" mi dice "Uccidi il Re". Regicidio: qualche secolo fa la gente perdeva la testa solo nominando questa parola. Io l'ho persa ormai da tempo. È rotolata all'inferno e infilzata sul forcone del demonio mi grida: "Uccidi il Re! Uccidi Barbarossa!". Sono pazzo. Ucciderò il Re. La sua ombra mi segue, imperterrita.

È la donna più bella che io abbia mai visto. Ha il volto sfigurato, l'abito a pezzi, le ossa scoperte qua e là dai muscoli carbonizzati e le orbite vuote. È morta da secoli ormai, arsa viva sul rogo di Dio e io la seguo perché ne sono innamorato.

Vado verso il frate che mi aspetta sotto l'albero. Lei mi segue. Le poche anime nella piazza si girano a guardarmi, ma non me ne curo: non possono vederla. Lei è solo mia. "Hai ciò che ti ho chiesto?". Esita, poi dal saio estrae una provetta piena di liquido. "Ecco, ora sparisci." "Basterà?" "È il viaggio più breve che si possa immaginare.". Si allontana spedito, goffo nel suo largo saio fradicio. Già, un viaggio molto breve per chi ha le porte dell'inferno già spalancate sotto di lui. Chi è caduto troppo in basso per poter risalire, non deve far altro che lasciarsi scivolare ancor più giù. Sempre più giù. In fondo alla vita, alla morte, all'inferno. Su o giù, trovi comunque la pace...

"Sei pronto?" È la sua voce "Ha smesso di piovere, tra poco tocca a te." Ripete la domanda "Sei pronto?". Come potrei non esserlo? "Certo. Aspetterò stasera, quando sarò sul palco. Con il veleno del frate sarà veloce. Quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi." Lei sorride, per quanto il suo viso sfigurato e i muscoli strappati le permettono. "Oggi potrò vendicarmi di quel maledetto. Tu sarai la mia vendetta."

Un'enorme pira illuminava la piazza. Le urla della giovane ragazza legata nel cuore delle fiamme coprivano le grida rabbiose della folla e gli anatemi del frate. Il Re era sulla strada per Roma per ricevere la corona di imperatore. Non poteva impedire il rogo della donna che lo aveva salvato, la donna che voleva, ma non poteva amare. La corona imperiale era più importante. Cavalcava con la sua armata. Lontano dalla piazza, dal rogo, dalla strega.

Il sole è ormai agli antipodi e la pioggia non cade più. La piazza ora è gremita. Il corteo, aperto dai musici, si avvicina. Il Re sta per salire sul palco, sul palcoscenico del suo ultimo spettacolo. Lei mi segue. Stringo la boccetta di veleno, lei mi appoggia una mano sulla spalla "Oggi potrò vendicarmi di quel maledetto. Tu sarai la mia vendetta.". Io sono scosso da tremiti. La amo. Devo uccidere il Re. Ho paura. La sua mano scheletrica mi serra la carne. Le sue unghie ingiallite si piantano nella mia pelle. "Non tirarti indietro. Devi ucciderlo. Per quello che mi ha fatto. Per l'odio che provo per lui." Una lacrima dalle orbite vuote "Lo amavo, lui mi ha ucciso. Deve morire.".

Nessuno mi vede. Coperto dal bardo che racconta per l'ennesima volta la storia di Medicina bevo in un fiato il veleno. Lei sorride, la mia vista si annebbia. La testa mi cade leggermente di lato, si appoggia allo schienale del trono su cui sono seduto. Infine una sottile scia di sangue dalla mia bocca. Nessuno si accorge di niente. Lei è felice. Il Re è morto.

Binari di Puglia. Concorso letterario

“Binari di Puglia” è un concorso letterario nazionale per testi inediti di poesia e narrativa ispirati dalle ferrovie pugliesi.

L’iniziativa si rivolge a tutti i pugliesi e non pugliesi che utilizzano o hanno utilizzato – abitualmente o occasionalmente, per necessità o per svago – il treno per spostarsi in Puglia e abbiano voglia di raccontare le ferrovie di Puglia e i loro viaggiatori, nonché la Puglia vista dai binari delle sue ferrovie.

Il viaggio, infatti, inteso come spostamento da un luogo all’altro, lungi dall’avere funzione puramente strumentale, ha già in sé una valenza conoscitiva: è conquista di nuovi spazi immaginativi e percettivi, è la possibilità di leggere la realtà con occhi nuovi.

Il treno, poi, implica una modalità peculiare e particolarmente intensa di vivere lo spazio – interno a vagoni e stazioni e ad essi esterno –, il tempo e la socialità. Vedere la Puglia dei treni e dai treni è un modo differente di vivere la nostra regione, è vivere una Puglia altra e scoprirsene parte.

Si è scelto pertanto di proporre la scrittura letteraria come mezzo per ripensare e riqualificare i tempi e gli spazi del viaggiare in treno, recuperandone la dimensione esperienziale.

Per tutti i passeggeri (gli ‘utenti’) delle ferrovie di Puglia l’invito è dunque quello a riscoprirsi viaggiatori. Se infatti tanti e diversi sono i motivi per viaggiare e infiniti gli stati d’animo dei viaggiatori e le storie che essi portano con sé, tanti sono allora i modi di vivere i vagoni, le stazioni, i binari, i sottopassaggi, le sale d’aspetto, le biglietterie e i paesaggi delle ferrovie pugliesi.

Che ognuno dia quindi libero sfogo alla propria esperienza e creatività nei toni e nei modi che più gli sono congeniali per raccontarci i suoi… “Binari di Puglia”.

SCADENZA PRESENTAZIONE LAVORI: 30 GIUGNO 2012

Per scaricare il bando del concorso clicca sul seguente link:

http://www.fermentiletterari.it/concorso_binari_di_puglia_7.html

Casa dei sognatori

Scade il 31 luglio. E' una buona occasione anche per acquistare buoni libri e, di conseguenza, di sostenere chi, come noi, crede nella buona letteratura.

Affrettatevi:

http://www.casadeisognatori.com/concorso.htm

Tre racconti su dieci...Vincitori

Siamo lieti di annunciare che due nostri scrittori, assidui frequentatori di Scrigno, Alessio Pracanica e Frank Spada, con tre loro racconti, sono entrati nella selezione dei dieci migliori racconti del concorso "il sogno dentro il sogno".
Alessio ha ricevuto inoltre il premio di selezione.

I tre racconti sono a questi link qui su Scrigno:

http://scrignoletterario.it/node/799 "la madre tuttofare" di Frank Spada

http://scrignoletterario.it/node/507 "gerarchie" di Alessio Pracanica

http://scrignoletterario.it/node/502 "the Kingmaker" di Alessio Pracanica

Complimenti ragazzi...

Concordo letterario "il cerchio capovolto-sussurri in un corridoio lotano"

Segnaliamo il nuovo concorso letterario “Il cerchio capovolto – sussurri in un corridoio lontano”, indetto dalla casa editrice I sognatori.

Il concorso è aperto a racconti inediti di genere horror e non è prevista alcuna quota di iscrizione.

Il PREMIO consiste nella pubblicazione dei primi 15 classificati.
Il bando è presente in questa pagina del sito:

http://www.casadeisognatori.com/2concorso.htm

Buona scrittura ai partecipanti

concorso "Donne in pagina" scadenza 18/01/2010

DONNE IN PAGINA

L’Assessorato alle Pari opportunità e alla Cultura del Comune di Leno
con la collaborazione dell’Associazione Arcilettore di Brescia
bandisce la IV edizione del Concorso letterario nazionale
"Donne in pagina"

"quando è difficile essere donna diventa difficile anche essere uomo!".
(Tratto da Pietra di pazienza di Atiq Rahimi Einaudi)

La violenza dell’uomo sulla donna sia essa fisicapsicologica o dettata dalle tradizioni non è l’affermazione della sua forza ma della sua debolezza. L’uomo non si accorge che le difficoltà di essere donna sono anche le sue difficoltà di essere uomo di non vergognarsi dei suoi sentimenti di poter vivere senza sentirsi fallito anche le proprie fragilità.
La donna e l’uomo sono fatti per incontrarsi per comprendersi per accettarsi per rispettarsi perché solo così la libertà dell’uno diventa anche la libertà dell’altro.

COMUNE DI LENO
ASSESSORATO ALLE PARI OPPORTUNITÀ E ALLA CULTURA
L’Assessorato alle Pari opportunità e alla Cultura del Comune di Leno, con la collaborazione dell’Associazione Arcilettore di Brescia, bandisce la quinta edizione del Concorso letterario nazionale “Donne in pagina”.

REGOLAMENTO EDIZIONE 2009-2010
Art. 1 - Partecipazione
La partecipazione al concorso è gratuita, ed è aperta a tutti i cittadini italiani e stranieri che abbiano compiuto 18 anni alla data della scadenza del termine per la presentazione delle opere.
La partecipazione al concorso è individuale e ciascun concorrente può presentare una sola opera.
Art. 2 – Modalità di presentazione delle opere
Le opere presentate dovranno rispondere ai seguenti requisiti:
· essere inedite;
· essere scritte in lingua italiana;
· essere presentate su supporto cartaceo, dattiloscritto o a stampa, in tre copie in formato A4; l’elaborato non deve superare le otto cartelle; ogni cartella può contenere un massimo di trenta righe e ogni riga non più di sessanta battute.
· La stampa dovrà essere accompagnata anche dal relativo file, nella stesura definitiva del racconto, memorizzato su CD-ROM in uno dei seguenti formati: TXT, DOC, RTF.
· Le copie a stampa, il CD-ROM e il file dovranno essere rigorosamente anonimi: non potranno recare né il nome dell’autore né alcun altro segno che lo possa far riconoscere.
· Le tre copie a stampa dovranno essere contenute in un plico, nel quale dovranno essere inserite altre due buste chiuse. Una conterrà il CD-ROM; l’altra conterrà una dichiarazione firmata dall’autore riportante:
· il titolo del racconto
· che il racconto è inedito e che l’autore ne ha i diritti esclusivi
· l’indirizzo completo, il numero di telefono, l’eventuale indirizzo di posta elettronica necessari per le comunicazioni
· l’autorizzazione al Comune di Leno a trattare i propri dati personali ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196”
· l’accettazione integrale delle disposizioni regolamentari del presente bando
Alla dichiarazione dovrà essere allegata una fotocopia della carta d’identità o di altro documento di riconoscimento valido.
· All’esterno del plico andrà riportata la dicitura “Concorso letterario Donne in pagina 2009-2010”
Il plico, confezionato con le modalità di cui ai paragrafi precedente, dovrà essere inviato a mezzo raccomandata postale entro e non oltre il 18 gennaio 2010 a: Segreteria del Concorso “Donne in pagina”c/o Biblioteca Civica di Leno - Via M. L. King n. 13 - 25024 Leno.
Per la data farà fede il timbro postale.
Gli elaborati cartacei ed i CD-ROM non saranno restituiti.
Art. 3 – Giuria e premiazione
Una giuria tecnica, composta da dieci lettori, sceglierà dieci opere che saranno ammesse alla valutazione di una giuria d’onore che assegnerà un primo ed un secondo premio rispettivamente di euro 1.000,00 e 500,00. La stessa giuria potrà rilasciare menzioni speciali.
La giuria d’onore si riserva la facoltà, ove lo ritenga opportuno, di non assegnare il premio.
Le decisioni di entrambe le giurie sono insindacabili ed inappellabili.
La cerimonia di consegna dei premi si terrà il giorno 14 marzo 2010. Il primo e il secondo classificato dovranno ritirare personalmente il premio, pena la decadenza dalla classifica.
Il primo e il secondo classificato saranno preavvertiti telefonicamente e a mezzo posta elettronica.
La graduatoria dei primi 10 classificati sarà pubblicata sul sito internet del comune non prima del 28 febbraio ed entro il 6 marzo.
Art. 4 – Riproduzione e pubblicazione
L’Amministrazione comunale si riserva la facoltà di riprodurre e pubblicare nel proprio sito internet ovvero in propri atti, documenti, o pubblicazioni, le opere meritevoli, senza che ciò comporti alcun obbligo di preavviso, né il riconoscimento di alcun diritto per gli autori, se non la loro citazione.
L’Amministrazione comunale si riserva la facoltà di pubblicare a stampa le opere vincitrici e le opere segnalate per una sola volta entro il termine massimo di tre anni dalla scadenza del termine di presentazione delle opere per il concorso.
Per tale pubblicazione l’Amministrazione comunale acquisirà, in via esclusiva, i diritti previsti dal presente articolo, in conformità degli artt. 118 e seguenti della legge 22 aprile 1941, n. 633, assicurando agli autori la citazione del nome o dello pseudonimo.
Allo scadere del termine dei tre anni o ad avvenuta pubblicazione, se antecedente, gli autori delle opere vincitrici e segnalate riacquistano il pieno diritto di utilizzazione economica dell’opera.
Art. 5 – Disposizioni finali
L’inosservanza anche di una sola delle disposizioni di cui agli articoli precedenti comporta l’esclusione dal concorso.
Ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, i dati forniti dai partecipanti saranno raccolti ed utilizzati esclusivamente per le finalità di gestione del concorso. Il conferimento di tali dati è obbligatorio ai fini della valutazione dei requisiti di partecipazione, pena l’esclusione del concorso. Titolare del trattamento è il Comune di Leno.
L’interessato può accedere ai dati che lo riguardano, nonché rettificare, aggiornare, completare i dati erronei o incompleti, oltre ad opporsi, per motivi legittimi, al trattamento.
Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Segreteria del Concorso “Donne in pagina” c/o Biblioteca Civica di Leno, tel. 0309067509, oppure via e-mail agli indirizzi: biblioteca@comune.leno.bs.it o info@arcilettore.it.

Concorso Barbanoir, II edizione

OFFICINE WORT, in collaborazione con ARCILETTORE di IMOLA, PRO LOCO di MEDICINA e COMUNE di MEDICINA, in occasione della grande rievocazione storica della FESTA DEL BARBAROSSA che si svolgerà a Medicina (BO) nei giorni dal 18 al 19 settembre 2010 promuove la II Edizione del concorso letterario per racconti in lingua italiana
BarbaNoir

REGOLAMENTO

1.La partecipazione al Concorso è aperta a tutti.

2.Ogni autore potrà partecipare con un racconto inedito in lingua italiana a tema noir o mistery di lunghezza non superiore a 5000 battute, spazi inclusi.

3.I racconti dovranno essere sviluppati a partire da uno spunto assegnato, che avrà comunque attinenza con l'evento sul Barbarossa e rispettare alcuni vincoli che saranno resi noti ai partecipanti secondo le modalità elencate di seguito:

* Coloro che interverranno alla Festa nei giorni 18 e 19 settembre 2010 (apertura con biglietto d'ingresso il sabato alle 17:00, la domenica alle 14:00) potranno recarsi dalle ore 19:00 alle ore 22:00 in piazza Garibaldi presso la postazione del BarbaNoir dove riceveranno dai notabili del concorso una pergamena contenente i vincoli a cui la narrazione dovrà attenersi. In quella occasione saranno loro consegnate delle monete storiche a ricordo della manifestazione e un omaggio.
* Per coloro che non potranno intervenire alla festa, i vincoli a cui la narrazione dovrà attenersi saranno resi noti sul sito di OFFICINE WORT (www.officinewort.it) il successivo martedì 21 settembre 2010 alle ore 22:00.

4.I racconti dovranno essere inviati a mezzo e-mail entro le 24:00 del giorno 5 ottobre 2010 (farà fede l'indicazione dell'header di posta elettronica) al seguente indirizzo barnoir@officinewort.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

* I racconti dovranno essere inviati come allegato di posta elettronica, in formato .doc
* Unitamente al racconto dovrà essere inviata in allegato la scheda di iscrizione, scaricabile dal sito www.officinewort.it debitamente compilata

5.E' prevista una quota di partecipazione di 10,00 Euro, che dovrà essere versata sul conto corrente postale n. 96378716 intestato a Luca Occhi - BO, entro il 5 ottobre 2010 indicando nella causale del versamento "ARCILETTORE - Concorso Barbanoir". Per coloro che si iscriveranno al Concorso durante la Festa del Barbarossa la quota di partecipazione verrà versata all'atto del ritiro della pergamena con la traccia del racconto unitamente alla compilazione della scheda di partecipazione. La quota di iscrizione non potrà in alcun caso essere restituita

6.La giuria sarà composta da un gruppo di lettori, scrittori e operatori del mondo dell'editoria. Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.

7.La partecipazione al concorso comporta la completa accettazione del regolamento. Partecipando al concorso, gli autori autorizzano implicitamente gli organizzatori alla pubblicazione dei racconti su quotidiani o periodici e la loro diffusione a mezzo internet, ferma restante la proprietà letteraria dei racconti stessi, che rimane di ogni singolo autore.

8.Per tutto ciò che non è previsto dal presente regolamento la decisione è rimessa ai membri dell'Ente Organizzatore.

Proclamazione dei vincitori e premi

La proclamazione del vincitore e dei primi tre racconti classificati, avverrà il giorno 24 ottobre 2010 alle ore 16:30, presso la Sala Auditorium (Medicina, via Pillio 5) in occasione della Festa d'Autunno.

I premi messi in palio dagli sponsor sono i seguenti:

1° Classificato: attestato, cesta di prodotti tipici e pubblicazione su stampa locale.

2° Classificato: attestato, confezione di prodotti tipici.

3° Classificato: attestato, confezione di prodotti tipi.

I vincitori verranno avvisati tempestivamente a mezzo e-mail e dovranno ritirare personalmente il premio o inviare un proprio delegato.

Uno dei tre racconti selezionati sarà pubblicato su "Brodo di Serpe - miscellanea di cose medicinesi", edizione 2011, a scelta insindacabile del comitato di redazione della rivista.

Il bando è scaricabile dal sito www.prolocomedicina.net oppure www.officinewort.it

Concorso di Poesia "Marietta Baderna"

UNIVERSITA’ DELLA TERZA ETA’ UNITRE – UNIVERSITA’ DELLE TRE ETA’Sede di Castel San Giovanni (PC) CITTA’ di CASTEL SAN GIOVANNI Assessorato alla Cultura CONCORSO di POESIA “Marietta Baderna”La poesia, come la danza, dà ali alla vita PREMIO UNITR CITTA’ di CASTEL SAN GIOVANNI 2010 - Quarta Edizione

Commissione giudicatrice
Presidente:
Valeria Palmas docente di Lettere
Collaboratori:
Gianlice Bellinzona scrittrice
Maurizio Caldini scrittore
Bruno Cobianchi scrittore e poeta
Anna Ferreri poetessa
Luigi Paraboschi autore di poesie
Segretaria Maria Dallagiovanna docente di Lettere
L’ UNITRE di Castel San Giovanni, con il patrocinio del Comune,
indice
il Concorso di Poesia “Marietta Baderna” (Quarta Edizione)

REGOLAMENTO

1 – Possono partecipare al concorso autori italiani e stranieri con produzioni in lingua italiana a tema libero.
2 – I partecipanti potranno inviare un numero massimo di due poesie.
3 – Ogni composizione dattiloscritta non dovrà superare i quaranta versi.
4 – La quota di partecipazione è fissata in € 15,00 da versare in contanti in busta acclusa al plico, entro il termine di
scadenza indicato.
5 – Le liriche, dovranno essere presentate in sette copie, su una delle quali dovranno essere indicati i dati anagrafici
dell’autore con indirizzo, numero telefonico, eventuale indirizzo e-mail e la dicitura, seguita dalla firma,
“dichiaro che le opere inviate sono frutto della mia creatività”.
A tutela della privacy i dati personali verranno trattati a norma della relativa legge.
6 – La mancata osservanza di uno dei requisiti richiesti comporterà l’esclusione dal concorso.
7 – LE OPERE PARTECIPANTI dovranno essere inviate a:“UNITRE - Università delle Tre Età”
Via MAZZINI 2 CASELLA POSTALE 6 - 29015 CASTEL SAN GIOVANNI Piacenza
o consegnate direttamente in sede, c/o il Centro Culturale di v. Mazzini 2, il giovedì dalle ore 10 alle ore 12
ENTRO e NON OLTRE IL 15 GIUGNO 2010
8 - Le liriche partecipanti al concorso non saranno restituite e ogni concorrente ne autorizza la pubblicazione gratuita.
9 – Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.
10 – Ai finalisti sarà data comunicazione scritta o telefonica dell’avvenuta selezione.
11 – I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione; coloro che non potranno essere presenti
potranno delegare persone di loro fiducia per il ritiro del premio assegnato.
I premi non riscossi verranno incamerati per le edizioni successive.
12 – La partecipazione al concorso implica la piena accettazione delle norme previste nel presente regolamento.
13 – La proclamazione ufficiale e la premiazione avverranno al Teatro Verdi nel mese di ottobre 2010 in data da
definirsi e che sarà comunque comunicata per tempo ai vincitori

PREMI

- 1° Premio: € 500
- 2° Premio euro € 400
- 3° Premio euro € 300

Ai vincitori sarà rilasciato un diploma di merito
Per ulteriori informazioni telefonare al 340 8661 238

Concorso letterario "Autore di te stesso" Premio Nazionale

Concorso Letterario “Autore di te stesso” - Premio Nazionale Campi Flegrei

Pubblichiamo il tuo talento

Recensione Libro.it, CSA Editrice e l'Associazione Culturale Flegreando organizzano la prima
edizione del Concorso Letterario“Autore di te stesso” - Premio Nazionale Campi Flegrei dedicato agli scrittori italiani.

Lo staff di Recensione Libro.it offre ai partecipanti la possibilità di far conoscere le proprie opere al pubblico del web, mettendo a disposizione degli autori esordienti l'esperienza maturata nel corso degli anni nei campi della letteratura e della comunicazione.

Il concorso è diviso in tre sezioni: Opere inedite, Opere edite e Poesie edite e inedite, e offre ai vincitori delle varie categorie grande visibilità attraverso il web e non solo.

Il primo classificato della categoria Opere inedite sarà premiato con la pubblicazione dell’opera da parte della CSA Editrice che distribuirà i libri in tutta Italia.
Per i primi tre classificati di ogni sezione saranno realizzate campagne pubblicitarie, verranno inserite sul sito www.recensionelibro.it le recensioni e gli estratti delle opere, e sarà inviato tramite e-mail, l’attestato di partecipazione al Concorso Letterario “Autore di te stesso”.
Recensione Libro.it, inoltre, diffonderà i comunicati stampa con i nomi dei vincitori del concorso e divulgherà la notizia agli iscritti della newsletter del portale.

Partecipare ad “Autore di te stesso” è molto facile. Basta scaricare il regolamento del concorso e, dopo aver compilato il bando, inviare le opere entro il 30 aprile 2010.

“Autore di te stesso”: il concorso per gli scrittori del futuro!

Approfondimenti:www.recensionelibro.it
Bando d'iscrizione: http://www.recensionelibro.it/concorso-letterario-autore-di-te-stesso-pr...

Alessandra Galdiero

Concorso letterario "Racconti Corsari"

Edizione 2010
Con la presente l'Associazione "Parole & Musica" di Borgaro T.se, il Circolo Culturale e Ricreativo "Enrico Berlinguer" di Borgaro Torinese, l’Associazione Culturale “Proposta Studenti” di Casal Cermelli (Alessandria), l’Associazione “Aprile per la Sinistra” di Borgomanero (Novara), il periodico borgarese "NonSoloContro", le Sezioni Soci COOP di Borgaro e Ciriè, il Circolo “Letture Corsare”, il Comitato UISP Ciriè-Settimo-Chivasso e la Cooperativa dei Lavoratori di Alba (CN)  indicono la sesta edizione del   Premio Letterario Nazionale “Racconti Corsari”.
Il Premio Letterario “Racconti Corsari” ha il patrocinio della Regione Piemonte e del  Comune di Caselle Torinese.
Regolamento:
Termini:
Scadenza: le opere in gara devono pervenire entro e non oltre il 30 giugno 2010. ( farà fede il timbro postale )

Sezioni: clicca su "leggi tutto" per vedere il bando completo
Il premio prevede  le seguenti sezioni:
 
A. Narrativa a tema libero per coloro i quali hanno compiuto il 14-esimo anno di età, e alla data di scadenza della consegna degli elaborati non hanno ancora compiuto i 18 anni.

B. Narrativa a tema libero per coloro i quali alla data di scadenza della consegna degli elaborati hanno già compiuto il 18-esimo anno di età.

C. Narrativa sul tema dello sport

 D. Narrativa a tema libero sul Piemonte.
 E. Narrativa sul tema dei Viaggi.
G. Sez. Speciale Narrativa Fiabe

 
Il concorso è aperto a tutti.

Per tutte le sezioni il numero massimo di cartelle è fissato in 35 (trentacinque)

Per cartella s'intende: foglio A4 (cm 21x29.7) con circa 60 battute per riga, 30 righe per pagina.

Le opere presentate devono essere inedite ed in lingua italiana.
 
Modalità di presentazione dei materiali:
Il materiale deve essere inviato tramite Raccomandata con Ricevuta di Ritorno all’Associazione Culturale "Parole e Musica" ONLUS Via Diaz, 15 – 10071 Borgaro Torinese (Torino) tel. 3406911301.
L'autore deve spedire due copie del racconto contenenti sulla prima pagina le proprie generalità (Nome, Cognome, Indirizzo, Recapito Telefonico ed eventuale indirizzo e-mail per le comunicazioni) e copia del versamento effettuato.

Costi di iscrizione:
 5 euro sotto i 18 anni;
15 euro sopra i 18 anni

I versamenti vanno effettuati sul Conto Corrente Postale n. 35692102 intestato Associazione Parole e Musica ONLUS – via Diaz, 15 – 10071 Borgaro  Torinese (Torino) indicando nella causale: Premio Letterario "Racconti Corsari" edizione 2010
 
Parte del ricavato verrà devoluto a sostenere un progetto di solidarieta'
 
Presidente della Giuria: Gianluca Favetto: giornalista, scrittore e conduttore della trasmissione “Trame” su RadioRAI 2
 
Giuria:
 
Stefano Tallia: giornalista Sportivo Rai (TG 3 Piemonte)
Michelangelo Bertuglia: Presidente dell'Associazione Parole & Musica
Elena Miglietti: Giornalista Coop
Roberto Rinaldi: Presidente Territoriale UISP
Dario De Vecchis: Presidente Circolo Enrico Berlinguer di Borgaro T.se
Gianni D’Amelio: Direttore Mensile Nonsolocontro e Objectivi
Giuria di Qualità:
Doriana De Vecchi: Scrittrice
Robertino Bechis: Scrittore
Guerrino Babbini: Scrittore
Marco Cattarulla: Scrittore
Andrea Borla: Scrittore
L'operato della Giuria è insindacabile.
Risultati:

Modalità di diffusione dell'esito del concorso:
     ai fini della premiazione, in modo individuale;
ai fini della documentazione i risultati verranno pubblicati sui siti: www.paroleemusica.org - www.uispsettimocirie.it
www.racconticorsari.it - www.e-coop.it - www.nonsolocontro.it
Verrà data massima diffusione ai risultati  del premio.
 
Premi:
 I racconti premiati di ogni sezione verranno raccolti in un volume e pubblicati  dalla Casa Editrice “Parole & Musica”

Il vincitore di ogni sezione riceverà in premio:
20 copie della raccolta
  Targa ricordo
La premiazione avverrà a Caselle Torinese, il giorno 27 Novembre  2010
 
I racconti premiati saranno pubblicati senza obbligo di remunerazione da parte della casa editrice che li pubblicherà ma con l'obbligo di indicare chiaramente l'autore; la proprietà letteraria rimane sempre e comunque dell'autore.
 
Obblighi dell'autore. La partecipazione al concorso implica di fatto l'accettazione di tutte le norme indicate nel presente bando.
 
Tutela dei dati personali. Ai sensi del D. Lgs. 196/2003 "Codice in materia di protezione dei dati personali", la segreteria organizzativa dichiara, ai sensi dell'art. 13, "Informativa resa al momento della raccolta dei dati", che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del premio e all'invio agli interessati dei bandi degli anni successivi; dichiara inoltre, che con l'invio dei materiali letterari partecipanti al concorso l'interessato acconsente al trattamento dei dati personali; dichiara inoltre, ai sensi dell'art. 7 "Diritto di accesso", che l'autore può richiedere la cancellazione, la rettifica o l'aggiornamento dei propri dati rivolgendosi al Responsabile dati della Segreteria del premio nella persona del signor Bertuglia Michelangelo – via Diaz, 15 – 10071 Borgaro Torinese.
 
Materiali inviati:
Gli elaborati non si restituiscono.
 
Una parte del ricavato derivante dalle quote di partecipazione  per questa sesta edizione verrà devoluto ad un progetto di solidarieta'.

Di seguito l'elenco dei siti che contengono informazioni relative al concorso:
        www.racconticorsari.it
        www.paroleemusica.org
        www.uispsettimocirie.it
       www.e-coop.it
       www.informagiovanicirie.net
       www.nonsolocontro.it
       www.nutripa.it  
Per informazioni preliminari contattare:
info@racconticorsari.it
oppure 3406911301

Concorso letterario "Roncio d'oro"

Centro Ricerche e Studi Ronciglion
Premio Letterario Nazionale “Roncio D’Oro” - Città di Ronciglione

Il Centro Ricerche e Studi di Ronciglione ed il Comune di Ronciglione indicono la XVIIIa edizione del Premio, articolato nelle seguenti sezioni:

Sezione A - Poesia o racconti in dialetto ronciglionese;
Sezione B - Poesia in lingua italiana;
Sezione B/1 – Narrativa in lingua italiana
Sezione C - Riservata ai ragazzi di età fino a 15 anni suddivisa in tre sottosezioni:
- Sezione C/1 – Opere in dialetto ronciglionese
- Sezione C/2 – Opere in lingua italiana solo per ragazzi delle elementari
- Sezione C/3 – Opere in lingua italiana solo per ragazzi delle medie

REGOLAMENTO

1) Tutte le opere devono essere scritte con sistemi di videoscrittura o scritte a mano in bella grafia e comunque
facilmente leggibili.

2) Possono partecipare al Premio tutti gli autori, ronciglionesi e non. Possono essere inviate al massimo due
composizioni, due poesie o due racconti in lingua, oppure una poesia e un racconto in lingua, oppure un’opera in
lingua e una in dialetto o infine due opere in dialetto. Ciascuna opera deve essere in tre copie (anche in fotocopia), di
cui solo una firmata in calce con nome, cognome, telefono e indirizzo dell’Autore, compreso se possibile l’indirizzo e-
mail. La copia firmata, indicante i suddetti dati personali deve essere tassativamente chiusa in busta sigillata, sulla
quale non va posto alcun segno. Tale busta va inserita insieme alle due copie non firmate, dentro una busta grande,
che non deve recare (anch’essa) alcuna indicazione o segno di riconoscimento dell’Autore. La stessa deve solo recare
la scritta: “Premio Letterario Roncio D’Oro”, con gli indirizzi di cui al prossimo punto tre.

3) Tutte le opere dovranno pervenire entro il 30 Luglio 2011 spedite per posta ordinaria, indirizzate a:
Centro Ricerche e Studi - Roncio D’Oro, presso Biblioteca Comunale - Corso Umberto I, 26 - 01037 Ronciglione (VT).

4) Le opere difformi da quanto su descritto o pervenute dopo la scadenza di cui sopra, non saranno ammesse,
fa fede il timbro postale.

5) Una giuria qualificata esaminerà i lavori, dichiarerà i vincitori di ogni sezione e segnalerà le opere degne di
menzione speciale. Il suo giudizio è insindacabile ed inappellabile.

6) Gli elaborati non saranno restituiti. L’organizzazione sceglierà tra le opere non premiate quelle meritevoli di
essere inserite in apposita raccolta in aggiunta alle opere premiate.
I partecipanti assumono la propria responsabilità verso terzi dichiarando che gli scritti concorrenti sono di loro
proprietà, non plagiati e inediti.

7) Le raccolte di cui al punto precedente, verranno pubblicate periodicamente ogni tre / quattro anni a spese dal
Centro Ricerche e Studi. Le opere ivi inserite non possono essere pubblicate da terzi senza citare la fonte.

8) Le opere di narrativa non devono superare le 4 pagine per complessive 15.000 battute e le opere di poesia non
devono superare i 100 versi.

9) Ai vincitori delle Sez. A (dialetto), B (italiano poesia) e B/1 (italiano narrativa) verrà assegnato il “Roncio
D’Oro”.
Ai vincitori delle tre Sez. C (C1, C2 e C3) verrà assegnata speciale targa artistica. In aggiunta alla targa, solo per
l’opera vincitrice in dialetto (sez. C1), un buono acquisto libri di euro 100,00.
Attestati a tutti i partecipanti.

10) Ad ogni concorrente, ad esclusione dei ragazzi della Sez. C, viene chiesto un contributo di 10,00 euro per
parziale rimborso spese organizzazione. Tale contributo si può versare in due modi:
a) su c/c della Banca di Credito Cooperativo di Ronciglione, IBAN IT22W0877873240000000314112 la cui ricevuta va inclusa nella busta bianca sigillata (che contiene la firma dell’autore).
b) inclusione banconota direttamente in detta busta.

11) La cerimonia di premiazione avrà luogo in Ronciglione, nella suggestiva Piazzetta S. Andrea (Borgo di Sopra)
alle ore 17.00 (diciassette) di Sabato 27 Agosto 2011.
Le opere vincitrici e eventualmente quelle scelte dal comitato organizzatore, saranno interpretate da attori
professionisti o amatoriali, oppure dagli autori stessi, ove questi lo vogliano.

12) Per ogni controversia è competente il Foro di Viterbo.
Per informazioni: presidente del CRS: Silvano Boldrini tel. 0761625316 - cell. 3356624467 oppure segreterio del CRS: Luciano Pieri tel. 0761626511 - cell. 3392417804 www.ronciglione-crs.it e-mail: segreteria@ronciglione-crs.it; e-mail: lpieri@tiscali.it Inoltre siamo su facebook.

Concorso letterario Giovani Blues - Sulle orme di Pier Vittorio Tondelli

Concorso Letterario Giovani Blues – Sulle orme di Pier Vittorio Tondelli

Regolamento

Art.1 – Finalità
La casa editrice Edizioni Amande indice il concorso “Giovani Blues – sulle orme di Pier Vittorio Tondelli” per una selezione con finalità di pubblicazione.

I racconti selezionati verranno raccolti in un libro di circa 180 pagine edito dalla casa editrice Edizioni Amande e proposto al pubblico attraverso i canali di distribuzione editoriale (il libro è provvisto di ISBN). La casa editrice inoltre si occuperà di inviare il libro a vari concorsi letterari per promuovere l’attenzione della critica nei suoi confronti. Il numero dei racconti che verranno pubblicati varierà da 20 a 25, a seconda delle esigenze editoriali.

Art.2 – Il Tema
Il tema del concorso ripercorre il progetto di gran successo del 1986 ad opera del grande scrittore Pier Vittorio Tondelli il quale da autore si trasforma in editore al fine di poter raccogliere e valorizzare una serie di racconti che rappresentassero il rapporto dello scrittore con i cambiamenti sociali in atto, con la scrittura, con i mass media, con il mercato editoriale.

Art.3 – Tecniche
Al concorso possono partecipare autori italiani a tutti, senza limiti di età o nazionalità. Ogni scrittore può partecipare presentando fino ad un massimo di tre opere. Si partecipa con un racconto a tema libero che non superi le 15 cartelle dattiloscritte (1 cartella corrisponde a 30 righe di 60 battute ciascuna) il limite delle cartelle è indicativo. I racconti che superino tale limite verranno comunque vagliati.

Art.4 – Modalità di valutazione e premiazione
La valutazione delle opere candidate sarà effettuata dagli stessi selezionatori che vagliano le pubblicazioni delle Edizioni Amande. Il giudizio della giuria è insindacabile. Il premio consiste nella pubblicazione in un libro dei racconti prescelti.

Art.5 – Quota d’iscrizione
La partecipazione al concorso comporta un costo di iscrizione pari a 15,00 € quale causale per spese amministrative, di promozione e divulgazione del libro. Ad ogni vincitore verrà data una copia del libro.

Il pagamento della quota d’iscrizione deve essere effettuato con un tramite pagamento con bollettino postale intestato a:

Arkesis sas c.c.p. IBAN IT91U0760112000000077323558
ABI 07601 CAB 12000 c.c. 000077323558

A seguito del pagamento inviare una copia dei moduli o i dettagli (giorno, ora, cifra) del versamento.

Art.6 – Modalità di partecipazione
Ai fini dell’ammissione al concorso il candidato deve inviare in allegato entro il 30 Aprile 2010 quanto segue al sottostante indirizzo:

Edizioni Amande
Via Lorenzo da Ponte, 20
31030 Casier
Treviso

a. Curriculum e biografia
b. copia del versamento della quota d’iscrizione
c. Domanda di partecipazione compilata e firmata (scaricabile dal sito www.mokaweb.it/edizioni.amande)
d. Elaborati in formato word/pdf (max 3) che dovranno pervenire alla redazione in formato cartaceo.

Il bando si può scaricare dal sito www.mokaweb.it/edizioni.amande nella sezione dedicata al Concorso.
Tra il 1° e il 10 maggio la Giuria si riunirà per decretare i vincitori. L’elenco dei vincitori verrà pubblicato nel sito www.mokaweb.it/edizioni.amande, nel portale www.mokaweb.it e comunicato successivamente via e-mail.

Art.7 - Diritti d’Autore

La partecipazione al concorso costituisce espressa autorizzazione alla pubblicazione dell’opera da parte di EDIZIONI AMANDE e la cessione alla stessa Casa Editrice, a titolo gratuito, degli eventuali diritti d’autore relativi alla prima edizione.
Ciascun vincitore concede ad EDIZIONI AMANDE i diritti di riproduzione delle opere ai fini della loro pubblicazione.

Art.8 – Tutela dei dati personali

La partecipazione al Concorso implica la conoscenza e la totale accettazione del presente Regolamento.
Tutela dei dati personali: il trattamento dei dati, è garantito ai sensi della L. 196/2003.

Concorso Letterario Nazionale “Autore di te stesso” 2013 di Recensione Libro.it per opere edite

Il Concorso Letterario Nazionale “Autore di te stesso” organizzato da Recensione Libro.it è giunto alla sua quarta edizione. Il concorso è aperto a tutti gli scrittori di opere edite che hanno un libro a cui desiderano dare visibilità.

Potresti essere tu uno dei vincitori di “Autore di te stesso” 2013. Scopri come fare e richiedi il bando a concorso@recensionelibro.it

Il portale Recensione Libro.it, sito da 100.000 visite mensili, ha indetto la quarta edizione del Concorso Letterario Nazionale “Autore di te stesso” dando così la possibilità a tutti gli scrittori emergenti di far conoscere le proprie storie al pubblico del web.

Categorie

Opere edite
Poesie edite

Premi messi in palio

Il Concorso “Autore di te stesso” 2013 anche quest'anno mette a disposizione degli scrittori vincitori visibilità grazie ai premi in palio: campagne pubblicitarie, banner, pagina vetrina per l'autore con biografia, fotografia e immagine di copertina, scrittura e diffusioni di comunicati stampa, recensioni, inserimento degli estratti delle opere sul portale www.recensionelibro.it.

Inoltre i primi tre classificati riceveranno una pergamena di partecipazione.

Come partecipare al Concorso Letterario “Autore di te stesso” 2013

Richiedi il bando per partecipare al Concorso Letterario Nazionale “Autore di te stesso” 2013 tramite mail all'indirizzo concorso@recensionelibro.it.

Per iscriverti hai tempo fino al 20 dicembre 2013.
È prevista una quota di partecipazione.

Per ulteriori informazioni
Recensione Libro.it www.recensionelibro.it
info@recensionelibro.it

Concorso letterario per il lettore

Segnaliamo un nuovo e originale concorso indetto dalla casa editrice I Sognatori, questa volta dedicato esclusivamente ai lettori.
Il vincitore potrà scegliere tra una somma in denaro e tantissimi libri (magari quelli che stazionano da mesi nella sua “lista dei desideri”).
È possibile leggere il bando completo in questa pagina del sito di Moscatelli:
http://www.casadeisognatori.com/2concorsolettori.htm
Buona lettura a tutti

Concorso Macrolibrarsi

Proponi la tua frase preferita o una citazione di un libro che che ricordi con piacere. Puoi vincere fino a 300 euro in buoni acquisto su Macrolibrarsi (Gift Card)!

Il concorso è attivo dal 12/07/2010 fino al 31/07/2010.

Partecipare è semplicissimo!

Proponi una frase di tua creazione che pensi possa emozionare i lettori o che, semplicemente, sia in grado di trasmettere “qualcosa”, oppure inserisci una qualsiasi citazione che ti piace e che vuoi condividere con gli altri.

Per proporre la tua frase vai su facebook e raggiungi l'applicazione (CLICCA SUL LINK CHE SEGUE e poi su "FAI CLICK QUI PER PARTECIPARE!").

http://www.facebook.com/l/8b37ajYCeqKQ1jMQDDM6T2ap2fQ;www.macrolibrarsi....

Una volta concessa l'autorizzazione, clicca sul pulsante "Mi Piace" e potrai inserire il tuo pensiero e votare tutte le frasi degli altri partecipanti che ti hanno piacevolmente colpito.

Le 3 frasi che otterranno il maggior numero di "Mi Piace" vinceranno ricchissimi premi e saranno pubblicate nell'Agenda 2010 che Macrolibrarsi distribuirà nel periodo natalizio. Per aumentare le tue possibilità di vittoria non dimenticare di invitare tutti i tuoi amici a venire sulla pagina del concorso per votare la tua frase!

I premi sono così suddivisi:

All'autore della frase più votata: una Gift Card Macrolibrarsi del valore di € 300,00

Al secondo classificato: una Gift Card Macrolibrarsi del valore di € 150,00

Al terzo classificato: una Gift Card Macrolibrarsi del valore di € 50,00
Buona fortuna.
Cesare D'Ambrosio

Concorso Nazionale "Vizi e Virtù. A ognuno il suo". Diamond Editrice

La Diamond Editrice indice il primo concorso nazionale dedicato ai racconti brevi, dal titolo Vizi e Virtù. A ognuno il suo.

Per partecipare è necessario spedire un racconto su uno dei sette vizi capitali (Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira Accidia) oppure su una delle sette virtù (Fede, Speranza, Carità, Giustizia, Temperanza, Prudenza, Fortezza) di massimo 8 cartelle ( 14400 battute ) in formato word. Le opere dovranno essere spedite entro e non oltre il 31 maggio 2011 all’indirizzo di posta elettronica diamond.editrice@libero.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. specificando nell’oggetto il vizio o la virtù scelta.

Al fine di essere considerati validi, i racconti dovranno rispettare obbligatoriamente le seguenti caratteristiche, pena l’esclusione:
In oggetto va specificato quale virtù o vizio ha come tema il racconto;
Può partecipare chiunque abbia compiuto i diciotto anni di età;
Sono ammessi scrittori di qualsiasi nazionalità purché il testo sia scritto in lingua esclusivamente italiana;
Il concorso si rivolge a racconti inediti e non;
Gli elaborati non debbono contenere nulla che possa ledere la personalità altrui o riferirsi a fatti realmente accaduti o a persone esistenti;
L’autore deve firmarsi con il proprio nome per esteso, non si accetta l’uso di pseudonimi;
Il file word del racconto deve contenere in prima pagina i dati anagrafici e i recapiti per contattare l’autore con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali secondo la legge vigente;

I racconti saranno valutati dal Comitato di Lettura della Diamond Editrice. Presidente della giuria e curatore del volume l’editore Simone Di Matteo. Le opere più meritevoli saranno pubblicate all’interno dell’antologia Vizi e Virtù. A ognuno il suo edito dalla Diamond Editrice entro Dicembre 2011.
La casa editrice si riserva di rettificare le parti contenenti errori grammaticali e/o refusi al fine di salvaguardare la qualità dell’antologia.
Si precisa che non essendo la Diamond una casa editrice a pagamento, la partecipazione al concorso NON prevede il versamento di alcuna quota di iscrizione, né si richiedono compensi o l’obbligo all’acquisto delle copie da parte dei vincitori ai fini della pubblicazione.
Gli autori delle opere selezionate cederanno la loro opera a titolo gratuito per la pubblicazione.
La partecipazione al concorso implica l'accettazione incondizionata del presente regolamento.

Affilate l’ingegno, intingete la vostra penna nella creatività e buona fortuna!

Marzia Pomponio
Curatrice Editoriale e Responsabile Ufficio Stampa

diamond.editrice@libero.it

Il Paniere del Baccanale: "Miseria e nobiltà"

OFFICINE WORT, in collaborazione con ASSOCIAZIONE RISTORATORI ALBERGATORI DEL COMPRENSORIO IMOLESE (Arialco) - I Ristoranti del paniere, nell'ambito della rassegna enogastronomica e culturale BACCANALE 2009, che si svolgerà nel circondario imolese dal 6 al 22 novembre 2009, indice il concorso letterario per racconti in lingua italiana.

Per maggiori informazioni clicca sul seguente link:

http://www.officinewort.it/concorsi-letterari/il-paniere-del-baccanale-m...

ITALO SVEVO - CELEBRAZIONI PER IL 150° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DELLO SCRITTORE AL VIA IL CONCORSO LETTERARIO "IL POVERO ALFON

Al via il divertente concorso aperto a tutti. In palio un e-book reader Sony per il vincitore di ciascuna categoria e la pubblicazione su "Il Piccolo". Tutto su www.150svevo.it

Al via da venerdì 13 gennaio, il concorso letterario "Il povero Alfonso, il caro Emilio, l'egregio Zeno" indetto, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni della nascita di Italo Svevo (19 dicembre 1861 – 19 dicembre 2011), dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, Servizio Biblioteche e Musei Civici – Museo Sveviano, in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste. Il concorso, aperto a tutti è un invito al gioco letterario, un omaggio e un’occasione per mettere alla prova le proprie doti di creatività e ironia. I partecipanti, infatti, sono invitati a rielaborare i tre romanzi di Svevo giocando con tre diverse tipologie testuali: riscrivere Una vita come elogio funebre del suo protagonista, il “povero” Alfonso Nitti, Senilità come referto medico del “caro” Emilio Brentani e La coscienza di Zeno in forma di curriculum dell’“egregio” Zeno Cosini.

Come possiamo ricordare il povero Alfonso Nitti, il protagonista del romanzo sveviano Una vita (1892), campagnolo inurbato, seduttore fortunato, filosofo renitente e, infine, suicida per – una qualche forma di – amore? Qual è e come descrivere la malattia del caro Emilio Brentani, l’antieroe di Senilità (1898) che implacabilmente volge la sua storia d’amore “facile e breve” con la solare e compiacente Angiolina in un fosco romanzo di tradimenti, gelosie e morte? Come sarebbe il curriculum vitae dell’egregio Zeno Cosini, eroe eponimo de La coscienza di Zeno (1923), fumatore impenitente, corteggiatore imbranato, affarista a singhiozzo, marito modello, amante fortunato e paradossale vincitore nella lotta per la vita?

Un concorso letterario, dunque, per gli amanti del gioco, dell’invenzione, della parodia e, naturalmente, di quella stessa ironia di cui Italo Svevo è stato un così grande maestro.

Per tutti, e in particolare per chi vorrà approfittare di un divertente “ripasso”, sono stati organizzati tre incontri nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4 a Trieste) il 17, 24 e 31 gennaio alle ore 18. Offriranno il loro originale punto di vista, rispettivamente, Luigi Nacci con “Un poeta racconta Una vita”, Sabrina Morena con “Una regista racconta Senilità” e Giuseppe Dell’Acqua con “Uno psichiatra racconta La coscienza di Zeno”. Le conferenze sono aperte a tutti e a ingresso libero.

Regolamento del concorso

Il concorso è aperto a tutti. I partecipanti sono invitati a rielaborare i tre romanzi di Svevo giocando con tre diverse tipologie testuali: riscrivere Una vita come elogio funebre del suo protagonista, il “povero” Alfonso Nitti, Senilità come referto medico del “caro” Emilio Brentani e La coscienza di Zeno in forma di curriculum dell’“egregio” Zeno Cosini.

Gli elaborati, senza limitazione di lunghezza ma auspicabilmente rispettosi della tradizionale misura dei generi testuali di riferimento - l’elogio funebre di stampo giornalistico, il referto medico e il curriculum vitae - dovranno pervenire alla sede del Museo Sveviano (via Madonna del Mare, 13 – 34124 Trieste) in busta chiusa – con consegna a mano, via posta ordinaria (e in questo caso fa fede la data del timbro postale) o via posta elettronica all’indirizzo museosveviano@comune.trieste.it

Il termine ultimo per la consegna degli elaborati è giovedì 15 marzo 2012.

Gli elaborati non dovranno essere firmati o recare segni distintivi, ma essere contrassegnati da un motto. Lo stesso motto dovrà essere riportato su una busta più piccola, anch’essa chiusa, da inserire all’interno della prima, in cui siano riportati nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico o e-mail del partecipante.

Allo stesso modo non verranno presi in considerazione invii per posta elettronica da indirizzi telematici che rivelino il nome del mittente: il testo dell’e-mail e l’elaborato (in formato .doc o .txt o .pdf) non dovranno essere firmati se non da un motto. Un secondo messaggio di posta elettronica inviato dal medesimo indirizzo dovrà contenere il motto (come oggetto della mail) e i dati personali e i recapiti dell’autore nel corpo del messaggio.

I concorrenti possono inviare una, due o tutte e tre le rielaborazioni in concorso.

Il regolamento sarà disponibile on line da venerdì 13 gennaio sul sito ufficiale www.150svevo.it
Sullo stesso sito si potrà prendere visione del programma completo delle iniziative legate alle celebrazioni.

Premi

Il primo premio verrà assegnato a ciascuna delle tre categorie in concorso. Al vincitore di ciascuna categoria verrà assegnato un un e-book reader Sony, con quattro libri a scelta in omaggio. I tre elaborati giudicati vincitori di ciascuna categoria verranno inoltre pubblicati sul quotidiano “Il Piccolo”.
La giuria - composta da Cristina Benussi, Riccardo Cepach, Irene Battino, Luigi Nacci, Sabrina Morena e Giuseppe dell'Acqua - si riserva il diritto di non assegnare il premio.

Premiazione

La premiazione del concorso letterario si svolgerà sabato 31 marzo 2012 ore 18 nell'Auditorium del Museo Revoltella di Trieste (via Diaz 27). Interverrà la professoressa Cristina Benussi, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. A seguire si terrà il concerto del violinista Cristiano Rossi che suonerà il violino di Italo Svevo. Cristiano Rossi ha al suo attivo innumerevoli recital ed importanti concerti in tutte le città italiane, in Europa, Sud America, Stati Uniti e Giappone; numerose le sue incisioni (da Vivaldi a Busoni, da Locatelli a Wolf-Ferrari) per prestigiose etichette discografiche.

Info sul concorso
Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare il Museo Sveviano di via Madonna del Mare 13 dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13.
Telefono: 040 6758182 – 8170
e-mail: museosveviano@comune.trieste.it
www.150svevo.it

IV edizione "Concorso S. BENEDETTO NEL CUORE -in onore di Alda Merini-"

QUARTA EDIZIONE Concorso POESIA E Narrativa breve INEDITA–
S. BENEDETTO NEL CUORE-in onore di Alda Merini-

I N C O L L A B O R A Z I O N E C O N

ASSOUTENTI-ROMA Difesa Consumatori Ref. Marche Antonio Bruno
LABORATORIO DI SCRITTURA Prog. Assessorato Cultura della Provincia di Ascoli Piceno
ASSOCIAZIONE CULTURALE SEBLIE  Monteprandone - www.seblie.com
RISTORANTE REGINA arte culinaria marinara - via Volta 156 - San Benedetto del Tronto - tel 0735 782026
SITO DI CULTURA POESIA E LETTERATURA. www.animapersa.net – Pres. Francesco Sicilia
CIRCOLO CULTURALE MARIO LUZI - www.circoloculturaleluzi.net - pres. dott. S.A.Santoro-

BANDO INTEGRALE Il concorso si articola in tre sezioni per inediti di autori residenti in Italia o all’estero.
A) POESIA LIBERA= UNO -a discrezione dell’autore- O DUE componimenti a tema
libero, in 8 copie >> di cui 1 con dati. Lunghezza tassativa massima 35 versi
B ) POESIA sul tema=RICORDI Di SCUOLA=UNA o DUE poesie in 8 copie- max 35 versi
C ) NARRATIVA Breve A TEMA LIBERO= -UN racconto in 8 copie e 1 con dati- max 3 cartelle
 
I TESTI= Ogni testo cartaceo dovrà essere presentato in 8 copie anonime di cui >> 1 con i dati chiari e completi dell’autore, con= nome cogn. data nascita, indirizzo, e- mail telefono e FIRMA.IL CURRICULUM NON è OBBLIGATORIO MA è ASSAI GRADITO. Uno stesso autore, potrà con lo stesso invio, concorrere ad ognuna delle tre sezioni con opere dissimili ma con buste ben separate contenenti le tre quote e tutte le copie anonime più quelle comprensive di dati e firma (vedi sopra). ISTRUZIONI per l’INVIO = Spedire con Posta Prioritaria a:Daniela Bruni via Laureati 89- 63039 Porto d’Ascoli  S.B.T – AP PREMI= Cofanetto con targa personalizzata e volumi ai vincitori assoluti. Attestati personalizzati ai restanti secondi, terzi, quarti, classificati, alle Segnalazioni di merito, Menzioni d’onore, ai Riconoscimenti speciali. NOTA = Chi desidera può richiedere un diploma di encomio quale attestato di partecipazione allegando 5 euro a parte e apponendo la dicitura “RICHIEDO ATTESTATO” che sarà recapitato a domicilio via poste italiane a tutti i richiedenti. SCADENZA= 13 dicembre 2010 Farà fede il timbro postale. SI PREGANO GLI AUTORI DI INVIARE CON CONGRUO ANTICIPO Grazie per la collaborazione. QUOTA di PARTECIP. per ogni sezione= L’autore allegherà ben occultati 10 euro in contanti o in francobolli da 60 cent. insieme agli elaborati o vaglia all’indirizzo della segreteria. Ogni autore con la sua partecipazionee firma accetta il contenuto del presente bando completo e concede il trattamento dei dati sensibili secondo le disposizioni della legge sulla Privacy. Detti dati saranno utilizzati unicamente per comunicazioni inerenti il concorso e per comunicati a carattere culturale.Verdetto di giuria: è insindacabile e sarà prontamente comunicato ai SOLI premiati e finalisti. I premiati sono pregati di ritirare di persona i riconoscimenti (salvo impedimenti dell’ultima ora per cause di forza maggiore, comunicati prontamente per tel. all’Organizzazione) o per delega a terzi. I premi non ritirati potranno essere in parte spediti su espressa richiesta, altrimenti saranno  incamerati per l’edizione successiva. In nessun caso le opere presentate saranno restituite. Una volta inoltrato l’invio per motivi di ordine organizzativo non è possibile accogliere richieste da parte degli autori inerenti ai titoli delle opere da loro precedentemente inviate. Per tutto quanto non previsto dal bando varrà la deliberazione ultima del Coordinamento del concorso. Non sono previsti rimborsi-spese di sorta per diritti, spese di viaggio, pernottamento e simili. Gli elaborati non rispondenti alle caratteristiche richieste non saranno presi in considerazione. L’organizzazione non risponde di disguidi postali imputabili a Poste Italiane, o mancati arrivi di e-mail, plagi da parte degli autori che sono i diretti responsabili. Similmente non è tenuta ad effettuare comunicazioni agli esclusi e/o ammessi; o spedizioni di premi con spese postali a proprio carico, ad eccezione dei richiedenti l’attestato e dei finalisti assenti alla premiazione se per cause comprovate e indipendenti dalla loro volontà a cui, dietro esplicita richiesta telefonica, saranno inviati i soli diplomi loro assegnati. In caso raro di inadeguatezza in qualità o quantità delle opere presentate alcuni premi e riconoscimenti potrebbero non venire assegnati. la direzione si riserva di effettuare minime variazioni volte a un migliore svolgimento dell’evento. Come ottenere il bando completo: richiedendolo per tel. solo ore 17-19 allo 3484703588 a: polisti@alice.it o alla sede. Premiazione: è prevista nella prima metà del 2011. Il verdetto finale di giuria sarà diffuso tramite comunicati- stampa e in particolare sul giornale on-line Corriere di San Nicola e giornale Il Convivio.

Premio di narrativa "In viaggio nelle parole/viaggio nell'anima. Scadenza 30.Giugno.2010

REGOLAMENTO

Articolo 1

L’associazione SAC OSTERMANN bandisce il terzo concorso di narrativa aperto a tutti gli autori italiani e
stranieri che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età alla data della scadenza del concorso.
Si partecipa con un racconto scritto in lingua italiana per adulti, o in qualsiasi lingua ufficiale o minoritaria
parlata nel mondo purché accompagnata da una traduzione in lingua italiana allegata

Articolo 2

Il tema proposto è ”In viaggio nelle parole”- Viaggio nell’anima, emozioni, sensazioni, colori e parole.

Articolo 3

La quota di partecipazione, da intendersi come contributo alle spese di segreteria del concorso è fissata in
Euro 10 (dieci) da versare sul conto corrente bancario IBAN: IT 35 X 05484 63880 039570420829 Intestato
a Associazione Storica-Archeologica-Culturale “V. Ostermann” di Gemona del Friuli specificando nella
causale ”Partecipazione al premio letterario: In viaggio nelle parole / Viaggio nell’anima”.

Articolo 4

Le opere di genere narrativo dovranno essere originali, inedite, e non dovranno superare le tre cartelle
dattiloscritte con interlinea singola con carattere Times New Roman corpo 12 o similare.

Articolo 5

Ogni concorrente invierà sette copie cartacee (unendo anche floppy disk o altro supporto leggibile nel
formato Microsoft Word, o Open Office) contrassegnate esclusivamente dal titolo del racconto, in busta
chiusa, e non dovranno riportare il nominativo dell’autore le cui generalità (cognome, nome, data e luogo di
nascita, indirizzo, telefono, e-mail) unitamente ad una dichiarazione attestante che “L’opera, inedita e
originale, è frutto della mia personale creatività artistica”, dovranno essere riportate in un foglio a parte, da
includere nel plico contenente il lavoro. Perciò nel plico ci sarà il lavoro in busta chiusa e in altra busta
chiusa le generalità, la dichiarazione e la ricevuta dell’avvenuto pagamento della quota d’iscrizione.
La mancanza di anche uno solo dei requisiti richiesti determinerà l’esclusione del concorso.
Non si accettano opere firmate con pseudonimo o “nome d’arte” ma soltanto con nome e cognome
anagrafici.
I partecipanti devono spedire le proprie opere per posta entro e non oltre mercoledì 30 giugno 2010. (fa fede
il timbro postale).
Indirizzo:
ASSOCIAZIONE SAC OSTERMANN
PIAZZA MUNICIPIO 5
33013 GEMONA DEL FRIULI (UD)
sito associazione: www.sacostermann.org
mail per il concorso: inviaggionelleparole@lisflamis.com

Articolo 6

Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile da una giuria appositamente predisposta e
formata da persone qualificate. Il verbale della commissione giudicante sarà pubblicato nel sito
dell’Associazione.

Articolo 7

Per i primi tre classificati sono previsti:
al primo classificato - Euro 400,00
al secondo classificato - Euro 300,00
al terzo classificato - Euro 200,00

Articolo 8

Le opere vincitrici e quelle selezionate dalla giuria verranno pubblicate in un volume antologico. Gli
organizzatori si riservano la facoltà di fare illustrare e/o pubblicare una o più opere.

Articolo 9

La cerimonia di premiazione si terrà sabato 6 novembre 2010 nella sala del Consiglio comunale di Gemona
del Friuli.
I partecipanti al concorso sono sin d’ora invitati alla cerimonia di premiazione. La partecipazione alla stessa
non comporterà oneri di alcun genere per gli organizzatori.

Articolo 10

Informativa sulla privacy. In relazione agli articoli 13 e 23 del d.lg. n. 196/2003, i dati personali ed
identificativi saranno utilizzati esclusivamente ai fini inerenti il concorso e non verranno comunicati o diffusi
a terzi.

Articolo 11
La partecipazione al concorso, che non ha alcuno scopo di lucro, implica l'accettazione di tutte le clausole del
presente regolamento.

Articolo 12
Gli originali non saranno restituiti. Gli autori concedono agli organizzatori a titolo gratuito la pubblicazione
dei testi o parti di essi su giornali, riviste o Internet con citazione dell’autore.

Per maggiori informazioni, consultare il sito: www.sacostermann.org

Premio letterario Giallo Limone 2010

Premio letterario Giallo Limone 2010

Sezioni:
- Libri editi (dal 1 settembre 2009)
- Racconti inediti (massimo 10 cartelle)

Tema:
- Mare e Montagna

Giurie:
- Libri editi: Lionello Sozzi e Valerio Varesi. Alla selezione collaborano anche il Presidente del premio e i responsabili della segreteria organizzativa.
- Racconti inediti: Vincenzo Jacomuzzi e Claudio Maria Messina

Presidente:
- Domenico Clerico

Ente sostenitore:
- Il premio, collegato con il Salone del Libro di Mare e Montagna che si svolge ogni anno a Limone Piemonte l’ultimo fine settimana di luglio, è sostenuto dal Comune di Limone Piemonte

Segreteria organizzativa:
- con.testi – Torino & Roma
- Responsabili: Maurizio Gelatti e Carola Messina

Ufficio stampa:
- con.testi – Torino & Roma
- Addetta stampa: Francesca Cucchiarati

Premio:
- Soggiorno di due giorni a Limone in hotel 4 stelle con trattamento SPA

Regolamento e Bando

Il Comune di Limone Piemonte (Cuneo) bandisce il Premio Letterario “Giallo Limone 2010” I Edizione.
- Il Premio prevede due sezioni:
Libri di narrativa, pubblicati a partire dal 1 settembre 2009 e Racconti inediti della lunghezza massima di 10 cartelle

- I testi inviati devono appartenere al genere giallo e devono avere un’ambientazione montana o marina

- Copia dell’opera dovrà pervenire a ciascun giurato e alla segreteria organizzativa entro e non oltre il 10 settembre 2010 pena l’esclusione dal Premio. Le opere edite e inedite dovranno essere inviate in forma cartacea. Le opere edite andranno spedite nella forma in cui sono state regolarmente messe in commercio. Farà fede il timbro dell’ufficio postale di partenza

- La Segreteria del Premio ha sede presso gli uffici di con.testi in Via Massena 91 – 10128 Torino

- Le opere edite andranno inviate alla segreteria organizzativa (all’indirizzo sopra indicato) e in duplice copia al Comune di Limone Piemonte in Via Roma 32 (specificando nell’intestazione la dicitura: “Selezione Premio Letterario Giallo Limone”)

- Le opere inedite andranno inviate oltre che alla segreteria organizzativa (all’indirizzo sopra indicato) anche a Claudio Maria Messina c/o Robin Edizioni, via Silla 35, 00192 Roma (specificando nell’intestazione la dicitura: Premio Letterario Giallo Limone) e al professor Vincenzo Jacomuzzi c/o Casa Editrice Sei, corso Regina Margherita 176, 10152 Torino (specificando nell’intestazione la dicitura: Premio Letterario Giallo Limone)

- Non sarà prevista l’assegnazione di premi ex-aequo

- Ogni Autore partecipante dovrà includere, insieme agli elaborati, in una busta separata, i propri dati anagrafici, il proprio indirizzo, il numero telefonico e l’eventuale indirizzo di posta elettronica

- Il giudizio della Giuria si intende come insindacabile ed inappellabile

- Per la I edizione del Premio (2010) la Giuria è composta da:
o Libri editi: Lionello Sozzi e Valerio Varesi. Alla selezione collaborano anche il Presidente del premio e i responsabili della segreteria organizzativa
o Racconti inediti: Vincenzo Jacomuzzi e Claudio Maria Messina

- Giallo Limone è presieduto da Domenico Clerico ideatore del premio

- Al vincitore per ognuna delle due sezioni del Premio 2010, che sarà assegnato sabato 9 ottobre 2010 a Limone Piemonte (Cuneo), verrà offerto un soggiorno di due giorni per due persone in un Hotel 4 stelle con trattamento SPA a Limone Piemonte

- Il premio dovrà essere ritirato personalmente dagli autori il giorno della Premiazione

Organizzazione e Comunicazione
Premio Giallo Limone - Limone Piemonte

con.testi - editoria & comunicazione
Torino: Via Massena 91 - 10128
Tel. +39 011 5096036 - fax +39 011 5087282
Roma: Via Silla 35 - 00192
Tel. +39 06 45491818 - fax +39 06 39722835
premio.limonepiemonte@contesti.it

Premio Nabokov

Comunicato Premio Nabokov - edizione 2009

PREMIO NABOKOV PER OPERE EDITE
E d i z i o n e 2 0 0 9

Scadenza: 30 settembre 2009

Art. 1 - Il Premio Letterario Internazionale Nabokov nasce per sostenere e promuovere le opere edite, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori. Il Premio è aperto ai libri di narrativa, di saggistica e poesia editi in Italia.

Art. 2 - Sono ammessi all'esame della giuria lavori editi (quindi pubblicati da una casa editrice, con numero ISBN) in lingua italiana.

ART. 3 – Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue:
Ai sensi dell’ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’Art.7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.
Ai sensi dell’ART. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso allegare il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali.

Art. 4 - Al Premio possono partecipare scrittori e poeti di tutte le nazionalità e senza limite di età, inviando nei termini stabiliti dal presente regolamento le opere di cui agli articoli successivi.

Art. 5 - Il Premio Letterario si articola in tre sezioni: Narrativa, Saggistica e Poesia.

Art. 6 – Due (2) copie di ogni libro partecipante dovranno essere inviate con allegata nota con indirizzo, numero telefonico, e-mail e firma dell'autore alla segreteria del Premio Interrete Agenzia Letteraria, Via Milano 44, 73051 Novoli, Lecce entro il 30 settembre 2009 (farà fede il timbro postale).

Art. 7 - Consistenza del premio: presentazione e promozione a livello nazionale dei libri vincitori. Rappresentanza letteraria nazionale di Interrete Agenzia Letteraria per un anno. La presentazione dei libri vincitori avverrà a Lecce, in un incontro tra gli autori. I vincitori riceveranno targhe, mentre i segnalati, attestati di merito. Gli elenchi dei vincitori saranno poi inseriti on-line nei più importanti siti di letteratura in internet.

Art. 8 - Il giudizio della Giuria è insindacabile. La Giuria è presieduta ogni anno da operatori del settore letterario e dal Dott. Piergiorgio Leaci.

Art. 9 - La partecipazione al Premio Letterario Internazionale Nabokov implica l'accettazione incondizionata del presente regolamento.

Art. 10 - La quota di iscrizione è fissata in 15,00 euro da versare su postepay carta n.° 4023600440531871 intestata a Piergiorgio Leaci, oppure in contanti in una busta chiusa.

La ricevuta del versamento o la busta vanno allegate all’invio del materiale in concorso.

Per informazioni:

Segreteria Premio Letterario Nabokov
www.interrete.itinfo@interrete.it
info line: 327.08.63.013

Premio Nabokov 2011

P R E M I O N A B O K O V P E R O P E R E E D I T E

E d i z i o n e 2 0 1 1

Scadenza: 30 ottobre 2011

Art. 1 - Il Premio Letterario Internazionale Nabokov nasce per sostenere e promuovere le opere edite, dando visibilità alle stesse e ai suoi autori. Il Premio è aperto ai libri di narrativa, di saggistica e poesia editi in Italia.

Art. 2 - Sono ammessi all'esame della giuria lavori editi (quindi pubblicati da una casa editrice, con numero ISBN) in lingua italiana.

Art. 3 - Al Premio possono partecipare scrittori e poeti di tutte le nazionalità e senza limite di età, inviando nei termini stabiliti dal presente regolamento le opere di cui agli articoli successivi.

Art. 4 - Il Premio Letterario si articola in tre sezioni: Narrativa, Saggistica e Poesia.

Art. 5 – Due (2) copie di ogni libro partecipante dovranno essere inviate con allegata nota con indirizzo, numero telefonico, e-mail e firma dell'autore alla segreteria del Premio Interrete Agenzia Letteraria, Via Milano 44, 73051 Novoli, Lecce entro il 30 ottobre 2011 (farà fede il timbro postale).

Art. 6 - Consistenza del premio: presentazione e promozione a livello nazionale dei libri vincitori. Rappresentanza letteraria nazionale di Interrete Agenzia Letteraria per un anno. La presentazione dei libri vincitori avverrà a Lecce, in un incontro tra gli autori. I vincitori riceveranno targhe, mentre i segnalati, attestati di merito. Gli elenchi dei vincitori saranno poi inseriti on-line nei più importanti siti di letteratura in internet.

Art. 7 - Il giudizio della Giuria è insindacabile. La Giuria è presieduta ogni anno da operatori del settore letterario e dal Dott. Piergiorgio Leaci.

Art. 8 - La partecipazione al Premio Letterario Internazionale Nabokov implica l'accettazione incondizionata del presente regolamento.

Art. 9 - La quota di iscrizione è fissata in 20,00 euro da versare su postepay carta n.° 4023600568943528 intestata a Piergiorgio Leaci, oppure in contanti in una busta chiusa.

ART. 10 – Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue:
Ai sensi dell’ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’Art.7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.
Ai sensi dell’ART. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso allegare il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali.

La ricevuta del versamento o la busta vanno allegate all’invio del materiale in concorso.

Per informazioni:

Segreteria Premio Letterario Nabokov
www.interrete.it – info@interrete.it
info line: 327.08.63.013

Premio strega 2009

Premio strega 2009

Pemiazione del vincitore:

http://www.youtube.com/watch?v=0VLwwKOD6wk

Il premio Strega nasce nel 1947 per iniziativa di Maria e Goffredo Bellonci e del salotto letterario da loro organizzato chiamato "Gli amici della Domenica" perché aveva luogo, appunto, di domenica.
Sponsorizzato fin dal principio con il contributo di Guido Alberti, proprietario dell'omonima casa produttrice del liquore "Strega" al quale il premio è intitolato, che ancora sponsorizza la manifestazione (e che insieme all'assegno di euro 5.000 costituisce il premio per il vincitore).

Ad oggi gli "Amici della Domenica" sono 400, ed altrettanti sono i voti totali che vanno a decretare il vincitore dell'anno in una rosa di 5 autori scelta fra tutti quelli proposti dal gruppo letterario. Per poter entrare in concorso, infatti, un libro deve essere presentato da almeno due "Amici" ed essere edito in Italia tra il 1º maggio dell'anno precedente e il 30 aprile dell'anno in corso.

- 2009 -

Quest'anno a contendersi il premio partecipavano:

In terra consacrata (Piemme) di Ugo Barbara;
Come ho perso la guerra (Fandango Libri) di Filippo Bologna;
I nostri occhi sporchi di terra (Baldini Castoldi Dalai) di Dario Buzzolan;
La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo (Marsilio) di Gaetano Cappelli;
I frutti dimenticati (Marcos y Marcos) di Cristiano Cavina;
Cecilia (Edizioni e/o) di Linda Ferri;
Il tempo materiale (minimum fax) di Giorgio Vasta;

La rosa finale era composta da:

L’ultima estate (Fazi) di Cesarina Vighy;
Almeno il cappello (Garzanti) di Andrea Vitali.
L’istinto del lupo (Newton Compton) di Massimo Lugli;
Stabat Mater (Einaudi) di Tiziano Scarpa;
Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani) di Antonio Scurati;

Presidente della giuria: Niccolò Ammaniti (che aveva vinto nel 2007 col libro "Come Dio comanda")

Il vincitore (per un solo punto 119/118) è stato Scarpa con "Stabat Mater".

- gli anni passati -

Breve rassegna dei vincitori dalla prima edizione ad oggi:

1947 - Ennio Flaiano, Tempo di uccidere - Longanesi
1948 - Vincenzo Cardarelli, Villa Tarantola - Meridiana
1949 - Giovanni Battista Angioletti, La memoria - Bompiani
1950 - Cesare Pavese, La bella estate - Einaudi
1951 - Corrado Alvaro, Quasi una vita - Bompiani
1952 - Alberto Moravia, I racconti - Bompiani
1953 - Massimo Bontempelli, L'amante fedele - Mondadori
1954 - Mario Soldati, Lettere da Capri - Garzanti
1955 - Giovanni Comisso, Un gatto attraversa la strada -
Mondadori
1956 - Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi - Einaudi;
Elémire Zolla, Minuetto all'inferno - Einaudi
1957 - Elsa Morante, L'isola di Arturo - Einaudi
1958 - Dino Buzzati, Sessanta racconti - Mondadori
1959 - Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo -
Feltrinelli
1960 - Carlo Cassola, La ragazza di Bube - Einaudi
1961 - Raffaele La Capria, Ferito a morte - Bompiani
1962 - Mario Tobino, Il clandestino - Mondadori
1963 - Natalia Ginzburg, Lessico famigliare - Einaudi
1964 - Giovanni Arpino, L'ombra delle colline - Mondadori
1965 - Paolo Volponi, La macchina mondiale - Garzanti
1966 - Michele Prisco, Una spirale di nebbia - Rizzoli
1967 - Anna Maria Ortese, Poveri e semplici - Vallecchi
1968 - Alberto Bevilacqua, L'occhio del gatto - Rizzoli
1969 - Lalla Romano, Le parole tra noi leggere - Einaudi
1970 - Guido Piovene, Le stelle fredde - Mondadori
1971 - Raffaello Brignetti, La spiaggia d'oro - Rizzoli
1972 - Giuseppe Dessì, Paese d'ombre - Mondadori
1973 - Manlio Cancogni, Allegri, gioventù - Rizzoli
1974 - Guglielmo Petroni, La morte del fiume - Mondadori
1975 - Tommaso Landolfi, A caso - Rizzoli
1976 - Fausta Cialente, Le quattro ragazze Wieselberger -
Mondadori
1977 - Fulvio Tomizza, La miglior vita - Rizzoli
1978 - Ferdinando Camon, Un altare per la madre - Garzanti
1979 - Primo Levi, La chiave a stella - Einaudi
1980 - Vittorio Gorresio, La vita ingenua - Rizzoli
1981 - Umberto Eco, Il nome della rosa - Bompiani
1982 - Goffredo Parise, Sillabario n.2 - Mondadori
1983 - Mario Pomilio, Il Natale del 1833 - Rusconi
1984 - Pietro Citati, Tolstoj - Longanesi
1985 - Carlo Sgorlon, L'armata dei fiumi perduti - Mondadori
1986 - Maria Bellonci, Rinascimento privato - Mondadori
1987 - Stanislao Nievo, Le isole del paradiso - Mondadori
1988 - Gesualdo Bufalino, Le menzogne della notte - Bompiani
1989 - Giuseppe Pontiggia, La grande sera - Mondadori
1990 - Sebastiano Vassalli, La chimera - Einaudi
1991 - Paolo Volponi, La strada per Roma - Einaudi
1992 - Vincenzo Consolo, Nottetempo, casa per casa - Mondadori
1993 - Domenico Rea, Ninfa plebea - Leonardo
1994 - Giorgio Montefoschi, La casa del padre - Bompiani
1995 - Mariateresa Di Lascia, Passaggio in ombra - Feltrinelli
1996 - Alessandro Barbero, Bella vita e guerre altrui di Mr.
Pyle, gentiluomo - Mondadori
1997 - Claudio Magris, Microcosmi - Garzanti
1998 - Enzo Siciliano, I bei momenti - Mondadori
1999 - Dacia Maraini, Buio - Rizzoli
2000 - Ernesto Ferrero, N. - Einaudi
2001 - Domenico Starnone, Via Gemito - Einaudi
2002 - Margaret Mazzantini, Non ti muovere - Mondadori
2003 - Melania G. Mazzucco, Vita - Rizzoli
2004 - Ugo Riccarelli, Il dolore perfetto - Mondadori
2005 - Maurizio Maggiani, Il viaggiatore notturno -
Feltrinelli
2006 - Sandro Veronesi, Caos Calmo - Bompiani (la Costituzione
Italiana conquista il "Premio Strega Speciale")
2007 - Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda - Mondadori.
2008 - Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi -
Mondadori

Scrittura femminile

Iniziativa editoriale per la pubblicazione e la distribuzione in libreria
della nuova collana ChickCult!
Sino al 16 aprile 2010, su www.chickcult.it è possibile candidare i propri testi
per la pubblicazione all’interno della collana ChickCult.
ChickCult è la nuova collana ARPANet in cui la narrativa chick-lit si fa cult: in una parola,
culturale!
ARPANet invita tutte le donne scrittrici o aspiranti scrittrici a candidare, entro il 16 aprile
2010, romanzi, raccolte di racconti e racconti brevi o lunghi che abbiano come
protagonista una donna giovane, dinamica, in carriera, e che lavori in un contesto legato
alla cultura come, ad esempio, università, musei, gallerie d’arte, associazioni o fondazioni
culturali, redazioni giornalistiche, teatri, case di produzione cinematografiche.
L’esito dell’iniziativa editoriale potrà dare luogo alla pubblicazione di romanzi, raccolte di
racconti o minilibri in formato pocket – in base alle caratteristiche delle opere che
perverranno. I primi titoli della collana ChickCult: “SPRITZ! (Ho rubato un ritratto ma
per amore di un megabastardo!)” di Laura Ruzickova e “Il diario di Lara. Una single
cosmocomica alla ricerca della felicità” di Chiara Santoianni.
Nata nel 1998 come casa editrice online realizzando uno tra i primi portali letterari su Internet
(www.ARPANet.org), dal 2002 la Società Editoriale ARPANet pubblica su carta testi di narrativa e
poesia della nuova letteratura contemporanea.
Tutte le pubblicazioni derivano da un coinvolgimento diretto del lettore, invitato ad essere parte
attiva nel processo di selezione dei testi mediante il format esclusivo dell’iniziativa editoriale.
Info, iscrizioni e testi da televotare su: www.ChickCult.it
Blog della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.wordpress.com
Sito della Società Editoriale ARPANet: www.EdizioniARPANet.it
Per informazioni, immagini, comunicati:
Daniela Giordani
daniela.giordani@arpanet.it (tel. 02.6700634)

Seconda edizione del Concorso di Narrativa Premio Internazionale “MARE – Movimento, Arte, Racconto, Espressione”

“La Sabbia nelle scarpe. Sogni e ricordi di una vacanza al mare”

Questo il tema della seconda edizione del Concorso di Narrativa Premio Internazionale “MARE – Movimento, Arte, Racconto, Espressione” indetto dall’Assessorato Turismo.Commercio della Regione Emilia-Romagna

Forse è più diffuso di quanto si possa pensare. Magari alcuni non osano confessarlo, ma chi non ha mai pensato di scrivere gli appunti delle vacanze: cosa si aspettava, cosa è successo in realtà, oppure soltanto annotazioni in qua e in là fra le battute da non dimenticare o eventi e momenti da ricordare o semplicemente i sogni e i ricordi delle vacanze. C’è chi lo fa a memoria, c’è chi li registra nero su bianco, scrivendo. E a volte la realtà viene trasformata in metafora. Se la fonte d’ispirazione è il mare, il suo mondo, ciò che gli sta dentro e accanto, con tutto il suo portato di bellezza, ricchezza, meraviglia, ma anche di ignoto, di incontri, di scoperte, la mente è più facilitata a diventare creativa.

L’Assessorato Turismo.Commercio della Regione Emilia-Romagna invita tutti coloro che vogliono raccontare le emozioni della propria vacanza al mare a partecipare alla seconda edizione del Concorso-Premio Internazionale “MARE – Movimento, Arte, Racconto, Espressione”. Tema dell’edizione 2009 è “La Sabbia nelle scarpe. Sogni e ricordi di una vacanza al mare”.

Ogni vacanza al mare lascia ricordi che rimangono impressi nella memoria. Momenti belli, divertenti, oppure anche tristi; amori estivi, paesaggi e persone che ci hanno arricchito possono trasformarsi in racconti e storie da condividere con tante altre persone.

Il concorso è aperto a tutti ed è gratuito. Sono ammessi a partecipare autori italiani e stranieri di ogni età che propongono opere di narrativa inedite, scritte in lingua italiana nella forma di racconto. Il concorso è articolato in due sezioni: racconto inedito (sezione A) e narrativa per l’infanzia: racconto, storia, favola inedita per bambini (sezione B). Ogni autore potrà partecipare ad entrambe le sezioni presentando un testo per sezione. Il testo non dovrà superare le 15 cartelle dattiloscritte, con massimo 2300 battute per cartella.

Per ogni sezione le migliori tre opere saranno così premiate: 1° classificato di ogni sezione - euro 750; 2° classificato di ogni sezione - euro 500; 3° classificato di ogni sezione - euro 250.

La scheda di partecipazione e i racconti devono essere inviati entro il 30 Novembre 2009 (farà fede il timbro postale) a: Premio “MARE – Movimento, Arte, Racconto, Espressione”, Regione Emilia-Romagna, Assessorato Turismo, Viale Aldo Moro, 64 – 40134 Bologna, oppure consegnati direttamente allo stesso indirizzo. È possibile allegare copia su supporto informatico (Floppy o CD Rom, formato RTF).

I testi saranno giudicati da due apposite giurie, una per ogni sezione del concorso, composte da personalità del mondo letterario e artistico, per la sezione adulti, e da un gruppo di giovani lettori per la sezione ragazzi. Eventuali segnalazioni possono essere conferite dalle Giurie ad altri lavori presentati, con apposite motivazioni.

Alcuni racconti selezionati, ad insindacabile giudizio e scelta della Regione Emilia-Romagna, potranno essere rappresentati da compagnie teatrali nell’ambito di spettacoli inseriti nella manifestazione “Incontri di Mare” che si svolgerà nel periodo estivo nel territorio costiero emiliano romagnolo.

Per informazioni: Segreteria Organizzativa: telefono 051.5273013 – 051.5273491; amanes@regione.emilia-romagna.it, ecarvetta@regione.emilia-romagna.it

Ufficio stampa Premio “MARE”:

Coop Aleph, rif. Pierluigi Papi tel. 338 3648766 ppapi@racine.ra.it

Terza edizione del Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Luce dell'Arte”- 2012

3^ Edizione del Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Luce dell'Arte”- 2012

Art. 1
L'Associazione culturale e teatrale Luce dell'Arte di Roma indice ed organizza la 3^ Edizione del Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Luce dell'Arte” - 2012.
Art. 2
Il premio è suddiviso in questo modo:
sezione A – Poesia: poesia edita o inedita in lingua italiana o straniera con inclusa traduzione - a tema libero- della lunghezza massima di 50 righe, riservata a tutti i poeti di nazionalità italiana o poeti stranieri di età adulta;
sezione B – Narrativa: racconto, libro di racconti o romanzo inedito o edito in lingua italiana, anche tradotto da lingua straniera, riservata a tutti gli scrittori di nazionalità italiana e scrittori stranieri;
sezione C - Teatro: monologo inedito o edito in lingua italiana o straniera con inclusa traduzione – a tema libero – riservata a tutti gli scrittori adulti con performance recitativa, se si è anche attori amatoriali o professionisti.
Novità: verranno attribuiti anche due Premi alla carriera in base ai curriculum vitae pervenuti.

Il bando completo lo trovate qui --> http://www.kulone.com/EU/Event/2892211-3%5E-Edizione-del-Premio-di-Poesi...

TURNO DI NOTTE Luglio 2013

OFFICINE WORT in collaborazione con AZIENDA VITIVINICOLA GANDOLFI lancia laV Edizione del Concorso Letterario per racconti in lingua italiana Turno di Notte
Una notte di mezza estate fra le colline imolesi dedicata agli amanti della scrittura.
Dopo il successo delle passate edizioni ci ritroveremo anche quest’anno a condividere un’altra bellissima avventura letteraria.
Un appuntamento, di persona o virtuale, per scrivere in compagnia un racconto e condividere la propria storia.
Chi vorrà essere fisicamente presente potrà trovarsi con gli altri partecipanti sabato 6 luglio 2013, alle ore 21:30 (ma se arrivate prima ci scappa una bottiglia di vino e qualche chiacchiera) presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi (Via Loreta Berlina 1/2 Dozza Imolese - Bo ) mentre tutti quelli che non riusciranno ad essere presenti di persona, potranno partecipare scrivendo in contemporanea dal luogo in cui si trovano.
I racconti dovranno essere sviluppati da un incipit appositamente scritto anche quest’anno da Gianluca Morozzi, che verrà comunicato verbalmente ai presenti alle ore 22:00 del 06/07/2013 e contemporaneamente diffuso in rete sul sito di riferimento del concorso www.officinewort.it.
Gli elaborati dovranno essere consegnati o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5:00 del 07/07/2013.
Il racconto primo classificato verrà pubblicato sul settimanale Imolese Sabato Sera e sul sito di Officine Wort assieme al secondo e al terzo classificato oltre che sui mezzi di comunicazione che fanno riferimento alla Cooperativa Bacchilega, a Officine Wort e a Gian Luca Morozzi.
Per i vincitori, attestato, libri e prodotti tipici offerti dall’Azienda Vitivinicola Gandolfi.
Gli autori dei primi tre racconti classificati verranno avvisati a mezzo mail almeno tre giorni prima della premiazione.
I racconti verranno letti da attori nel corso della cerimonia di proclamazione dei vincitori il giorno 20/07/2013 alle ore 18:00 cui parteciperà anche lo scrittore Gianluca Morozzi, autore dell'incipit, che presenterà le sue ultime fatiche letterarie. Ma ci potrebbero essere anche delle altre belle sorprese.
Seguirà grigliata e vino per tutti.

REGOLAMENTO
1) La partecipazione al Concorso è aperta a tutti e gratuita.
2) Sono previste due diverse modalità di partecipazione:
-gli autori potranno scrivere le loro opere presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi (Via Loreta
Berlina 1/2 Dozza Imolese – Bo) dove dovranno presentarsi il giorno 6 luglio 2013 non più tardi
delle 21.30 muniti di un proprio PC con uscita USB per poter scaricare il proprio elaborato sul PC della segreteria del concorso alternativamente
-gli autori potranno inviare il loro elaborato, come allegato di posta elettronica alla segreteria del concorso.
3) Verrà assegnato l'incipit, scritto da Gianluca Morozzi, a partire dal quale dovranno essere sviluppati i racconti, che non dovranno avere una lunghezza superiore a 4.500 battute, spazi inclusi.
(L'incipit è compreso nelle 4.500 battute). Il racconto dovrà essere in formato .doc o .pdf.
4) L'incipit verrà comunicato ai partecipanti fisicamente presenti presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi alle ore 22:00 del 06/07/2013 e diffuso in contemporanea sul sito del concorso
www.officinewort.it
5) In ogni caso i racconti dovranno essere consegnati alla segreteria o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5:00 del 07/07/2013. Per i racconti inviati a mezzo e-mail, fa fede l'indicazione dell'header di posta elettronica. Per l'invio a mezzo e-mail i racconti dovranno riportare Cognome, Nome e Indirizzo e-mail dell'autore, ed essere spediti come allegato di posta elettronica al seguente indirizzo
turnodinotte@officinewort.it
6) Per partecipare al concorso è sufficiente far pervenire entro il 03/07/2013 all'indirizzo turnodinotte@officinewort.it una mail d’iscrizione con oggetto “Turno di Notte 2013” e
indicante: nome e cognome del partecipante, indirizzo, mail e recapito telefonico e la dicitura “Ai sensi degli art.7 e 13 del Dlgs 30 giugno 2003, n.196 autorizzo OFFICINE WORT al trattamento dei miei dati personali per le operazioni e per le comunicazioni del concorso ed autorizzo anche alla pubblicazione, parziale o totale, dei testi”. È inoltre obbligatorio indicare se si parteciperà fisicamente presso l’Azienda Vitivinicola Gandolfi o virtualmente da altro luogo.
7) La giuria sarà composta da un gruppo di giornalisti, scrittori e accaniti lettori. Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.
8) La partecipazione al Concorso comporta la completa accettazione del regolamento. Partecipando al Concorso, gli autori autorizzano implicitamente gli organizzatori alla pubblicazione dei racconti
su quotidiani o periodici e la loro diffusione a mezzo internet, ferma restante la proprietà letteraria dei racconti stessi, che rimane di ogni singolo autore.
9) La partecipazione al Concorso implica automaticamente l'accettazione del presente regolamento.
Per tutto ciò che non e previsto dal presente regolamento la decisione e rimessa alla Redazione di Officine Wort.

Turno di notte (regolamento e racconti)

Un'idea promossa dagli amici "Colonne d'Ercole". Si tratta di
un concorso letterario on line (e non solo) per tutti coloro che hanno voglia di passare una notte assieme...scrivendo un racconto a partire da un incipit di Gianluca Morozzi

Nella foto da sinistra: Giorgio e Luca de "Le Colonne d'Ercole" e Morozzi, autore dell'incipit... e non solo.

OFFICINE WORT, in collaborazione con ARCILETTORE e il PARTITO DEMOCRATICO - Unione Territoriale di Imola, in occasione della "Festa del Lungofiume" che si svolgerà a Imola dal 27/06/2009 al 20/07/2009 lancia il

concorso letterario per racconti in lingua italiana

Turno di Notte
Quanti passano le ore della notte a scrivere? Probabilmente tanti, ognuno davanti al proprio PC, nella propria stanza. Sparsi un po' dovunque, da nord a sud, senza renderci conto che siamo in molti.

Se per una notte decidessimo di darci un appuntamento, anche solo virtuale, per trovarci a scrivere in compagnia? L'idea di partenza è proprio questa: passare la notte assieme impegnati a scrivere un racconto.

Chi vorrà essere presente alla "Festa del Lungofiume" potrà trovarsi con gli altri partecipanti venerdì 3 luglio 2009, alle ore 23:00, all'interno dello "spazio cultura", mentre tutti quelli che non riusciranno ad essere presenti fisicamente, potranno esserlo virtualmente, scrivendo in contemporanea dal luogo in cui si trovano.
I racconti dovranno essere sviluppati da un incipit appositamente scritto per questo concorso da GIANLUCA MOROZZI, che verrà comunicato verbalmente ai presenti alle ore 23:00 del 03/07/2009 e contemporaneamente diffuso in rete sui siti di riferimento del concorso www.officinewort.it e www.colonnedercole.org. Gli elaborati dovranno essere consegnati (per chi sarà fisicamente presente) o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5:00 del 04/07/2009.

Il racconto primo classificato verrà pubblicato su un quotidiano a diffusione nazionale e sul settimanale Imolese SABATO SERA

I primi tre racconti classificati verranno letti da attori, nel corso della cerimonia di proclamazione dei vincitori il giorno 17/07/2009 alle ore 22:00 e saranno inoltre pubblicati sui siti di riferimento del concorso.

REGOLAMENTO

1) La partecipazione al Concorso è aperta a tutti.

2) Sono previste due diverse modalità di partecipazione:
Gli autori potranno scrivere le loro opere presso lo spazio appositamente previsto all'interno della "Festa del Lungofiume" (Via Pirandello - Area lungo fiume. Imola . BO) dove dovranno presentarsi mezz'ora prima dell'inizio, muniti di un proprio PC, con uscita USB per poter scaricare il proprio elaborato sul PC della segreteria del concorso

Alternativamente

Gli autori che non potranno essere fisicamente presenti alla "Festa del Lungofiume", potranno inviare il loro elaborato, come allegato di posta elettronica alla segreteria del concorso.

3) Verrà assegnato l'incipit, scritto da Gianluca Morozzi, a partire dal quale dovranno essere sviluppati i racconti, che non dovranno avere una lunghezza superiore a 4500 battute, spazi inclusi. (L'incipit è compreso nelle 4500 battute). Il racconto dovrà essere in formato .doc o .pdf.

4) L'incipit verrà comunicato ai partecipanti fisicamente presenti presso lo "spazio cultura" della "Festa del Lungofiume" alle ore 23:00 del 03/07/2009 e contemporaneamente diffuso sul sito del concorso www.officinewort.it e www.colonnedercole.org

5) In ogni caso i racconti dovranno essere consegnati alla segreteria (per i partecipanti fisicamente presenti) o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5:00 del 04/07/2009. Per i racconti inviati a mezzo e mail, fa fede l'indicazione dell'header di posta elettronica. Per l'invio a mezzo email i racconti dovranno riportare Cognome, nome e indirizzo email dell'autore, ed essere spediti come allegato di posta elettronica al seguente indirizzo concorso@officinewort.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
6) E' prevista una quota di partecipazione di 10,00 Euro, che dovrà essere versata sul conto corrente postale n. 96378716 intestato a Luca Occhi - BO, indicando nella causale del versamento "ARCILETTORE - Concorso Turno di notte". Tale quota non potrà in alcun caso essere restituita

7) Per partecipare al concorso è necessario far pervenire entro il 30/06/2009 all'indirizzo concorso@officinewort.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. a mezzo fax al numero 0542 34221

la scheda di iscrizione scaricabile dal sito del concorso www.officinewort.it debitamente compilata Nella scheda di iscrizione è obbligatorio indicare se si parteciperà fisicamente presso lo spazio cultura della "Festa del Lungofiume" o meno.

Copia della ricevuta attestante l'avvenuto versamento della quota di iscrizione

8) La giuria sarà composta da un gruppo di giornalisti e scrittori. Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.

9) La partecipazione al concorso comporta la completa accettazione del regolamento. Partecipando al concorso, gli autori autorizzano implicitamente gli organizzatori alla pubblicazione dei racconti su quotidiani o periodici e la loro diffusione a mezzo internet, ferma restante la proprietà letteraria dei racconti stessi, che rimane di ogni singolo autore.

10) La partecipazione al Premio implica automaticamente l'accettazione del presente regolamento.

11) Per tutto ciò che non e previsto dal presente regolamento la decisione e rimessa ai membri dell'Ente Organizzatore.
Proclamazione dei vincitori

La proclamazione del vincitore e dei primi tre racconti classificati, avverrà il giorno 17/07/2009 presso lo spazio cultura della "Festa del Lungofiume" alle ore 22:00. Nel corso della serata i primi tre racconti classificati verranno pubblicamente letti da attori.

I vincitori verranno avvisati a mezzo e-mail con tre giorni di anticipo.

Per scaricare i documenti, il bando di concorso ed il modulo d'iscrizione vai sul sito: www.officinewort.it

Turno di notte i racconti.

Pubblichiamo di seguito i racconti vincitori del concorso Turno di notte e tutti gli altri racconti che hanno partecipato.


In foto da sinistra Luca e Giorgio de "Le Colonne d'Ercole"

Per le info sul concorso clicca sul link seguente:
http://scrignoletterario.it/node/646

Anna Calamelli: Primo classificato

Il numero 5

di Anna Calamelli

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Giorgio stava andando fuori di testa.
Voleva capire il mistero di quell’apparizione che lo intrigava in una maniera totale.
Non pensava che a lei, chiedendosi chi fosse, da dove venisse e dove fosse diretta; si immaginava di poterla riscaldare, prestandole la sua giacca, ma non era affatto certo che avesse freddo, in realtà.
Temeva che se l’avesse avvicinata sarebbe scomparsa.
Così se ne stava buono buono e s’accontentava di rimirarla, in silenzio e trattenendo il respiro, ammaliato e perduto. Si rendeva conto di trascinarsi in un’esistenza bastarda, senza amici né interessi al di fuori di quei dieci minuti in cui si sentiva vivo, i soli in tutta la giornata.

Una volta si mise dietro, nell’ultima fila, aspettandola, ma invano. Si maledì a lungo, temendo di averla perduta per sempre; aveva cominciato a pensare si trattasse di un fantasma ed era convinto che la sua audacia l’avesse scacciato.
Si ripromise di non azzardare più tanto, pregò iddio di farla tornare e fu accontentato; ella tornò il giorno seguente, ectoplasma adorato e desiderabile, puntuale per tutta una settimana intera. Quando lei mancò di nuovo l’appuntamento, Giorgio capì che di venerdì non l’avrebbe mai vista se non nei suoi sogni.
E la sognava, cristo, se la sognava! Sempre. Di notte, mentre lavorava, e di giorno, quando si coricava; spesso si masturbava furiosamente, figurandosela nel letto con lui, altre volte si limitava ad accarezzarsi con dolcezza, immaginandosi mani non sue.
Sandra, questo il nome con cui l’aveva battezzata, occupava i suoi pensieri da sveglio e visitava i suoi sogni durante il sonno.

C’era anche qualcos’altro che gli frullava in testa, stordendolo.
Un numero; maledetto perché lo faceva rimuginare, togliendogli pace; divino, perché tracciava un disegno voluto dal fato, una coincidenza troppo ricorrente per essere pura casualità.
Il numero cinque.
5 l’ora in cui smetteva di lavorare, 50 i metri da percorrere sino alla fermata dell’autobus, linea numero 5, un tempo di 5 fermate per amarla e possederla con gli occhi. Aveva sempre pensato che fosse vestita come un pomeriggio di maggio, il quinto mese dell’anno. Scompariva di venerdì, il quinto giorno dalla settimana.
5, 5, 5, 5, 5…

Il mattino seguente azzardò un altro avvicinamento. Ultima fila. Stavolta fu assai più fortunato, lei si sedette vicino, appena 5 sedili più in là.
Giorgio annusò l’aria, si saziò del suo profumo anche dopo che fu scesa, ora aveva un ricordo in più da gustare nel buio della sua stanza. Ma non gli bastava.
Quel profumo gli ricordava qualcosa.

Alla fine trovò la risposta frugando nella memoria: Marilyn Monroe, massima icona di femminilità per lui, dormiva nuda solo col suo Chanel n° 5, lo sapevano tutti.
Il giorno seguente, prima del lavoro, si recò nella profumeria alla quinta fermata da casa sua, nel viaggio di andata alla stamperia, ne acquistò 5 flaconi e, tornato a casa, passò tutto il venerdì ad inebriarsene, compiaciuto.
Il numero 5 ormai era un’ossessione. Cinque i sensi da soddisfare: vista e olfatto lo erano già. Doveva dedicarsi al resto.

Il mattino successivo mise in atto l’espediente che aveva escogitato e si apprestò a scendere alla quarta fermata da quando lei era salita su quel “tram chiamato desiderio”, come amava dire lui, nella sua testa, e riderne pure, quando lasciò scivolare, apposta, il portafoglio dalla tasca posteriore dei jeans.
“Scusi, le è caduto qualcosa”
Semplicemente perfetta: aveva usato 5 parole, non una di più né una di meno.
Ancora il cinque.
La voce era esattamente quella che si era immaginato: fresca, seducente, unica, gentile, schietta; anche il terzo senso era stato soddisfatto.
Ora non aveva più dubbi: era la donna della sua vita.
Non poteva lasciare nulla al caso, dunque.
Ogni cosa sarebbe andata al suo posto, ogni tessera del puzzle si sarebbe incastrata proprio come doveva.
Era l’inizio della quinta settimana, la decisiva, come si ripeteva lui per farsi coraggio.
Si sarebbe conclusa nel migliore dei modi, ne era certo.
Era giunto il momento del quarto senso: il tatto.
Scese con lei, alla quinta fermata dopo che era salita.
Le sfiorò il braccio: dio mio, che pelle morbida! Una pelle da fata.
Si immaginò sfiorare quei piccoli seni che si intravedevano sotto la canottiera sottile, coi capezzoli che spingevano in fuori la stoffa, come due matite appena temperate dal freddo.
Respirò forte: profumo di lei e aria gelida, insieme.
Coi polmoni dilatati, ebbe come un capogiro. Nervi tesi, orecchie e occhi aperti allo spasimo, si sentiva come una belva in caccia.
La seguì e pianificò tutto.

Qualche giorno dopo, il 5 febbraio 2005, alle ore 5 e 50, Giorgio era nel cucinotto del suo bilocale in affitto, al n. 5 di via delle Oche. Stava al buio e non era solo.
Era giunto al quinto senso nella sua scoperta di Sandra.
Aveva imparato che se per innamorarsi sono sufficienti 5 secondi e per uccidere 50, per un buono stufato 50 minuti possono bastare.

Alessandro Marchi: Secondo classificato

di Alessandro Marchi

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Giada lo vide la prima volta nell’alba più calda dell’anno, le ruote del bus che alzavano nuvole bianche di polvere che copriva le strade, e il sole che iniziava a scaldare il finestrino.
Alle cinque del mattino Giada si alzava per uscire di casa, ma per la prima volta dopo molti anni non sarebbe andata al bar Europa a servire caffè e aperitivi per tutto il giorno.
Quel mattino, salendo, lo notò subito, seduto in punta di seggiolino. Lui la stava guardando fisso. Giada si sedette nel posto più lontano dall’autista, lanciando occhiate sospettose a quell’uomo, vestito con pantaloni di fustagno, piumino, sciarpa e scarponi imbottiti – nemmeno fosse un’alba gelida di gennaio. Si sentiva osservata, a disagio. Era la prima volta, per lei, su quel bus.
Giorgio non riusciva a stare fermo. Cambiava posto ogni due minuti, lanciando un gridolino e alzandosi di scatto, come se il seggiolino fosse diventato incandescente. Faceva sempre così. Comunque due minuti gli erano sufficienti, per raccontare a chiunque quella strana storia del suo mestiere di stampatore. Un altro avrebbe detto di essere astronauta, o pilota di formula uno. Ma lui no, lui s’inventava di stampare giornali. Gli era sempre piaciuto l’odore della carta inchiostrata, e tutto il resto.
La prima volta che Giada era scesa, erano rimasti tutti lì, interdetti, senza sapere cosa fare. Un vecchio s’era messo ad ululare – come una sirena, lamentoso. Una signora ben vestita aveva cominciato a strattonare Rigo, l’autista, implorandolo di ripartire: sembrava terrorizzata di arrivare in ritardo. Quella mattina Giada s’era fermata dietro l’angolo, con la neve nei capelli. Giorgio s’era alzato di scatto, con un urletto smorzato, ed era sceso d’impulso dalla porta anteriore per raggiungerla, camminando di sbieco. Rigo era in piedi, sull’ultimo gradino d’entrata, cercando di scorgere qualcosa nella notte. Poi li vide tornare: lui procedeva davanti, con la sua andatura trasversale, senza mai voltarsi indietro. Lei camminava stretta nelle spalle, esitando. Quando risalirono vennero accolti da un tripudio di applausi. Col passare delle settimane, per i passeggeri dell’autobus diretto a Villa Olimpia, quella diventò una scena rituale, velata dall’interrogativo di ciò che i due facessero nel buio della notte. Era sempre Giorgio che andava a riprendere Giada, quando scendeva. Con pazienza, affondando le scarpe nella neve o nelle pozzanghere, la raggiungeva nell’oscurità. Gli altri passeggeri si schiacciavano contro i vetri, appannandoli col respiro, divertiti da quella scena ripetuta e romantica.
Una mattina più limpida delle altre, Giada e Giorgio s’erano ritrovati seduti accanto in prima fila.
"Ragazzi, oggi è il primo giorno di primavera. Non siete contenti?" chiese loro l’autista. Né Giada né Giorgio risposero, ma Rigo non se la prese: aggiustò lo specchietto retrovisore, si toccò la visiera del berretto, allargò un bel sorriso e ripartì. Giorgio non si agitava, e non cambiava di posto. Alla solita fermata, l’autista aprì le porte, aspettando che Giada scendesse. Ma lei non lo fece. Giorgio le carezzò dolcemente la mano, che teneva sulle gambe. Entrambi sorrisero timidamente, con lo sguardo rivolto in avanti – un po’ imbarazzati.
"Gli mancherà anche un venerdì, ma non son poi così matti, ‘sti matti di Villa Olimpia" disse fra sé e sé Rigo, chiudendo le porte per ripartire.

Erik dall'Osso: Terzo classificato

di Erik dall'Osso

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Giorgio si interrogava, pur nel modo erratico dovuto all'ora tarda. All'inizio aveva pensato a una prostituta, questo poteva forse spiegarne l'abbigliamento ma non perché non indossasse una giacca sopra gli abiti striminziti, dato che non stava esercitando. Inoltre sarebbe stato un po' presto per staccare. La seconda ipotesi era quella della barista, ma era parziale quanto la prima e ancora non spiegava l'assenza di un giubbotto. Se anche avesse avuto uno stipendio da fame, nessun ente caritativo le avrebbe negato un semplice cappotto.
La guardava e si interrogava, si interrogava e la guardava scendere, tra le ombre che la inghiottivano. All'inizio aveva provato per quell'apparizione una semplice, anche se giustificata, curiosità ma dalla seconda settimana era diventata una sorta di sfida mentale con sé stesso e con le celluline grigie da tipografo.
Un gioco che aveva perso. Dopo tre settimane di elucubrazioni ancora non era riuscito ad elaborare una spiegazione plausibile. Senso di sconfitta e curiosità si mescolavano tra loro mentre Giorgio percorreva il breve corridoio che lo separava dalla misteriosa ragazza. Le sedette di fronte, sui sedili rivolti al fondo, lei non parve accorgersene, forse sovrappensiero.
“Buonasera” esordì. Niente di eccezionale, esordio classico e intramontabile come un abito nero, ma la reazione lo stupì. In effetti non ci fu alcuna reazione. La ragazza continuò a fissare la scorcio di strada che i fari illuminavano. Indifferente, Giorgio si era aspettato un gelo genere. Per qualche secondo rimase a osservarla ammutolito. Lei si sistemò una ciocca corvina, tossì imbarazzato e fece quasi per toccarle un gomito, nella vana speranza che lei non lo avesse notato. Fu in quel momento che l'autobus iniziò a frenare, lei scese come se nessuno le avesse parlato, quasi che Giorgio non stesse nemmeno sullo stesso pianeta e lasciandolo solo con i suoi dubbi.

Claudia terminava il suo turno di lavoro alle cinque del mattino, questo le lasciava sette minuti esatti per sgusciare dallo scafandro, grazie al quale sopravviveva otto ore dentro al freezer del macello industriale in cui lavorava, e prendere l'autobus, per fortuna quasi mai in orario.
Il contatto con l'aria esterna era un vero toccasana. Nonostante il termometro fosse spesso sotto zero, a confronto delle temperature che il freezer poteva raggiungere, pareva quasi fosse caldo. Quando poi saliva sull'autobus riscaldato lo shock termico era terribile e, se avesse potuto, si sarebbe spogliata completamente, ma il fatto di essere in un luogo pubblico, anche se a stento poteva qualificarsi come tale, le aveva sempre suggerito di attenersi a sobri abiti primaverili. All'inizio l'idea di viaggiare a quell'ora della notte l'aveva un po' preoccupata ma, a parte una specie di scimmione intabarrato, la vettura era deserta.
I primi giorni aveva guardato con qualche timore a quella specie di tenente Colombo acquattato sui sedili in fondo e aveva preferito sedere vicino all'autista, già alla seconda settimana però la diffidenza si era tramutata in curiosità per quell'uomo così freddoloso, irriconoscibile per via della montagna di lana in cui era sepolto. Da alcuni giorni andava interrogandosi su di lui quando, salendo in autobus, le parve di incrociarne le sguardo e poiché in fondo si vedevano quasi tutti i giorni gli fece un cenno di saluto. Si sarebbe aspettata, se non proprio un mazzo di rose, almeno un borbottio di risposta, ma l'uomo continuò a guardare il vuoto. Offesa e un po' imbarazzata Claudia si sedette. Cercò di dirsi che doveva essere ubriaco o che magari non avesse notato la sua cortesia, per questo al momento di scendere rivolse all'uomo uno sguardo insistente e gli rivolse un sonoro “Buonasera”. Ancora una volta fu del tutto ignorata, quasi non esistesse. Colpita, non si accorse della frenata e quasi cadde a terra. Si affrettò a scendere sulla pensilina gettandosi alle spalle un' occhiata frettolosa. Le parve che in fondo al bus non ci fosse nessuno. Impossibile, “lui” non scendeva mai prima, e d'altra parte lo aveva appena salutato... o forse no. Pensando di avere le traveggole si allontanò nella notte, mentre dal cielo iniziava a cadere qualche fiocco di neve.

Alessio Puttana aveva un cognome orrendo e un lavoro ancora peggiore. Ogni notte che Dio mandava in terra lui doveva portare l'autobus numero ventitré lungo un percorso che andava da uno scalo ferroviario in disuso fino a un paesino della bassa che a stento si poteva dire tale. Nel mezzo solo campagna e vecchi stabilimenti abbandonati. Lo stesso ventitré era ormai archeologia industriale ma qualcuno doveva essersi dimenticato di sopprimerlo. Tutto questo era noioso, stancante e inutile: in tanti anni sulla corsa delle quattro e mezza non era mai salito nessuno, non aveva mai dovuto fermare il mezzo a una fermata, aprire o chiudere le porte.
Per quanto atteneva l'esperienza di Alessio, i passeggeri non erano mai esistiti.

Anna Rastello

di Anna Rastello

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Giorgio si rese conto che ormai viveva la sua giornata nell’attesa del viaggio in bus: la ragazza l’aveva stregato, non era bella, ma travolgeva con la sua presenza, come una ventata di primavera che spazza le nuvole e permette al sole di riaffacciarsi sulla città grigia ridando sorriso al mondo e colore alle cose.
Da parecchi anni Giorgio non viveva ma si lasciava vivere! Le sue giornate erano cadenzate da un ritmo sempre uguale: sveglia nel primo pomeriggio, uno “spuntino” (lui ormai aveva accorpato colazione-pranzo-cena in un unico momento e avendo deciso di non fare torto a nessuno dei tre pasti i risultati si vedevano sul suo fisico) poi sbrigava qualche commissione e nel tardo pomeriggio viaggiava in bus sino al luogo di lavoro, alla periferia opposta a quella in cui viveva. Un viaggio che ora era lungo, ma, essendo stati avviati i lavori per la costruzione della metropolitana, si sarebbe presto accorciato e … “allora sì che le cose sarebbero migliorate”!
Nella sua vita era sempre rimasto in attesa di qualcosa che gli avrebbe dovuto finalmente cambiare tutto!
Quando era bambino aspettava di essere ragazzo “perché così avrebbe scelto lui cosa studiare”; da ragazzo aspettava di diventare maggiorenne “perché così avrebbe scelto cosa fare”; poi diventato maggiorenne aspettava di diventare adulto “perché così avrebbe scelto il lavoro e la famiglia” e in questa continua attesa aveva spento una alla volta tutte le luci dei suoi sogni ed ora aspettava piccoli eventi, sempre sperando che qualcosa giungesse da fuori per dare una svolta alla sua vita.
Ed ora ecco questa ragazza che gli permetteva di aspettare per 23 ore quei sessanta minuti di tragitto in autobus. Ancora una volta voleva credere che una presenza esterna gli avrebbe dato un po’ di felicità!
Ma una mattina decise che questa volta non avrebbe atteso, si sarebbe mosso lui! Aveva osservato la ragazza per capire che cosa la rendesse così affascinante ed ora l’aveva percepito con assoluta certezza: era la noncuranza con cui si permetteva di esistere in un mondo che si soffermava a guardarla per come si vestiva e non per quello che era!
E, continuando a osservare la ragazza, iniziò ad analizzare se stesso: perché conduceva quella vita triste, senza sbocchi? Perché non aveva mai conosciuto veramente l’amore di una donna (certo aveva avuto parecchie storie, ma senza passione, più per dovere che per piacere)? Perché viveva il suo posto di lavoro come un lager? Perché indossava sempre le cose giuste al momento giusto (il cappotto d’inverno, la giacca nelle mezze stagioni, la mezza manica da giugno a settembre)? Perché credeva che la sua infelicità personale dipendesse da chi aveva intorno e non da quello che aveva dentro?
E una notte sul bus si alzò dal suo posto e si mise a sedere vicino alla ragazza, presentandosi. Lei rispose immediatamente al suo saluto, e, senza fronzoli o falsi pudori, iniziarono a raccontarsi in poche parole, molti sorrisi e qualche gesto!
Lui seppe che il venerdì lei non saliva sull’autobus perché doveva portare a termine un compito iniziato in precedenza.
La vita di lei, come quella di tutti, era un puzzle composto da tanti tasselli diversi, esperienze tristi, allegre, gioiose, drammatiche; ma il fil rouge era stato la voglia di essere presente a sé e al mondo.
E pian piano Giorgio capì cosa doveva fare: non doveva cambiare ciò che stava fuori di lui, ma doveva cambiare lui!
Iniziò a vedere il suo lavoro, il viaggio in bus, il pranzo e persino il sonno come esperienze che meritavano di essere vissute perché erano sue, uniche e irripetibili.
Incominciò a sorridere, ad essere allegro e a trasmettere allegria. I colleghi erano contenti quando lo vedevano entrare in magazzino. Familiari e amici ora lo invitavano spesso a trascorrere del tempo insieme; e una sera, in un corridoio del suo magazzino, si scontrò con una donna che non aveva mai visto prima (ma poi scoprì che lavorava in quell’ufficio da 15 anni) e, per scusarsi, la invitò a prendere un caffè. E galeotto fu quel caffè perché da lì nacque un sentimento profondo!
Ma la notte successiva la ragazza non salì sull’autobus, e nemmeno quella dopo e quella dopo ancora. Non salì più sul bus, tranne il venerdì e, alla richiesta di spiegazioni da parte di Giorgio, lei spiegò che le era stato assegnato un nuovo compito e, avendo ormai quasi terminato il suo lavoro lì, per un po’ avrebbe continuato a incontrarla solo il venerdì e poi … l’avrebbe salutata per sempre.
Lui capì, le sorrise e la ringraziò!

Carmelo Romano

Carlotta
di Carmelo Romano

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Dal caldo sole di quel piccolo paese del meridione, dove era nata ventitre anni prima, aveva ricevuto la bellezza.
La lunga chioma nera sembrava danzasse, ad ogni passo, a ogni movimento del suo corpo sul seno prorompente. Sapeva da sempre di essere bella e si era abituata agli apprezzamenti, a volte volgari, degli uomini.
Dopo la laurea, conseguita presso la facoltà d’Arte e Spettacolo, il suo sogno era rimasto quello di sempre, recitare. Il minuscolo paese d’origine era troppo piccolo per i suoi sogni, le sue ambizioni. Torino le sembrò la città idonea come trampolino di lancio per la sua carriera.
Arrivò in stazione con il suo zainetto di tela in spalla, la gonna corta, ai piedi sandali aperti, in una mattinata fredda di novembre.
Percorse la lunga panchina ferroviaria schivando valigie e passeggeri frettolosi che scendevano dal suo stesso treno. Con andatura morbida e sensuale, quasi senza fretta, indifferente agli sguardi altrui, guardava sorridendo i vagoni carichi di genti e di speranza.
Arrivò nel piazzale antistante alla stazione ferroviaria.
Il cielo di Torino le sembrò meno luminoso di quello che aveva lasciato diciotto ore prima in paese e la rumorosità che la città offriva, fu accolta da Carlotta come un segno di dinamismo in cui, anche lei nei giorni successivi, si sarebbe tuffata.
Aveva organizzato tutto prima dell’arrivo a Torino, alloggio in una pensione in centro e iscrizione alla scuola di recitazione per perfezionare quello che aveva studiato negli anni precedenti.
Con l’entusiasmo e l’incoscienza dei vent’anni affrontò quella nuova esperienza di vita.
Dopo qualche mese, grazie anche alla sua bellezza e solarità, si era inserita con successo nella Torino artistica e, pur con piccole comparse, aveva partecipato ad alcune importanti recite teatrali.
L’incontro con Filippo fu decisivo.
Quella sera, dopo una recita in un piccolo teatro di periferia, fu avvicinata da un giovane, preceduto da un mazzo di rose.
Ciao, sono Filippo, sei stata fantastica, e da un bel po’ che non sento recitare con tanta passione, sono un impresario.
Carlotta rimase affascinata dal suo sguardo, dai modi e dal tono caldo della sua voce.
Come da copione seguì l’invito a cena e il continuo a casa di lui.

La casa di Filippo era arredata modernamente, con gusto, rispecchiava appieno il carattere dell’impresario e d’uomo ambizioso. Accese le luci e Carlotta, entrando, poté ammirare un ampio salone. L’angolo in fondo a sinistra, dove si arrivava salendo tre scalini in granito, era occupato da una cucina rossa che dava colore al bianco dominante dell’ambiente.
Un tavolo rotondo, di vetro, circondato da due sedie era già apparecchiato per la prima colazione.

Davanti al lavello della cucina erano state aperte due ampie finestre a semicerchio che dovevano dare, di giorno, una vigorosa luce all’ambiente, incorniciate da una grata di ferro battuto.
All’angolo opposto una scala a chiocciola, larga e comoda, anch’essa in ferro battuto, portava al piano superiore.
Accostato alla parete lunga, vicino al caminetto, era stato posto un divano bianco e due poltroncine con il tavolinetto in mezzo. Sopra era sistemata un’antica scacchiera con i suoi Re e le sue Reggine, le Torri, gli Alfieri e i Cavalli posti come in una partita interrotta che aspettava solo di essere ripresa.
Carlotta lo seguì sulla scala a chiocciola dove raggiunsero in un’ampia stanza da letto.
Era leggermente mansardata, con il pavimento e il tetto di legno, molto calda e accogliente.
La parete di fronte il letto era stata affrescata di un tenue azzurro, con sopra disegnate delle immagini raffiguranti grosse nuvole bianche.
Una di queste prendeva le sembianze di un florido bambino che soffiava aliti di vento verso cinque cicogne che si libravano in volo.
Il letto era ampio, rivestito con lenzuola di seta nere in cui risaltavano bianchi cuscini.

Si ritrovò, circa nove mesi dopo, da sola ad ansimare su un letto d’ospedale.

Non era più riuscita a dimenticare la faccia di Filippo quando gli aveva detto d’essere incinta, dal suo volto erano scomparse spavalderia e sicurezza, la sua bocca, che tanto in passato aveva amato, si era spiegata solamente per rovesciare una parola orribile e dal suono sgradevole come “aborto”.

Comunque Giacomo era nato, bello come il sole, come il sole caldo del meridione.
Il suo coraggio era stato premiato, anche se, con Giacomo, erano arrivati una valanga di problemi che doveva risolvere da sola, senza un lavoro e con quei pochi soldi risparmiati ormai quasi finiti.
Una bella canzone di Fabrizio De Andrè recita:“C’è chi l’amore lo fa per gioco, chi se lo sceglie per professione …” Carlotta lo scelse per necessità.
Con freddezza e distacco concesse il suo corpo ad animali arrabbiati che giornalmente la azzannavano senza mai coinvolgerla mentalmente.
La lunga doccia, effettuata a fine lavoro alle prime luci dell’alba, le facevano scivolare da dosso bava e sussulti che mezzi uomini perennemente insoddisfatti gli avevano vomitato addosso, con l’illusione e la presunzione d’averla soddisfatta, solo per averla pagata.
Dopo, di nuovo pulita e rinfrescata, era pronta per prendere l’autobus che l’avrebbe condotta, dopo tre fermate, a casa.
Aveva memorizzato il cammino, poteva percorrerlo a occhi chiusi.
Percorreva quel tragitto tutti i giorni, tutte le settimane, tutti i mesi dell’anno, da anni, con indifferenza e rassegnazione, senza che il suo umore nero, come i suoi occhi, i suoi neri capelli e i neri pensieri, venissero in qualche modo influenzati dalla pioggia, dal vento, dalla neve, che sfioravano il suo viso senza intaccarlo.
Tutti i santi giorni dell’anno tranne i venerdì.
Giacomo cresceva e cresceva bene. Frequentava un istituto svizzero, proprio subito dopo il confine, comodo ad arrivarci. La retta mensile da pagare era alta e poteva farlo solo grazie al suo sporco lavoro; ancora per qualche anno, dopo avrebbe smesso, quando il suo fisico non sarebbe stato più in grado di allettare i clienti e dopo il completamento degli studi di Giacomo.
Per adesso bisognava continuare.
Si recava a trovare suo figlio tutti i venerdì della settimana, tutti i venerdì del mese, tutti i venerdì dell’anno

Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Danilo Gozzola

di Danilo Gozzola

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

La testa appoggiata al vetro dell’autobus, i pensieri scandivano le fermate. Questo era il secondo inverno che Giorgio passava su quell’autobus. Si sedeva sempre in modo da non avere nessuno vicino. Si era stancato dei libri, della radio che perdeva la sintonia, di non sapere cosa pensare del suo presente e del perché per cinque giorni alla settimana dovesse fare il turno di notte. Dopo la laurea in politica internazionale avrebbe voluto vedere il mondo, invece… Ora, quella donna sembrava essere un’apparizione da film di Hitchcock!
La guardava sempre salire, mentre la sua testa si fermava dopo le accelerazioni e le frenate poco gentili dell’autista. Una notte,chissà perché, si era spostato nel sedile di destra, vedendola arrivare. Lei si era seduta vicino accompagnata da un profumo discreto. Giorgio non si ricordava più quello della sua ex, l’aveva eliminata perfino dai ricordi.
L’autobus ripartì con uno scossone che fece cadere la borsetta della ragazza. Giorgio riuscì a prenderla prima che giungesse a terra e, timidamente, gliela porse. Lei scostò i capelli dagli occhi con un gesto lento ed accennò un sorriso. Il cuore di Giorgio incominciò a saltare, mentre percepì il rossore nell’imbarazzo dei propri pensieri. Si sentiva attratto e respinto, mentre cercava di rientrare nel suo rassicurante nulla.
“Mi scusi, non sente freddo?”. Ma cosa stava dicendo? In pieno inverno, di notte, una ragazza vestita leggera e lui le chiede se fa freddo… Magari un semplice: “che ora è?” sarebbe stato più opportuno. Lei sorrise nuovamente, per dire che non era un problema.
Per un intera settimana, venerdì escluso, lei si sedette accanto a lui, sorridendo per dire buona sera e arrivederci. Si era anche messo a leggere, sperando che lei si incuriosisse. Una sera aveva portato dei biscotti per offrirglieli. Lei ne aveva preso uno. Non riusciva a smettere di tornare a lei con la testa. Dormiva poco, guardava spesso nel vuoto.
Il lunedì successivo, decise che suo padre gli avrebbe prestato l’auto per trovarsi alla fermata dove saliva la ragazza. Così, la sera prima le chiese se poteva accompagnarla in auto. Lei sorrise e lui si domandò se fosse un sì.
Una leggera nebbia avvolgeva le sue paure mentre rimaneva in attesa, in piedi, accanto all’auto. Lei arrivò e Giorgio si mise accanto a lei, salutandola ed indicando l’auto. Lei ricambiò il saluto con il suo solito sorriso. L’autobus arrivò e si fermò per i due passeggeri, nessuno dei quali accennò a salire. La ragazza si girò dirigendosi verso l’auto.
“Come ti chiami?”
“E’ importante?”. Giorgio era confuso.
“Dove vado?”
“Verso il ponte sul Po”, lei disse dolcemente.
L’auto portava due solitudini verso il grande fiume accompagnando il loro silenzio con il rumore sordo delle ruote. La ragazza guardava la strada e, ogni tanto, Giorgio. Arrivati al ponte, Giorgio si fermò accostando sulla destra sotto i grandi alberi spogli che protendevano i rami verso il cielo, oltre la nebbia. La ragazza scese e si diresse verso il ponte, proseguendo verso il centro dove c’era una specie di balcone belvedere che, di giorno, consente di vedere il fiume allargarsi verso le colline del Monferrato. La ragazza si fermò, lo sguardo diretto alla collina, oltre la nebbia. A Giorgio venne spontaneo togliersi il cappotto e metterlo sulle spalle di lei, mentre si accorgeva delle lacrime che le scendevano. Dopo qualche minuto lei disse che era ora di tornare. “Grazie”, disse salendo sull’auto. Giorgio la riaccompagnò alla fermata nella direzione del ritorno. Questa strana scena si ripeté per altri dieci giorni.
Il quarto giorno, accadde qualcosa. “Mi chiamo Sara”, disse, e mise la sua mano su quella di Giorgio sul cambio dell’auto. Colto d’improvviso, lui la ritrasse per poi dire “scusa…” e porgerla aperta verso di lei. Ancora una volta lei sorrise riprendendola. Arrivati al ponte, lei non scese. Si mise la mano libera sul volto, premendola sulla bocca. Chiuse gli occhi e reclinò la testa. Giorgio, colpito, si scoprì a piangere. Gli venne spontaneo accarezzarle il viso.
“Che cosa è successo qui?”. Tra le lacrime raccontò che un ragazzo di cui era innamorata, era stato travolto da un auto un giorno di maggio. Avevano litigato, lui aveva inforcato la bicicletta e tutto era finito su quel ponte. Giorgio l’abbracciò e piansero insieme, in silenzio. Voleva baciarla, lo voleva, ma non lo fece.
“Mi accompagni a casa?”, gli disse. Lui così fece, senza salire di sopra. Le chiese se poteva accompagnarla anche il giorno dopo. Lei rispose che le sarebbe piaciuto vederlo il sabato successivo e che non sarebbe andata al ponte nelle prossime notti.
Si videro il sabato, la domenica e i pomeriggi successivi, raccontando di sé, mano nella mano. Arrivò la primavera e venne maggio. Durante una passeggiata nei boschi furono una cosa sola. Fu molto dolce il sapore dei loro baci e la sensazione delle carezze.
Giorgio cambiò lavoro. Andarono a vivere insieme. Ora sento Giorgio, ogni tanto, al telefono. Penso che siano felici, un’isola in questa società dove l’amore sembra essere scomparso dai nostri cuori.

David Fini

di David Fini
Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

E ogni volta, quando lei scendeva, Giorgio, appoggiata la testa al finestrino dell’autobus, la seguiva con lo sguardo allontanarsi lungo una traversa del viale, sparendo nel buio.
Era riuscito persino a osservarne attentamente il volto e aveva scoperto i suoi lineamenti dolci e sereni.
Del resto a Giorgio non capitava di fare molti incontri a quell’ora del giorno.
Lavorando in una tipografia per i giornali i suoi colleghi erano in gran parte albanesi o extracomunitari disposi a sacrificare le proprie notti su quelle rotative.
Tra i pochi italiani aveva stretto amicizia con un vecchio dipendente, Mario con cui, una volta alla settimana andava a fare colazione.
Ma questa solitudine in fondo Giorgio se la era cercata. Dopo il divorzio e il licenziamento dal precedente lavoro, aveva accettato quell’impiego per staccare da tutto giustificandosi con qualche centinaio di Euro in più da guadagnare.
Così non aveva da incontrare nessuno che gli chiedesse della sua famiglia, di come stava, di perché era successo, raccontando di nuovo tutto da capo con nuove e sempre più tristi spiegazioni.
Paolo invece non gli chiedeva niente. Stavano semplicemente assieme per un quarto d’ora e parlava di tutto fuorché di se stessi.
Gli altri giorni Giorgio andava diritto al suo autobus e poi, arrivato a casa dritto sul letto a volte senza neanche svestirsi. Ma dormire non era facile.
Per parecchio tempo i rumori della città che iniziava a muoversi lo tenevano sveglio. Sembrava che non volesse rinunciare in fondo a quella vita là fuori, e si sforzasse di riconosce, con la faccia conficcata nel cuscino, qualcosa di familiare e buono. Un sonno cattivo e senza sogni.
Finì per non riuscire a distinguere i rumori della città e la città stessa scomparve, lasciando steso sul un letto senza notte.
Poi era arrivata questa ragazza misteriosa e diversa.
Le facce che vedi in giro a quell’ora di notte hanno due espressione: ci sono quelli che rientrano a casa e sono così stanchi che non vogliono aspettarsi più nulla e ci sono coloro che si sono appena alzati e già sentono che il giorno è troppo pesante e sperano che non succeda nulla di più rispetto a quello che già gli aspetta.
A volte, ed è la cosa più rara, una ragazza come elen.
Aveva deciso di chiamarla così quella ragazza a cui mai aveva rivolto parola.
Provava a scriverne il nome coi caratteri della tipografia, sulle prove colore, per comodità, sempre senza la maiuscola e non sapeva ancora bene se con l’acca o senza.

Un giorno decise di seguirla. Scese con lei e la seguì mantenendosi a distanza. Poi si avvicinò sempre di più sino a quando fu sotto il portone della casa. Non capiva cosa stesse facendo o cosa avrebbe voluto fare. Esistò. Allora fu lei a decidere. Lei che non si era mai voltata ma ne aveva percepito la presenza, lo guardò dritto negli occhi, allungò la mano e se lo portò con sé.
Da quella volta fecero l’amore tutte le mattine che si incontravano. Lei lo invitava a venire con lui facevano l’amore. Poi gli chiedeva di andarsene in una lingua che non capiva.
Tutti le mattine tranne il venerdì quando lei spariva.
Il venerdì del resto Giorgio trovava un diversivo ai suoi pensieri incontrando Mario a colazione. Decise di raccontagli tutto.
Di quella donna misteriosa, di quanto fosse stato facile e bello l’amore con lei, del fatto che non capiva niente di quello che gli dicesse. E che non gli importava che lei potesse essere una prostituta. Che in fondo ne aveva provate altre e lei era così dolce e non aveva mai voluto soldi.
“Faccio l’amore con lei ogni mattina, ma oggi so che non la incontrerò”
Finì il suo caffè e avviandosi alla fermata dell’autobus

“La invidio sa?” lo soprese nei suoi pensieri una signora di mezza età che si sedette accanto a lui sull’autobus
“Non so davvero come faccia. Mi permetta… è un po che la osservo. Ma poi del resto ci siamo soli su questo autobus tutte le mattine...” aggiunse
“Come soli ?” pensò “ e elen? …come può non averla vista, non essersi accorta di lei?”
“Mi permetto di disturbarla perché adesso la vedo ben sveglio…” continuò la donna
“Mi invidia ha detto?” la interruppe Giorgio “e per cosa?”
“La invidio perché tutti gli altri giorni, non so come faccia, riesce ad addormentarsi. Appoggia la testa al finestrino e bag! Secco come un bambino! Poi giusto prima delle sua fermata si alza e scende come niente fosse.
Ah sa quante volte anche io sarei tentata di chiudere gli occhi! Che sonno leggero, senza pensieri, come se scartare un regalo che desideri. Che sogni chiari e brevi eh? Così semplici a quest’ora del mattino?
“Cosa sogna lei?”
Giorgio si sentì come inghiottito dalla voragine che si era aperta sotto di lui e cercò di dire “helen”, decidendo in quell’istante di aggiungere l’acca al nome del suo amore. Non maiuscola.
Ma la donna non ci fece nemmeno caso
“toh guardi!” esclamò la donna indicando la sosta a cui l’autobus si stava affiancando.
“Lei si ferma quì giusto?”

Franco Ferdori

di Franco Ferdori

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Il mese successivo la ragazza sparì!
Giorgio non riusciva a farsene una ragione. Quella vista quotidiana lo aveva risvegliato dopo tanti anni dal torpore in cui lo aveva precipitato la sua routine: casa, lavoro, casa, dormire, casa, lavoro, casa.
Le aveva anche dato un nome col quale si rivolgeva a lei nella sua immaginazione: Laura.
Cosa pensare di lei? Era forse bisognosa di aiuto, anche se dal suo sguardo non sembrava, oppure che avesse una malattia che la rendeva insensibile al freddo? Non aveva letto da qualche parte una cosa del genere?
Vedendola tutti i giorni la preoccupazione iniziale per lei, la sua Laura, si era trasformata in curiosità irresistibile: non temeva più per lei, solo doveva sapere il perché di tale comportamento.
In fondo, nonostante tutto, non sembrava molto sofferente. In effetti l’autobus era sempre deserto e le porte si aprivano solamente quando Laura saliva o scendeva. La temperatura era normale, anzi salendo si provava subito un certo conforto. Lui si era spesso appisolato durante il tragitto verso casa, probabilmente anche a causa di quel tepore.
Col passare del tempo nella testa di Giorgio si erano sviluppati pensieri sempre più arditi, fino al punto da convincerlo a presentarsi a Laura; negli ultimi giorni aspettava soltanto di cogliere l’occasione per farsi avanti. Ma poi lei sparì.
Dopo una decina di giorni di inutili attese, decise di cambiare strategia; passò quindi all’azione. Furono davvero tante le volte in cui scese a quella famosa terza fermata per camminare nell’inutile speranza di incrociarla. Altrettante quelle nelle quali perlustrò le zone vicino al capolinea della ragazza. Fu tutto inutile.
Non si contarono i caffé che prese nei bar dei dintorni al solo scopo di chiedere al barista di turno se ricordasse una ragazza vestita ecc. ecc. Nemmeno l’autista, al quale era severamente vietato parlare, sapeva nulla di lei.
Passarono le settimane e poco alla volta Giorgio ritornò alla sua routine.
Un paio di mesi dopo, dovette uscire in anticipo dal lavoro per andare a prendere un pezzo di ricambio in una tipografia. Salì sul primo autobus disponibile. Il percorso era abbastanza lungo, ma lui rimase sveglio: era ancora presto per le sue abitudini.
All’improvviso ecco l’incredibile: ad una fermata vide salire una ragazza vestita con camicetta, gonna corta e scarpe tipo ballerine. Non era la sua Laura, ma l’analogia era evidente: si era ancora in inverno e il freddo era pungente.
Quando scese, lui la seguì e ben presto la vide raggiungere un gruppo di ragazzi in attesa; uno teneva in mano un giaccone pesante. Tra loro c’era anche la sua Laura. Quando passò accanto al gruppo, udì queste parole: “Brava! Non ti lamentare, pensa al freddo che deve aver patito lei! Ancora una settimana e hai finito!” Il ragazzo mentre porgeva il giaccone alla nuova arrivata, stava indicando Laura. Ecco quindi cos’era: una specie di iniziazione, questo spiegava tante cose. L’unica cosa che non avrebbe mai saputo era il vero nome della ragazza, ma non era importante. Per lui sarebbe sempre stata solo Laura.

Guido Casamichiela

...forse il Venerdì Santo?
di Guido Casamichiela

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Gli servirono quarantasei giorni per decidersi a fare qualcosa più che guardarla arrivare, sedersi, alzarsi e poi scendere dall’autobus. Quarantasei giorni. Sette lunedì, sette martedì, sette mercoledì, sette giovedì, nessun venerdì, sei sabati, sei domeniche. Quarantasei giorni Giorgio la guardò con un’intensità che secondo lui l’avrebbe costretta prima o poi a ricambiare lo sguardo, anche solo per capire l’origine o la spiegazione di quella disturbante insistenza. Ma la ragazza non lo guardò mai. Di più, nemmeno una volta diede l’impressione di accorgersi che oltre a lei e all’autista qualcun altro si trovava nell’autobus. D’altronde, capitò a Giorgio di pensare almeno sette volte in quei quarantasei giorni, se il gelo sembra non sfiorarla, che effetto potrei mai farle io? Sarebbe però sbagliato concludere che questa intoccabilità lo infastidisse; in realtà ne era conquistato, tanto che una parte di lui si sarebbe ribellata ad un contegno diverso, giudicandolo inadeguato. O almeno così sarebbe stato nei primi giorni, prima che la curiosità di sapere qualcosa in più su quella ragazza diventasse via via più impellente.
Fu dopo tredici giorni che si decise a sedersi un po’ più vicino alla ragazza. E dopo altri tre a sedersi di tre quarti, per osservarla meglio. Al ventesimo giorno si accorse di una piccola cicatrice sul mento della ragazza su cui si interrogò a lungo. Due giorni dopo sancì con se stesso che quella cicatrice le conferiva un qualcosa in più (chissà, sarà caduta sul ghiaccio per via del sandalo, fu un pensiero del giorno numero ventinove). Il giorno trentatré si mise a fissarle il lobo sinistro chiedendosi se fosse più grande del destro o se fosse solo un effetto della posizione della testa leggermente reclinata. Il giorno successivo si vergognò del suo pensiero, un attimo dopo aver capito che i lobi erano tra loro identici. Il giorno trentotto si domandò se per caso la ragazza era la stessa ragazza che era nella foto sulla prima pagina del giornale di due o forse tre mesi prima, quella che si era suicidata lasciando un biglietto con scritto “mi uccido solo perché non ho nessun motivo di suicidarmi e se a voi sembra strano pazienza”. Due giorni dopo si ricordò che quella ragazza non esisteva e se l’era inventata una notte che alle rotative si annoiava più del solito.
Il giorno quarantadue si sedette così vicino da poterle vedere i sottilissimi peli trasparenti che le crescevano sulle dita dei piedi. Quei peli l’attrassero, nonostante avesse sempre avuto una repulsione per qualsiasi segno d’incuria nella donna. Allora si chiese cosa volesse dire questa attrazione, ma smise di chiederselo quasi subito, attirato dal fatto che la ragazza a tratti si massaggiava un piede con la pianta dell’altro piede, come per coccolarsi, o per riscaldarsi. Coccolarsi, o riscaldarsi? Non riusciva a decidersi. Quale delle due? O forse né per coccolarsi né per riscaldarsi, ma solo per imbarazzo, un imbarazzo più che giustificato quando si ha a un passo un tale che ti osserva i piedi? Poteva anche essere imbarazzo, certo. E in fin dei conti non gli importava neppure più di capire il perché di questo massaggio, e si contentava di guardarle i piedi, e di provare una certa tenerezza, e di baloccarsi con l’idea che quella cosa era forse la prima che quella ragazza faceva che sfuggisse a un’impressione di algida intangibilità.
Da quel giorno, il giorno quarantadue, il decisivo giorno quarantadue, la curiosità cedette il passo appunto alla tenerezza, tanto che qualsiasi cosa la ragazza facesse, respirare sul vetro, mettersi le mani in tasca, spostare il foulard dal collo, era per lui la prova di una sofferente dolcezza. Il giorno quarantaquattro arrivò a pensare che non aveva mai visto nessuno vidimare un biglietto con tanto struggente, trattenuto fascino (anche se va detto a sua discolpa che dopo poco si diede del cretino per questo pensiero, ma senza smettere del tutto di pensarlo). Il giorno quarantacinque si disse che il giorno dopo, se non avesse voluto avvicinarsi ancora di più e dunque a questo punto sederlesi in grembo, avrebbe dovuto per forza parlarle.
La notte quarantasei lavorò male, distratto, alla ricerca di un argomento forte da sottoporre alla ragazza, o almeno non così debole da vederla scappare prima della solita fermata dopo essersi appesa al pulsante della fermata a richiesta. L’argomento non lo trovò, e salì sull’autobus col dolente abbassamento dell’autostima di chi sa di non avere molte carte da giocarsi. Poi lei arrivò, e gli apparve così tenera, così misteriosa, così bizzarra che si dimenticò di non sapere cosa dirle, e mentre lei stava andando a sedersi in ultima fila lui la fermò.
“io, beh, cioè, tu, io, no, no, io, vedi, quei piedi, no, scusa, non è che, voglio dire la tenerezza, non so, e i respiri, e poi, non, scusa, il biglietto, e questo fatto del venerdì, sai, mi chiedevo, non che siano fatti miei, per carità, ma chissà, se c’entra, chessò, il venerdì santo, e la passione, cioè, con tutto il rispetto, ma la sofferenza, e poi i peli, non, scusa, i peli, non i peli, cioè, io… scusa”
La ragazza lo guardò, per prima volta. E gli sorrise, per la prima volta.

Guido Pistorio

di Guido Pistorio

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Un modo abbastanza originale di suicidarsi. Questo aveva pensato la prima volta che l’aveva vista. E l’osservazione riaffiorava nella sua mente ogni volta che la rivedeva, ma sempre più debolmente. Il freddo infatti non pareva intaccarla, nemmeno lambirla. Doveva esservi abituata, ma il suo abbigliamento non era quello vistoso di una prostituta di strada. La si sarebbe piuttosto ritenuta una folle, una spostata. Ma no, nemmeno…
Mistero. Questa era la parola che inquadrava meglio il personaggio. Una parola vaga, abusata. Eppure in questo caso appropriata. Quella donna si muoveva su un piano di realtà sottilmente diverso dall’ordinario. Da quello di Giorgio e della sua sonnolenta routine, da quello dei placidi, abitudinari conducenti del bus. Persino da quello della stagione in corso e della notte, come vi fosse sovrapposta, proiettata da un altro tempo e da un altro mondo.
Qual è il suo mistero? - si chiedeva Giorgio ogni notte, quasi inconsapevolmente, mentre la scrutava dal suo punto di osservazione distanziato di qualche metro nella vettura. E interrogava la sua postura aerea da ballerina, quasi librante come un colibrì a mezz’aria, le dita lunghe e bianche strette all’apposito sostegno superiore. Non si sedeva mai; restava in piedi per tutta la corsa, sebbene il conducente sfrecciasse sulle strade deserte con guida sportiva e centrifuga ad ogni curva. Ma su di lei le leggi del movimento parevano come sospese o quella donna sapeva in qualche maniera assecondarle senza perdere l’equilibrio. Giorgio guardava la sua capigliatura rossa e ondulata scendere sugli omeri magri, pallidissimi, spiccanti dal dorso come alucce incipienti. E rimaneva imbambolato a fissarla anche mentre scendeva dalla vettura con rapidi passi sicuri e come fluttuanti per scomparire subito nella notte.
Non avrebbe saputo come approcciarla. Era un timido. Ed era anche un uomo sposato, con dei principi. Prese quindi a sognarla tutte le notti. Neanche in sogno, tuttavia, poteva avvicinarla. In sogno lui non c’era, c’era soltanto lei. Poteva guardarla da vicino, sentirla mormorare dolcemente tra sé, accompagnarne i passi nella notte sino a casa. Vederla anche al risveglio e mentre camminava nella piena luce del giorno. Lì lei era più viva e reale che di notte, in quei brevi istanti in cui la fissava sotto l’avvilente luce del neon. Appariva trasfigurata in una donna reale, libera, stupenda. Giorgio non avrebbe più voluto vivere che per sognarla e quando si svegliava la delusione era terribile: piangeva a lungo, a occhi chiusi, rannicchiato nel letto e in silenzio per non destare sospetti nella moglie…
***
Qualche tempo dopo:
“Pronto, buongiorno. Sì, è l’Ispettore Gualtieri. Allora, le descrivo in breve il caso, in base alle prime informazioni che abbiamo ricevuto: è stato ritrovato alle prime luci dell’alba seduto su una panchina, non lontano dal capolinea dell’autobus. Il termometro segnava – 10. Indossava abiti femminili, leggeri, assai poco adatti alla stagione. Nessun segno di violenza o maltrattamento. Assideramento, questa la diagnosi del decesso fornita dal medico legale… No, nessuno, né in famiglia né nel suo ambiente di lavoro pare fosse al corrente di questa sua perversione... Ah, apprendista tipografo presso il vostro giornale? Lo conoscevate, dunque… Certo, son passati diversi anni… Pare fosse un persona introversa, di poche parole. Il venerdì,suo giorno libero,lo trascorreva interamente a casa, dormendo, così pare… Sì, proprio così: il sabato non vanno in stampa. Per il resto, pochi amici... No, non risulta che abbia mai frequentato locali di travestiti o gay. O che si sia mai prostituito. Non è mai stato sottoposto nemmeno a cure psichiatriche. Lascia la moglie e due figlie. Certo un modo abbastanza originale di suicidarsi, il suo. .. Credo sia tutto. Una buona giornata. Porga i miei più distinti saluti al Direttore.”

Marcello Manuali

di Marcello Manuali

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

A volte capitava che il foulard fosse di un colore diverso, ora un verde muschio, ora un azzurro spento, ora di un giallo che sfumava nell'arancio. Solo quello. Gonna e canottiera erano sempre quelle, come la prima sera che l'aveva vista. Sembrava che la ragazza ne possedesse in quantità, vista la frequenza con cui le indossava. Erano dello stesso modello, la gonna con una cucitura che la divideva dall'alto in basso, su un fianco, di un bianco che si confondeva nel biancore della neve, che si staccava dall'oscurità della notte; bianca anche la canottiera, semplice, di cotone.
Giorgio si era sempre seduto nella fila di seggiole accanto alla cabina di guida, anche per aver modo di fare qualche chiacchiera con l'autista. Era diventata un'abitudine, oramai. La ragazza saliva dalla porta anteriore, passava accanto a Giorgio senza dire nulla e andava a sedersi in fondo all'autobus. Era stato così che Giorgio l'aveva vista: se fosse salita dalla porta di fondo, probabilmente non se ne sarebbe accorto.
La seconda sera, dopo che la ragazza fu scesa alla solita fermata, gli sembrò normale domandare all'autista se la conosceva, se sapeva chi fosse. Era stato, quello, un modo come un altro per passare il tempo.
«No», gli aveva risposto questo, senza voltarsi. «E dire che una ragazza così non passa certo inosservata. No, non mi ha mai rivolto la parola.» Poi, abbassando appena il tono di voce, aveva aggiunto: «A volte mi chiedo se sia realmente vera, o non si tratti piuttosto di un'apparizione. Bella com'è!...»
A Giorgio era venuto da sorridere. Si era stretto nel cappotto di panno, cercando di ripararsi dal freddo.

Marco Michelotti

Il nome di lei
di Marco Michelotti

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

La terza sera aveva preso coraggio e le si era avvicinato: non aveva avuto il coraggio di dirle niente, il cuore batteva troppo forte. Era tornato indietro al suo posto dicendosi che con quegli auricolari e la musica a tutto volume non lo avrebbe ascoltato. Ci avrebbe riprovato il giorno successivo. Ogni notte che passava diventava sempre più difficile. Fu il giovedì della seconda settimana che si arrese: una ragazza così bella e con un abbigliamento del genere non gli avrebbe portato niente di buono, si disse. Eppure non smise un attimo di osservarla. Appena Giorgio realizzava che la giovane si era assopita o aveva chiuso gli occhi, indugiava a lungo su di lei. Ogni notte, in quei quindici minuti, riusciva a notare un particolare diverso. Nemmeno lui sapeva però dove si fermava la realtà e dove invece si innestava in maniera prepotente la sua fantasia. A casa poi finiva per perdere il sonno e rigirarsi sotto le coperte, immaginando spiagge tropicali e la pelle ambrata di lei che profumava di sole. Una mattina aveva anche sognato che ci aveva fatto l’amore.
Doveva essere straniera, non aveva dubbi. Voleva sapere, avrebbe voluto seguirla, ma a quell’ora della notte neanche a parlarne. Il lunedì successivo, dopo averci pensato per tutto il weekend, finalmente si decise. Portò con se uno stradario. Scese alla fermata dove saliva lei. Non fece passi avanti: vagò per oltre un’ora in tutto il quartiere senza peraltro chiedere informazioni a nessuno. Quando sua madre lo vide rientrare, stanco e scuro in volto, se ne accorse subito che qualcosa lo turbava, ma non disse niente. Gli dava fastidio quando lei si interessava delle sue cose. Giorgio e la madre vivevano soli che erano ormai quattro anni. Suo padre era morto colpito da un infarto nel sonno, si era allontanato dalle loro vite senza fare rumore. E lui e la madre avevano continuato il menage familiare quasi come se niente fosse. Ogni tanto gli chiedeva cosa aspettasse a trovarsi una fidanzata, a prendere moglie, aveva ormai trentaquattro anni. Ma era più per dire che altro. Non ci pensava nemmeno che Giorgio potesse abbandonarla, lì sola in quella casa dove vivevano da sempre.
Ci tornò. Quasi ogni giorno partiva un’ora in anticipo da casa e prima di andare al giornale si fermava nel quartiere dove presumeva la giovane lavorasse. Cercò locali notturni, discoteche, night-club… immaginava che con quell’abbigliamento potesse essere l’unica spiegazione. Era una zona residenziale, non riuscì a scovarne nemmeno uno; solo un piccolo e squallido bar e qualche negozio.
Era l’ultimo del mese ed era un venerdì il giorno che è successo. Giorgio aveva dovuto prendersi una giornata di permesso: per via delle regole decise dalla nuova proprietà, le ferie e i permessi andavano esauriti nel corso dell’anno, non venivano più pagati. Si è alzato tardi al mattino, la notte non riesce comunque a dormire nei giorni in cui è di festa. Sua madre gli ha lasciato la colazione pronta, la macchina del caffè già pronta sul fornello da accendere. Quando è uscito, le campane della chiesa stavano suonando il mezzogiorno. Ha preso il bus e diversamente dal solito alla seconda fermata è sceso, d’impulso. Si è incamminato nella stessa direzione dove ogni notte aveva visto allontanarsi la ragazza. Quando l’ha vista era ormai mezz’ora che si aggirava nel quartiere e già alcuni passanti lo avevano notato. Si era sentito i loro occhi addosso, aveva visto senza ombra di dubbio un’anziana signora ammiccare al marito nella sua direzione, come a chiedergli chi fosse e cosa ci facesse uno sconosciuto in quella zona. Senza ombra di dubbio.
La ragazza aveva delle borse della spesa e dovevano essere pesanti perché, prima di aprire il portone di casa, ha dovuto posarle a terra. È forse per quello che non lo ha richiuso dietro di se. L’ha vista salire le quattro rampe di scale, indossava dei jeans e scarpe basse sportive anche se pure quelle leggere, di tela. Forse che lei di venerdì… Ha sentito schiavacciare. Dopo due minuti era fuori dalla porta, nella penombra. Lei ha sentito il campanello…
Lo hanno trovato alla fermata mentre aspettava l’autobus, sbadigliando. Alla centrale gli hanno detto che l’ha fatto altre volte e lo proveranno. Anche la madre ne è al corrente adesso, hanno interrogato anche lei. L’avvocato gli ha suggerito di stare tranquillo, è stato un raptus, non era in lui.
Non sarebbe mai riuscito ad affondare una lama. Quel collo, quella pelle sottile… ha usato le mani. Lei urlava. Lui stringeva, stringeva. Poi basta. Lei ha smesso.
“Volevo sapere solo il suo nome” ha detto sbadigliando.

Matteo Calderara

di Matteo Calderara

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Giorgio sentiva dentro di sé che quella era la donna della sua vita, ma la timidezza che lo attanagliava non gli permetteva di prendere nessuna iniziativa. In effetti, più che timido, con le donne era davvero impedito.
La sua goffaggine si era perfezionata nel corso del tempo, fin da bambino, aveva collezionato una serie di vere e proprie figuracce , che non avevano fatto altro che renderlo sempre più insicuro e impacciato. Il suo primo grande amore risaliva alla prima elementare, lei si chiamava Sara e quando lui, prendendo il coraggio a 4 mani, con il cuore che gli andava a mille, madido di sudore, dopo aver bevuto 3 succhi di frutta per farsi coraggio, le disse “tu mi piaci” per la fortissima emozione non riuscì a trattenere la pipì e si ritrovò in un piccolo laghetto con davanti la sua adorata Sara che, con il sadismo che contraddistingue i bambini di quell’età, cominciò a prenderlo in giro richiamando l’attenzione di tutti i suoi compagni di classe che da quel giorno lo soprannominarono “TU MI PIPI’ACI”.
Alle scuole medie conobbe il secondo grande amore: Giusi. Giusi era una ragazza di 13 anni che ne dimostrava almeno 20, aveva già un corpo da adulta con un seno che risvegliava in lui nuove e intense sensazioni, sensazioni talmente forti che Giorgio, tutte le volte che le parlava, non riusciva a togliere lo sguardo da lì, quando finalmente trovò la forza dentro di sé, le chiese se per caso, in via del tutto eccezionale, se non aveva impegni, con comodo, avesse mai potuto prendere in considerazione la pur remota ipotesi di andare con lui un pomeriggio a sua scelta, a prendere un gelato, ovviamente pronunciò tutta questa frase con lo sguardo fisso sul seno. Giusi non si scompose più di tanto e gli rispose “verrò a prendere un gelato con te, solo se mi sai dire di che colore sono i miei occhi” , fu in quel momento che lui si rese conto che in tutti quei mesi non l’aveva mai guardata attentamente in viso e la risposta, maledizione!, proprio non la sapeva. Provò a concentrarsi, ma l’unica cosa che gli appariva davanti era solo ed esclusivamente quel seno, alla fine, con un filo di voce disse “rosa?” , lei si girò e se ne andò dicendogli “pervertito!”.
Negli anni a seguire fu un susseguirsi di fallimenti: Lisa la vegetariana che al primo appuntamento portò a cena in una steack house, poi Vittoria l’animalista alla quale investì il cane sotto casa, Rachele l’attivista alla quale Giorgio si presentò con maglietta di Che Guevara, peccato che lei fosse un’attivista di estrema destra. Quella sera, sull’autobus, Giorgio si sarebbe giocato tutto, aveva preparato minuziosamente ogni dettaglio in quei mesi, sapeva che lei aveva gli occhi azzurri, che probabilmente era di sinistra, mangiava di tutto, amava gli animali, inoltre, per sicurezza, non toccava liquidi da almeno 8 ore. Si alzò dal sedile la raggiunse vicino all’uscita e le chiese “scusa, posso sapere il tuo nome?” lei lo guardò con aria interrogativa e rispose “Sorry I’m english, I don’t speack italian”, poi scese e lo lasciò lì in piedi sull’autobus incapace di proferire parola.

Mauro Gnugnoli

Vestita come un pomeriggio di maggio.
di Mauro Gnugnoli

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Quel lunedì mattina decise però di seguirla, tanto non aveva niente da fare a casa se non dormire fino a pomeriggio inoltrato. La solita vita, un gatto da sfamare, un pasto consumato solo, quasi sempre freddo ed un telegiornale, tanto per non perdere il contatto con il mondo poi, il solito passaggio al bar per la birra prima di tornare in servizio al giornale. Ma quella notte decise che era ora di dare una scossa alla sua vita.
Anticipò l’uscita dal lavoro e a piedi raggiunse la fermata dell’autobus dove era solita salire la ragazza. Passeggiò attorno all’isolato alla ricerca di improbabili indizi e complici i vari polizieschi che divorava nei momenti liberi cercò di imprimersi nella mente ogni minimo dettaglio della zona.
Tornò alla fermata ed aspettò nella penombra, lontano dai coni di luce dei lampioni, come un assassino in attesa della sua preda.
La ragazza comparve all’improvviso come sbucata dal nulla. Camminava rasentando i muri e le saracinesche abbassate dei negozi. Una cappa lattiginosa di nebbia e smog stava calando come un sudario sulla città e non si accorse della figura nascosta nell’oscurità in attesa.
Giorgio la seguì sull’autobus e senza farsi notare sedette qualche poltrona dietro a lei. Un insano voyeurismo lo spinse ad avvicinarsi per cercare di carpire il segreto che avvolgeva quella donna vestita come in un pomeriggio di maggio, ai suoi occhi bellissima.
“Perché mi stai seguendo?” disse la ragazza voltandosi di scatto incrociando lo sguardo di Giorgio che, impreparato da quella domanda a bruciapelo, si irrigidì.
“Allora? Ti ho chiesto perché mi stai seguendo?” continuò sempre più severa.
Il volto dell’uomo parve incendiarsi.
“Ma, veramente io sto andando a casa come faccio tutte le notti e…”
“E… un cazzo. Perché questa sera mi aspettavi nascosto dietro a quel lampione?”
Impossibile dare una risposta razionale a quella domanda se non un semplice.
“Volevo conoscerti” disse a bassa voce vergognandosi. Non aveva mai avuto il coraggio di rivolgersi così ad una donna.
“Ma per favore” troncò il discorso senza degnarlo più di uno sguardo.
Alla fermata la ragazza scese e Giorgio la guardò attraverso il finestrino, sporco e graffiato, allontanarsi inghiottita dalla nebbia.
Non si addormentò, come gli succedeva sempre dopo una dura giornata di lavoro, continuava a pensare a quel viso dai lineamenti delicati che neanche la crudezza del breve dialogo aveva cancellato.
La notte successiva si era seduto in fondo all’autobus, sperando di rivederla.
Alla fermata lei era lì, sempre con la solita camicetta, la gonna a fiori ed i sandali ai piedi, la vide strofinarsi con energia le braccia intirizzite dal freddo alla ricerca di un po’ di calore in quella fredda notte d’inverno. Salì e si accomodò davanti a lui. Non smise un attimo di massaggiarsi le braccia e la pelle d’oca la diceva lunga sul suo stato.
Giorgio aprì la sacca che si era portato da casa ed estrasse una pesante giacca di lana che posò con cura sulle spalle della ragazza.
Lei non disse nulla, strinse a sé l’indumento e si accovacciò sul sedile raccogliendo sotto di se le gambe.
Alla sua fermata la donna non scese, ancora un paio e sarebbe arrivata quella di Giorgio. Con imbarazzo le chiese di seguirla e, con grande sorpresa, lei accettò.
“Non far caso al disordine” cercò di scusarsi appena entrati “ non sono abituato a ricevere visite.”
Nel più totale silenzio la donna gettò la borsetta a terra e individuato il letto, vi si buttò sopra rannicchiandosi sotto la giacca di lana. Giorgio andò in cucina a preparare qualcosa di caldo da bere, ma quando tornò in camera il respiro regolare della donna non lasciava dubbi, si era addormentata.
Prese una coperta, e si sdraiò al suo fianco. La guardò rapito dalla bellezza di quel volto incorniciato da una folta chioma corvina. Gli accarezzò i capelli con fare delicato, lei aprì gli occhi e nello spazio di un attimo le loro bocche si unirono in un lungo bacio, preludio di una lunga notte d’amore.
Una lama di luce, passata attraverso la persiana socchiusa, lo centrò all’altezza degli occhi destandolo. Si guardò attorno ma della ragazza non v’era più traccia, solo la sagoma del suo corpo era rimasta impressa sulle coperte. In compenso un forte odore di caffè riempiva la stanza. Si alzò carico di speranza e corse in cucina trovandola vuota, solo una caffettiera ancora calda ma della donna nessuna traccia. Tornò a letto deluso e con fatica si riaddormentò.
Non la vide più salire su quell’autobus, rimase per sempre con il ricordo di quella notte passata con la ragazza vestita come in un pomeriggio di maggio.

Paolo Scozzafava

di Paolo Scozzafava

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell’anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l’autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull’autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell’anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall’autista. La guardò scendere dall’autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell’arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

(…) A questo punto del racconto, ho l'esigenza di parlati in prima persona, perché ciò che successe dopo, vorrei raccontartelo come se tu fossi un mio amico. Quel Giorgio ero io, ed ogni mattina osservavo quella strana ragazza sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo. Osservavo ormai da tempo ogni suo gesto, battito di ciglio quasi meccanico, finché un giorno, non decisi di scendere alla sua stessa fermata. La seguivo come un ombra lontana; Camminava con lento incedere, come se non avesse fretta, scese le scalinate che conducono nel sottoponte del fiume, si accese una sigaretta e si adagiò su un sasso.... come se mi aspettasse. Tutto ciò per me era surreale, lei vestita come di piuma, in quel freddo invernale.
Mi disse: “ti stavo aspettando!”. Rimasi basito.
Poi, mi si ruppero le parole in gola:“Non hai freddo? Hai qualche problema?”.
Mi freddò esclamando: “Siete voi che avete dei problemi!”.
Aggrottando le ciglia: “noi? Noi chi?”
Di gitto rilanciò: “voi giornalisti, scrittori, opinionisti”.
Rimasi stupito come un pastore durante la notte di Natale… “che tipo di problemi?”.
Mi aggiunse: “Problemi con la realtà”.
“In che senso!?”
risposi ancor più stupefatto.
“Leggo ogni giorno i vostri giornali, le vostre opinioni, e le vostre notizie artefatte, ma non sapete più distinguere la realtà, e te torni ogni mattina a casa con l'autobus alle cinque, stanco di parole, senza aver scritto nulla sulla realtà nel tuo giornale”.
Risposi risoluto: “Io, ogni giorno riporto i fatti della realtà piuttosto sei tu irreale, vestita cosi leggera in questo freddo pungente”.
Irruppe: “Voi scrittori, giornalisti, scrivete bla bla di editoriali, scrivete saggi, scrivete romanzi, partecipate ai concorsi notturni, ma bla bla, non scrivete nulla sulla realtà”.
Questa volta ero in attrito e presi a dirle: “Ma come ti permetti! Chi sei tu per dire queste cose, hai una laurea!?”.
Mi rispose con voce lenta: “Io sono un essere irreale, sono venuto a voi per farvi una rivelazione, avete sempre scritto sulla realtà dando per scontato che questa fosse reale. Avete forzato la realtà a divenire reale!”
Rimasi un po a riflettere e le risposi: “Cosa vorresti dire, non è pensabile che la realtà non esista!”.
Mi rispose: “Siete cosi immersi nel reale che non cercate più di capire se è reale. Scrivendo notizie e romanzi, avete cosi falsificato ancora di più il falso, alla falsità non avete opposto la verità, ma al falso il più falso del falso, cosi da renderlo ancora più credibilmente vero”.
Ero sempre più preso da quell'essere strano, da una parte diceva cose, che se anche non capivo, sembrano avessero un senso profondo; Come se mi volesse far leccare il miele sulle spine: “non ti comprendo!”, mi limitai a dirle pacatamente.
Mi rispose: “Da una parte è normale, ti sto rivelando cose che verranno capite nel prossimo secolo e che furono intese nella notte dei tempi. Non vi siete accorti che avete finito gli argomenti, avete scritto su tutto, cambiano i nomi e le situazioni, ma tutto è stato realizzato e voi non ne vedete più il senso, avete semplicemente superato la fine e non riuscite a superare la fine, perché scrivete ancora sperando in una continuazione della realtà, invece siete nella ripetizione, non trovate la fine e allo stesso tempo l'avete superata. Vi siete raccontati già tutto mille volte, avete perfino re-inventato la storia a vostro piacimento, imbiancando qua e la, in relazione al vostro credo di oggi. Eppure vi radunate in concorsi di scrittura a scrivere su qualcosa!? Tu ogni ogni giorno torni a casa alle 5 di mattina dopo aver stampato fatti già accaduti senza novità. Quello che scrivete, pre-esiste a se stesso, e presenta fin dal principio la sua conclusione, non vi resta che simulare; Vi serve l'illusione di scrivere cose nuove, come se fossero rivelazioni, come se fossero idee vostre, persino pure fantasie vostre, persino l'illusione e la credenza di averle pensate per primi voi quelle idee. Non v'accorgete che avete ricevuto le parole già cariche di significati, i fatti già carichi di interpretazioni. Scrivete per dare cause ed effetti ad ogni cosa, ma il senso del senso vi sfugge, poiché tutto ciò su cui scrivete è irreale”.
Risposi che in un certo qual modo, avessi già presente il tema della realtà, e ricordo che era uno di quei temi che mi avevano sempre affascinato durante il liceo; Da sempre, poeti e filosofi si sono posti la questione. Platone, nella sua “Repubblica” affermava che la nostra comprensione del mondo reale è imperfetta. Ciò che comprendiamo, è solo l'ombra, l'immagine della realtà.
Mi guardò con una strana luce e mi rispose: “ecco il punto, voi siete bravi scrittori dell'irreale, dell'immagine, anche il racconto più fedele alla realtà, è sempre un racconto dell'irreale, e voi avete scritto su tutto, e più avete dettagliato sulla realtà più l'avete falsificata, perché avete creduto che le vostre descrizioni quanto più fossero dettagliate, tanto più fossero fedeli al reale. Pensate perfino di scrivere romanzi nuovi, emozioni mai descritte da alcun poeta o romanziere, quando già da solo - Shakespeare - aveva scritto tutto sulle vicende umane; Cosa avete da dire di nuovo o di vero? Qualcuno pensa di aver vinto il premio Strega con un nuovo romanzo d'amore, ma se rileggete la storia di Euridice, Giulietta, Paolo e Francesca, Beatrice, Venere, Cleopatra, avreste il coraggio poi di venire a dirci se avete scritto qualcosa di nuovo, qualche nuova emozione umana!?"
“Questa è una bella provocazione!”,
risposi “è vero, c’è chi ha pronta la frase, chi ha pronti i discorsi, e si vince un premio spesso solo se le frasi sono in enfasi e si fanno altisonanti di sintassi. Sui giornali scrivo in fondo sempre le stesse notizie, uomo ammazza moglie per gelosia, funerali del papa, elezioni del papa, cade un governo, le tasse rimangono, si fa un nuovo governo, le tasse restano. Più volte mi sono chiesto se tutto ciò fosse una fiction o la realtà. Ma cosa è reale”.
Lei soggiunse con voce fulminea: “Camminate nel clangore di attori che recitano attori, fra coloro che si occupano di cose già morte, fra portatori sani di idee altrui, fra coloro che ripetevano persino le stesse battute umoristiche, persino lo stesso tipo di spiritualità, persino calcolate al minimo dettaglio cose che devono sorprendervi, persino avete imparato ad imitare tutti le stesse passioni senza provarle, simulacri di simulacri. Amate le questioni di principio di principi bell’e fatti, persino nei salotti culturali sento citare gli stessi autori, stesti testi di riferimento. Per molti, ancora prima di toccare la trentina, molte delle loro opinioni sono già formate, e non faranno altro che ruminarle. Si capovolgono clessidre, si ricaricano carillon, si mettono matrioske dentro scatole cinesi, e tu fai il bello con la tintarella o il tuo nuovo romanzo inedito scrivendolo rubando idee qua e la, oggi è questa la novità?"

Patrizia Maestrale

di Patrizia Maestrale

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino.
Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava
sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno.
Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus.
In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo.
Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno.
Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima
della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri.
La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e
scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

Giorgio pensò che l'unico modo per indurla a svelarsi sarebbe stato parlarle. Ma come fare poi col suo immaginario? Dopo tutte quelle parole dette riferite riportate refuse stampate, quei caratteri ora più grandi o incurvati, allineati a formare sensi compiuti, logici, giochi geometrici di
sillabe da incastonare, dopo tutto quello scorrere di episodi di asserzioni, di cifre, interviste con foto, cani e famiglie e pubblicità, dopo tutto quello che stava racchiuso in quelle pagine, ora che tutto quello era stato creato e ricomposto di bel nuovo nuovamente nero su bianco con sfondi e riquadri,
insieme alle previsioni del tempo, ecco ora il desiderio di Giorgio era solo quello di stare seduto e di immaginarla, con i sensi.
Chissà come sarebbe stata la sua voce! Forse zuccherina, capace di toni bassi, arrendevoli quanto basta per rassicurare, lei sarebbe salita lì anche le sere a venire. C'era qualcosa di composta grazia e riserbo in lei. Ecco sì,
era per via delle mani piccole e affusolate. Le teneva in grembo, come se riposassero. Chissà come avrebbero stretto la tazza del caffè, come avrebbero preso le ginocchia verso il petto, avrebbero girato curiose le pagine del suo giornale, si sarebbero fermate sulla bocca sottile in una smorfia di compiacimento della lettura o indaffarate in un andirivieni
dagli oggetti della cucina e dall'acqua, nella tranquillità della cena, sapienti nello scegliere ridurre e riempire ciò che poi si gusta, per ritornare asciutte e bianche dentro la sua fantasia.
Giorgio si concentrò. Sopra il foulard, il naso sembrava si muovesse ai fremiti dell'aria, ora si appoggiava verso le guance gelatinose, ora si raddrizzava forse in preda a uno starnuto imminente, per tornare ad allargarsi tenue in uno spasmo di sopraggiunta stanchezza notturna.
Giorgio capì che avrebbe dovuto andarle vicino, almeno per sentire il suo profumo, quanto basta per riconoscerla in mezzo alla folla, di giorno, per seguire quell'odore come un segnale se lei non avesse preso più l'autobus.
La sera appresso proseguì a piedi oltre il suo punto consueto. Nei pressi della terza fermata si apriva un vicolo in discesa. Un gatto cercava resti tra bucce di arance, lattine di birra. Il passo piccolo di lei dondolava nella
notte. La sua sagoma ancora indistinguibile si muoveva davanti all'insegna di un locale dai riverberi verdastri nell'aria fredda. “Irina Pianobar”.
Che cosa strana, cercano Giorgio a quest'ora della notte sul numero del giornale. La voce attesa scorre, ride imbarazzata e si compunta triste in una domanda: “Perchè sei venuto al locale?” Ora anche la voce di Giorgio
rimbalza su quella di Irina. Un incontro come a un richiamo. Lei si fa supplicante: “Ho letto il tuo racconto a puntate. I venerdì mi ritrovo in un'altra parte del mondo. La via che mi ci porta è a due fermate dalla tua discesa. Se immagini quel posto, immagina la terra di sabbia, il sole accecante e asciutto e le donne vestite variopinte, mercati con banchetti
ricchi di frutta, altre strade altra città altri ponti altre case.”

Simona Marani

di Simona Marani

Giorgio la vide la prima volta nella notte più fredda dell'anno, le ruote del bus che trituravano il ghiaccio che copriva le strade, nuova neve che iniziava a frustare il finestrino. Alle cinque di mattina Giorgio smetteva di stampare i giornali, salutava i colleghi, camminava per cinquanta metri fino alla fermata, e aspettava sbadigliando l'autobus notturno. Venti minuti dopo scendeva, si trascinava sempre sbadigliando a casa sua, e si preparava a dormire tutto il giorno. Ma quella notte, tre fermate dopo la partenza, la ragazza salì sull'autobus. In gonna corta, sandali aperti, canottiera, un foulard intorno al collo. Vestita come in un pomeriggio di maggio, nella notte più fredda dell'anno. Con i sandali aperti, incurante del ghiaccio che copriva le strade. Giorgio la guardò affascinato, mentre la ragazza andava a sedersi nel posto più lontano dall'autista. La guardò scendere dall'autobus, due fermate prima della sua. La guardò allontanarsi nella notte, incurante della neve che cadeva tra i suoi bellissimi capelli neri. La ragazza tornò la notte dopo, e quella dopo ancora. Tornò tutte le sere della settimana, tranne il venerdì. Tutti i giorni di quel mese tranne il venerdì, Giorgio la guardava salire dopo tre fermate dopo la partenza e scendere due fermate prima dell'arrivo. Sempre vestita come in un pomeriggio di maggio, nelle rigide notti di un inverno freddissimo.

In un bellissimo martedì d’inverno, con il sole che splendeva in cielo Giorgio rivide la bellissima ragazza seduta alla fermata dell’autobus. Non gli sembrava vero vederla di giorno, ma era proprio lei: i raggi di quel sole splendente le illuminavano il viso e il freddo gelido le imporporava le guance. Era bellissima ed era bellissima l’aura che ella sprigionava. Giorgio provò una fitta fortissima allo stomaco e guardandola si diresse verso quella meravigliosa creatura e con dolcezza le chiese come si chiamava. La ragazza lo guardò e con voce forte e decisa gli rispose: -Sara io mi chiamo Sara-. Giorgio la riguardò e con un filo di voce le disse: -Così vestita avrai freddo?-. Lei non rispose e continuò dondolare le gambe come fanno i bambini. Giorgio prese coraggio, si sfilò la giacca a vento e gliela posò sopra le spalle. Sara guardandolo gli disse: -No grazie, se no loro non mi noteranno-. Ma chi erano “loro” e perché la dovevano notare? Giorgio non capiva, gli passavano per la mente troppi pensieri, voleva assolutamente saperne di più e con voce interrotta le chiese: -ma chi ti deve notare e perché?-. Lei lo guardò con i suoi bellissimi occhi, poi li abbassò e con un filo di tristezza gli rispose: -La mia mamma e il mio papà...-. Giorgio continuava a non capire e ancora prima di potergli fare un’altra domanda Sara iniziò a parlare: -Sai avevo appena cinque anni, mi trovavo nella casa in campagna di mia nonna. Era un bellissimo giorno di maggio e la mia mamma mi aveva vestito come una principessa ed io ero felicissima quando all’improvviso due donne entrarono in casa. La nonna gridava, io non capivo, avevo paura e all’improvviso una delle due mi afferrò per la mano e mi trascinò in macchina. Non ragionavo, ero confusa piangevo, volevo solamente trovarmi tre le braccia di mia madre ma non fu così. Mi dicevano di stare zitta mi picchiavano e poche ore dopo mi ritrovai in un orrendo istituto con tanti altri bambini spaventati e li capì che era la fine era la fine di tutto e che la mia mamma e il mio papà non sarebbero più venuti da me. Mi feci forza e nonostante i vari maltrattamenti riuscì ad essere adottata da una famiglia. Per tanto tempo mi sono chiesta il perché, il perché di tutto quel dolore. Forse avevo fatto la cattiva, forse i miei genitori non mi volevano bene o forse erano morti? Ma io non ho mai perso la speranza: quasi tutti i giorni vengo qua vestita come quel maledetto giorno di venerdì, e guardo il volto di tutti per vederne il volto dei miei genitori e forse chissà se la mia mamma vedendomi vestita così mi riconoscesse?-. Giorgio aveva le lacrime agli occhi la guardava ma non si dava pace per quel dolore così profondo che provava Sara, la girò, l’abbraccio’ e le disse: -Ora non sei più sola nella tua ricerca. Ti aiuterò io, ti proteggerò e se non dovesse succedere di trovarli non preoccuparti, pensa sempre che hai trovato un amico. Sara stringeva Giorgio e non si sarebbe mai più staccata da lui. Era troppo bello sentirsi un’altra volta voluta bene.

Turno di notte 2010

In collaborazione con ARCILETTORE e il PARTITO DEMOCRATICO - Unione Territoriale di Imola, in occasione della "Festa del Lungofiume" che si svolgerà a Imola dal 03/07/2010 al 25/07/2010 lancia la

II Edizione del Concorso Letterario per racconti in lingua italiana

Turno di Notte
Una notte di mezza estate dedicata agli amanti della scrittura. Dopo il successo dello scorso anno, noi, appassionati delle storie scritte davanti al personal computer, ci ritroveremo insieme a condividere una bellissima avventura con altri complici della scrittura creativa.

Un appuntamento, di persona o virtuale, per scrivere in compagnia un racconto e condividere la propria storia

Chi vorrà essere presente alla "Festa del Lungofiume" potrà trovarsi con gli altri partecipanti sabato 10 luglio 2010, alle ore 23:00, mentre tutti quelli che non riusciranno ad essere presenti fisicamente, potranno esserlo virtualmente, scrivendo in contemporanea dal luogo in cui si trovano.

I racconti dovranno essere sviluppati da un incipit appositamente scritto anche quest'anno da Gianluca Morozzi, che verrà comunicato verbalmente ai presenti alle ore 23:00 del 10/07/2010 e contemporaneamente diffuso in rete sul sito di riferimento del concorso www.officinewort.it. Gli elaborati dovranno essere consegnati (per chi sarà fisicamente presente) o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5:00 del 11/07/2010.

Il racconto primo classificato verrà pubblicato sul settimanale Imolese SABATO SERA e sul sito di Officine Wort oltre che sui siti web collegati. Per i tre primi classificati, attestato, libri e prodotti tipici offerti dall'Azienda Agricola Gandolfi.

I primi tre racconti classificati verranno letti da attori, nel corso della cerimonia di proclamazione dei vincitori il giorno 24/07/2010 alle ore 22:00 e saranno inoltre pubblicati sui siti di riferimento del concorso.

REGOLAMENTO

1) La partecipazione al Concorso è aperta a tutti.

2) Sono previste due diverse modalità di partecipazione:

Gli autori potranno scrivere le loro opere presso lo spazio appositamente previsto all'interno della "Festa del Lungofiume" (Via Pirandello - Area lungo fiume. Imola. BO) dove dovranno presentarsi mezz'ora prima dell'inizio, muniti di un proprio PC, con uscita USB per poter scaricare il proprio elaborato sul PC della segreteria del concorso

Alternativamente

Gli autori che non potranno essere fisicamente presenti alla "Festa del Lungofiume", potranno inviare il loro elaborato, come allegato di posta elettronica alla segreteria del concorso.

3) Verrà assegnato l'incipit, scritto da Gianluca Morozzi, a partire dal quale dovranno essere sviluppati i racconti, che non dovranno avere una lunghezza superiore a 4.500 battute, spazi inclusi. (L'incipit è compreso nelle 4.500 battute). Il racconto dovrà essere in formato .doc o .pdf.

4) L'incipit verrà comunicato ai partecipanti fisicamente presenti presso lo Spazio Cultura della "Festa del Lungofiume" alle ore 23:00 del 10/07/2010 e contemporaneamente diffuso sul sito del concorso www.officinewort.it

5) In ogni caso i racconti dovranno essere consegnati alla segreteria (per i partecipanti fisicamente presenti) o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5:00 del 11/07/2010. Per i racconti inviati a mezzo

e-mail, fa fede l'indicazione dell'header di posta elettronica. Per l'invio a mezzo e-mail i racconti dovranno riportare Cognome, Nome e Indirizzo e-mail dell'autore, ed essere spediti come allegato di posta elettronica al seguente indirizzo turnodinotte@officinewort.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

6) E' prevista una quota di partecipazione di 10,00 Euro, che dovrà essere versata sul conto corrente postale n. 96378716 intestato a Luca Occhi - BO, indicando nella causale del versamento "ARCILETTORE - Concorso Turno di notte". Tale quota non potrà in alcun caso essere restituita

7) Per partecipare al concorso è necessario far pervenire entro il 05/07/2010 all'indirizzo turnodinotte@officinewort.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. a mezzo fax al numero 0542 77012

la scheda di iscrizione scaricabile dal sito del concorso www.officinewort.it debitamente compilata Nella scheda di iscrizione è obbligatorio indicare se si parteciperà fisicamente presso la "Festa del Lungofiume" o meno.

Copia della ricevuta attestante l'avvenuto versamento della quota di iscrizione

8) La giuria sarà composta da un gruppo di giornalisti e scrittori. Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.

9) La partecipazione al Concorso comporta la completa accettazione del regolamento. Partecipando al Concorso, gli autori autorizzano implicitamente gli organizzatori alla pubblicazione dei racconti su quotidiani o periodici e la loro diffusione a mezzo internet, ferma restante la proprietà letteraria dei racconti stessi, che rimane di ogni singolo autore.

10) La partecipazione al Concorso implica automaticamente l'accettazione del presente regolamento.

11) Per tutto ciò che non e previsto dal presente regolamento la decisione e rimessa alla Redazione di Officine Wort.

Proclamazione dei vincitori

La proclamazione del vincitore e dei primi tre racconti classificati, avverrà il giorno 24/07/2010 presso la "Festa del Lungofiume" alle ore 22:00. Nel corso della serata i primi tre racconti classificati verranno pubblicamente letti da attori.

I vincitori verranno avvisati a mezzo e-mail con tre giorni di anticipo.

“Teatrando – Oggi il teatro lo facciamo noi!”

“Teatrando – Oggi il teatro lo facciamo noi!”
Festival Internazionale per Corti e Monologhi teatrali – 1^ Edizione

L’Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte di Roma indice la Prima Edizione del Festival Internazionale riservato a Corti e Monologhi teatrali dal titolo “Teatrando – Oggi il teatro lo facciamo noi!”
Il Festival ha come scopo la creazione di testi per promuovere la produzione teatrale, possibilmente unita all’arte attoriale di Compagnie o singoli attori. L’iniziativa è volta essenzialmente a scoprire e ad incoraggiare nuovi autori, spesso in difficoltà per motivi sociali a mettere a nudo tutta la loro arte.
Il Festival si propone anche di dare nella giornata della premiazione del lavoro migliore, attraverso un dibattito dal vivo che sarà condotto dalla Giuria e da personalità del mondo del teatro e in genere di altre forme artistiche complementari ad esso, un valido contributo culturale e conoscitivo agli autori selezionati.

Per il bando e la modalità di partecipazione o di qualsiasi altra informazione, contattare il Presidente dell'associazione, la dott.ssa Carmela Gabriele, al seguente indirizzo e-mail:

associazionelucedellarte@live.it.

Recapito telefonico Ass. Luce dell'Arte: 3481184968.

Il sito dell'associazione da visitare è: www.myspace.com/associazionelucedellarte.

In fede,
Il Presidente dell'Ass.ne Luce dell'Arte,
dott.ssa Carmela Gabriele
sede legale. Via dei gelsi, 5, 00171, Roma