"La fuga" di Maurizio Verduchi

di Maurizio Verduchi

"la Fuga" pag.1

Preludio
La notte che Katja se ne andò me la ricordo ancora; era una di quelle notti di fine agosto quando l'estate ha perso la sua luminosità e ci molla un caldo umido e soffocante. In realtà nessuno pensava che se ne andasse sul serio; quella notte, probabilmente, nessuno pensava a lei, ai suoi figli, ai suoi gatti accaldati, al suo strano lavoro, alla sua mania per i libri e a quell'ultima, assurda, idea di parlare con Babbo Natale.
Nessuno ci pensava perchè lei era come l'aria, il fiume, i boschi, era quella parte della nostra vita essenziale che noti solo quando non c'è più. E dopo ti manca da morire....

Io
Il mio nome è Scotti, Luca Scotti... non c'è verso non suona come Bond, James Bond. Scusate, mi presento: come mi chiamo lo sapete, il resto ve lo dico io. Brillante studente liceale, laureato in lettere, indirizzo giornalistico, a pieni voti, un bel master di specializzazione e poi via verso il mio mestiere a volte duro, ma di grande soddisfazione. Del resto i miei amici e la mia famiglia mi hanno fatto volare: Repubblica, Il Corriere della Sera, El Pais, Il Times, Le Monde... a soli 27 anni...poi la realtà mi ha fatto atterrare. E va bene: lavoro al Cittadino, assegnato per ora, ma solo per poco, alla redazione locale Monza e Brianza. Il Direttore, tal Marco Crippa (mica Giorgio Bocca) non mi sopporta, non apprezza la mia formazione e le mie capacità. Non me lo dice apertamente ma la mia idea di cogliere Lui (si, Silvio) in fallo non gli piace, anche se, indubbiamente, Arcore è in Brianza. Quindi il simpatico Crippa mi trova una quantità di incarichi ridicoli: la sagra della carpa, il concorso Miss Adda, interviste ad improbabili Assessori di paesini con nomi che sembrano di fantasia… qualsiasi cosa pur di non farmi lavorare. Mi sembra di sentirlo: "Scotti, ma che cazzo pretendi! Sei in cronaca locale, fai articoli da cronaca locale! Ti prometto che se ammazzano qualcuno nei dintorni è tuo. Vai a lavorare vai". Il suo ultimo favoloso incarico è il motivo del mio viaggio: "Un'inchiesta, Scotti, sveglia! Ti do’ un'inchiesta come quelle dei tuoi giornalisti da manuale! Alza le chiappe e vai!"
Inchiesta! Mi manda in un paese dimenticato da Dio per scoprire perchè un'infermiera che lavora a Monza sia sparita di colpo: figurarsi, che inchiesta! Certo, qualcosa di curioso c'è: nessuno ha denunciato la scomparsa, si sono solo incuriositi e, anziché la polizia, hanno informato il corrispondente locale di stanza al bar del paese, penso, che ci ha mandato un pezzo talmente insulso che abbiamo dovuto riscriverlo. Altra cosa curiosa è che la casa, un villino alla periferia di.Tramontano sull'Adda, è a posto. Una vicina che aveva le chiavi per le emergenze è entrata e ha trovato tutto in ordine come se la Katja e i figli fossero partiti per una lunga vacanza. Però il pomeriggio prima li avevano visti o per lo meno così ricordavano: “Gente tranquilla, riservata, che non ti accorgevi se c'erano o no. Lei carina, chissà perchè poi era sola... i ragazzi tranquilli, a scuola un po’ sopra la media...No non ci viene in mente niente di particolare". Ma che bel quadro, una famigliola monoparentale (si dice così?) che vive in un posto da dieci anni, partecipa a tutte le cose normali che fanno le persone normali e nessuno se ne accorge più di tanto... o nascondono qualcosa? sta a vedere che quella bestia del Crippa mi ha dato una cosa interessante per una volta... Quanto manca? Che dice il navigatore? No, non svolto a sinistra, sono su una strada, ma insomma... va bene: spento. Mi fermo, chiedo. Katja, chiunque tu sia, dovunque tu sia finita, arrivo. Sei molto più di una donna: sei la mia occasione.

Strada
Il finestrino aperto che fa entrare l’aria afosa della notte estiva, l’autostrada deserta nella notte, il rumore soffuso del motore dell’auto che viaggia a velocità tranquilla (nessuna fretta, mica scappo) il respiro regolare dei bambini addormentati, il ronfare continuo dei gatti nelle due cucce da viaggio che si confonde col motore. Buio, luci, asfalto, notte… aspiro tutto quasi con voluttà…andare, lasciarsi dietro tutto. Poi vedremo. I bagagli pronti da tre giorni, fatti con cura e senza farsi notare da nessuno, l’annuncio ai bambini (“stasera si parte” “Evviva!” “Silenzio ragazzi: è una grande avventura segreta”), un mese di ferie (“Ma non si può…” “Eh no sono anni che tiro la carretta, io, ne ho proprio bisogno!”) Luci gialle, lo svincolo, il vetro grasso di puré di falene, pago, esco, la strada si stringe, qualche curva, devo cambiare. Tra un ronfo e l’altro quasi mi addormento…. (“Accidenti Katja le abbiamo spostate le prove del coro, si che ce l’ho il tuo numero, mi sono dimenticato, scusami ancora…”) ancora luci, case, poi la salita, il buio e il fresco degli alberi, adesso il cambiamento si sente…in un posto piccolo è più facile, avevo pensato, venti case, che ci vuole a inserirsi?…si vabbè faccio un po’ di strada, ma il posto è tranquillo, la casa carina, in città mica me la potrei permettere e poi c’è il fiume, grande, pigro, tranquillo… mi piace il fiume…niente, tutti carini e gentili, ma non ci vedono, come fossimo trasparenti, come non esistessimo veramente, ci dimenticano….ancora salire verso il fresco lontano dall’afa della pianura…. forse avrei dovuto lasciare un messaggio, ma che vuoi che gli importi. E poi Babbo Natale, il mio Babbo Natale personale, lo sa che sono partita e il pc c’è l’ho dietro…è un pensiero felice come Peter Pan. Forse stavolta riesco a volare.

Paese che vai…
Eccomi a Tramontano, la strada provinciale, la via d’ingresso al paese, una piazza con chiesa e bar, mi faccio coraggio e mi dico: “Luca sarai anche un giornalista del mondo globalizzato, ma qui domande e taccuino, niente palmare”. Trasformato in un reporter anni ’30 mi avvio a chiedere informazioni su Katja.
Mi avvio a passi decisi verso il bar quando mi sento trattenere per un braccio. Mi volto con lo sguardo deciso e i muscoli pronti a scattare e… non vedo nulla; abbasso lo sguardo dal mio metroeottantaquattro (ci tengo molto) e incontro lo sguardo di un’anziana signora sopra i 70 e sotto il metro e mezzo che mi stende con un: “Lei è il giornalista venuto per la Katja?”
Guardo sconcertato la Miss Marple brianzola e in pochi istanti analizzo la situazione: come ha capito che un ragazzo in jeans e lacoste che arriva con aria disinvolta seppur decisa è “il giornalista venuto per la Katja?” Passi il giornalista, lo so, sprizzo giornalismo da tutti i pori, ma come fa a sapere qual è la mia inchiesta? Mentre i miei neuroni rischiano il collasso, la voce petulante scioglie l’enigma “Sa il suo Direttore ha avvisato il Sindaco, erano compagni di scuola. Poi qua non arriva quasi mai nessuno”. Crippa malefico! Pensa che ho bisogno della balia…. Bè tanto vale cominciare a chiedere. Questo è stato il mio primo errore in questa inchiesta. In circa quarantotto minuti, dopo un aperitivo, un caffé e due acque minerali ho saputo sostanzialmente tutto quello che di curioso e piccante è successo a Tramontano negli ultimi quarant’anni, oltre a scoprire che “La Katja, graziosa, gentile, riservata, tiene tanto bene i bambini. Peccato che vada poco in Chiesa”. Nonna Iride mi ha distrutto; ho saputo di decine di infedeltà, furti, scorrettezze, anche qualche peccatuccio del parroco “Al Don Antonio piacciono troppo i soldini…” ma su Katja nulla, un’ombra. Ma è vera? Esausto punto su di un ristorante in cerca di ristoro e di interlocutori più sintetici, magari un cameriere o una bella cameriera, perché no? Che vanno e vengono e più di tanto non parlano. Maledetto Crippa poteva: mettere i manifesti.

Arrivo
Curva dopo curva salgo ancora nel verde…stanca da morire, ma se ricordo bene non manca molto…ecco le luci di Castelnovo né Monti ancora addormentato, lo attraverso e punto verso l’eremo. A metà percorso c’è una stradina sulla destra, mi inoltro per due-trecento metri….il buio si sta stingendo e a un certo punto lo vedo: un villino nei boschi colpito dal primo raggio di sole. N….apre gli occhi, guarda e trova le parole: “Mamma, ma è una fiaba?” Lo spero amore mio, lo spero proprio….

….risposte che trovi
Il ristorante è climatizzato. Si mangia bene, ma il cameriere riesce, con solo tre tavoli occupati e con dribbling degni del miglior Messi, a evitare ogni mio vago accenno di domanda. Non mi arrendo: pago e, brandendo il tesserino di giornalista come un’arma, intervisto il Sindaco (mi saluti tanto il Crippa), il droghiere, tre passanti, il farmacista, la vicina di casa della Katja, tre avventori alticci di un altro bar. Scopro che: “La Katja? graziosa, gentile, riservata, tiene tanto bene i bambini. Peccato che vada poco in Chiesa”. Non è un paese è un copia e incolla! Dato che se non sono bravo, almeno sono tenace, ottengo due foto dalla vicina (grazie Gloria), scopro che Katja è piccolina (unanime), ha begli occhi verdi (4 voti), azzurri (5 voti), sono un uomo sposato non guardo le altre (il droghiere e, stando alla miss Marple brianzola, il maniaco ufficiale di Tramontano), è scialba (1 voto), bruttina (2 voti), carina-normale (3 voti), non è bellissima ma ha un bel culo (3 voti, si gli alticci, in vino veritas) 1 astenuto (il droghiere). Sostanzialmente, approfondendo e analizzando il tutto, un bel niente. Mi avvio sconsolato alla macchina pensando che dovrò andare domani all’ambulatorio dove Katja lavora (è un’infermiera), quando dalla Chiesa vedo uscire una trentina di persone (una moltitudine stupefacente per Tramontano); mentre guardo accaldato e inebetito di fianco arrivano alcune risposte alle mie domande: era ora. “Quello è il coro del paese; ci cantava anche la Katja. Quello che esce è il maestro, ci parli che razza di giornalista è lei?” grazie Nonna Iride, non ci fossi tu. Mentre attraverso la piazza noto qualcosa di strano; avete mai visto un coro di dilettanti? Sono persone che fanno una cosa che li diverte e, per forza di cose, sono anche affiatati e spesso amici. Quindi quando escono si attardano a chiacchierare a gruppi, scherzano, si danno appuntamenti e cose del genere. Questi escono come una mandria di bufali e si disperdono in un attimo. Perché? Eseguo il diktat di Iride e fermo il maestro dall’aria sconsolata; stavolta è lui a guardarmi inebetito poi si scusa di essere un po’ distratto, ma la prova è stata un disastro. La settimana prossima devono cantare a Monza e sono regrediti di mesi; e lui, trent’anni di esperienza, non riesce a capire che succede. “La Katja un bel mezzo soprano, poi ama la musica. Sa che suona il pianoforte quasi da professionista?” Cazzo! Scusate ma finalmente la mia ombra assume un qualche contorno. Il Maestro si illumina “Stupidamente non l’abbiamo avvisata di un paio di spostamenti delle prove, ci sarà rimasta male poverina… Mi ha fatto venire in mente che, tra una cosa e l’altra, è la quarta prova che manca la Katja e che è da lì che abbiamo peggiorato. No, mica è la Callas, ma sa, nei gruppi c’è sempre qualcuno che tiene gli equilibri e lei, risevata quanto vuole, è sempre disponibile con tutti. Si, ci manca proprio la Katja per andare bene. Chissà dov’è finita? Se la trova la convinca a tornare, ci serve”. Con le speranze del coro di Tramontano sulle spalle mi avvio verso la redazione di Monza nel tramonto di fine estate.

"La Fuga" pag.2

Babbo Natale (1)

Verde, fresco, silenzio, natura, spazio sicuro per i bambini….mi piace, ne ho bisogno e non ho bisogno degli altri…più che altro loro non hanno bisogno di me. Il portatile, l’attacco del telefono, la connessione c’è, meno male! Lascio un messaggio: “Ciao, come diresti tu, ho preso il vento e sono partita. Non so se tornerò. Qui è stupendo ma non ci possiamo certo vivere. Però una pausa si. E tu al Polo Nord che fai? Tutta vita vero, il 24 dicembre è ancora lontano. Ciao a quando puoi”. Chissà quando la vedrà…Un po’ mi dispiace per il coro; lì mi sentivo con gli altri ma poi…me lo potevano anche dire, se non andavo bene non me ne sarei fatta un problema, ma le finte dimenticanze non le sopporto…..Cammino, un ruscello! Ma questo posto esiste o lo sto sognando?...Se Babbo Natale fosse qui con me…. Non so neanche che viso abbia…Sto sognando o impazzendo? Non so, però mi sento bene…

Burocrazia

Ufficio Personale della ASL della Katja. Qui il fatto di essere un giornalista mi sa che è un handicap. Avranno paura di una qualche inchiesta sulla sanità? Coraggio Luca! Inizio il mio giro di domande e, povero me, di uffici alcuni vuoti, “ sa è agosto, le ferie”. Al termine di almeno cinque estenuanti chilometri all’interno degli uffici scopro che Katja è in ferie. Neanche il progetto Manhattan era così ben protetto. Mezza mattinata per scoprire che una dipendente pubblica è andata in ferie ad agosto…. Congratulazioni, sei un genio! Certo, capisco che a Tramontano non succede mai nulla, ma qualcuno andrà pure in vacanza. Ancora una volta la fortuna mi viene incontro sotto le spoglie di un impiegata di nome Sandra, come leggo al di sopra di una interessante tetta destra: “La Katja non aveva mai preso più di due settimane, stavolta un mese intero; per la prima volta l’abbiamo vista un po’ arrabbiata perché il capo diceva che erano troppe; mi ha colpito perché lei è la persona più tranquilla che conosco”.
Un sentito ringraziamento a Sandra che mi ha fatto sentire un po’ meno scemo. Ho scoperto anche che, nonostante Brunetta, non è obbligatorio lasciare un recapito durante le vacanze; dove andremo a finire con tutta questa libertà.. Adesso il quadro è più chiaro: in sostanza non ci capisco niente, sembra tutto normale. Una risparmia per farsi una bella vacanza, prende le ferie e parte senza informare persone con le quali ha solo rapporti superficiali, fila tutto liscio come l’olio. Perché allora lì, alla base della nuca, sento il formicolio di quando le cose non vanno? Ho perso tempo, sono due giorni che non scrivo una riga, ma domani torno a Tramontano e raccolgo altre notizie e poi, a costo di farmi un milione di chilometri, trovo qualcuno che Katja l’ha vista passare. Se la sensazione che Katja è fuggita è giusta la devo cercare sulla direttrice nord sud; l’Italia è lunga e stretta non si scappa verso ovest come in America: o si va verso nord o verso sud.

Babbo Natale (2)

“Un giorno, in anticipo sul tuo stupore…” le parole di Fabrizio De Andrè echeggiavano nella stanza in penombra dove l’unica fonte di luce è lo schermo di un computer portatile. L’uomo seduto di fronte esplora la rete con aria preoccupata. Cerca nei loro luoghi d’incontro, lascia messaggi, ma nulla; da due giorni aveva perso le tracce della sua più grande amica virtuale; due giorni nel mondo mordi e fuggi della rete sono nulla. Ovunque tu sei entri, dialoghi, scompari, ritorni, tutto veloce, tutto probabile, nessuna certezza su chi sia la persona dall’altro capo della rete né se quello che ti dice sia minimamente vero. La definizione mondo virtuale è una delle più giuste mai trovate. Eppure con la sua amica non era così: c’era il piacere di trovarsi in siti comuni, salutarsi, scambiarsi opinioni sulla loro passione comune per la musica … ”Dietro i microfoni porteranno uno specchio, per sentirti più bella e pensarmi già vecchio…” Oddio, pensò l’uomo, forse vecchio sono diventato io che mi preoccupo, però a Katja ci tengo. E’ una persona così bella e dire che non l’ho mai vista ne’ sentita. “…dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni…” una scritta Messaggi (1) nel sito di musicofili, un tuffo al cuore… certo, mi scrivono anche altri, però… “Caro Babbo Natale (è lei!) mi spiace averti lasciato in sospeso, ma proprio non potevo avvisarti. Sono partita e mi sono spostata in montagna. Ti farò sapere, Un abbraccio. P.S. Non è che mi riduci i regali?” Sollevato l’uomo risponde “Per i regali ci penserò. Hai fatto bene a spostarti un abbraccio a te a presto;-)” “continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai” Caro Faber mi sa che tu conoscevi Katja: la chiusura della canzone sembra scritta per lei. L’uomo, finalmente rilassato, gira la sua sedia a rotelle e si avvia verso la camera da letto.

Giornalista
Giornalista è il mio lavoro. Cosa fa il giornalista almeno di tanto in tanto? Scrive! E io, Luca Scotti, scrissi. Ma non quello che il mio Direttore (con la D maiuscola) mi aveva chiesto (un bel pezzo di colore su Tramontano, ridente cittadina amministrata dal suo amico Sindaco, in cui anche i tipi strani come Katja avevano trovato una casa e anche voi, grazie all’immobiliare “Arcore e dintorni – anche voi come SILVIO”, nostro grande inserzionista, potrete avere la vostra porzione di esafamiliare in campagna con 30 dico 30 mq di giardino) no, io sono un GIORNALISTA (tutto maiuscolo come SILVIO) e ho scritto. Inserito tra i soliti titoli “Hi tech, legno-mobile: in Brianza mille nuovi posti di lavoro”, “Lentate, colpo grosso alla posta - Sottratti all'ufficio 6mila euro” , “Restituiscono un orologio d'oro - Il sindaco di Arcore li ringrazia” c’era il mio “Inseguendo un’ombra, alla ricerca della donna che nessuno vedeva”. Va bene, per fregare il Crippa, un po’ di pubblicità a Tramontano l’ho fatta, in fondo qualcuno simpatico c’era; all’immobiliare niente, ma tanto il riquadro pubblicitario lo hanno ficcato sotto l’articolo. Lo rileggo e mi rendo conto che l’ho caricato troppo di “impalpabile esistenza” , “cosa si nascondeva dietro la maschera di cortesia” , ma nel contesto del giornale spicca come un appassionato di musica classica nella “Fossa dei Leoni” a S.Siro: non c’entra un cazzo, ma si nota. Mi avvisano che al Direttore sta per scoppiare il cuore per l’incazzatura quando, forse due secondi prima di sfondare la porta a vetri del mio ufficio, è arrivata una chiamata del TG3, non quello regionale, che sono stati colpiti dalla storia e ci chiedono collaborazione per uno speciale sulla storia. Sono salvo, anzi sono un giornalista, anzi sono il GIORNALISTA….. Ma Katja dov’è?

Babbo Natale (3)
Un Dvd carico di vecchie canzoni di De Gregori, così mi concentro e capisco cosa fa la mia amica di cursore; questa mania del codice degli internauti, non ci diamo i numeri di telefono tanto ci troviamo lo stesso, c’è più fascino, vuoi mettere….Però io so che Katja sta bene, non è a casa, però mi è parsa strana “…forse in fondo a quel filo c’è la mia libertà..” e se mi ha fatto come la signora Aquilone… vediamo un po’, che giornali ci sono che possono parlare di Tramontano? Ma sapranno che esiste un posto così? Corriere della Sera, Cronaca di Milano… niente…..Il Giornale… figurati, “…lungo il sentiero la casa di Hilde…” un giornale locale… Si il Cittadino Monza e Brianza “Inseguendo un’ombra, alla ricerca della donna che nessuno vedeva” ma qui… parla di Katja… ma come scomparsa… ma no sta benissimo… però… Luca Scotti….numero della redazione… ma dov’è….possibile che nei siti ci sia tutto meno che il numero di telefono? Eccolo 039.21695.11 “Pronto, vorrei parlare con Luca Scotti è urgente…certo lo so che siete un giornale anche se….e non potrei avere il numero di Luca, sa è per quell’inchiesta..- idea! – ho delle notizie! Le lascio il mio numero mi faccia chiamare” Bella idea, vediamo che succede…squillo, altro squillo “Buongiorno sono Luca Scotti..” “Chissà dove sei, perduta nella notte…” Cara Katja, non so cosa hai combinato, ma ti devo aiutare, che tu lo voglia o no.
Pace ma bene?
Odori, profumi, fresco, verde…tutto buono. Passeggiate, giochi per i bimbi, gente gentile che non chiede, siamo turisti… c’è una grande pace…ma io, io come mi sento? Perché me ne sono andata senza una parola e perché penso di sparire… si un lavoro io lo trovo ma non sono sola, ho il diritto di terremotare la vita dei miei figli? Non lo so, non mi sento bene.. non ho detto quasi nulla al mio Babbo Natale personale…perché faccio così, scappo come una bambina capricciosa…però la loro indifferenza mi ha ferito, più cerco di fare cose buone, utili per gli altri, più gli altri mi dimenticano…perché….L’eremo, che meraviglia…. Domani, domani tranquillizzo Babbo Natale, oggi non ce la faccio…sono triste nella meraviglia.

L’alleanza
“Pronto sono Luca Scotti, in redazione mi hanno detto che lei ha notizie di Katja; ma Lei chi è? Se vuole posso venire a trovarla e parliamo di persona” - “Il mio nome non ha particolare importanza, sono un amico di Katja e sono in qualche modo in contatto con lei; per parlare di persona la vedo un po’ scomoda visto che siamo a più di 500 km di distanza….comunque Katja sta bene…almeno spero” Il giornalista che è in me drizza le antenne mentre il Luca Scotti semplice si incazza; ne esce una mediazione degna del miglior Kissinger: “Senta, la cosa mi interessa molto, ma lei non mi da il suo nome, mi dice che ha delle notizie ma poi mi dice che spera che Katja stia bene anche se è in contatto: che gioco è! Mi descriva Katja” – “Sarà utile che ci chiariamo, non ho idea di che viso abbia Katja e prima che lei riattacchi col j’accuse le spiego: frequentiamo lo stesso sito per appassionati di musica da due anni; non ci siamo mai visti, ma ci scambiamo messaggi da quasi due anni. Abbiamo avuto fiducia l’uno dell’altra e credo di conoscere cose di Katja che pochi altri conoscono, forse nessuno. Ma non l’ho mai vista neanche in foto; abbiamo scelto così all’inizio e la nostra amicizia funziona benissimo. Quello che so è che stava passando un periodo pessimo; si era trasferita da Monza a Tramontano perché in città si sentiva un po’ isolata. In paese ha cercato di inserirsi in varie iniziative per conoscere un po’ di gente e avere rapporti normalissimi, ma, mi diceva, si sentiva trasparente, come se tutti potessero fare a meno di lei. Per cui è partita per un posto che non conosco, ha spento il cellulare e mi ha lasciato un messaggio nella posta del sito, dove mi faceva solo sapere che stava bene. Io sono molto preoccupato, mi tranquillizza solo il fatto che ha i bambini con se; non farebbe mai una sciocchezza con loro” Bene il nostro amico si è sbottonato e tutto sommato mi può essere molto utile. Poi la storia di questa donna mi ha preso. “Ascolti, la gente a volte è strana. La prima volta che sono stato a Tramontano ho avuto la netta sensazione che la situazione fosse quella che le ha descritto Katja, ma tornando a raccogliere informazioni e prendendo un po’ di confidenza ho scoperto che la sua amica è una specie di motore sociale; sembra che senza di lei il coro sta andando a puttane, la biblioteca aveva cominciato a organizzare qualcosa dopo quarant’anni di noia e le iniziative ora sono al tracollo e via così…prima la dimenticavano, ora non riescono a fare niente senza lei, dopo tre giorni, un delirio” La voce dall’altro parte del telefono si fa più interessata: “Questo potrebbe essere molto positivo per Katja, cercherò di aiutarla a ritrovarla, tanto posso stare anche tutto il giorno on line” La mia lingua è notoriamente più veloce del cervello “Se ha così tanto tempo libero perché non corre ad aiutare la sua amica, così magari scopre che aspetto ha” “Lo farei volentieri ma in questo momento sono su una sedia a rotelle…” “ Oddio scusi, mi spiace…” “ Si dispiaccia a tempo determinato, ho solo una gamba fratturata, passerà. Comunque cerco di convincere Katja a tornare o almeno a farmi dire dov’è, temo che lei dovrà essere il braccio e soprattutto le gambe nell’occasione” Lo sapevo, sempre a me tocca “Non si preoccupi è il mio mestiere passo la vita a correre su indicazione di altri. E poi questo caso mi appassiona, mi sto affezionando a Katja, a forza di chiedere cose su di lei, la sento come una vecchia amica senza averla mai incontrata” “A me lo viene a raccontare? Quindi alleati?” “ Alleati” Scambio di numeri di telefono. Fine della telefonata. Resto in attesa di novità e poi si parte di nuovo, ma una cosa mi ronza. ”Mi ha fregato, è riuscito a non dirmi come si chiama”

"la Fuga" pag.3

Messaggi
“Caro B.N. perdonami se non ti do mie notizie con continuità, ma non sempre posso; occuparmi qui della casa e dei bambini è più impegnativo che a casa. Faccio delle lunghe passeggiate in questo posto pieno di pace; spesso arrivo all’eremo che domina il paese, il panorama è da mozzare il fiato. Purtroppo la pace fuori non penetra in me, continuo a essere piena di ansia e di dolore, non riesco, te l’ho già detto, a capire il mio ruolo nel mondo al di là dei miei figli. Una fattrice? Sarà questo il mio ruolo? Mi viene quasi voglia di farla finita… qui è pieno di sentieri esposti, un salto e via, nel nulla, senza pensieri, senza tristezze. Va bè, mi passerà. Tu come stai? Riesci a camminare? Un abbraccio dalla tua Katja della rete”
“Cara Katja, la mia gamba va meglio, ma tu mi fai preoccupare. Sto cercando di capire che fine hai fatto e mi parli di pensieri che non ti devono passare per la testa. Il patto era di non interferire nelle nostre vite ma lo infrango: Katja dove sei? Fammelo sapere e fammi sapere se stai bene, sennò mi mandi fuori di testa”
“Ciao B.N. ti prego non ti preoccupare; è la prima volta che ti sento agitato, di solito riesci a frenare le mie ansie. Stati tranquillo stiamo bene e siamo soli, sulle montagne dell’Appennino. Un bacio”
“Katja sai gli Appennini sono una catena piuttosto lunga, io vorrei venire da te almeno finalmente ci vediamo fammi sapere qualcosa” Non avevo mai detto una bugia a Katja, pensò l’uomo, ma almeno così posso indirizzare quel giornalista e convincerla a tornare.
“Katja ho telefonato a mezzo Tramontano e ho scoperto che tanto trasparente poi non eri; senza te non combinano niente di buono. L’avresti mai detto? Dai fammi sapere dove sei”
“B.N. ma che mi dici? Se non fossi tu non ci crederei. Si vienimi a trovare, ti prego. Sono in una casetta fuori Castelnovo né Monti in direzione dell’eremo. Lo sai questa cosa è bellissima, è come un raggio di luce per me. Ti aspetto”
“Promesso ci vediamo da te”
“Pronto Luca, si so dov’è Katja. Certo adesso te lo dico; mi raccomando è un po’ scossa ma sta bene e penso che sia pronta a tornare, magari riesce a salvare il coro. Ciao fammi sapere”
Bene tutto a posto, Luca trova Katja e scrive il suo articolo, Katja torna a Tramontano e canta..Happy end…ma perché mi sento così da schifo? Lo so benissimo perché ho usato la fiducia che Katja ha in me per uno scopo diverso da quello che gli ho detto, ho mentito alla mia amica….a fin di bene e perché? Ci dormo su e decido.

Provincialismo
Eccomi qui sempre io, Luca Scotti, che viaggio verso la fine dell’articolo. Ieri sera ero eccitato per la chiusura dell’inchiesta, ma dopo tre secondi mi sono reso conto di aver perso tempo. Tutte queste risorse sprecate, tutto questo tempo e che ne viene fuori? “Ritrovata la donna di Tramontano. Era in vacanza ma tornerà per aiutare il suo coro” , è più scarso del ritrovamento dell’orologio del Sindaco di Arcore. Certo che se quello scemo del suo amico non la tranquillizzava magari quella si suicidava e ne veniva fuori tutt’altra cosa; e poi, cazzo, vive isolata su una montagna e non c’è uno straccio di serial killer che la fa fuori. Katja, che cazzo di occasione sei, mettici un po’ di buona volontà!… Devo uscire per forza sulla stampa nazionale ma come la forzo una situazione del genere che mi posso inventare… Certo che alla fine è una donna sola, in fondo la sua mancanza chi la sentirebbe… certo i figli poverini, ma avranno pure un qualche parente, meglio sicuramente che crescere con una madre psicotica con tendenze suicide…si è un’idea brillante, una grande idea. Luca Scotti sei grande, stavolta sfondi.

Nottate
Non posso tradire Katja, gamba o no parto, tanto con il cambio automatico non la devo usare e poi ieri sera quel Luca ha avuto una reazione strana,non sono uno che crede ai presentimenti ma… andiamo a vedere che faccia ha Katja.
Non ho quasi chiuso occhio oggi B.N. viene da me, un po’ di felicità per me e poi, ma sì torno a casa per cantare…

Incontri
Katja è sulla veranda del villino, il sole è sorto da poco; i bambini dormono. Osserva la figura che sale verso di lei. Se lo è immaginato diverso meno, giovane e anche meno alto…ecco ormai è a pochi metri da lei “ Katja Z… suppongo, sono Luca Scotti un giornalista de Il Cittadino”. La delusione sul volto di Katja è così evidente che scuote la sicurezza di Luca per un attimo “Come ha fatto a trovarmi?” “Un nostro comune amico con difficoltà di movimento mi ha pregato di contattarla” “Mi aveva scritto… va bene, se conosce il mio amico è ok. Ma cosa vuole da me?” “Parlarle, ho scritto degli articoli su di lei… ti dispiace se ci diamo del tu? Mi sembra di conoscerti da una vita tanto ho chiesto di te” “Va bene, parliamo, però facciamo due passi, non vorrei disturbare i bambini” In basso, sulla strada che sale al paese, un macchina dei carabinieri arriva tra un tornante e l’altro, lentamente, seguita da un’altra macchina. La macchina dei carabinieri ha i lampeggianti curiosamente accesi lì in mezzo al paradiso. “ Di solito faccio la passeggiata verso l’eremo le và?” “ E l’altra stradina dove porta?” “ Su uno spuntone che domina la vallata, bellissimo paesaggio, ma con i bambini ho paura…” “Tanto noi siamo adulti saliamo” Il sorriso di Luca a volte è disarmante, Katja accetta e si arrampicano…“Mi hai fatto un sacco di domande superficiali ma cosa vuoi tu da me? E perché diavolo sono salita quassù con te” Gli occhi di Luca hanno un improvviso cambiamento, in un attimo è su Katja, lei non si rende neanche conto, gli 80 chili di Luca sono veramente troppi; pochi secondi e si trova graffiata, le mani bloccate dietro la schiena da un nastro adesivo da pacchi che le stringe i polsi fino a farle male e un fazzoletto stretto intorno alla bocca che le impedisce di gridare come vorrebbe.
“Ti stai chiedendo perché ho fatto questo e cosa voglio fare? Sai mi dispiace, mi sei simpatica ma capisci, che cazzo di notizia è “Donna va in vacanza e convinta dal nostro cronista torna a cantare nel coro” , la solita merdosa notizia da giornale di provincia, a chi vuoi che gliene freghi qualcosa. Invece sai cosa facciamo io e te? Adesso prendo questo bel bastone di quercia, bel legno, ti colpisco forte alla testa e poi decido: o ti organizzo un bel suicidio gettandoti di sotto o creiamo il maniaco della montagna, lui ti voleva violentare tu hai resistito e lui ti ha ucciso. Così diventiamo famosi tutti e due. Tu cosa preferisci? Ma che fai piangi? Ho capito non ti piace l’attesa. Ok ti colpisco e poi ci penso un attimo, tanto per te è lo stesso”.
Il bastone cala violentemente sulla testa, una sensazione di dolore come se esplodesse la testa una breve percezione del sangue che inizia a uscire, poi un tonfo…l’incoscienza.
“E tu pensavi davvero che non sarei venuto di persona? Mi meraviglio di te” L’uomo barbuto è arrivato improvvisamente alle spalle di Luca e lo ha colpito fortissimo col bastone da passeggiata sulla testa, mi sa che mi ha salvato la vita pensa Katja, adesso è chino su di lei e la libera “Un abbraccio me lo potresti dare sono io il tuo babbo Natale” solleva Katja che inizia a piangere un po’ per lo stress un po’ per il sollievo “ Lo sapevo che venivi…” “Ora sistemiamo questo pazzo scatenato. Il suo nastro adesivo lo uso io adesso. Ecco. Chiamo i carabinieri: loro sono andati verso l’Eremo, hanno detto che vai sempre lì, ma io ho avuto la sensazione di dover venire su per l’altra strada, meno male sennò non ti avrei mai visto”.
Epilogo by Luca & Katja
Il mio nome è Scotti, Luca Scotti e finalmente sono un grande giornalista, beh un giornalista. No non sono impazzito, diciamo che sono stato fortunato; si il mio avvocato dice che almeno otto anni li prendo e, tra una cosa e l’altra, almeno cinque per tentato omicidio. La cosa positiva è che, nella confusione tipica della giustizia italiana, sono riuscito a mandare un pezzo clamoroso “Dalla parte del Killer” al Crippa; nell’articolo descrivevo la storia del mio raptus da “storia importante” e del tentato omicidio dal punto di vista dell’omicida. Un successo clamoroso anche perché, come sempre in Italia, prima si fa una cosa che non si dovrebbe (come far scrivere e pubblicare un articolo a un quasi omicida) poi tutti si indignano e montano le polemiche. Ho fatto già due apparizioni a “Porta a Porta” in diretta da San Vittore! Soprattutto, visto che era un pezzo scritto bene, al Corriere della Sera hanno avuto un’idea sensazionale e sono diventato inviato speciale dal carcere; intervisto i miei compagni di prigionia che mi raccontano le loro storie. Ho una rubrica settimanale tutta mia come i grandi e un contratto di 4 anni rinnovabile. Grazie Katja, lo sapevo che eri la mia occasione, e grazie anche al tuo amico (anche se con la mia testa c’è andato giù pesante). Cazzo non ho ancora scoperto come si chiama….

Il mio nome è Katja e questo fatevelo bastare. Sono tornata a Tramontano ed il coro a Monza è andato bene da morire tanto che siamo arrivati secondi su trenta polifoniche; però gli happy end zuccherosi non mi piacciono, ho capito che non era quello il mio posto e purtroppo anche Babbo Natale non faceva parte, come avrei voluto, della mia storia. Certo mi ha salvato la vita, continua ad essere il mio più caro amico, è anche meglio di come lo immaginavo e non è gay; però il malefico è non solo sposato (lo sapevo questo sul sito c’era in bella mostra) ma anche fedele. Eh, non si fa così! Quindi gli voglio bene, ma stiamo bene così da due parti indefinite della rete e il mio lieto fine me lo faccio da me. Per fortuna il mio è un lavoro che consente di spostarsi con una certa facilità. Oggi me ne sto qui, con i miei figli, in mezzo al Mediterraneo, su una isola meravigliosa tutto l’anno, e sto da Dio e poi magari qualcuno arriva. Dove sono? Trovatemi voi…