scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"La seconda occasione" pag. 1

Mi chiedo come sia possibile che sia successo. Ora che sono qua sul mio soppalco ad ascoltare musica irlandese davanti al mio pc in una fredda domenica di ottobre, quello che è successo negli ultimi due giorni della mia vita sembra meno reale di quello che c’è scritto nei libri qui al mio fianco eppure è accaduto.

3 novembre 2006 faggeta di Monte Fogliano, amo passeggiare nel bosco tra le foglie morte scricchiolanti sotto i miei passi, i ciclamini che colorano la mattina d’autunno e il silenzio tra le colonne naturali dei faggi; non posso farlo quasi mai e quando ho modo scappo è il modo migliore per riordinare i pensieri ho, meglio ancora, accantonarli e far respirare l’anima per un po’. Cammino in questo posto magico tra gli alberi e i ricordi dell’antico vulcano, massi grandi come autobus, piantati a casaccio sul declivio che scende al lago scagliati dalla furia dell’eruzione. Cammino, respiro l’aria fredda dei novecentometrisullivellodelmare, mi immergo nella natura e… cado. Lo sapevo oltre ai massi grandi ci sono anche i piccoli e io, come l’astronomo che guardava le stelle, ci ho inciampato; mi giro a guardarlo male e il piccolo masso mi appare strano, ha un angolo troppo preciso. Curioso come un bambino che gioca ai pirati comincio a scavare il terreno reso morbido dalle pioggie dei giorni precedenti, non è un masso, è di legno e metallo; mi accorgo che in quel punto, nonostante i padri faggi, la pioggia ha provocato uno smottamento e le foglie hanno coperto tutto. Scavo con le mani, con un bastone, ora il terreno e meno morbido ma l’oggetto mi attira, è sporco, incrostato, sporco ma è indiscutibilmente un piccolo scrigno; la curiosità è irrefrenabile, lo tiro fuori dal terreno, lo pulisco un po’, con il coltellino per i funghi lo forzo e lo apro; dentro dei documenti, sembrano di pergamena ed antichi. Li chiudo dentro e mi avvio verso l’auto. A casa, li voglio vedere con calma.

30 agosto 1297 a nord di Bordeaux, fiera di Sciampagna. Sono due giorni che girano intorno al mio banco di stoffe, prima mi hanno lusingato, poi hanno cominciato a minacciare velatamente. Certo sono in quattro o cinque, ben armati e non hanno l’aria di essere mercanti. Ne ho parlato col Magistrato delle fiere che mi ha rassicurato, finché sono qui non ho problemi e neanche a Firenze ma in mezzo ci sono più di ottocento miglia. La colpa è mia, ho bevuto troppo e alla locanda del Gallo (le coq come dicono qua) ho cantato e soprattutto parlato troppo; ho parlato dei debiti acquistati dagli altri mercanti di Firenze e dei terreni sulla via per Roma che mi hanno dato in cambio; un buon affare per me e per loro; ma adesso quei tipi mi sono addosso, non so perché ma vogliono assolutamente i titoli di possesso dei terreni; devo fare qualcosa assolutamente… ho trovato, resterò qua e spedirò i documenti a casa da una persona fidata e forse so anche a chi posso rivolgermi. Certo che qui intorno c’è un’atmosfera strana, inquietante, sono 10 anni che vengo qua e non l’ho mai percepita, sento i brividi lungo la schiena… ci credessi direi che è qualcosa di magico e negativo però sono un mercante, fiorini, stoffe e carte questa è la realtà…che strane ombre.

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