scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Humana Justitia" di Elisa Lodigiani

Ormai sono vecchio. Molto malato e vecchio. Non so quanto ancora mi resterà da vivere ma ogni giorno è un giorno in più. Il medico non ha avuto il coraggio di dirmelo apertamente ma l'ho capito dal suo sguardo.
"Sto morendo, vero dottore?", gli ho chiesto.
Ha abbassato gli occhi. E' così che i dottori fanno. Affrontano la morte ogni giorno, ed ogni giorno sembra sempre la prima volta.
Eppure io non ho paura di morire. Sono così stanco che credo proprio sia un buon momento. La mia vita è stata bella. Ho vissuto bene. Non ho rimpianti. Non ho rimorsi. Così dovevo vivere e così sono felice di essere vissuto.
Ho avuto tutto dalla vita. Proprio tutto. Non credo avrei potuto vivere meglio. Non credo proprio.
Ma è arrivato il momento di narrare quello che accadde oltre quarant'anni fa.
E' arrivato il momento di raccontare come andarono le cose. E' importante. Solo così potrà essere decretata la mia vittoria senza possibilità di rivalsa.
La mia non sarà una confessione. Rifarei ciò che feci allora. Era necessario, per amore della scienza. Non di una scienza fisica ma filosofica; una scienza che molti pensano non esista perchè non può essere provata; che molti ritengono inutile, perchè senza apparenti conseguenze nella vita di ogni giorno

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