scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"In viaggio verso dove" pag.2

Convoglio e viaggiatori.
Nicoo – si rivolge a una bambina che guida la locomotiva.
Chi è? – domanda l’altro sporgendosi di lato.
– Siamo in classe assieme. Nicoo, ci sono anch’ioo... – urla a perdifiato – Raul, cambiamo posto?

Due amiche incrociano gli sguardi.
–... cosa vuoi che ti dica, Nicoletta va pazza per il treno... c’è su anche Tommaso. Qualcosa che non va?
– Ma che ne so... un pulviscolo mi è andato in un occhio – voce controllata – Dove sono? Ah, sì. Intanto grazie.
– E di che? Nico era già sopra quando ho visto tuo figlio.
– Come? Non hai pagato tu?
– No, ma cosa importa.
– Non sarà mica andato su da solo?

Interni in corsa e i due bambini vanno a sedersi nella locomotiva.
– Questo è Raul, un mio amico.
– Ciao – sommessamente – Senti Tommaso, dopo andiamo a mangiare la pizza? – chiede al compagno rimirando l’altro.
– ... convinci tu mia madre, eh!

Sequenze in movimento rallentano le pose.
– Mammaa! Facciamo un altro giro?
– Ti avevo detto di non muoverti. Chi ti ha fatto salire?
– Lui, gratis sai. Si chiama Raul. La giostra è di suo padre.
– Lascia, Giulia, faccio io – paga due biglietti lanciando un’occhiataccia al figlio.
– Mammina, dopo andiamo a mangiare la pizza con Tommaso?
– Se volete. Cosa dici? – si rivolge all’altra che tiene il telefonino sempre in mano.

Una vibrazione e la donna fa un segno all’amica: arretra le labbra dietro l’albero di prima. L’organetto riprende a girare.
– Viene anche lui? – lei, invitante.
– Sì, sì…vieni anche tu? Paga la mia mamma, andiamo qui vicino: là – punta una mano ruotando con la giostra.
– La fanno buona, sai Raul – sorride vezzosa.

Il giostraio sale sulla pedana.
– Raul! Vai a prendermi da fumare – gli mette in mano una banconota.
– Dopo, posso andare a mangiare la pizza con loro?
– Alé intanto! – gli dà uno scappellotto.
– State qua che vengo subito – salta giù acrobatico.

L’imbrunire avanza dietro gli alberi.
– … no, no... voglio parlarti – voce tremante – Lo porto da sua nonna, aspetta...

Il giostraio schiarisce i bronchi al fumo di una sigaretta e lascia il resto del denaro al figlio ansante per la corsa.
– Raul! Finalmente sei tornato. Ma cos’hai?
– Niente – dice toccandosi la testa. – Quando andiamo?

Un telefonino si spegne e un volto s’incupisce. Voci di bambini.
– Mammaa, mi vuoi ascoltare? – le grida addosso.
– Io vado, eh! – rivolto al padre che annuisce.
– Che bello, siamo in cinque. Così-ci-danno-il-tavolo-rotondo – lei, cantilenante.

In alto, imprigionato da un perno senza fine a ruotare la sua pena cigolando, l’angelo sfiora con le ali un palloncino spinto a sud-ovest, verso il ponente circolare di un microcosmo orbitante in modo stabile, apparentemente.

Frank Spada passa da un

Frank Spada passa da un "genere" letterario all'altro con stupefacente disinvoltura.
Essere "In viaggio verso dove", anche assieme a lui, è come dire che siamo tutti quotidianamente in viaggio nella vita, un'unica ed irripetibile occasione per capire dove andiamo: la meta è certa.
Complimenti Frank!

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