scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"In ricordo di noi" di Rossella Martielli

Aveva il fiatone quando arrivò di corsa in cima alla scalinata. Rise felice, pensando che stavolta era stata lei a seminarlo. Faceva caldissimo in quella bollente mattina di luglio, e sapeva che in giro non c’era nessuno perché erano tutti al mare.
Loro invece avevano preferito venire lì, arrampicandosi sul dolce pendio della collina con un motorino talmente vecchio e scassato che non sarebbe mai riuscito a portarli fino alla costa.
Salendo per i sentieri interni, ripidi e poco battuti, il vento le aveva agitato i capelli. Si era stretta così forte a lui da sentirgli le ossa, si era persa nel profumo della sua maglia di cotone che le ricordava i bagnetti dell’infanzia, la pioggia sui capelli appena lavati e il sapone che la nonna strofinava sui panni nei pomeriggi d’estate.
Il verde dei boschi correva accanto a loro nel tentativo di superarli, ma quando arrivarono in cima si arrese, circondandoli col profumo dell’erba appena tagliata, e senza rancore li invitò a far parte di quel paesaggio senza tempo.
L’immenso spiazzale dominava la foresta come un fiero sovrano. In lontananza si poteva scorgere l’azzurro del mare indissolubilmente sfumato in quello del cielo, spruzzato di bianco da un’unica nuvola, una pecorella ribelle, smarrita in una distesa sconosciuta.
Avevano deciso di giocare a nascondino: chi riusciva a non farsi trovare e ad arrivare per primo alla fontana, doveva pagare pegno all’altro.
In quel momento, convinta di aver vinto, si stava dirigendo lentamente verso l’acqua, che la richiamava con il suo scrosciare lento e invitante.
All’improvviso sentì un passo felpato alle sue spalle e una mano sfiorarle la schiena.
Un secondo dopo la figura del ragazzo saettò verso la fontana, mentre la sua risata cristallina risuonava nell’aria e i capelli biondi brillavano, colpiti dal sole.
Allora capì di essere stata fregata ancora una volta.
«Non è giusto!» piagnucolò, correndo più veloce che poteva verso la pietra fresca e bianca.
Presto gli fu accanto e ogni pensiero si eclissò.
Con sorprendente prontezza, senza darle il tempo di capire, lui la incatenò sulla parete dura, il suo corpo su quello di lei e le mani a trattenerle delicatamente i polsi che non opponevano nessuna resistenza. Ogni particella del suo corpo aderiva perfettamente a quello del ragazzo, e alzò lo sguardo per incontrarne gli occhi.
Desiderò annegare nell’azzurro screziato di blu che la scrutava con ridente tenerezza.
Si fissarono per qualche secondo, poi lui la baciò per la prima volta.
Le sue labbra erano calde e umide e iniziarono dolcemente a dischiudere le sue.
Quanto aveva desiderato quel bacio, durante gli interminabili giorni che l’avevano preceduto!
Lo stomaco si strinse in una lieve morsa, a ricordarle che era tutta maschile la forza con cui lui premeva le labbra contro le sue e si insinuava dentro di lei fondendo i loro aromi, creando un odore unico e irrepetibile, che sapeva si sale e di erba, di vento e di pioggia.
Desiderò ricambiarlo con una passione che non sapeva di possedere.
Gli cinse le spalle con le braccia esili e lo attirò ancora più a sé, fondendosi con lui in un abbraccio violento che li avrebbe lasciati stremati e increduli.
Ma in un istante tutto cambiò.
Senza alcun preavviso, il mondo intorno a loro prese a girare vorticosamente e la luce che lo illuminava non fu più la stessa. Il canto degli uccelli era cessato, sostituito da un silenzio innaturale. Quando aprì gli occhi il cielo si era fatto cupo, minacciosamente coperto da nuvole grigie.
Si strinse più forte ad Alex e cercò nuovamente i suoi occhi per attingere aiuto e protezione dalla sua imperturbabile forza, ma i contorni dell’amato viso andavano sfumandosi sempre più. Il corpo si dissolse nel vento forte che si era alzato, finché le sue braccia strinsero il nulla.
Cadde in avanti, mentre un violento terremoto scuoteva orribilmente la terra sotto di lei.
«Alex!» urlò con tutto il fiato che aveva in gola, disperata. Ma non venne nessuno.
Il cielo, ormai nero, si spaccò in due, e lei vide quello che le sembrò un enorme pezzo di roccia blu, duro come il marmo e pesante come una montagna, venire scagliato contro di lei a velocità soprannaturale.
Chiuse gli occhi sapendo che in nessun modo avrebbe potuto evitare lo schianto.

...

Per la recensione clicca sul link seguente: http://scrignoletterario.it/node/1141

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com