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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Leonardo Caffo - Soltanto per loro - un manifesto per l'animalità attraverso la politica e la filosofia"

Troppo spesso dimentichiamo che anche l'uomo è un animale e questo porta a pensarci come essere differenti, più intelligenti, con un'anima e, di conseguenza, migliori degli altri esseri viventi. Proprio perchè superiori, abusiamo del più debole, del diverso, come è sempre stato fatto anche tra noi stessi.
L'uomo è l'unico animale che uccide la sua stessa razza. Purchè l'altro sia più debole, indifeso o presunto tale.
Il saggio di Leonardo Caffo ci aiuta a comprendere quali sono le possibilità di un radicale cambiamento non tanto tendente a tutelare l'animale quanto a riportarlo alla sua originale condizione di essere vivente. Come lo siamo noi.
Per poter parlare meglio di questo saggio ho scelto l'aiuto del suo autore attraverso delle domande alle quali si è dimostrato disponibile a rispondere direttamente sul sito. Ovviamente chiunque abbia letto il saggio o ne sia incuriosito potrà inviare domande cliccando su: Aggiungi un commento.

Ringrazio anticipatamente Leonardo e inizio con la prima domanda:

-Perchè, secondo te, l'uomo dalla caccia nella preistoria è passato all'allevamento dell'animale a scopo di cibarsene? O, come dici tu nel libro, l'animale esce dalle vite dell'uomo come animale e rientra come un oggetto? E' cattiveria la nostra? Egoismo? Economia?

Risposta di Leonardo Caffo

1) L'umano - cacciatore della preistoria è passato all'allevamento dell'animale a scopo di cibarsene per svariati motivi. Ma tutti sono concatenati entro un complesso percorso storico che non ha le sue radici in un solo motivo. Tra il secondo ed il terzo capitolo parlo della teoria di Girard rielaborata da Mormino. Ovviamente il concetto della "mancanza di violenza di ritorno" è fondamentale per avere una visione chiara di quello che abbiamo fatto intrapredendo quel percorso in cui è scomparso l'animale, ed è comparso l'uomo. Non credo che l'oggettualità a cui releghiamo l'altro animale sia una questione di cattiveria quanto, appunto, una comodità nel poter colpire chi non può vendicarsi. Un sacrificio senza ripercussioni. Poi, ovviamente, come bene suggersci con questa domanda - i rapporti economici hanno reso istituizionale questo percorso violento. Le giustificazioni arrivano dopo, dopo che una storia di dominio si è ormai compiuta. Come recito in uno dei paragrafi del libro, "i filosofi arrivano dopo". Ma in questo "dopo" dobbiamo debellare il male, mentre è difficile capire cosa sia bene, in assoluto. In sostanza cibarsi di animali non è uno scopo ma una pratica istituzionalizzata nei millenni di oppressione. Una genealogia totale della pratica è difficile, ma sicuramente un'osservazione critica ci spinge a vedere questa usanza come scorretta. E non ci sono argomenti - razionali- ne avvenimenti storici che possano portarci ad uno sfruttamento animale moralmente giustificato.

Leonardo

Uomo carnivoro

2) L'uomo è un animale (e questo spesso se lo scorda. E intendo uomo come genere umano e non come maschio...) ed è onnivoro. Da qui una domanda banale ma che incuriosisce e gira nella testa di molti visitatori che hanno letto il dibattito in corso e che è, forse, un primo passo per iniziare il cambiamento: esistono alimenti con principi nutritivi pari a quelli della carne? (proteine in primis). Per seguire ciò che intendi tu nel saggio e quindi rispettare l'animale in quanto esser vivente, a quali alimenti l'uomo deve "rinunciare"?
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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Risposta dell'autore

2) La domanda è importante, e merita un sicuro approfondimento. Già nel primo capitolo del testo, in realtà, parlo di questa questione riprendendo la definizione dell'enciclopedia britannica di onnivoro riferita all'uomo, che include quella di carnivoro NON obbligato. L'uomo - infatti - può mangiare tutto ma non deve mangiare tutto. La differenza tra deve e può, risulta fondamentale. Ad esempio alcuni mammiferi - felini ad esempio - sono carnivoro obbligati: se non mangi carne muori. L'uomo può vivere serenamente ed in piena salute da vegano, e da vegetariano poi porsi il problema è inutile. L'unica vitamina a cui bisgona stare attenti (ma solo se avete eliminato anche latte e uova) e la B12. Sintetizzata artificialmente e presente in alcuni cibi e bevande specifiche. Consiglio questa pagina per vedere cosa mangiano i vegani: http://www.vegfacile.info/mangiare-vegan.html. Affinché si sfati il mito per cui il sapore risieda solo nei cadaveri degli animali. In più, fior fior di medici, in Italia basti pensare a Veronesi, hanno scritto articoli per dimostrare come l'alimentazione vegetariana non sia assolutamente dannosa. Per approfondire vi invito ad andare su google scholar e digitare "vegan". Un approfondimento è sicuramente necessario. Ma vi rassicuro, i vegani vivono come i carnovori e, in più, vanno a dormire con la coscienza completamente pulita.
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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Risposta dell'autore

2) La domanda è importante, e merita un sicuro approfondimento. Già nel primo capitolo del testo, in realtà, parlo di questa questione riprendendo la definizione dell'enciclopedia britannica di onnivoro riferita all'uomo, che include quella di carnivoro NON obbligato. L'uomo - infatti - può mangiare tutto ma non deve mangiare tutto. La differenza tra deve e può, risulta fondamentale. Ad esempio alcuni mammiferi - felini ad esempio - sono carnivoro obbligati: se non mangi carne muori. L'uomo può vivere serenamente ed in piena salute da vegano, e da vegetariano poi porsi il problema è inutile. L'unica vitamina a cui bisgona stare attenti (ma solo se avete eliminato anche latte e uova) e la B12. Sintetizzata artificialmente e presente in alcuni cibi e bevande specifiche. Consiglio questa pagina per vedere cosa mangiano i vegani: http://www.vegfacile.info/mangiare-vegan.html. Affinché si sfati il mito per cui il sapore risieda solo nei cadaveri degli animali. In più, fior fior di medici, in Italia basti pensare a Veronesi, hanno scritto articoli per dimostrare come l'alimentazione vegetariana non sia assolutamente dannosa. Per approfondire vi invito ad andare su google scholar e digitare "vegan". Un approfondimento è sicuramente necessario. Ma vi rassicuro, i vegani vivono come i carnovori e, in più, vanno a dormire con la coscienza completamente pulita.
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Terza domanda

Descrivi la tua società ideale, come il cambiamento della mentalità verso gli animali può portare ad una convivenza "alla pari". Qual è il tuo invito al di là del rispetto dell'animale per cui lottano gli animalisti?

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

?

scusa nadia ma non ho capito la domanda che hai fatto all'autore??
: )

per Luciana

Ora ti posto la risposta dell'autore. Felice comunque che questa intervista stimoli curiosità che, per essere esaudita, richiede che si legga il saggio :)

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Terza risposta

ti risponderò con una risposta già data da M. Filippi, questa era la domanda: Cosa ti auspichi in futuro per gli animali ...e per gli umani?

e questa la risposta:
Certamente mi auspico per entrambi un futuro liberato, privo di oppressione, sfruttamento e violenza istituzionalizzata. Ma non chiedermi di più, non chiedermi, come direbbe Montale, “la parola che squadri da ogni lato”. Seguendo, infatti i pensatori della Scuola di Francoforte, poiché la liberazione deve essere realizzata nell’ambito del processo storico da parte di soggetti intrecciati alla dissoluzione della società di cui essi stessi sono parte, non è possibile fornire orientamenti concreti per l’azione sociale. Come afferma Horkheimer: “Si può dire che cos’è male nella società data, ma è impossibile dire quale sarebbe [...] il bene, si può solo lavorare perché il male infine scompaia”. Il che non è poi molto diverso da quanto sostiene anche Günther Anders: “Liberarsi dell’infelicità che può essere eliminata è più urgente della discussione sulla felicità”. Anzi, a ben vedere, “la discussione sulla felicità” è la modalità con cui l’esistente, distogliendo l’attenzione dall’“infelicità che può essere eliminata”, perpetua l’oppressione. Per dirla con Bloch, è nell’oscurità dell’istante vissuto che la funzione utopica, negando ciò che è, apre il cammino a ciò che può essere, sfuggendo all’immobilità del presente.

se avete voglia, qui l'integrale: http://www.mangialibri.com/node/6609

Leonardo

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Religione e antispecismo Quarta domanda

Nel saggio un capitolo è dedicato anche alle varie religioni e al modo che hanno di porsi di fronte all'antispecismo o comunque al rispetto dell'animale non umano.
In particolare un episodio che racconti mi ha fatto pensare e cioè quando reciti il pezzo della Bibbia che dice: "Verrà il giorno in cui il lupo giacerà con l'agnello..." portando questa frase come esempio di messaggio buono. Ora, a parte che la Bibbia è piena di sacrifici di animali in particolare proprio degli agnelli, ti segnalo una frase del Buddismo, che è parte integrante della recitazione quotidiana e dice: "Prego per la felicità di tutta l'umanità e di tutti gli esseri viventi". Ecco, non ti pare questo un messaggio più forte di quello del cristianesimo?

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Quarta risposta

certamente ci sono religioni più "etiche" nei confronti del vivente del crisitianesimo. Anche se quest'ultimo, interpretato alla luce della dottrina originaria, sembra veicolare un profondo rispetto per ciò che è altro dall'uomo: animali non umani compresi, ovviamente. Di cero la frase che citi, giustamente, ha un valore profondo e rende il buddismo - almeno nella sua matrice tibetana - un esempio religioso a cui guardare per educare alla non violenza. Rimane comunque il fatto, ampiamente discusso nel saggio, che l'antispecismo dovrebbe essere una scelta di profonda critica allo stato di cose costituitosi: una critica razionale più che un sentimento mistico. Comunque anche la religione può essere uno sguardo interessante sul mondo, e sul rispetto verso gli animali; a tal proposito vi segnalo il n°4 di Liberazioni (www.liberazioni.org) in cui E. Melodia discute le correlazioni tra buddismo ed antispecismo.

Leonardo
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