scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Sogni - Capitolo 6

di Paola Agutoli

Sul treno che mi porta alla Locanda Toscana di Vada , dove ho prenotato una stanza, penso ancora a quanto Davide ed io ci siamo allontanati e a quanto fossimo innamorati, un tempo. Vivevamo l’uno per l’altra, respiravamo la stessa aria e la vita era illuminata dai nostri sguardi innamorati. Ora invece, sembriamo due estranei che si trovano a dividere la stessa casa e la stessa vita. Com’è successo? Cosa ci ha fatto cambiare? Non lo so. Forse il lavoro, i bambini,la stanchezza quotidiana, le ingerenza dei nostri genitori… O forse il fatto che scelte fatte a vent’anni possono non valere più a trenta .
“Ciao!!! Che ci fai,qui?”
Sollevo lo sguardo dal libro che sto leggendo e lo fisso su un bell’uomo alto,moro, di circa quarant’anni. Ha due magnetici occhi grigio-verdi, ciuffo tirabaci, barba appena accennata, corpo da sballo e una bocca che la Nannini definirebbe da baciare. Mi ci vuole un attimo per realizzare che si tratta di Sergio, il direttore creativo di una rivista concorrente che ho incontrato un paio di volte alle solite noiose cene di categoria.
“Sto andando a Vada…” rispondo impacciata,la gola secca come cartavetrata e il cuore a mille. Il suo battito fa concorrenza a quello del treno: “tu-tum… tu-tum… tu-tum…”
Che mi sta succedendo, mi domando? Ho 25 anni, un marito e due figli, eppure mi sento emozionata come un’adolescente al primo appuntamento. Cerco di darmi un contegno chiudendo più volte il libro ma è come tentare di spegnere un incendio con una goccia d’acqua e ci rinuncio. Spero solo che Sergio non se ne accorga ma sembra di no perché, con un sorriso capace di sciogliere un iceberg, mi si siede di fronte accavallando le lunghe gambe fasciate nei jeans sdruciti.
Dio,che bello!! Sembra Hugh Grant nel “Diario di Bridjet Jones. Con il fascino di Sean Connery e la carica di Jonny Depp.
Poi si mette a fissarmi. E io come un cretina comincio a chiedermi se ho i capelli a posto e se non sembro troppo vecchia con le scarpe basse e il tailleur grigio (ero troppo arrabbiata con Davide per pensare a cosa infilarmi). E poi,chi poteva immaginare che avrei incontrato un fusto così? .
Altro sorriso. Degno di Casanova.
Abbasso gli occhi – oddio,sono pure arrossita ,chissà cosa starà pensando - e nascondo le mani in grembo, ma così facendo il dannato libro cade a terra. Prima che possa farlo io lo raccoglie e me lo porge. Penso: "E' pure cavaliere!!"
“Anch’io. Ci vai per lavoro o per affari?? “
“Pe..peee…per …ehm…” rispondo,la lingua incollata al palato. Perchè faccio così fatica a pronunciare due parole coerenti? E perché ho le mani che grondano? Mi succedeva così quando ho conosciuto Davide? E chi se lo ricorda ? Sembrano passati secoli. Finalmente riesco a spiaccicare due parole, anche se è una fatica degna di Ercole.
“ Per…per…” Riprovo. Inspiro una boccata d’aria degna di un apneista che vuole battere il record del mondo e dico, la voce talmente aspra da non essere la mia:“Ci…ci..ci vado per rilassarmi un po’..”
“Ma va!! Lo sto facendo anch’io!! “ risponde, prendendo una sigaretta dal taschino della camicia. “Fumi?” Gli rispondo di no e che sui treni è vietato fumare.
“lo so…- dice accendendosela - ma le regole vanno infrante. Altrimenti che divertimento c’è?” Poi: “Ci vai sola?”
Mi devo mordere la lingua per non chiedergli lo stesso. “S…N…Sì…” Uffa,adesso crederà che non è vero. Ma perché sono così imbranata,oggi? Sarà colpa del tempo.Ma una vocina perfida mi suggerisce che è dovuto a lui. Riapro il libro e ricomincio a leggere, ma le parole sembrano danzare davanti ai miei occhi e così lo chiudo. Lui intanto finisce la sigaretta e butta la cicca nel cestino sotto la finestra.
“Stai bene vestita così…”
Ma se sembro la versione umana di Nonna Papera!! Poi se ne accende un’altra facendo un’anello di fumo. Non riesco a soffocare un colpo di tosse. Così penserà che sono pure tisica,mannaggia !!
“Oh,scusami…” mormora spegnendola “ non immaginavo ti desse fastidio.” Si china fino a portarsi a pochi centimetri da me, così da farmi sentire il suo profumo, un misto di tabacco, sapone e maschio. Boccheggio e i suoi occhi si stringono pericolosamente,divenendo due pozze profonde . Mi sento morire. Perché è così bello,così carismatico e così affascinante? Perché Davide non lo è? E perché mi sento un’ameba?
“ E dove alloggi? Io alla Locanda Toscana , un agriturismo molto,molto carino“ lo dice con un’occhiata assassina. Ed io mi sento come Rossella O’Hara quando ha incontrato Rhett Butler, e non è una sensazione spiacevole. E’ da troppo tempo che sto senza gli sguardi d’apprezzamento di un uomo, e mi mancano. Gli sorrido e il suo sguardo diventa incandescente come lava.
Alla Locanda Toscana ? Ma è dove vado io !!
Poi,d’un tratto- accidenti!- mi appaiono le immagini dei miei due bambini,e quella,un po’ sfuocata,di Davide. E mi domando se avrei voglia di tradirli – e di tradire la mia vita con uno così , affascinante e pericoloso. Il classico “ bello e impossibile” che considera le donne tacche sulla sua pistola. Vorrei rovinare il mio rapporto con Davide - anche se degradato - con uno così?
E la risposta è una sola. La butto fuori di getto, prima che possa cambiare idea e mandare all’aria tutto.
“All’Atlantico “ rispondo . E pazienza se non vi troverò posto o se non lo troverò da qualche altra parte. Davide è troppo importante , e lo amo ancora. Mi faccio una promessa: arrivata a casa cercherò di ricucire gli strappi del nostro rapporto per farlo tornare quello di prima, quando tutto aveva il sapore del Paradiso e ci baciavamo fino a quando “il nostro amore ci restava sulle labbra”,come cantava De Andrè. E mi immagino la faccia che farà quando mi vedrà col completino intimo che ho comprato per lui – per noi, per il nostro amore…

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