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"La veglia di Venere" di Dino Licci

di Dino Licci

Il “Pervigilium Veneris”, che, tradotto in italiano, significa “La veglia di Venere”, è un carme scritto in latino da autore anonimo, probabilmente vissuto in età imperiale e di sesso maschile, se negli ultimi versi lamenta la perdita della donna amata. Io non posso non ricordarlo perché mi fu chiesto di parlarne agli esami di maturità, cosa che feci di controvoglia perché non avevo ancora capito tutta la poesia racchiusa in quei semplici versi. In seguito avrei molto apprezzato il tenero invito all’amore universale che la “Signora della Vita e della rinascita” rivolgeva, in un’alba radiosa a tutte le creature del pianeta.
Il ritornello ricorrente nel carme infatti recita:
« Cras amet qui numquam amavit - quique amavit cras amet »
e , tradotto in italiano suona così:
« Domani ami chi mai ha amato, e chi ha già amato, anche domani ami »
Lo rileggo spesso ora che ho imparato ad apprezzarlo da grande e ne ho addirittura fatto un quadro.

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