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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Raggio di luna" di Dino Licci

di Dino Licci

T’ho cercata  nei campi di grano,
ti ho cercata  fra le onde spumose,
e nel buio più buio di un faro
ormai spento e fra i rovi e le rose.
E sentivo confuso il tuo pianto,
mi guidava quel triste lamento
che ore sono? Son mute le sfere:
l’orologio è già fermo da tempo.
Nel profondo del cuore sentivo
Che tu c’eri: vibrante il mio canto
ti chiamava con grande tormento
quasi un urlo, ero proprio sgomento.
Poi ho cercato nei mesti ricordi
e sei apparsa più bella che mai:
voli in alto, farfalla giuliva,
nella notte silente ten vai.
Si appannava frattanto la vista,
lacrimavo di gioia e dolore,
finché un raggio di luna pietoso
ti raccolse in attesa del  sole.

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