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"Domani è un altro giorno - Storia di un istante" di Stefano Chiarato

di Stefano Chiarato
Quando qualcosa finisce, capita di avere la percezione che sia la fine di tutto. Quando qualcosa finisce, qualcosa di nuovo ha inizio.
Quando un giorno finisce, di lì a poco uno nuovo prende vita con le sue, magari poche, certezze, con le sue incognite, con le sue preoccupazioni, con le sue ansie e le sue paure. E, se il giorno si conclude in un bel tramonto, questo sarà di buon auspicio per il giorno a venire.
“Domani è un altro giorno.” E' il titolo che ho dato all'immagine di questo tramonto con la speranza di un bel giorno a venire.
Il “domani” è stato raggiante, proprio come questo tramonto, perché è valso il I° posto al concorso fotografico indetto dal CAI di Muggiò.
La foto (Nikon D60, 55 mm, f11, 1/125) è stata scattata a Rosolina Mare la scorsa estate; è una foto fortemente voluta, pensata, cercata e soprattutto aspettata. E' l'immagine di un istante che non ritorna, che non capiterà più un'altra volta nella vita.
Io e mia figlia eravamo lì a vivere quell'istante magico.

Storia di un istante
28.08.12 Rosolina Mare.
“Vieni Martina, saliamo al solarium a vedere se ci riesce di fotografare il tramonto.”
Io con la mia reflex e vari obiettivi, lei con la sua nuova compattina rossa fiammante. Il punto di ripresa è buono, anche se la pineta lascia intravvedere solo un piccolo scorcio di laguna; dalla parte opposta la vista spazia sul mare.
I primi scatti deludono un po', il sole è ancora abbastanza alto sull'orizzonte; bisogna aspettare un po'. Ci sono nuvole, proprio dalla parte del tramonto, potrebbero essere determinanti nel bene e nel male.. Ho una gran paura che mi nascondano il sole. Provo le inquadrature, armeggio con gli obiettivi. Intanto Martina, alle mie spalle, fotografa il mare. La raggiungo. Sotto di noi si stende la via che porta alla piazza. Si accendono le luci, fervono i preparativi per la serata. Oltre sta la spiaggia, deserta. Riposa dopo le fatiche del giorno. Gli ombrelloni si addormentano alla ninna nanna della risacca. Il mare è calmo, riflette l'azzurro intenso del cielo fino là dove incontra le tenebre della notte. E ad esse si unisce. Proprio là, dove mare e cielo diventano un tutt'uno, spiccano le luci del rigassificatore. Luna-park della solitudine in mezzo al nulla. Sempre in mezzo al nulla, più a sud, sta il faro, nel punto dove il Po si concede all'Adriatico. Il faro fa l'occhiolino a una Luna, rotonda, pallida, alta nell'azzurro profondo. Ma la Luna malinconica, guarda il nord, suo sogno proibito, e ai cumuli di panna montata che si sforzano invano di conservare il loro candore. Al di sopra di essi, cirri uncinati si aggrappano disperati alla sommità del cielo.
Tutto. Fotografiamo tutto.
Poi torniamo a guardare ad occidente. Ora il sole si appoggia alla pineta ormai in ombra e ne fa una silhouette nera. Le nuvole si sono disposte in cordoni che suddividono il cielo in vari strati e ogni strato assume una tonalità diversa. Tra di essi si disegnano gli strali del sole. La luce è ancora un po' intensa, perché il sole non è proprio basso, il vero orizzonte è al di sotto della pineta. Scatto.. Scatto ancora fino a quando il sole è una strisciolina sottile e lancia i suoi raggi, gli ultimi disponibili. Ora disegna una corona di raggi che trafigge ogni strato di cielo. Nel mirino vedo la foto desiderata a lungo, e ho una sensazione: non solo la vedo, ma la sento. La sento nella testa e mi si ripercuote nel petto. Sento l'emozione. Mi appoggio coi gomiti alla balaustra del terrazzo, trattengo il fiato e scatto l'immagine di un istante magico, unico e irripetibile.
Per la legge che dice che quando qualcosa finisce, qualcosa comincia, finito il tramonto ha inizio il crepuscolo. Ora il cielo si accende di un arancione di fuoco, con sfumature gialle, rosse, violette. Continuiamo a scattare foto. I toni cambiano rapidamente. Dalla parte opposta le tenebre hanno avuto la meglio sul mare. Al di sopra di esse si riflette il crepuscolo in una tonalità rosa rassicurante. Non avere paura. Sarà una notte tranquilla. La luna bianca è quasi allo zenit.
Poi anche il crepuscolo si spegne, rimane solo una fascia luminosa al di sopra della pineta.
“Vieni, Martina, la magia è finita. Ora possiamo andare a mangiare.”

Momenti magici

"La Terra ha scritto un libro meraviglioso, non di parole, ma di accadimenti. Tutte le sere, da casa mia ad Asiago, guardo il tramonto. Tutte le sere ci sono momenti in cui la luce... l'atmosfera... i suoni... Sono momenti magici!"
Così si è espresso il Grande Maestro del Cinema Italiano, Ermanno Olmi, a colloquio con Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, di domenica scorsa (13.01.13).
Quando il Maestro ha pronunciato queste parole, a proposito del tramonto, non ho potuto fare a meno di pensare a come l'ho descritto io in questo mio raccontino. Sapere che un Grande del Cinema la pensa esattamente come me, mi ha riempito di soddisfazione. E' stato come avere fatto centro!
"La Terra ha scritto un libro..." Si può dire che la Terra sia la più grande scrittrice mai esistita e Scrigno è un sito per scrittori. Allora leggiamola, ascoltiamola, ammiriamola questa Grande Scrittrice. Solo così possiamo averne cura, preservarla e proteggerla.

Trova il tempo per leggere, è la base del sapere.

Uno scatto...

... e un racconto prezioso, caro Stefano Chiarato, per chi sbircia questo Scrigno con la curiosità che muove il senso delle cose.
Complimenti

il tramonto

Guardando questa magnifica foto vien da chiedersi: “chi ha dipinto i cieli, chi è l’artefice di questi tramonti infiniti che sfuggono alla nostra vista per girare continuamente intorno al nostro pianeta?" Domani è un altro giorno certo, ma tutto è relativo, anche il sole che tramonta e che diventa alba se osservato da un’altra angolazione. Ciò che resta dì immutato è l’emozione che uno scatto così indovinato può provocare in un attento osservatore che coglie il “thauma” , la meraviglia del creato ed il mistero che si cela dietro l’abbagliante splendore del Sole.

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