scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Il suo nome in un anagramma" di Frank Spada

Disegno originale di Giorgio Camuffo / © Frank Spada

di Frank Spada

Un artista del trapezio – arte che sappiamo la più difficile per chi si cimenta in alto, lassù, tra le volte di un teatro, un baraccone o un caravanserraglio in viaggio da una fiera all’altra o sul soffitto di una camera da letto tinteggiata azzurro cielo per l’immaginario degli spettatori più animati del privato – aveva organizzato la propria vita soltanto per cercare la solitudine dagli altri; in modo tale da rimanere, fintanto che gli era dato vivere, solo con se stesso per perfezionare i suoi numeri, notte e giorno, al riparo di un nome privo di generalità documentate e di un’abitazione che in qualche modo potesse intendersi reale.
D’altro canto, gli osservatori, attirati da ogni dove dal suo fare acrobatico, muniti di uno strumento in grado di avvicinare o allontanare il panorama affacciato sui dintorni, un cannocchiale a rovescio fornito da un ente turistico aziendale finalizzato a promuovere la diffusione culturale tutt’altro che locale, se ne stavano con gli occhi vitrei sugli schermi, fissi sulla virtualità delle esibizioni aeree, quasi quotidiane, di un figurino asciutto dalle sembianze in là con gli anni, per studiarlo e carpire il segreto dei suoi voli.
A tutte le sue necessità, peraltro modestissime, provvedevano le sue estimatrici. Che si davano il cambio e vigilavano in basso per mandare su e giù tutto quello che occorreva in alto dentro un contenitore piccolo e leggero, ideato a tale scopo –, carezze, baci, frivolezze, attenzioni, appaganti leggerezze, insomma. Mentre gli altri, gli osservatori, erano soltanto dei visionari o degli istruiti ricercatori, o uomini saggi, o filosofi tardo-cristiani, o sognatori poco interessati a lui; se non per quanto detto.
Questo modo di vivere non creava particolari difficoltà a chi gli stava intorno; ad eccezione di chi, non visto e desideroso di colpire il trapezista con un tiro fionda per farlo cadere a terra e sgomberare il campo dal gioco a tiramolla che da più tempo avvicendava i tempi in corsa, si angustiava senza pace malignando. A dirla tutta, però, il trapezista dava fastidio anche a molti altri – perché lui rimanesse lassù, e che non si potesse nasconderlo nemmeno quando se ne stava seduto tranquillo a soffiare le sue bolle insaponate, iridescenti l’aria degli specchi aperti come ante di una credenza tarlata polverosa, desueta, e il pubblico pareva distrarsi per lo svolgimento di una fiera letteraria, o un parco giochi che la società dei benpensanti organizzava per trattenerli nell’inconscio – sempre fuorviante per chi non ha radici iconografiche – era un mistero.
Solamente una donna dal nome anagrammato di una divinità, una madre generosa con tutti i suoi figli, intuì il pericolo che stava per abbattersi anche su quello che viveva in levità e senza reticella, ed era sempre in viaggio verso la fine programmata dal mistero della vita: il regalo non richiesto da nessuno ma accettato in quanto genera perpetua sofferenza.
Fu lei la prima ad avvertire, dal cantuccio di uno Scrigno magico, da dove origliava per tenersi informata, che l’imberbe trapezista aveva iniziato a piangere smettendo di soffiare bolle in aria, e che la sua esistenza era ormai lì lì per trascinarlo via nel torpore di quel sonno che… sulla sua fronte, liscia di bambino, cominciarono a disegnarsi le prime rughe.

Bello, divertente e delicato

Bello, divertente e delicato questo racconto, che dice tante cose e tante altre le svela a chi sa leggere tra le righe.
Bentornato Frank Spada!

Carla
http://www.carlacasazza.com

Molto tenero questo racconto

Molto tenero questo racconto sospeso, come il protagonista, tra sogno e realtà. Mi fa pensare a Cosimo Piovasco del “Barone rampante” che scelse di salire sull’albero per guardare dall’alto una realtà che non gli apparteneva. Rifiuto di regole impositive per Cosimo, aspirazione di solitudine per il trapezista, che da lassù, tra evoluzioni e bolle di sapone dipana il suo tempo a dispetto di una moltitudine rosa da invidie e malignità.
E mentre Cosimo compie il suo ultimo viaggio solo, aggrappandosi a una mongolfiera di passaggio, il nostro acrobata potrà contare sulla trepidazione di una mamma generosa che nel suo pianto ha intuito la fine.
Mi congratulo per l’intensità delle emozioni che Frank Spada riesce a trasmettere anche con un semplicissimo racconto.
Loretta Fusco

27 gennaio 2013

Sei milioni e oltre, di individui sterminati in ombre - per non dimenticare!

... soprattutto

... soprattutto ricordiamocelo alle prossime, imminenti, votazioni...

---------------------------- . ----------------------------
Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Le meraviglie dell'Amore

bacio, baci, bacia, baciamoCI, baciateVI, RIbaciano.
No al superficiale / W l'approfondimento!

E dunque

http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=454 / ecco il perché, il percome o vedetevela un po' tra voi, uomini saggi!

Il segnavento

Occhi chiusi...
lasciarsi esistere / annusare / ascoltare / assaporare / Occhi aperti... toccare!
————————————
L’angelo dorato
Udine (Italia) / Amarillo (USA)
https://plus.google.com/u/0/101990859122513353884/posts/bQY5A3BZCpq
____________

Buon fine settimana, Nadia!

fai / fate

Racconta la tua storia di primavera in 140 caratteri! C'era una volta… Si sa sempre come iniziano le storie ma mai come finiscono. Ora è finalmente la tua/vostra occasione: non più aspettative deluse o... se oggi è primavera, potrebbe interessarvi il Concorso FAI (lo trovate in Internet).

180

A meno di 180 secondi dal termine di un gioco Nadia Zapperi è in testa in quel concorso "Gioco" !

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com