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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Germana" di Loretta Fusco

di Loretta Fusco

Germana, come dimenticare la sua algida bellezza racchiusa in un viso di porcellana nel quale spiccavano due incredibili smeraldi e una bocca dai denti candidi e perfetti.
I capelli corvini scendevano lungo la schiena lisci e compatti mentre il vitino da vespa, sapientemente strizzato, metteva ancor più in risalto le sue forme generose.
Era impossibile non notarla perché la sua bellezza era altresì valorizzata da un abbigliamento che evidenziava un corpo perfetto su un volto da bambina imbronciata.
Ebbene quella bambina era stata la mia più cara amica nelle lunghe estati al mare, per diversi anni finchè venne il momento in cui non ci riconoscemmo più o meglio lei non mi riconobbe più.
E come poteva essere altrimenti, lei splendida nella sua appena sbocciata adolescenza, io acerba, goffa, ginocchia perennemente sbucciate per i giochi da maschi che eppure avevamo fatto insieme fino a un’estate prima.
Certo rimasi piuttosto male quando rivedendola dopo un anno le corsi incontro per abbracciarla, abbraccio al quale lei rispose educatamente ma scostante e già lontana.
Infatti scappò con una scusa e da allora a stento mi salutava, persa nei suoi sogni e desideri non più innocenti.
Quel giorno piansi molto, per me fu un tradimento la sua freddezza e vederla trasformata in una creatura bellissima e altera; mi sentii un brutto anatroccolo perché anche in me si stava producendo un cambiamento del quale però non ero ancora pienamente consapevole.
Cominciai a osservarmi per ore allo specchio che era diventato il mio interlocutore più attento riflettendomi un’immagine ora gradevole ora spietata a seconda di come mi sentivo dentro.
In me si agitavano un mare di emozioni, la voglia di diventare grande ma nel contempo il desiderio di prolungare quel periodo della vita che corrispondeva ancora a quella parte di me che si muoveva a suo agio su un terreno conosciuto e privo di incognite.
Vedere Germana ora fasciata in una tuta nera ora in una bianca con al guinzaglio il suo cagnolino, nero pure lui, seguita da una scia di sguardi ad ogni suo passaggio, mi creava ogni volta una sorta di turbamento a mezza via tra l’ammirazione e l’invidia.
E una sera volli imitarla. Con l’aiuto di mia sorella mi vestii con un abitino corto che valorizzava la mia esile figura. Mi truccai in modo pesante e passai il rossetto d’un rosso acceso sulle labbra sbavandolo non poco.
Mi guardai allo specchio, quella che vedevo riflessa non ero io, non mi riconoscevo in quell’immagine, se mi avessero chiamata per nome non avrei risposto, la tristezza mi pervase, andai in bagno a struccarmi mentre due righe nere miste a lacrime (forse di gioia?) percorrevano il mio viso che osservavo con curiosità mano a mano che ritornava normale, mio.
Al diavolo la Germana, i vestiti, il trucco.
Mi rimisi calzoni e maglietta.
“C’è ancora tanto tempo per crescere” pensai e corsi in strada a raggiungere i miei amici.

Qui e altrove

Loretta Fusco l'ha conosco da un bel po' e leggere un suo pensiero anche qui... al diavolo Germana, il la lo userò per dissuaderla dal non provarsi ancora a inviare a Scrigno i suoi racconti o le poesie che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima, che meritano attenzione e stima.
Nadia ha visto giusto - complimenti.

Buon Maestro

Ho un buon Maestro :) E un'ottima Redazione.
Non sapevo che conoscessi l'autrice. Ma tu sei Frank, e conosci tutte le donne del mondo :)
Eppoi non dovrei essere gelosa...

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Ti dirò...

... mica ho dovuto insistere molto per suggerirle di inviarvi qualcosa, sai Nadia, l'autrice è più scafata di quanto possa esservi sembrato e mira... non aggiungo altro :)
Un caro saluto a tutti e a te un abbraccio stretto strettissimo.

ps - fatti sentire in quel blog che non è un blog e pubblica qualcosa.

Germana

Grazie Frank, meno male che Le hai suggerito di inviare qualcosa a Scrigno, altrimenti come avremmo potuto leggere questo bel racconto?
Pur essendo protagonista una ragazza, una femmina, da maschio lo trovo comunque coinvolgente. Forse perchè sono genitore di una fanciulla prossima a questa età dei cambiamenti. Ho letto il racconto con interesse.
Poichè, come scrisse Calvino, "ogni racconto corre incontro a un altro racconto", attendiamo il prossimo di Loretta.

Stefano

Trova il tempo per leggere, è la base del sapere.

ringraziamenti

loretta fusco

Anche se con imperdonabile ritardo voglio ringraziarvi tutti per la bontà che avete usato nei confronti del mio scritto. Il mio grazie va innanzitutto a Frank che oltre ad essere quel personaggio che noi tutti conosciamo è anche uomo generoso e lo dimostra il fatto che sono qua. Un grazie infinito anche a Nadia e Stefano che mi hanno accolta a braccia aperte.

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