scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Gina" pag.2

Palombaro, anni passati a respirare aria pompata a forza in un tubo. Ma almeno si stava per mare, in mare, come nel ventre di una madre o fra le gambe della donna che non si avrà mai, sunto di tutte le donne sognate.
Su e giù, fino alla pensione. Presto, perché il mestiere è uno di quelli che non ti perdonano nulla e gli australiani lo sapevano bene e sapevano dare il giusto valore a quel tipo di vita. Così sui cinquanta, con due soldi da parte, cosa poteva fare, se non tornare a casa, nell’unico posto al mondo che considerava casa, quello dei suoi sogni da bambino? Lì, sposare una donna comprensiva e molto più giovane, farci un paio di figli e tenere come una volta la porta di casa spalancata per chi aveva sete e fame. E dalla terrazza continuare a guardare quel mare che non invecchiava mai, che conservava sempre il volto del primo amore.
Fece una pausa il vecchio e sorrise, prima di vuotare un altro bicchiere e riprendere a sgranare il rosario dei ricordi.
“Lo faccio ancora sapete, di tanto in tanto” ci sussurrò complice. “Mia moglie e figli non vogliono e s’arrabbiano se mi scoprono. Ma io lo faccio lo stesso.”
Si guardò attorno circospetto, anche se il locale era vuoto.
“In certe giornate d’autunno” continuò, “quando qui non c’è più gente, indosso muta e scafandro che tengo nascosti sulla barca di un mio amico e vado giù, con Theo che la governa il timone, e lui che pompa aria cattiva e ricordi buoni nei polmoni sgonfi di questo vecchio marinaio.”
Bevve un altro po’ di vino.
“Vecchio e stanco” riprese “ma con il cuore che batte ancora d’alte e basse maree e acqua salata al posto del sangue che fluisce nelle vene. Quando sarà la mia ora, è laggiù che il Padreterno mi verrà a cercare. E non sarò certo io a farlo attendere.”
Si alzò e da una parete che n’era tappezzata prese una cartolina. Ce la mostrò con orgoglio. La dedica sul retro bianco, in italiano, diceva: Grazie per questi giorni indimenticabili. Tua Gina.
Rise, sfidandoci a indovinare chi fosse. Poi, senza neanche aspettare la risposta, voltò la cartolina che in realtà era una foto in bianco e nero di Gina Lollobrigida da giovane, immortalata dall’obiettivo davanti a una taverna sul porto che non c’era più.
Rideva di gusto il vecchio. Con un salto mortale o un bel tuffo si era già immerso in altri ricordi. Ma gli occhi azzurri brillavano come quelli di un tredicenne. E onde immense, in quel momento ne fui certo, veloci vi si rincorrevano.

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com