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"Grossi guai a Gotham City" di Alessio Pracanica

di Alessio Pracanica

Batman è nei pasticci.
Voglio dire, da quando Joker e il Pinguino si sono alleati, la faccenda si è fatta seccante. Gotham City è in balia del crimine.
Almeno così direbbero i giornalisti.
Delinquenti dappertutto. Auto in divieto di sosta e continui furti nei negozi di giocattoli.
E già l’ultima cosa, di per sé, sarebbe molto fastidiosa.
Soltanto Batman si erge, come un’indistruttibile barriera, tra quei delinquenti e gli onesti cittadini. La gente per bene che lavora e compra i giocattoli per i figli.
Solo che c’è un problema.
Come si diceva prima, Batman è nei pasticci.
Perché il Pinguino l’ha imprigionato con una rete di Adamantium (nessuno sa cosa sia, è uno di quei nuovi materiali che il Pinguino inventa in continuazione) e adesso, mentre è schiacciato contro il muro, con la rete che quasi gli impedisce di respirare, Joker si diverte a sparargli addosso con una cerbottana carica con proiettili al curaro (che sarebbe il veleno usato dagli Indios in Amazzonia, ma Joker, lavorandoci su, l’ha reso diecimila volte più potente).
Fortunatamente la mira del Joker non è granchè, anche perché spara da sopra quella specie di skateboard volante che usa sempre per muoversi, ma è solo questione di tempo.
Più di un proiettile ha già sfiorato un braccio o una gamba di Batman.
Il Pinguino grida a Joker di sbrigarsi e farla finita. Di centrare un bersaglio grosso, tipo il cuore, la testa o le budella, invece di star li a perdere tempo e divertirsi.
Il Joker acconsente, con un risolino maligno e si accinge a ricaricare la cerbottana.
Nelle case lì intorno nessuno si è accorto della tragedia che si sta consumando.
Arrivano rumori di auto che sfrecciano, di gente che litiga, di tv ad alto volume.
Sono le sette di sera. L’ora in cui l’americano medio, di solito, dà il meglio di sé.
All’incrocio quattro isolati più a sud, la gang di portoricani vende la sua merce (la migliore neve mai caduta su questa terra, lo giuro su Dio).
Da una finestra del palazzo di fronte Mr. Craig, dentista, spara ai gatti con la Luger tedesca che il nonno ha riportato indietro dall’Europa come ricordino.
Al primo piano la signora Lucy lava i piatti ascoltando David Lettermann. Ogni tanto ride, pensando al suo defunto marito, che era tanto simpatico e assomigliava anche un po’ a Lettermann. Nei giorni buoni, almeno.
Sirene in lontananza.
Incendi forse. O infarti, scippi, stupri, ictus, rapine.
Oppure uno dei gatti centrati da Mr. Craig, che è stato trovato esangue sul marciapiede da uno dei tipi della Protezione Animali e questo significa un bell’impiccio per il dentista, che dovrà spiegare agli sbirri quando e come il suo nonnino ha portato a casa il ricordino dei crucchi.
E soprattutto perché.
Nel frattempo il Joker è riuscito a ricaricare la sua cerbottana, un affare a molla, enorme, violaceo e sta prendendo la mira dritto al cuore.
Per fortuna Batman, pur imprigionato dall’Adamantium, riesce a contorcersi quel tanto che basta da sfiorare il pulsante della bat-fune, arrotolata all’altezza della cintura.
Un sottile filo di Iridium (il Pinguino non è il solo a inventare roba sempre nuova) si srotola, agganciandosi al soffitto grazie alla bat-ventosa in fullerene compresso montato all’estremità.
Poi Batman sfiora un altro pulsante e la bat-fune si arrotola di nuovo, strappandolo dall’abbraccio mortale della rete di Adamantium.
In un lampo un bat-boomerang a forma di pipistrello colpisce il Joker in testa, facendolo volare giù dallo skateboard.
Qualcosa cade a terra, in un rumore di vetri infranti, mentre Batman, rotolando sul pavimento, estrae la bat-pistola con il laser a diodi incrociati per vedersela con il Pinguino, il quale, dal canto suo, preferisce squagliarsela gettandosi dalla finestra.
Rumore di passi, una porta che sbatte, nuovi passi ancora più vicini, tanfo di sudore, alito che puzza d’alcool.
Uno schiaffo colpisce Batman proprio sul naso, facendolo sanguinare.
- Ti ho detto mille volte … -
Un altro schiaffo. La puzza d’alcool è insopportabile.
- … di smetterla! Sei peggio di quel buono a nulla di tuo padre. -
Ancora altri schiaffi, poi il silenzio, mentre Batman va via scolando muco e sangue.
Adesso per Gotham City sono davvero guai grossi.

Tenk iu

Tenk iu
E' sempre un piacere stare qui.

Alessio

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