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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

William A. Prada - La vita non dura un quarto d'ora


La vita non dura un quarto d'ora di William A. Prada

Racconto lungo o romanzo breve? Potrebbe essere "catalogato" come romanzo o è più indicato dire che si tratta di una sorta di epistolario? E prima ancora, si tratta di fiction o di una storia autobiografica?
Sono tante le domande che si affollano inziando a leggere "La vita non dura un quarto d'ora" in cui un figlio, già adulto, si racconta al padre scomparso, distillando leggerezza, ironia, dolore, senso di vuoto per una assenza così importante.
E in realtà poco ci importa che si tratti di finzione o realtà perchè le riflessioni e gli aneddoti che si incrociano nelle pagine dell'ebook emozionano, fanno sorridere o ci inchiodano lì a riflettere che certe considerazioni sono venute in mente anche a noi pensando a un genitore che ci ha lasciato o ci lascerà. Perchè purtroppo, pur augurandoci che accada il più tardi possibile, sappiamo che ci dovremo passare, se non ci siamo già passati.
E mentre leggiamo capiamo quello che - immagino - ha capito l'autore scrivendo: per quanto il dolore sia terribile e ci paia inaffrontabile, non rinunciamo ai ricordi, manteniamo viva la memoria di chi ha intrecciato la sua vita con la nostra, perchè proprio attraverso questa memoria rendiamo tangibili e incorruttibili al trascorrere del tempo coloro che tanto ci mancano, dimenticandoci per un po' la loro assenza.

Carla Casazza

Per l'assaggio clicca sul seguente link: http://scrignoletterario.it/node/1374

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