scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Saggistica

Da sempre l’uomo ha cercato il metodo migliore per conservare le conoscenze apprese dai suoi antenati e da lui stesso. Per lungo tempo, ci si affidò alla memoria: i padri tramandavano ai figli nozioni che dovevano essere mandate a mente; in seguito, con l’evolversi delle società tribali verso forme sempre più complesse, comparve la figura dello sciamano, che era non solo l’uomo più sapiente di tutti, ma anche colui che poteva dialogare col mondo degli spiriti. Fu solo con l’apparire della scrittura, nel sesto millennio avanti Cristo, che si formò una casta di saggi, scribi e filosofi. La scrittura permise un più rapido circolare delle conoscenze, che però non fu uniforme né nel tempo né nei luoghi: se nella Roma imperiale l’accesso all’istruzione scolastica era libero e chiunque, uomo o donna, sapeva leggere, scrivere e far di conto, in Gallia, Britannia e Germania le tradizioni pagane furono tramandate oralmente fino ai giorni nostri, e ancora nel Medioevo solo una minima parte della popolazione europea era alfabetizzata. In Italia, si è calcolato che il 30% della popolazione non riesca a capire il senso di un testo elementare, nonostante la frequentazione scolastica sia obbligatoria fin quasi alla maggiore età.
Con questa sezione di saggistica, non intendiamo in alcun modo aiutare i nostri lettori a percorrere la lunga strada dell’alfabetizzazione: ci sono al mondo specialisti ben più competenti e preparati di noi, per farlo. Preferiamo prefiggerci un compito forse più modesto, ma che riteniamo altrettanto importante: quello di aprire una finestra sul mondo, sulla società, su ciò che c’è di bello o di brutto. Si parlerà di letteratura, certo, ma non ci si fermerà lì, spaziando al cinema, al teatro, alle svariate forme dell’arte, alla storia, fino a formare una piccola «enciclopedia del sapere» di tutto ciò che riteniamo interessante. Con la speranza che il lettore di questa sezione possa incuriosirsi, appassionarsi e, perché no, anche divertirsi.

Il trenta per cento

Però quel trenta per cento governa il paese... :D :D :D

Commento alle note di saggistica

Da "Lettere ad un'amica" di Dino Licci
E venne l’uomo e con lui la coscienza di sé, anzi proprio questa prerogativa fece dell’animale un uomo: la capacità di osservarsi come se fosse un estraneo, di guardarsi con spirito critico con la sua ormai acquisita capacità d’astrazione che lo induceva a chiedersi: “chi sono, da dove vengo, quale sarà il mio destino?” Per rispondere a queste angosciose domande, per vincere la paura della morte, del nulla eterno, del vuoto spaventoso che l’idea stessa d’infinito in esso generava, l’uomo cominciò a cercare soluzioni che sedassero i suoi timori, il suo sgomento, la sua sete di sapere. Ed egli inventò le religioni e scoprì al contempo i concetti di bene e di male, spesso contrapposti come deità in perenne conflitto, e gli stessi fenomeni naturali diventarono dei e poi le stesse prerogative umane, la saggezza, l’amore, l’odio, la bellezza, si personificarono in un dio che li preservasse dai sensi di colpa, ma la sua fantasia non si fermò qui. Egli s’inventò la vita ultraterrena, s’inventò il regno degli inferi, diverso a seconda delle diverse civiltà, spesso tenebroso e terrificante, ma pur sempre un luogo simbolo della finitezza spaziale e temporale, un modo per scacciare quella terribile idea del nulla eterno che ancora oggi angoscia ed affligge l’umanità intera.
Nacque così la religione che, pur anelando alla conoscenza del trascendente, rimaneva immanente, schiava dei limiti impostale dalle nostre limitate percezioni sensoriali. Ad accostare la religione si sviluppò la filosofia che, come la teologia, indagava nel campo della conoscenza, avvalendosi di intuizioni trascendenti ed indefinibili sperimentalmente, mentre la scienza, che sarebbe sorta infine, si sarebbe valsa del ragionamento, della verifica e dell’esperienza empirica.

religione e sensi di colpa

La religione però, almeno quella cattolica / cristiana, i sensi di colpa li ha rimessi in ballo parecchio. O sbaglio?

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Religione

L'imprinting che subiamo in età adolescenziale, condiziona sia negli uomini che negli animali, tutto il comportamento della vita futura. Nonostante i miei comtinui studi sull'evoluzionismo di Darwin,del quale vorrei parlare molto, ma molto a lungo anche in questo sito col vostro permesso, nonostante lo studio continuo di ogni tipo di filoosfia e fisica teorica, nel fondo dei miei meandri cerebrali, persistono tabù difficili da estirpare. Questi impedienti al mio libero pensiero, mi derivano proprio dagli insegnamenti della Chiesa cui riconosco anche dei meriti, ma anche la protervia di chi si sente depositario di Verità assolute che non esistono in un mondo in cui anche il tempo e lo spazio sono sensazoni sensoriali come i colori, gli odori ed i rumori.

Interessante....

...veramente interessante...

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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

Sul tempo

Il primo a dialogare sul tempo fu sant’Agostino che negava il passato come negava il futuro vivendosi in un continuo presente fatto di ricordi (passati) e di speranze(future) ma sempre nel presente. Kant ipotizzò uno spazio ed un tempo legati alle nostre percezioni, ai nostri recettori sensoriali, alla nostra capacità di catalogare gli eventi. Einstein ha dimostrato matematicamente e sperimentalmente che il tempo assoluto non esiste (vedi il paradosso dei gemelli ) ma che esso varia con la velocità, annullandosi del tutto così come si annulla lo spazio (leggi di Lorenz) se si viaggia alla velocità della luce. Inoltre egli lega indissolubilmente spazio e tempo in uno spazio- tempo che costituisce una sorta di mantello deformabile dalla massa degli astri in accordo con le leggi di Newton dando spessore e concretezza alla forza di gravità. Perché Newton non sapeva , pur enunciandone le leggi tuttora valide, cosa fosse la gravità. E sulla natura dei “gravitoni ” ancora s’indaga. Il tempo relativo, il tempo che costituisce la quarta dimensione (se dobbiamo stabilire momento per momento la posizione di un aereo non possiamo non tenerne conto), mi fa profondamente meditare. Mi fa capire che le immagini che ricevo dal cielo sono quelle partite dalle stelle milioni di anni fa, mi fa capire che il buio è l’immagine partita miliardi e miliardi di anni fa, prima che si producesse la luce e m’induce a sperare(come immagine poetica) che si possa inventare una macchina più veloce della luce (già il pensiero la batte di molto) e tale che io possa rincontrare i miei cari che oggi viaggiano nello spazio diretti in ogni direzione fino ad incontrare un occhio che sappia leggere e fermare queste immagini vaganti. E l’ho voluto scrivere in poesia:
La Luce
L'interruttore scatta..................una scintilla
e la luce si perde all'improvviso
e sei nel buio
a domandarti dove sta proiettando,
rubate agli occhi tuoi,
le immagini ed il tepore
che ora devi provare a ricordare!
E non sai come
e perchè
e dove
vagano per lo spazio con furore
volti che ritenevi tuoi,
cose d'amore
che forse incontreranno altre scintille,
si fonderanno,
correranno insieme
tra mille stelle
o torneranno al Sole!!!

Ora...

Quindi, io ora sono qua, ma in realtà già non lo sono più... nè ora, che è già un "ora" (nel senso di adesso) diverso da quello di poco fa quando scrissi "quindi, io ora sono qua" nè quando tu leggerai questo post, domani ad esempio.
Se non esiste nè ieri nè domani se non nella mia testa come ricordo o speranza, allora io, presente, chi sono, cosa ci sto a fare qui? Già non ci sono più...

Mi sta venendo un mal di testa... :)

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

il mal di testa

Pensa al mal di testa che ha colpito me quando sono entrato nei meandri della meccanica quantistica! Il mondo probabilistico degli eventi più strani, il principio d'indeterminazione di Heisemberg, l’entanglement quantistico!!! Se vuoi ne parliamo, ma non so se sono gradite queste discussioni in un caffé letterario. Forse è meglio parlare di Catullo e la sua Lesbia o del “Pevigilium Veneris” che mi ha ispirato un quadro che occupa un’intera parete. Io a volte penso che forse “leggere nuoce fortemente all’ignoranza” ma non leggere aiuta a rimanere ignoranti e sereni. Quando la terra era piatta ed il sole le girava intorno c’era anche un creatore che pensava al tuo posto. Poi arrivò Aristotele col suo “De coelo” e si passò al mondo sublunare contornato in alto dalle “Stelle fisse” Ma si scoprì che quelle stelle non erano fisse ma apparivano tali per il fenomeno della parallasse e che era la terra che si muoveva intorno al sole. Duro colpo di Copernico alla protervia umana. Oggi sappiamo che terra e Sole girano insieme intorno al loro centro di massa (che in questo caso ricade dentro al Sole) e che (ecco quando mi è venuto il mal di testa) la terra ruota intorno al sole in modo rettilineo perché è lo spazio che si deforma. Ho dovuto così imparare il concetto di “geodetica” pensando ad un aereo che cammina sempre dritto e si ritrova dalla parte opposta del globo. Insomma ho scritto un saggio breve (120 pagine) dove cerco di tradurre in un linguaggio semplice ed accessibile quello che ho imparato in 60 anni di studio continuo e notturno e che spazia dalla biologia alla musica, dall’arte alla teologia, dalla politica alla filosofia ma pare che solo i comici ed i giornalisti possano vendere. Così ha detto il mio editore per cui forse ne stamperò una decina di copie per mio uso e consumo! Questi ultimi righi li ho scritti per giustificare il mio malcontento verso il mondo della cultura e dell’editoria e per ringraziare ancora te ed i tuoi collaboratori che date spazio alla possibilità di scambiarsi opinioni in una dialettica educata e costruttiva che bilanci il degrado culturale cui i mass media ci hanno ormai abituati. Grazie ancora, gentile e paziente amica, se posso definirti così. Torno a rilassarmi con Chopin, che mi aiuta ad usare i pennelli ed a viaggiare con la fantasia. Dino

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