scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Lo Zen - Pagina 8

E lo sapevo che avresti preteso un esempio… Pensa te che ho l’imbarazzo della scelta. Se cito Auschwitz o Norimberga, non ti dicono nulla vero? Piazza Venezia? Men che meno.
Se ti parlo dell’ultimo copione sulla guerra? La guerra la conosci, no? Spartani, achei, troiani… questi sì che ti dicono qualcosa. I soldati partivano e sospettavano che in guerra si rischia di morire. Anche chi li vedeva partire, lo sospettava. Anche i generali che ce li mandavano, lo sospettavano.
E non dirmi che è più banale di un’oliva col nocciolo.
Hanno riscritto il copione. Oggi i soldati partono armati fino ai denti per andare a far la pace. E adesso sputa l’oliva, che rischi di soffocare.
Ci credono tutti: è il copione più bello che sia mai stato scritto. E poi? Poi niente, quando le bare ritornano a casa, indossano tutti un’espressione tipo… ma come diavolo è mai potuto succedere? È quell’imbecille di Atropo che ha tagliato i fili nel posto sbagliato. Non si tagliano fili impunemente in zona di guerra. Ci devono credere tutti, e tutti ci credono: dal Presidente della Repubblica, agli orfani alle vedove ai genitori. Le vedove di pace, presumo che siano chiamate così adesso, vengono intervistate dai giornalisti che fanno la solita domanda… che cosa sta provando signora? Rispondono, da copione, che non avrebbe dovuto morire chi era partito per fare la pace.
Scippato anche il diritto di essere divinamente Andromaca.
Che sia guerra, è vietato dirlo. Poi si rischia che la gente si spaventi troppo…

Si chiama… manipolazione di massa. Sì, si chiama così. Ma anche qui è stato riscritto il copione… oggi la massa deve sapere che non c’è più in giro nessuno che si sogni di manipolarla. E ci crede. Ci deve credere. Giochetto di prestigio da leccarsi i baffi.

Io sono un’operatrice della scuola di massa.
Bella novità dici tu. Eh no caro mio, qua adesso ci buttiamo sui distinguo.
Di questa massa. Io sono un’operatrice della scuola di QUESTA massa.
Questa massa, che ha in mano un copione che neanche Euripide, avesse scritto ancora un milione di tragedie, ci sarebbe mai arrivato.
Adesso sì che fai il curioso… lo vuoi conoscere il canovaccio che ciascuno andrà a produrre con le sue battute, con le sue papere… ma senza mai discostarsi più di tanto dal prologo e dall’epilogo…

Ti ho manipolato, Socrate! Alla fine ti ho convinto a venire a teatro con me.
Che dici? Usciamo dalla comune?

Il metaforico cronico
ovvero quando la cronaca diventa metafora

«Ma poi, era su moije, vero?»
«Noooo… Dante non ha mai sposato Beatrice. Ha sposato Gemma Donati».
«Eh ma che str… amava Beatrice e ha sposato un’altra???»
«No, scusate. Beatrice è la sua storia d’amore… ma poi lasciamo stare Dante. Voi avete l’età giusta per averlo capito… che innamorarsi trasforma, ci fa vedere parti di noi che non sapevamo di avere… l’esperienza d’amore ci cambia o no?»
«Ehhhhhhhhhhhh professorè… ma chi ci crede più!»
«Chi ci crede più a cosa, scusa?»
«All’amore no? Io nun ce credo più!»
«(Bel record a diciott’anni…) E perché non ci credi più?»
«Ma ccome, nun lo vede che tutti i matrimoni finiscono cor divorzio???»
«Ma perché scusa… amore e matrimonio sono la stessa cosa???»
«ECCERTO NO!»

Star’s dust

Questo è un bel cadavere marcio. Di quelli che sono stati seppelliti così di fretta che nessuno si è ancora sognato di affibbiargli un nome.
Abbiamo due indizi per riesumarlo: quello stronzo di Dante che non ha sposato Beatrice, e la cera sul pavimento per far cadere l’insegnante.
Se vuoi scardinare le serrature dell’anima, ti servono due piedi di porco, sempre quelli: uno si chiama odio e l’altro si chiama amore.
Lo so vecchio pazzo che ai tuoi tempi era normale, e quel povero Platone non reggeva il tuo ritmo a stenografare digressioni varie e notturne sull’anima e sull’amore, che poi ne hai parlato una volta di troppo e ti hanno fatto fuori.
Le masse manipolate le riconosci da questo: devono amare e odiare secondo copione, tutti allo stesso modo. Perché mai ti sei messo a raccontare a destra e a manca che occorre rinviare il copione al mittente, perché Eros, quello vero, quello che è divinamente Eros, predilige gli uomini liberi e non si fila di pezza il pecorame?
Bella cappellata che hai fatto, Socrate mio. Beh, allacciati le cinture, perché adesso, tu ed io, rifacciamo la stessa identica cappellata.

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