scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Lo Zen - Pagina 12

Ma per tutti gli dei strainkazzati dell’Olimpo, fatemi mettere le mani su un Kit da eutanasia.
Tanto prima o poi dovete togliervelo dalla testa: le generazioni che sto tirando su io mai e poi mai fabbricheranno un reddito tale da mantenere centenari attaccati alla sedia. Regalerete kit agli angoli delle strade, come dopo l’AIDS si sono tirati dietro preservativi a tutti. Siamo in pochi ad aver memoria, ma ci fu un tempo in cui anche i farmacisti li tenevano in cassaforte, perché solo a vederli la vostra morale ne sarebbe uscita adontata e offesa.
Adesso stracciatevi le vesti col culto della vita. Domani, cari mestieranti delle etiche prêt-a-porter, li farete trovare in edicola allegati ai quotidiani. Basterà la vostra traballante macroeconomia a far vacillare le vostre granitiche certezze.

E adesso basta. Hai ragione. Ho parlato troppo. Fammi uscir dal vischio. Dai, una coppa di vino… e filiamocela dal palco.
Il tragos è finito, anche stasera il sole è calato.
Socrate, amato amico di molte lontananze, parlami di qualcosa di cui valga la pena.
Riportami alla Verità, risvegliami l’assente nostalgia di un mondo in cui i giovani avevano sete di vivere, e i vecchi sete di morire.
Se preferisci… in cui i giovani avevano sete di sapere, e i vecchi sete di insegnare.
Tanto tu ed io lo sappiamo che anche se cambi i verbi, il senso resta uguale e inalterato.

Il metaforico cronico
ovvero quando la cronaca diventa metafora

Nel gennaio più caldo del pianeta… i bulbi di anemoni iris e fresie mi sono germogliati a Natale. Nel frattempo a scuola sono entrati i topi adescati dalle dolciastre immondizie primaverili che ristagnavano ancora in pieno autunno perché nessun bidello si era sognato di rimuoverle.
È arrivata l’asl e li ha avvelenati tutti.
Gli americani hanno vinto una guerra impiccando un vecchio.
I vicini di casa massacrano due famiglie regalando indimenticabili attimi di estasi ai giornalisti distratti.
Leggo Dante in classe sempre approfittando – parlandone come da Zen – della mia momentanea assenza.
Le mie lolite velinette lanciano urletti isterici sugli ignavi… perché gli insetti jè fanno schifo.
I mie begli efebi palestrati, ancora strozzati da decine di metri di cordone ombelicale attorno al collo, mi offrono finalmente una inedita ed edificante esegesi dantesca… ah professore’, ma se je faceva le corna ha fatto strabene ad ammazzalla la Francesca…
Dio ti ringrazio… il mondo è ancora perfettamente in ordine!
(anno 2007)

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