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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Cartoni che fanno crescere - Pagina 4

André, l’amore e la sofferenza…
La sofferenza. La scena in cui il Cavaliere Nero lo colpisce al volto con la lama della spada ci è rimasta impressa e ci ha insegnato che con i coltelli non si gioca. Il cartone mostra esattamente quell’occhio ferito e sanguinante con uno zoom in perfetto stile E.R. Venivi così introdotta alla medicina ed il tuo cuore imparava a nutrire quei sentimenti di pietà che avevi perso per strada guardando due o tre puntate di Candy Candy.
Lady Oscar. La nostra rivincita su quell’insufficiente in geografia. Sissignori, abbiamo preso tutte ottimo in storia, interrogate sulla Rivoluzione Francese. Bastava guardare il cartone e sapevi tutto, un po’ come al liceo abbiamo preso bei voti in filosofia tenendo il naso infilato nei libri di De Crescenzo.
Ecco come noi bimbe degli anni ’80 venivamo a contatto con i Valori della Vita e con il crudo Mondo-Degli-Adulti.
Ponendoti dubbi, crescevi. Ecco perché le femminucce maturano prima dei maschietti. Perché guardano storie animate diverse.
Insomma, cosa mai possono imparare, quelli là, da Mazinga, Daitarn III, Gig, Ken, Ufo Robot e compagnia bella? Niente. Quella è irrealtà. Noi sapevamo perfettamente che non potevamo fare affidamento su quei disegni animati. Mica esistono, quei robot. Se una cosa non esiste, non insegna niente.
A che mi serve l’alabarda spaziale quando il fidanzatino delle medie mi pianta di punto in bianco per un’altra? Scusa, cerchiamo di essere seri, dove la trovo io un’alabarda spaziale? Ora che vado in giro a cercarla, quello s’è già sposato. Basta un bello schiaffo. E anche se dagli occhi non ci sprizzano fuori raggi gamma, abbiamo visto abbastanza cartoni da femminucce per sapere come si incenerisce un uomo anche senza il doppio boomerang, la luce atomica e il maglio perforante.
Noi bimbe sapevamo molto più dei maschietti, eravamo avanti miglia e miglia e per questo li guardavamo con sapiente superiorità. Amore-amicizia-sentimenti-famiglia non avevano segreti per noi. Loro, invece, avevano ancora tutto da imparare.
Sapevamo bene, per esempio, che i Puffi non esistevano. Però li guardavamo lo stesso. C’è un motivo. Anche loro ci servivano per elaborare questioni importanti. Perché Puffetta è l’unica femmina del gruppo e, nonostante ciò, nessuno prova interesse per lei? Perché le nostre simpatie non vanno agli ometti blu ma a Gargamella e a Birba? A questa domanda è facile rispondere e la ragione trova il suo fondamento sempre nell’innato buon senso di noi bimbe: Gargamella è un uomo. Birba è un gatto. Esseri reali, come reali sono le nostre eroine. I Puffi, così come i robot, mica esistono. E poi, vestono tutti uguali, sono privi di senso estetico.
Ma soprattutto, ci chiedevamo: perché il Puffo vanitoso, pur essendo un maschietto, ha un fiore rosa nel cappello e parla con una vocina in falsetto?
Insomma, certe cose arrivi per forza a chiedertele.

Oggi.
Oggi è tutto finito, ed è per questo che io rivoglio gli anni ’80. Oggi abbiamo i Pokemon e i loro cloni. Non si impara niente con i Pokemon, le streghette e le fatine. Già digerivamo a fatica Sailor Moon (ma, impegnandoci, l’abbiamo comunque mandata giù).
Alcuni psicologi (quei pochi che non hanno guardato Georgie e quindi non hanno stracciato la laurea) sostengono che i disegni animati siano violenti e che si debba correre ai ripari.
Allora, io sono contraria alla violenza, ma si può sempre arrivare ad un compromesso. I bambini di oggi vogliono vedere combattimenti e morti ammazzati. Scusate, ma perché sprecare energie combattendo contro mostriciattoli?
Vi regaliamo Candy Candy. Così trova anche lei la sua ragion d’essere.
E siamo tutti felici.
(anno 2007)

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