scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Ernest Hemingway - Morte nel pomeriggio

Un romanzo anomalo. Protagonista del romanzo è la corrida. Più simile a una cronaca che ad un romanzo o, meglio, ad un manuale per assistere alla corrida. Hemingway ne traccia una descrizione dettagliata in maniera esemplare, passando in rassegna i giorni in cui assistervi, le fiere, le arene, le città. E poi loro, i tori e le razze migliori; e ancora i banderilleros, i picadores, e un elenco di matadores celebri, che hanno fatto la storia delle corride, vissuti a cavallo degli anni Venti e Trenta.
Non essendoci un protagonista vero e proprio in cui immedesimarsi o di cui vivere le vicende, il libro risulta essere spesso noioso, ricco di particolari tecnici della corrida. Tuttavia l’autore in alcune pagine regala momenti di alta tensione; sembra quasi di sentire il caldo soffocante nell’arena sotto il sole, la polvere, la spada che si infilza nella scapola del toro e gli schizzi di sangue, e soprattutto il dolore provocato dalle corna del toro che si conficcano in una natica piuttosto che nell’addome del matador.
Un libro noioso, ma all’autore va riconosciuto il merito di avere descritto in maniera unica un fatto di cultura e tradizioni della Spagna. Un libro che può risultare utile a chi voglia recarsi in Spagna e assistere alla corrida.
(Stefano Chiarato)

Mojto

ho letto questo libro tanto tempo fa...
più che leggerlo l'ho bevuto, divorato, ingoiato nello spazio di un pomeriggio
Eppure non c'è niente che mi appassioni di meno di una corrida...ma zio Ernest scrive talmente bene che non te ne accorgi...è vero, la recensione ha ragione, il libro è ricco di particolari tecnici, ci sono perfino due interessantissimi capitoli sulla sifilide (piaga che evidentemente affliggeva spesso i toreri)
Ma non lasciatevi ingannare da tutto questo...è facile appassionare il prossimo quando si scrive di argomenti che lo interessano...il difficile è diventare un grande della letteratura di tutti i tempi, scrivendo un libro del genere o mettendoci tre capitoli per massacrare una gazzella in "Viaggio in Africa"
arrivederci, caro Ernest...al prossimo Mojto ed alla prossima rilettura delle tue parole, sempre stupefacenti, sempre magiche, mai noiose...
Alessio

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