scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Arturo Pérez-Reverte - Il Club Dumas

Corso, un mercenario della bibliofilia, un cacciatore di libri su commissione è il personaggio principale del Club Dumas, un romanzo suspence colto, capace di portare il lettore dentro un intrigo costruito sul libro di Dumas, I tre moschettieri, mescolato al mistero dell’esistenza di Satana e della sua rievocazione.
Esattamente come quando si cerca un qualcosa e lo si trova solo nel momento in cui non interessa più e nel posto più banale e scoperto, così Corso, ed il lettore insieme, hanno sotto gli occhi fin dall’inizio del romanzo, a partire dal titolo, la soluzione dell’enigma ma, come dice l’autore attraverso uno dei personaggi: «Un lettore è quello che ha letto prima, più il cinema, più la televisione che ha visto. Alle informazioni che aggiunge l’autore, aggiungerà sempre le sue…» ed è proprio questo che rende ogni romanzo ed ogni soluzione possibile di questo romanzo in particolare, diverso da lettore a lettore. Il protagonista stesso, ad un certo punto del suo cammino verso il cambiamento, si sente come un personaggio di un romanzo (e non lo è forse?), tanto da chiedersi chi può essere quell’autore così perverso da scrivergli una vicenda così complicata e si ostina a credere di essere una persona reale. Forse l’autore, alludendo a se stesso ed alla farsa di Corso, vuole dire che siamo probabilmente tutti dei personaggi di un romanzo scritto dal destino, o attori in un immenso «Grande Fratello». O forse si diverte semplicemente, divertendo ed incantando il lettore con la sua capacità di scrivere e raccontare le proprie conoscenze in modo semplice.
Il lettore che non conosce i testi citati nel romanzo non si sente mai lasciato solo o perso nell’intrigo del romanzo, ma un attento Sherlock Holmes curioso e desideroso di trovare la soluzione che si inventa a tratti per poi riaprire il libro e scoprire la verità.
Per chi ama i libri, l’autore soddisfa con curata sapienza le curiosità sulle modalità con cui venivano stampati, rilegati, contraffatti i libri assolvendo, e permettendo al lettore di assolvere, il falsificatore stesso descrivendone l’abilità e l’arte. In fondo che cosa se ne fa un uomo di un talento artistico se è privo di creatività? Riprodurre, con la stessa arte ma senza il vero genio dell’autore, che sia di un romanzo o di un dipinto, è l’unica strada che può percorrere per esprimersi e non morire.
Il Club Dumas quindi può essere letto su vari livelli perché soddisfa ogni tipo di pubblico che voglia da un libro una storia di puro intrattenimento (feuilleton come cita l’autore) o una morale finale o un saggio sui testi antichi.
(Nadia Zapperi)

è uno dei miei libri

è uno dei miei libri preferiti, scritto davvero bene, da un autore colto per un pubblico colto...
forse è questa l'unica pecca (si fa per dire)
è vero che può essere letto a più livelli, alcuni anche molto semplici, ma se non si conoscono Milton, Dumas e tanti altri che Reverte usa come spunto, si perde un pò di quello che il libro riesce a dare...non che voglia scoraggiare qualcuno, ci mancherebbe.
Personalmente di questo libro amo molto il dialogo tra Corso e la ragazza...in cui lei paragona i diavoli dopo la caduta ai soldati dell'Anabasi di Senofonte...
" Pensaci Corso. Tutti quei vecchi soldati che vogliono soltanto rivedere il mare."
la citazione è a memoria...quindi probabilmente non è esattissima...cmq voi il libro leggetelo lo stesso...
Alessio

Dimenticavo ... tra i tanti

Dimenticavo ... tra i tanti piani di lettura di questo libro,
c'è il rapporto tra bene e male...
Insomma, se non fosse chiaro parliamo del diavolo…
si, proprio lui…Satana, Belial, Mefistofele, Baphomet, Belzebù…oppure Lucifero, il pianeta Venere,la Stella del Mattino…
E non vedo perché non parlarne, in un momento storico in cui un papa incita all’astensione sulle questioni etiche…
E’ sempre la solita storia…l’albero della conoscenza non va toccato…poco importa se delle persone moriranno perché non si può sperimentare sulle cellule staminali o se altre persone non potranno avere figli…
Prima di sfrattare Adamo ed Eva dal Paradiso, Dio li condannò a “guadagnarsi il pane con il sudore della fronte” e a “partorire con dolore”
Adesso, le nuove divinità assise in Vaticano condannano le donne a “non partorire”…non male come inversione di rotta…
E allora parliamo del diavolo…colui che ha osato alzare le ciglia contro il suo creatore…per dirgli “ io esisto”… ho una dignità, … con cui dovrai fare i conti…
Decisamente uno che non avrebbe consigliato l’astensionismo…
Nostro padre Dante (che pure era dotato di una certa ortodossia) non si prende nemmeno la briga di immaginare un girone per gli ignavi…li sbatte alle porte dell’inferno, ad inseguire una bandiera per l’eternità…
Che girone inventerebbe per i nuovi ignavi,… per quelli che si astengono … Ratzinger, Ruini, Rutelli e compagnia bella?
Non sappiamo la risposta…
Se permettete, potrei immaginarla io una sorte …
Pensate alla sala di uno di quegli ospizi per anziani…tinteggiata verde pisello, con la copertura in fòrmica marrone finto-legno fino a metà parete e l’illuminazione a neon…fioca, depressogena ed obitoriale…
Ed un televisore in bianco e nero, perennemente sintonizzato su Retequattro…con la neve su tutti gli altri canali…
Per l’eternità e anche oltre…
Come, troppo cattivo?
E allora?
In alcune occasioni io divento estremamente cattivo…soprattutto quando si ledono i diritti dell’Umanità…quando la coscienza (in malafede) di uno o più singoli si erge a coscienza comune … collettiva…
Jacques Cazotte diceva che “ Il diavolo non è mai brutto come lo si dipinge”, ma il mio grande amico Arturo Reverte, proprio in questo libro, completa la frase aggiungendo ” Ognuno ha il diavolo che si merita”
C’è chi ha visioni di mostri infernali e di spaventose torture ed infligge agli altri la sua personale concezione, perché, evidentemente, ha così poca fiducia nella propria etica, da sentire la necessità di rafforzarla terrorizzando il prossimo…
Benissimo, chi propugna un inferno così, evidentemente se lo merita…che ci vada dunque…
Sapete come lo immagino io, invece?
…un piccolo locale in legno,…un ambiente caldo, tavoli con scacchiere, beveraggi gratis e un sacco di libri…
Ah,dimenticavo…
Si può fumare…
E al bancone lui…la Stella del Mattino…
Con un bicchiere ed una parola di conforto per tutti…, ma intimamente triste, per le infinite sconfitte, gli innumerevoli torti, le molteplici frustrazioni, che ha dovuto subire dal creatore e dalle sue alate SS, eppure sempre li, a rivendicare la sua esistenza, la sua dignità…
Sia chiaro, qui si parla di immagini culturali, la teologia non c’entra nulla (anche perché non è argomento che mi possa fregare più di tanto)
Abbiamo un Male che si traveste da Bene ed al riparo di candide vesti si arroga il diritto di decidere il destino degli uomini…
Ognuno ha il diavolo che si merita, ognuno fabbrica a sua somiglianza una personale cosmogonia. Che gli stronzi si tengano il loro diavolo stronzo…
Personalmente invoco il Lucifero di Milton o quello di Reverte, in realtà molto simili, che combattono sapendo di perdere, perché non è importante il risultato, ma l’intraprendere un’impresa, come sostiene my buen amigo Alonso...
Anche se le sconfitte ci amareggiano, ci frustrano, ma non devono impedirci di risalire a cavallo…
Insomma un diavolo triste, nell’allegria generale del nuovo millennio…
Contrapposto ai ghigni sogghignanti di certi prelati, con i loro scintillanti anelli autentici e la loro falsa etica da due lire…
Quanto sono vicini ad un’epoca che, in gran parte, è solo fame, malattie, povertà?
E’ chi meglio di Lucifero, invece, incarna in sé questo stomaco del mondo, floscio e semivuoto … fatto di mani protese che nessuno afferra…di pance gonfie d’aria che nessuno nutre…?
Un diavolo triste…vicino alla sofferenza perché è stato il primo a soffrire…
Un diavolo frustrato…perché non può, con tutta la sua sapienza, modificare l’inferno di questo mondo…
Un povero diavolo…
Appunto…
Alessio

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