scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Narrativa

La narrativa è forse la forma letteraria più diffusa al giorno d’oggi: basta guardare gli scaffali delle librerie o sfogliare i cataloghi delle case editrici per rendersene conto. Sebbene i romanzi esistessero già nell’antichità (il Satiticon di Petronio e l’Asino d’oro di Apuleio, per esempio, furono scritti durante i primi secoli dell’Impero Romano), come genere letterario è piuttosto recente: in Italia, il primo romanzo è considerato Le ultime lettere di Jacopo Ortis del Foscolo; mentre il «romanzo nazionale» del popolo italiano sono I promessi sposi del Manzoni, in pieno Ottocento (secolo assai fecondo, quanto ad opere di narrativa). E non è certo un caso che gli scrittori più letti al giorno d’oggi siano autori di narrativa, sia che si tratti di opere di fantasia, sia che si tratti di fatti di vita vissuta (ciò che viene solitamente definito con i termini anglosassoni, indubbiamente brutti, di «fiction» e «faction»).
Poteva mancare, nel nostro sito, una sezione di racconti? Non sarebbe stato un sito letterario. Anzi, si potrebbe far notare che la parola «racconto» è anche un verbo: «io racconto», cioè narro, tramando memoria di un evento – non necessariamente realmente accaduto – che ritengo dovrebbe essere conosciuto da altri, o dalle generazioni future. Per questo molte opere di narrativa riguardano storie personali o della propria famiglia.
Noi non abbiamo la pretesa di raccontare la vita, o frammenti di vita: alcuni dei racconti qui pubblicati, è vero, riguardano eventi di vita reale (o perlomeno vi si sono ispirati), mentre altri sono opere di totale fantasia – non però di pura evasione, dato che sono stati scritti per farci riflettere sui piccoli e grandi temi coi quali ognuno di noi, prima o poi, si deve confrontare. Così il nostro sito non sarà solo un mero contenitore di idee, per quanto valide esse possano essere, ma anche uno strumento che vuole promuovere il dialogo, il confronto, la riflessione.

Lo scambio

Se il termine "narrativa" lo vogliamo estendere anche alla tradizione orale di accadimenti o favole o tradizioni remote, allora ci accorgeremo che la civiltà si basa proprio sulla narrativa, cioè sulla capacità di tramandare ai propri discendenti le conquiste delle generazioni precedenti. Questo si è reso possibile soprattutto nell'uomo con l'avvento del centro di Broca, il centro della parola, ma anche con la possibilità di usare il pollice, il dito opponibile che consente di manipolare la materia e di creare gli organi accessori. Vista da questo punto di vista, a mio avviso, la narrazione condiziona anche l'umanità intera, costringendola a socializzare per ottenere benefici comuni.
Non ricordo se l'aforisma che sto per riportare abbia un autore certo, ma certamente esprime una grande verità:
Se io ho un euro, e tu hai un euro, e ce li scambiamo, dopo lo scambio abbiamo sempre un euro a testa.
Se tu hai un'idea e io ho un'idea, e decidiamo di scambiarcele, dopo ognuno di noi avrà due idee.

Se...

Se si potesse sopravvivere con le idee invece che con gli euro sarebbe un mondo totalmente diverso.
Mi dai un etto di prosciutto e ti pago con un'idea :)

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

If

Maurizio questa si che è "un'idea"

.....

...piacerebbe anche a me vivere così!

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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

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