scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Monterosso" di Lorenzo Perego

Il piazzale era spartano, rustico, lastricato alla buona con lastroni di cemento. Quattro file di alberelli verdi lo coloravano, ed erano preludio alla vista della statua del fondatore, che svettava bronzeo abbracciato a due dei suoi piccoli orfani.
Il sole cocente stancava la vista e la mente, l’umidità rendeva insopportabile e appiccicaticcio ogni minimo movimento. Neanche un filo d’ombra per ripararsi. Intanto osservavo il ragazzo ciondolante, e il quarantenne arzillo e giovanile, che parlava in dialetto al cellulare.
Altri personaggi spuntavano, parlando lingue italiane dalle sfumature che non riuscivo ad afferrare. E sopra a tutto ancora il caldo soffocante , e i ragazzi coi loro odori di deodorante e sigarette.

Scendevamo verso il mare e l’estasi mi colse al vedere una pianta di limoni, in un giardino.
La fotografai subito e mi venne da pensare, a come davvero Eugenio Montale potesse restare d’incanto, e comporre la sua famosa poesia, davanti a questa pianta.
Il tronco forte e robusto, anche se snello, con rami sottili a sorreggere verdissime foglie. E questi frutti dorati, luminosi, che al caldo cocente mi mettevano addosso la voglia di coglierli, e spremerli: pensavo all’acqua fresca, al sapore acidulo della Liguria che scendeva a dissetare.

Ah Liguria, Liguria. Abbracciata alla collina, verde di olivi, scalata da viti e greggi di pecore. Abbracciata alla collina, quasi a fuggire dal mare, così scuro nei giorni di nuvole.

E la spiaggia, viva, piena, quasi fastidiosa.
Il mare calmo, freddo all’inizio poi tiepido.
Nuoto per liberare i pensieri, per far sentire bene il mio corpo. E dal largo la guardo, Liguria rintanata in collina.
Il sapore del sale in bocca, sulle labbra, gratta la pelle: un gusto odiato, ma tuttavia cercato, quando in città pensi di voler andare via, da angusti uffici e soffocanti fabbriche.

E finalmente le ragazze. Belle. Distese sulla sabbia. Belle. Colorate dal sole. Belle.

Senti la brezza fredda che viene dal mare, il vento inarrestabile che spazza la montagna.
Ecco la vecchia che passeggia, non si ferma davanti a niente, e chiede con insistenza le caramelle.
Ecco le lacrime che scendono sul viso della ragazza bionda. Ecco la stanchezza durante il viaggio di ritorno. Dormendo torniamo, dormendo viaggiamo.

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