scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Il Muretto" Pag. 2

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Il giorno più bello, per il bambino del muretto, è il sabato. Al sabato arriva il suo papà, che lavora lontano, a Venezia, e lui lo va ad aspettare in fondo alla viuzza in cui abita, da una parte la vigna e l'abitazione dei Dotto, dall'altra un grappolo di casette a due piani, tutte con un giardinetto davanti e un cortile di dietro. Nel giardino del bambino c'è un grande abete, più alto della casa di parecchi metri, sotto il quale crescono le fragoline di bosco. Attorno all'abete, sulla terra, di solito il bambino e il suo amico Gigi con un ramo o un sasso appuntito tracciano le piste sulle quali giocare a coperchietti (coercéti). Sono i tappi-corona delle bottigliette delle bibite, appesantiti internamente con della cera, in cui vengono applicate le foto dei corridori ritagliate dalle figurine, Coppi, Bartali, e poi Baldini, e Nencini ... Gaul ... . Ciascun giocatore è un corridore, e deve raggiungere il traguardo tirando i coercéti con le dita (con il medio, per la precisione, ben teso dal pollice, che lo sforza al massimo e poi lo lascia andare), stando bene attento a non farli uscire di pista. I tappi vengono religiosamente raccolti il sabato sera, quando il bambino va al bar con i suoi genitori, a vedere la televisione nel Grande Giardino Ghiaioso. Lì per terra ce n'è un mare, di tappi, della Coca-Cola, della birra Itala Pilsen, dell'aranciata San Pellegrino, della Tassoni soda, quelli anonimi della gazosa ... Così, tra un Musichiere visto a spizzichi e bocconi, e il momento agognato della Coppa del Nonno, il bambino si fa una scorta da sballo, e il giorno dopo può esibire agli amici la sua collezione record, arricchita di un pezzo da novanta, il tappo dell'Acqua brillante Recoaro, cedibile soltanto in cambio della figurina - introvabile - di Sivori, il giocatore della Juve.

Con Gigi, però, arriva il giorno della rottura. Tutta colpa di Olga, la bambina bruna di otto anni che è venuta ad abitare vicino a loro. Perché tutti i due se ne innamorano, alla disperazione. Lei per un po' fa la civetta, li tiene sulle spine, accetta le avances di entrambi, sorride ora all'uno ora all'altro. Ma quella volta che il bambino l'accompagna a fare la spesa, e al ritorno le porta pure la borsa, lei si decide, e arrivati al cancello della sua casa, gli fa una carezza e gli dice, tutta rossa e confusa: "Te vojo ben a ti ... de Gigi no me interessa gnente". Madonna, ragazzi! Il bambino è inebetito, mormora solo: " ... davéro? ...". Lei fa di sì con la testa, gli dà un veloce bacino sulla guancia e fila dentro in casa.

Da allora, con Gigi, è guerra totale, all'ultimo sangue. Gigi, che ha un anno di più, lo prende in giro, lo sfotte, "Te spussi ancora da làte!" gli grida dietro quando lui è con Olga, e il bambino si vergogna, schiuma di rabbia, gli tira sassi, vorrebbe aggredirlo, ma sa che avrebbe la peggio, perché è mingherlino e dimostra meno dei suoi otto anni, un giorno però, gli corre dietro con un bastone più grande di lui, e glielo spacca sulla schiena, lasciando Gigi quasi tramortito dal dolore. Panico. E adesso? Mi ammazza! Guarda Olga, che guarda per terra, silenziosa, sta giocando con dei sassi, d'un tratto gli tira un'occhiataccia, piena di odio, incomprensibile, ma è solo un attimo, e lui si chiede perché, che cosa ha fatto, "Parché te me vardi cussì", mormora "Sìtu arabiàda?", e lei per tutta risposta si alza e se ne va. Lui la segue disperato con lo sguardo, "Dove vàtu! Vien qua!" grida. E non si accorge di Gigi, che si avventa come una furia su di lui, lo butta per terra, lo riempie di botte, dappertutto, picchiando come un forsennato, e Olga si ferma un attimo a guardare, poi, spaventata, scappa via di corsa.

Da quel giorno, con Olga, è finita. La sua mamma le ha proibito di uscire di casa, e ha proibito al bambino e a Gigi di cercarla. Fortunatamente per tutti, il papà di Olga viene trasferito, e la pace torna a regnare nel borgo. Gigi ogni tanto sorride e gli dice "Ma te piaséve'a davéro tanto, Olga? Non 'a xe gnanca tanto bèa. 'A ga 'e gambe storte!" e lui lo guarda serio serio, e gli risponde "Ma sta' ssito, èbete!" Da quella volta, il bambino Olga non l'ha più rivista. Chissà dov'è! Si sarà sposata, avrà dei figli. Di sicuro. Con quegli occhi grandi, scuri come la notte, quanti ne avrà incantati! Bella. Incredibilmente bella.

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