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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Sogni - Capitolo 5

Davide mi sveglia di soprassalto. Cosa avrà sognato? Si gira e si rigira, poi si riaddormenta.Ormai Morfeo mi ha abbandonata, anche se è presto mi alzo e comincio la mia giornata. Mentre preparo la colazione ritorno con la mente a ieri sera.
Già, ieri sera. Volevo chiedergli di accompagnarmi all’incontro di lavoro che avrei avuto nel weekend, senza fargli scoprire che avevo organizzato una fuga romantica per noi due, per ritrovare l’attrazione di un tempo, per ritrovare quella scintilla vitale che abbiamo perso e per farlo mi ero preparata con cura. Avevo sistemato le bimbe a cena da Margherita, la vicina, riordinato la casa, preparato una deliziosa cenetta solo per noi due e…. indugiato in un delizioso bagno caldo, con una nuova essenza profumata che mi inebriava i sensi rilassandomi e facendomi volare con la mente alle sue meravigliose mani che per due giorni avrebbero accarezzato la mia pelle di seta, procurandomi brividi di piacere. Avevo poi indossato un semplice vestito che aderiva al mio corpo, fissato lo specchio che mi rimandava una bella figura e notato una scintilla di luce maliziosa nei miei occhi. Sì, ero pronta per far capitolare Davide senza farmi scoprire.
Già, così credevo io, la solita ingenua, quella che vive nelle favole! Infatti tornato a casa neanche mi ha notata, dandomi per scontata, come la cena che ha ingurgitato ed è fuggito subito davanti al televisore. Che delusione, che rabbia! Tutti i preparativi per cosa poi? Per sentirsi dire “sì vai pure nel weekend, io sto a casa da solo!” Come da solo? Con tutta la fatica che ho fatto, tutto l’impegno che ci ho messo e la voglia di stare con lui per due giorni e cosa mi dice? Di andarci da sola! Sola!!
Va bene, questa volta vado davvero da sola! Come programmato lascio le bimbe da mia mamma e parto, DA SOLA!
La colazione è pronta, sveglio le bimbe. Davide mi dà il buongiorno ed io non lo guardo nemmeno, sono troppo arrabbiata, delusa, ferita.
Porto le piccole all’asilo ed arrivo in ufficio.
Mi siedo alla scrivania, la mia agenda mi guarda implorante ma…la mia mente è altrove.
Il pensiero è fisso. Davide non ha recepito il messaggio. Ho lividi nell’anima, lame nel cuore e lacrime agli occhi. Dove ho sbagliato? Perché non riusciamo più a comunicare?
Claudia Lucchin (4 Gennaio 2009)

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