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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"La guerra in bocca" di Roberto Ritondale

di Roberto Ritondale
-Sam, mi fa un male boia. Non ce la faccio più.
Il fuoco dell’artiglieria nemica sembrava non volesse più finire.
-Sam…
-Forza, resisti Nick.
-Ho sete, Sam.
-L’acqua è finita.
-Merda. Sto morendo, Sam, sto morendo.
-Forza, resisti Nick.
-Ho solo vent’anni, Sam, solo vent’anni. Non può finire così.
-Prima o poi finisce comunque, Nick.
-Mi aspettano, a casa mi aspettano.
-Sei fortunato, Nick. C’è qualcuno che piangerà per te.
-Cazzo, Sam, sei proprio uno stronzo.
Per un istante incrociarono gli sguardi, che subito dopo si persero nel vuoto.
-Ho sete, Sam.
-L’acqua è finita.
-Merda.
Il dolore lo assaliva all’improvviso. Poi, per qualche attimo, quel buco nella spalla non sembrava neanche il suo.
-Non ho salutato nessuno, alla partenza… - rantolò Nick.
-Io non avevo nessuno da salutare.
-Io avevo Linda. Otto mesi che non la vedo. Non so dov’è. Non so più cosa fa.
-E nemmeno con chi se la fa…
-Sei proprio uno stronzo, Sam.
-Sono uno stronzo, Nick.
-Sam… Mi chiuderai gli occhi? Mi fanno schifo quelli che muoiono con gli occhi sbarrati.
-Ci penso io, Nick.
-Non ho nessuna speranza, Sam?
-Non credo, Nick.
-Sei proprio uno stronzo.
Il rosso del fuoco nemico cominciava a confondersi con quello del tramonto. Nick non lo aveva mai notato, un tramonto.
-Conosci qualche preghiera, Sam?
-Mai pregato in vita mia.
-Ma che faccio, glielo chiedo un miracolo?
-Provaci, Nick. Magari è qui di passaggio…
-Sicuro avrà notato quest’inferno.
-L’inferno non è posto da Dio…
Nick alzò lo sguardo su Sam.
-Ma ce l’hai un cuore sotto quella pellaccia da bastardo?
-Il cuore è un muscolo, Nick, una pompa che fa viaggiare il sangue.
-Sto morendo, Sam.
-Forza, resisti Nick.
-Cazzo, non sai dire altro?
-Resisti, Nick. Forza…
-Almeno ce l’hai un goccio d’acqua?
-E’ finita da un pezzo.
La sera stava calando un velo scuro sulle vergogne del mondo.
-Ma tu non hai paura della morte?
-Ho una fortuna, Nick: a casa non c’è nessuno che mi aspettta.
Nick scoppiò in lacrime. Caddero giù copiose, e alcune gli lambirono le labbra, ma non riuscì a dissetarsi.
-Mi chiuderai gli occhi, Sam? Mi fa schifo chi muore con gli occhi sbarrati.
-Ci penso io, Nick.
L’aria si appesantì. Quel buco nella spalla s’era fatto traforo.
-Ho tanta sete, Sam. Un goccio… solo un goccio per sciacquarmi la bocca.
-L’acqua è finita, Nick.
-…
-Nick?
Nick non rispose, nonostante avesse gli occhi spalancati.
-Qualcuno a casa piangerà per te - gli disse Sam. Che poi gli chiuse gli occhi e si inventò una preghiera.
Pregò fino a quando una bomba gli esplose addosso spaccandolo in due. Lo ritrovarono il giorno dopo in trincea. Con gli occhi sbarrati e con la guerra in bocca.

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