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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Racconti dell'età del rap - Pag. 3

In realtà, per quello che ne so io, il racconto è una critica, volutamente poco verosimile e paradossale, ai rituali di una borghesia che sembrava morta e sepolta e che invece è ritornata a galla sotto altre forme e stili di vita, dimostrando grandi capacità di galleggiamento, storico e sociale. Anche in questo caso, l’ambientazione anni ’60 è solo comodità, quasi a dimostrare che il problema è eterno, che certe cose che ci sembrano figlie di un momento preciso, di una contingenza, hanno in realtà un’origine più lontana e profonda. Zia Susanna è una persona che si rifugia dietro un finto schermo, preferendo una lenta degradazione, piuttosto che ammettere un atto lecito ed al massimo disdicevole. In ciò si differenzia da altri personaggi, perché la borghesia non esplode mai, al massimo ammuffisce, si deteriora, come cibi lasciati all’aperto. C’è poi il caso di racconti come “ The man in leg” o “Gli strati della cipolla”, un’apparente polemica con la chiesa e con certe forme di religiosità. In realtà il problema è più ampio ed investe l’assurdità di tutte le regole in quanto tali, imposte senza alcuna mediazione di buon senso. Le norme, le regole, più in generale le idee, assomigliano agli elastici. Se sono di buona qualità, si possono tendere, estendere a volontà senza rompersi. In questo caso, tese allo spasimo dall’assurdità della situazione, si spezzano colpendo chi è più vicino. Colpa dello scrittore e delle sue assurde trame o della regola in sé, che non regge a cotanto paradosso?
“ Grand hotel Saigon” è un po’ un caso a parte. Che si parli di un reduce del Vietnam non è importante. E’ solo la guerra più comoda che potessi prendere in prestito. Abbastanza lontana da non lasciare ferite ed abbastanza vicina da lasciare cicatrici. In realtà è la storia di un bivio. Un fermo immagine scattato un secondo prima di andar fuori di testa. Per questo ha un finale aperto. Il protagonista è abbastanza intelligente da concedergli una speranza.
Storie, trame, personaggi.
Non è importante che siano americani o troiani, antichi o futuribili. E soprattutto non venitemi a parlare di generi letterari. Non esistono i generi, o meglio esistono se hanno delle suocere. L’ Inferno dantesco cos’è, un romanzo horror? Esistono le storie e qua dentro, spero, ne troverete in abbondanza.

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