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a proposito di libri...

Il primo libro serio che ho letto è stato Storia comica, di Anatole France.So che è difficile crederlo, ma avevo otto o nove anni. Il libro mi lasciò giustamente perplessa, ma fu l’aprirsi di una porta sull’universo. Angosciata dal timore di non specchiarmi, ritrovavo mille mie immagini nei frammenti di uno specchio che si moltiplicava all’infinito. Leggevo di notte, sola, in una grande biblioteca. Fuori dalla finestra vento e mare riempivano la notte di fruscii e le stanze enormi erano piene di scricchiolii. Ma i fantasmi non potevano superare il cerchio di luce, ed io viaggiavo ovunque, con una fame di sapere e di amore bulimica. Non disdegnavo niente, tutto mi affascinava, e apprendevo stupefacenti cose. La biblioteca aveva i suoi segreti, che mi turbavano, ma non mi fermavano.De Sade a nove dieci anni non lascia indifferenti.Ma anche Auden, Anna Achmatova, e i russi, e i grandi della letteratura americana…tutto, tutto. I miei cari amici! La poesia, che tanto mi ha consolata, e tutti quelli a cui debbo l’avere imparato a vivere prima, a sopravvivere poi, in qualche circostanza. Rileggere! Si, per ritrovare l’incanto delle orme su una spiaggia vergine, perché il gusto di quelle letture così vive. così sbalorditive non l’ho dimenticato. La scoperta. Tutto quello che una persona di media cultura ha letto a quarant’anni, io l’avevo letto a quattordici. Sono ancora in grado di ricordare a memoria alcuni brani dell’Amleto in inglese, con testo a fronte, regalo per aver superato la terza media.Sono grata ai libri, a tutti i libri, io li sento scorrere in me e se tutto dovesse andare male, me ne starò con loro al riparo dai fantasmi, mentre fuori è notte, nel cerchio di luce, finché non si spegne.

scritto da Leila Mascano · 6 febbraio 2008, 14:00 · #

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