Ci vuole pazienza. Ce lo ricorda bene, all’inizio della storia, la protagonista di questo romanzo.
Infatti, il libro ci mette un po’ a prendere quota, ma una volta che la raggiunge, non scende più.
E’ un continuo crescendo, la curiosità aumenta di pagina in pagina.
E’ la saga di una famiglia cilena emigrata in California, alla fine del XIX sec. Lì il destino si incrocia con quello di una famiglia cileno-cinese.
E’ il diario di Aurora del Valle, una giovane donna, orfana dalla nascita e allevata dai nonni, aggrappata alla propria macchina fotografica che riempie la sua solitudine.
Tutti sappiamo che la fotografia è mezzo di comunicazione, ma per Aurora del Valle è qualcosa di più. Attraverso le foto scattate riesce a leggere i sentimenti delle persone e a scoprire che…
A volte sembra che il romanzo assuma toni da telenovela; un libro per un pubblico femminile? Non è così. Un libro che parla d’amore e di morte, di rivalità e di umanità, di gelosia e di tradimento, di storia e di guerra, di solitudine e di mistero. Ed è proprio il mistero che avvolge il passato di Aurora del Valle a rendere interessanti le pagine del libro. Il passato, volutamente tenuto nascosto dai nonni, si dipanerà a poco a poco, non senza colpi di scena. L’importanza delle radici, del proprio passato: è questa la morale che emerge dal romanzo. Il proprio passato è la propria storia, senza un passato si è come ombre staccate dal corpo, vaganti nel vuoto.
di Stefano Chiarato
Per un assaggio del libro clicca sul link seguente:
http://scrignoletterario.it/node/533

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