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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Costanza Alpina - Niente di personale contro Mara Carfagna

Il titolo di questo pamphlet, come lo definisce l'autrice che scrive sotto lo pseudonimo di Costanza Alpina, può sviare. Perchè Niente di personale contro Mara Carfagna. Brevi considerazioni su una soubrette diventata ministro non è un libricino di satira, bensì una disanima accurata e ben circostanziata che analizza e mette sotto accusa un sistema politico, quello italiano attuale, in cui è stato possibile che una piacente signorina, nel giro di pochi anni, sia passata dai panni generosamente scollati di soubrette a quelli castamente griffati di ministro alle Pari Opportunità. Vale a dire da simbolo della mercificazione della femminilità a garante e difensore della stessa. Un ossimoro vivente, insomma. Se molte donne, appresa la notizia della nomina della Carfagna, si sono sentite prese in giro e hanno ritenuto vani decenni di lotta per l'emancipazione, leggendo il volumetto di Costanza Alpina avranno almeno la magra consolazione di comprendere meglio come ciò è potuto accadere e, forse, come comportarsi per evitare che il maschilismo strisciante dei nostri politici (accettato, lo ammettiamo tristemente anche da una certa porzione di donne) continui a dilagare. Ma non si tratta di un attacco diretto alla Carfagna che in fin dei conti è semplicemente un effetto del sistema, è un manifesto "contro la svendita televisiva della femminilità. Contro l'elevazione della "soubrettitudine" a modello politico e sociale."
"Il mio è [...] un lamento - scrive Costanza Alpina - evocato da un senso di disillusione e di ferita. Ferita di una femminilità silenziosa, ritratta ma forte e caparbia, come quella di tante donne che hanno trascorso, trascorrono e ancora trascorreranno ore e anni chine a dedicarsi con diligenza e passione alle loro professioni, ai loro mestieri, sperando in un riconoscimento anche molto inferiore a un pulpito o una cattedra, uno scranno parlamentare, una scrivania al ministero.
L'esercizio di riflessione nasce dal senso di offesa avvertito penasando alle donne che nemmeno si sognerebbero di fare la valletta o posare nude e seminude davanti al grande pubblico.[...] A quelle tante donne, studentesse, lavoratrici, mamme, studiose e non, va il mio pensiero più solidale. Con loro condivido la fatica, la rabbia, l'orgoglio, la speranza e l'operosità silenziosa di ogni giorno di lavoro. a loro dedico queste mie considerazioni."

Carla Casazza

Per un assaggio del libro clicca sul seguente link: http://scrignoletterario.it/node/550

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