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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Aprile 2009 "Oscar Wilde" di Claudia Lucchin


Carissimo Oscar,
permettimi di chiamarti così, come se fossi un caro amico.
Ho letto il tuo romanzo, Il ritratto di Dorian Gray, che mi ha affascinato, incantato, incuriosito, sia per la meravigliosa scrittura sia per l’incredibile trama. E ho voglia di conoscerti.
Chi sei Oscar, veramente? Che vita hai vissuto? Che filosofia ti ha animato?
Per rispondere a queste domande sono venuta a cercarti e ti ho trovato!
Sei nato il 16 ottobre 1854 a Dublino, in Irlanda, la magica terra dei Celti e dei Druidi, degli antichi castelli e delle verdi distese.
Tuo padre era oftalmologo, famoso anche per i suoi pazienti illustri, come la regina Vittoria.
Tua madre era una poetessa, conosciuta con lo pseudonimo di “Speranza” derivante dal suo motto “fidanza, speranza, costanza”.
Sei molto legato a tua madre, come lei ami la letteratura e vi comprendete molto bene.
Studi al Trinity College e a Oxford e nel 1878 muovi alla conquista di Londra col poema “Ravenna”, di ispirazione italiana.
Diventi celebre non solo per il tuo brillante genio ma anche per le tue pose stravaganti, come passeggiare con un giglio o un girasole in mano o adornare il tuo collo con un vero serpente.
Queste stravaganze più la ricercata particolarità del tuo abbigliamento, scandalizzano i benpensanti e ti ritrovi frequentemente messo in ridicolo sui giornali satirici come il Punch.
In realtà cerchi di vivere con assoluta libertà di artista.
Nel 1881 esce “Poems”, un successo che ti porterà poi negli Stati Uniti per un ciclo di conferenze sull’estetismo. La tua idea mi affascina, infatti giudichi l’estetismo come una scienza che studia il bello e che si può trovare in ogni cosa e il fondamento dell’esteta è la ricerca stessa del bello.
A Parigi scrivi due drammi romantici: “Vera” e “La duchessa di Padova”. Anche qui i tuoi modi di gran signore e la tua conversazione brillante ti spalancheranno le porte dei salotti mondani e intellettuali, ma non disdegni i bassifondi che ritrarrai anche nelle tue opere principali.
Nel 1884 ti sposi con Constance Lloyd: strano perché hai tendenze omosessuali! E infatti dopo la nascita di due figli, ti separi.
Continui a scrivere, racconti, fiabe, e nel 1891 il tuo unico romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”. E’ il manifesto dell’estetismo decadente che verrà accolto dalla critica vittoriana con scandalo e furiose polemiche. Infatti racconta la storia del giovane e bellissimo Dorian che per la magia di un suo voto, rimane sempre giovane di lineamenti, pur passando tra le peggiori dissolutezze, mentre lo sfascio della sua vecchiaia, viene trasferito al suo ritratto, che conserva in soffitta.
Alla fine Dorian si ravvede, pugnalando il suo stesso ritratto.
In questo libro condanni il vizio e lo punisci, ma ti compiaci anche del fascino della seduzione del male.
Il tuo scopo è l’esperienza stessa e non i suoi frutti, la negazione di ogni credo e sentimento che limiti le facoltà di godere, la supremazia dell’artista sulle leggi morali e sulle convinzioni sociali.
Queste idee, “voler vivere la propria vita come un opera d’arte”, le hai trasportate nella tua vita quotidiana e le hai pagate in prima persona.
Durante un tuo soggiorno a Parigi scrivi “Salomè”, ma quest’opera teatrale non può essere rappresentata a Londra per il veto del Lord Ciambellano.
Continui a scrivere commedie teatrali: “Il ventaglio di Lady Windermere” (1892), “Una donna senza importanza” (1893), “Un marito ideale” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto” entrambe del 1895.
Queste tue opere teatrali sono stilettate al cuore dell’ipocrita morale della società vittoriana in cui vivi e che non è disposta a veder svelate le sue contraddizioni in maniera così palese e sarcastica. Infatti dal 1895 la tua scintillante carriera e la tua vita privata, vengono distrutte.
Due anni prima inizia la tua relazione con Lord Alfred Douglas, detto Bosie, che scandalizza la buona società, e nel 1895 vieni processato e condannato per omosessualità a due anni di lavori forzati.
Durante la prigionia scrivi un’opera toccante e di profonda umanità “De Profundis”, che è una lunga lettera indirizzata al mai dimenticato Bosie (il quale nel frattempo si allontana da te, quasi abbandonandoti).
L’ultima opera che scrivi dopo un riavvicinamento a Bosie, è “La ballata del carcere di Reading”, che termini nel 1898, dopo essere uscito di prigione, durante un soggiorno a Napoli.
Il 30 novembre del 1900 a Parigi ti ammali di meningite e muori.

Caro Oscar, ti ammiro!
Ammiro il tuo coraggio di vivere, coerente con le tue idee, il coraggio di ribellarti a una società che nega la libertà di espressione artistica e umana, il coraggio di vivere, stupire e sorprendere fino in fondo, di essere te stesso nonostante tutto e tutti, compreso il prezzo da pagare per una vita vissuta controcorrente, a cui ti sottopone la società vittoriana condannandoti ad una fine ignominiosa.
Grazie Oscar, rimarrai sempre nel mio cuore!

Claudia Lucchin

Aforismi

Gli aforismi di Oscar Wilde ci permettono di capire qualcosa di più di lui...
Ne esce una figura egocentrica, narcisista, che non ha proprio una bella idea sulla donna e sul matrimonio.

Per quanto riguarda la società invece, alcuni suoi aforismi valgono ancora oggi.

Eccone alcuni esempi:

Ogni uomo ambizioso deve lottare contro il suo secolo con le proprie armi. Ciò che questo secolo adora è la ricchezza. Il Dio di questo secolo è la ricchezza

Per entrare nella migliore società, oggi, bisogna servire buone colazioni alla gente, divertirla o scioccarla: nient'altro!

Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità

Credi a tutto ciò che è scritto sul giornali? lo sì. Oggi non accade che l'illeggibile

Che sciocchezza parlare di matrimoni felici; un uomo può essere felice con qualsiasi donna, purché non la ami veramente
La felicita di un uomo ammogliato... dipende dalle donne che non ha sposato

Una donna non dovrebbe mai essere troppo precisa circa la sua età, per non sembrare un'intrigante.

Non dovremmo mai credere a una donna che dica la sua vera età. Colei che la rivela è pronta a raccontare tutto.

Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare tutto.

«Come definiresti l'uomo malvagio?» «Quel tipo d'uomo che ammira l'innocenza.» «E una donna malvagia?» «Quel tipo di donna di cui un uomo non si stanca mai.»

L'unico modo di trattare una donna è di farle la corte, se è carina, e di farla a un'altra, se è brutta.

Le donne che hanno buon senso sono così curiosamente insignificanti..

Qualsiasi grande passione può diventare un cruccio, basta che vostra moglie ne sia a conoscenza.

Bisognerebbe essere sempre innamorati. Questa è la ragione per cui non bisognerebbe mai sposarsi.

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Oscar

Il mio amato Oscar ha luci e ombre, come tutti i grandi.
Belli gli aforismi!

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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

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