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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Monica Caira - La morale di Pietra

Monica Caira,
nel momento in cui mi leggi smetti di fare il tuo lavoro e dedicati esclusivamente alla scrittura, a tempo pieno e indeterminato!
Nessuna mia parola è abbastanza potente o evocativa per descrivere la preziosità di quest'opera. Non è solo un libro questo, è IL libro!
Pietra, la protagonista, è una giovane donna a cui è stato negato l'amore genitoriale, ma lei ama comunque la sua famiglia, tanto da sostituire la madre deceduta nella cura dei numerosi fratelli.
Nulla le viene risparmiato! Il destino beffardo e crudele si prende gioco di lei, trasformandola da donna del focolare in donna-spietata, da cuore tenero in angelo vendicatore e alla fine la vita esigerà il suo tributo, lasciandola con la sua...morale di Pietra!
Che donna!...da ammirare, da amare, da comprendere, da perdonare.
Sono entrata in simbiosi con la protagonista e ancora adesso ne sento la forza, l'intensità, il coraggio di vivere e di sopravvivere, la tenacia e la determinazione, la sete di riscatto, l'annullamento del cuore e di se stessa per raggiungere un'obbiettivo e...l'amarezza, l'ironia e la rassegnazione di un destino avverso.
Pochissimi libri mi hanno lasciato con un senso di soddisfazione e appagamento come questo.
Per non parlare della scrittura!
E' incredibile e originale il modo in cui l'autrice usa i verbi per rafforzare, intensificare, colorare, il significato di una frase...tutta da "gustare"!
Inoltre la scrittura evoca immagini talmente vivide che mi sono ritrovata catapultata nel film "l'albero degli zoccoli" di Ermanno Olmi, rivedendo le stesse scene e gli stessi paesaggi della campagna di un tempo non troppo lontano.
Ottimo libro. Ottima scrittrice.

Claudia

Per l'assaggio clicca sul link seguente: http://scrignoletterario.it/node/599/

La morale di Pietra

La morale di Pietra –
Monica Caira Monticelli

Pietra è nata e cresciuta in una famiglia poverissima, nella bassa Ciociaria. La sua vita scorre tranquilla, tra lavori domestici, amicizie e primi amori. La seconda guerra mondiale irrompe nella valle spazzando via ogni sicurezza, ma è una tragedia familiare che incide in maniera determinante sulla protagonista.
Mentre il mondo si sta faticosamente rimettendo in piedi, Pietra è costretta ad abbandonare il luogo in cui è cresciuta e si trova da sola a dover ricostruire la propria esistenza. Il desiderio di riscatto la porta a prendere una strada sconosciuta ma pericolosa, facendole scoprire lati di sé che non avrebbe mai immaginato.

E' un romanzo al femminile nel senso che esplora la particolare condizione nella quale viene a trovarsi una donna di fronte ad una tragedia, alla necessità di tirare
avanti.
E' la morale di Pietra perché, semplicemente, se fosse stata la morale di Pietro non ci sarebbe stato il romanzo. Quando un fatto di gravità inaudita colpisce ognuno di noi, si possono avere le reazioni più disparate, ma sovente si dimentica che l'essere donna aggiunge una difficoltà in più, ed esserlo nel secondo dopo guerra in Italia, crea delle condizioni disperate.
E' l'istinto di sopravvivenza a far muovere Pietra per continuare a vivere, ma a che prezzo? Il più alto che si
possa pagare: se stessi. Rinnegare tutto ciò che si era, tutti i propri pensieri, i propri valori, può consentire di continuare a vivere, ma certamente non è più la nostra vita. E' quella di un altro, di uno sconosciuto che a tratti si prende gioco di noi, ci sbeffeggia, ci umilia.
Farcela a tutti i costi può non essere una vittoria, o - quanto meno - rivelarsi una riuscita molto più miserevole rispetto a quella che ci si sarebbe aspettati.
Pietra ce la mette tutta, deve vendicarsi sulla vita beffarda, sulle calunnie altrui, sul destino che le è stato imposto.
L'amarezza che prova alla fine è mitigata da un solo pensiero,
la sua morale, appunto:
Se non concedi nulla,
nulla avrai in cambio.
Nessuna attenuante per le cause.

Dunque c'è una speranza, se non ci si chiude in se stessi, se non ci si isola dal mondo e dagli altri, ma si condivide anche il proprio dolore, c'è maggior sopportazione, c'è maggior forza, c'è maggior consolazione.
E' stato giusto combattere, ha sbagliato soltanto perché l'ha fatto da sola, rinnegando anche gli affetti più cari.

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Un libro che resta dentro.

L'ho letto tutto d'un fiato La morale di Pietra, primo romanzo di Monica Caira Monticelli. E' avvincente, ben scritto, coinvolgente.

La storia della sfortunata Pietra, che si srotola dagli anni '20 ad oggi nel paesino di Atina, in Ciociaria, passa per le brutture della guerra, per la miseria e l'ignoranza che a lungo hanno reso difficile la vita di buona parte della popolazione, e ti colpisce per la durezza di vicende fin troppo reali.

Non so se l'autrice si è ispirata a fatti realmente accaduti, ma sicuramente ha saputo rendere tangibile ed intensa la storia della protagonista e dei personaggi che le ruotano attorno.

Bella la scelta del dialetto nelle conversazioni più personali e nei dialoghi informali, conferisce maggiore credibilità e carattere alle pagine del libro.

Forse qualche "passaggio" e la scelta di alcuni termini rispetto ad altri, rivelano che si tratta della prima prova della scrittrice, ma sono piccolissime sfumature che non modificano assolutamente l'ottimo lavoro della Caira Monticelli.

Ed ora, una postilla: alcuni anobiani come me hanno già letto il libro di Monica ed il giudizio collettivo è che La morale di Pietra è proprio un bel libro. Monica, a quando il prossimo?

Carla
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