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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Il Guascone e la luna" di Stefano Messi

IL GUASCONE e LA LUNA

Mi sento un po' Cyrano in questa situazione,
ho rime da poeta e l'animo Guascone,
rifulge la premura e il puro sentimento,
per esserti vicino mi fonderei col vento.

Qual brezza sfiorerei gli splendidi capelli,
cercando le manine e gli occhioni tuoi si belli,
I tuoi piedini andrei sovente accarezzando,
spostandomi quà e la e il corpo tuo baciando.

M'hai dato tanto amore,
che m'hai gonfiato il Cuore,
ed ora ho la gran speme,
che il nostro tempo viene!

Mia splendida fanciulla,
l'amore mio ti culla,
e culla il tuo destino,
fiorendoti in giardino.

Lassù sul tuo balcone,
ascolta il tuo Guascone,
ti innalza questi versi,
nei cieli bui e tersi.

Complice la luna splende,
vibra la voce mia....sale e discende,
scuotono le parole...fugge il timore,
e l'arpa del tuo Cuor suona d'amore.

Esco dall'ombra e mi vedi in giardino,
la mano nel petto e a te m'avvicino,
le labbra tue brillano...vibrando dischiuse,
vorrei si sfiorarle...e baciarle richiuse.

M'arresto con l'inchino del prode spadaccino,
e sventolo il cappello con fare dolce e bello...
Si muovono le piume nel volo a semiluna,
leggiadre come un fiume di baci e di fortuna...

Stefano Messi

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