scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"Cyberlynch" Pag. 2

Ed effettivamente, a queste parole, due piccole scintille azzurre si accesero negli occhi del manichino, strappando dei gridolini a molti dei presenti.
Buonasera. Sono l’unità R-33 407, ma lei può chiamarmi semplicemente vostro onore.
- Buonasera a lei, vostro onore. Potrebbe spiegare ai signori qui presenti quali sono le sue funzioni? – domandò Wave in tono istrionesco.
Sono un giudice artificiale. Il mio compito è amministrare la legge.
- E com’è la legge, vostro onore? –
La legge è uguale per tutti e tutti i cittadini sono uguali dinnanzi ad essa, senza distinzioni di sesso, età, ceto, razza e religione.
- In che modo i suddetti cittadini potranno usufruire del progetto RESTORE? –
In più di un modo. Basta rivolgere richiesta verbale ad una qualunque unità R-33 nei paraggi, oppure inoltrare un’e-mail al sito del corpo di polizia, ma più in generale ogni unità R-33 è in grado di accorgersi da sola dell’esistenza di un reato e procedere nell’inchiesta fino alla sentenza.
- Che garanzie ha la cittadinanza, che la sentenza emessa da un’unità R-33 sia effettivamente rispettata? –
Ogni unità R-33 è in continuo contatto radio con la stazione di polizia più vicina. Se la situazione lo richiede, può diramare un allarme e ordinare l’invio di una o più pattuglie.
- Benissimo. E adesso una dimostrazione pratica. Vostro onore, è in grado di accertare eventuali reati commessi in questa sala? –
Non posso valutare eventi accaduti prima della mia accensione Ogni analisi è possibile solo dal momento della mia entrata in funzione.
- Ha ragione, mi scusi, riformulo la domanda : è in grado di accertare eventuali reati commessi qui in questo momento? –
Inizio la valutazione.
Il manichino scese dal palco con un’andatura insolitamente elegante e si diresse verso le prime file, dov’erano seduti i rappresentanti della stampa.
Buonasera. Sono l’unità R-33 407, ma lei può chiamarmi semplicemente vostro onore.
- Buonasera a te, figliolo. – rispose Tom Pensell, uno dei corrispondenti più anziani e autorevoli.
Tengo a precisarle che non sono suo figlio, sono un giudice artificiale e il mio compito è amministrare la legge. Gradirei si rivolgesse a me con l’appellativo di Vostro Onore.
- Ok vostro onore – rispose Pensell in tono scherzoso, protendendo i polsi verso delle immaginarie manette – ho ammazzato qualcuno?-
Sicuramente non negli ultimi dodici minuti e quarantasette secondi, ma ha comunque commesso un reato, fumando in un luogo pubblico ed al coperto, in spregio della normativa del 12/01/04 n. 3745, cagionando grave rischio alla salute delle persone presenti e mettendo a repentaglio la loro incolumità in caso di probabile incendio. Questa corte la condanna ad una multa di mille e cinquecento dollari.
- Hey, ma è inaudito! – gridò Pensell – questa scimmia di latta non può farmi questo! Col cavolo che pago! –
Improvvisamente comparvero dietro il manichino due agenti di polizia.
- Hey ragazzi, noi siamo amici. Vi ho offerto un sacco di caffè! – disse Pensell in tono lamentoso.
Accertate l’identità del signore, ordinò il manichino ai due poliziotti, ha sei giorni di tempo per pagare la multa. Per sua comodità può inoltrare un assegno alla centrale di polizia, includendo la causale, oppure versare la somma tramite banca sull’apposito conto corrente indicato sul modulo che produrrò a breve.
Ed in effetti dopo qualche secondo, da una fessura nel petto, comparve un foglio di carta, che il manichino consegnò al giornalista.
- Questa è una buffonata! – tuonò Pensell agitando i pugni
– ricorrerò in appello! –
La richiesta di appello è stata registrata ed accettata. L’appello avrà luogo immediatamente! Si inizia procedimento di appello.
L’istanza di appello viene rigettata. Motivazione del rigetto: sentenza nella causa 15734 del 1975. Stato della California contro Kimberly Dalton: la flagranza del reato inficia ogni motivazione addotta dall’appellante, a meno che non intervengano fatti nuovi tra il primo ed il secondo procedimento.

Mi chiedo cosa cambierebbe

Mi chiedo cosa cambierebbe se esistesse un giudice del genere. Si vivrebbe davvero più in pace? Più liberi e tranquilli?...

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Già...

E' la stessa cosa che ho pensato io. Ma una giustizia così disumana avrebbe un senso?

Carla
http://cartaecalamaio.splinder.com/

Giustizia

Mi rendo conto che la giustizia fine a se stessa non è così semplice come mi è sempre apparsa....fa riflettere questo racconto....bravo Alessio.
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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

dura lex sed lex

far rispettare la legge, o farla eseguire, non vuol dire fare giustizia.
e chiedere giustizia non vuol dire che la giustizia che si chiede sia "la giustizia" , in genere si limita ad essere una personale giustizia.

la legge è uguale per tutti

Sono daccordo con Luciana se considero la giustizia in senso stretto, personale appunto. Ciò che è giusto per me potrebbe non essere giusto per un altro perchè ognuno ha parametri propri dettati dalla cultura, l'esperienza, la società in cui vive e le abitudini.
Ma la giustizia "generale" dovrebbe preservare la libertà di tutti secondo il parametro per cui "la mia libertà finisce laddove inizia quella dell'altro" e rispettare i diritti umani fondamentali.

Se l'uomo ha inventato le leggi è proprio per poter convivere in modo civile. Inutile lamentarsi quando poi la legge viene applicata rigorosamente. Se ho un mutuo da pagare, figli da mantenere ecc.,ad esempio, per stare sul racconto, cerco di fare in modo di non andarmi a prendere una multa che sarebbe una spesa in più.

Mi viene in mente l'insegnante picchiata dai genitori perchè ha dato un brutto voto alla loro figlia.

Il non rispettare le leggi, anche quelle più banali, è, a mio parere, indice di inciviltà e maleducazione ed egoismo e il non accettarne le conseguenze è solo incapacità di prendersi le proprie responsabilità nei confronti dei propri errori.

Ovviamente il mio è un discorso in generale, quando le leggi da rispettare non erano fatte ad hoc da chi, in quel momento, era al potere.
Ma questo è un altro discorso. Ed il fatto che gli Italiani stiano a guardare senza fare niente, è un altro discorso ancora.
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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

For me..

Diciamo che per quanto mi riguarda questo racconto è nato da una personalissima riflessione: quanto davvero desideriamo che la giustizia sia " giusta" ?
Spesso, parlando con le persone, ne ricavo l'impressione che ognuno desideri essere la personale eccezione di una regola ferrea. In altre parole la giustizia la vogliamo per gli altri, non certo per noi.
Alessio

Alessio

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