- Io quello lì lo conosco! – gridò un uomo che indossava una felpa a scacchi bianchi e rossi – è lo stesso che mi ha fatto abbattere la casa, perché secondo lui era abusiva! Io e la mia famiglia dormiamo in una roulotte da due mesi, per colpa di questo stronzo! –
- Ha mandato in galera mio fratello! – urlò un altro.
In pochi secondi decine di voci si unirono al coro.
E’ mio dovere avvertirvi che sto registrando l’intera vicenda. Identificati i partecipanti, gli eventuali responsabili della sommossa saranno puniti secondo le norme vigenti.
- E smettila di blaterare, cretino! – gridò Jack Johnson lanciando un’altra sassata.
A quel segnale tutti si gettarono sul giudice brandendo ogni oggetto possibile.
Vi prego di smetterla. Io sono l’unità R-33 867. Il mio compito è amministrare la legge, disse il manichino mentre piovevano colpi da tutte le parti.
La legge è uguale per tutti e tutti i cittadini sono uguali dinnanzi ad essa, senza distinzioni di sesso, età, ceto, razza e religione.
Poi un colpo più forte o più preciso di altri sfasciò la testa dell’androide, che cadde al suolo inerte.
Il manichino rimase sul selciato, in un’innaturale posizione dovuta al collo spezzato. Mentre la folla si accaniva su suoi resti. Nei suoi statici occhi rivolti al cielo, la scintilla azzurra si spense e si riaccese più volte, come una piccola lacrima.
Io sono l’unità R …
Il mio compito …
… legge è … tutti
… uguali dinnanzi …
… uguali …
… uguali …
……………….
In lontananza si cominciò a sentire, sempre più forte, il suono di molte sirene.

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