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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Gabriel Garzia Marquez "Cronaca di una morte annunciata" - Claudia Lucchin

Santiago Nasar morirà!

I fratelli Vicario vogliono ucciderlo ma allora perché dirlo a tutto il paese?

E perché sono così sicuri che debba morire?

Nessuno fermerà i fratelli Vicario e Santiago Nasar andrà incontro al suo destino.

Questa è la cronaca di una morte annunciata, con tutti i suoi ma e i suoi perché, immersa in quell’atmosfera calda, soffocante e un po’ magica, quasi misteriosa che il bravissimo Marquez riesce a creare.

Libro bellissimo dove ho ritrovato le stesse magnifiche atmosfere di “cent’anni di solitudine”, libro che ho adorato!

La storia mi ha lasciato qualche domanda, eccole:

- Bayardo (lo sposo) si è ubriacato e fa la vittima…perché? Perché non ha reagito andandosene?

- Nessuno per un motivo o un altro ha avvisato Santiago Nasar…perché hanno lasciato che l’ammazzassero? Per delitto d’onore?

- Santiago era innocente? Sembrerebbe di sì e rimane una vita spezzata inutilmente.

- Che realtà voleva raccontare Marquez? Il delitto d’onore? L’omertà? O la cultura di quel popolo?

Mi ha sorpreso come anche le donne pensino che il delitto d’onore sia un “dovere da uomini”.

Quando onore e fatalità fanno un mix micidiale

Il filo conduttore dell'intero libro è - come hai notato anche tu - l'onore. Con la O maiuscola (e probabilmente anche con NORE in maiuscoletto...)

La risposta di base a tutte le tue domande si collega a questa "fantastica" parola:

Bayardo fa la vittima per nascondere di essere stato disonorato dalla sua sposa... per lavare un'onta del genere bisogna sempre avere un colpevole.

Tutti sapevano, ma nessuno sapeva come agire perché divisi tra la correttezza di un delitto d'onore e la certezza che i Vicario non avrebbero MAI ammazzato sul serio Nasar.

Probabilmente Nasar era innocente nei confronti di Angela Vicario, ma non di Divina Flor, per cui in un certo senso anche lui ha colpe da scontare.

Non dimenticare, però, che tema del libro, oltre all'onore, è la fatalità e la solita questione del "SE":

Santiago Nasar sarebbe morto "se" avesse trovato il foglietto su cui un ignoto amico aveva scritto l'avvertimento?
Sarebbe morto se fosse entrato dalla porta della cucina (come soleva fare di solito) e non da quella principale?
Ma, e questo avrebbe troncato la storia dall'inizio, sarebbe morto se il nome pronunciato da Angela Vicario per coprire il suo vero primo amante fosse stato un altro e non il suo?

Marquez, infine, oltre a essere un grande scrittore è anche un grande paesaggista ed in ogni libro racconta la cultura del suo popolo: nella "Cronaca" tratteggia quel lato ideologico latino in cui l'onore è ancora talmente radicato negli animi da ammettere - sotto tacito consenso di tutti - l'omicidio riuscendo, in contemporanea, a dipingere un elogio alla fatalità della vita.

Sono daccordo con te: un libro incantevole.

*****
Nulla ha più valore di una lettera.

Vero!

Vero Silvia, non mi ero soffermata sulla fatalità, hai perfettamente ragione.
Che è oltrettutto un grande paesaggista l'avevo scoperto in "cent'anni di solitudine".
Grazie per le tue risposte, mi fanno apprezzare ancor più questo meraviglioso libro.

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Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Daniel Pennac

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