scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"L'ombra del lupo" Pag. 2

Evidentemente da qualche suo commento sia Hanry che Emily avevano intuito che Edward non considerasse il professore un “grande innovatore” nel suo campo, anche se in fondo non si poteva dire che si trovasse male con lui.
Di certo doveva aver commentato in modo ironico la tendenza che questi aveva di banalizzare, in modo del tutto personale, e qualche volta anche immorale a suo modo di vedere, alcuni degli interrogativi che più volte avevano assillato Edward e con lui forse l’intero genere umano.
Gli erano rimaste particolarmente impresse alcune delle frasi di cui si serviva per concludere le lunghe divagazioni di Edward: “Due sono le idee che danno all’uomo la sensazione di una vita appagante: il lavoro che dà l’illusione di un significato e il sesso che da’ l’illusione di continuità”, oppure “il sesso scarica la tensione, l’amore la crea”. Edward sapeva bene che non si trattava di elaborazioni autonome di quel buffo e canuto ometto, continuamente intento a scarabocchiare i fogli del suo elegante raccoglitore in pelle, quanto piuttosto di aforismi di pronto consumo inseriti da filosofi in contesti sicuramente più significanti.
Il Dottor Walter sembrava aver raccolto un dettagliato formulario volto a trattare i dubbi, i sentimenti e le emozioni come vere e proprie patologie curabili grazie al distacco dell’uomo razionale del tutto dominatore delle futili esternazioni sia sue che dei suoi simili.
Questo inquietante sistema di pensiero, però, rilassava Edward, sgombrandogli la mente, almeno fino al momento di alzarsi dal comodo lettino.

“Stasera c’è la festa di Chris; ci sono anche gli altri” fece Harry per cambiare discorso.
“Chi sono gli altri?” disse Edward guardando in basso.
“Ci sono quasi tutti” rispose Hanry.
Edward alzò la testa e guardò Hanry che si stava bagnando e pressando i ricci capelli biondi; senza pensarci gli chiese: “Ti sei mai domandato se si possono amare due persone allo stesso tempo?”.
“Penso di sì”, fece Hanry, “anche se alla lunga può stancare”.
In un istante Edward si pentì terribilmente di avergli fatto quella domanda.
“Facciamo un salto ad Oxford Street”, continuò Hanry senza troppo badare allo sguardo di Edward tenacemente fissato sul calorifero, ”devo comprare un po’ di cose”.
“Va bene” rispose Edward, come svegliatosi di soprassalto dal sonno.
Presero la metro, accompagnati dalla miriade di persone che ne accalcavano i vagoni come ogni sabato mattina; l’attenzione di Edward si concentrò ansiosa sulla goccia di cioccolato che, dalla mano, era colata fino al gomito nudo di una giovane passeggera che teneva in mano un grosso bicchiere di cartone; ad ogni sussulto del treno la goccia si allungava sempre di più, accrescendo in Edward il disgusto e la sensazione che avrebbe concluso la sua silenziosa discesa proprio sul suo cappotto.
Una volta scesi dalla metro, fecero a piedi un pezzo di Regent Street; nel frattempo Hanry iniziò a raccontare di come il giorno prima si fosse concluso il lungo fidanzamento tra un certo Chris e una tale Kathryn. Entrambi erano suoi vecchi compagni di college, una storia durata otto anni e finita, a detta di Hanry, in modo quanto meno illogico, per l’intensificarsi cioè di una rete di sospetti e sensazioni nella mente della ragazza relativamente ad una relazione clandestina intrattenuta dal giovane compagno; Hanry, pur sapendo dall’amico che tale relazione effettivamente esisteva, riteneva assurdo che la ragazza avesse preso la drastica decisione di lasciare il suo ragazzo solo perchè sopraffatta da angosce, tanto più che Chris era stato “abilissimo” nel non farsi mai cogliere in fallo.
Dopo aver ascoltato quel racconto, Edward provò una gran voglia di tornare a casa a fissare il soffitto della sua camera.
“Stasera verranno forse anche Julian e Dan” disse Hanry dopo qualche minuto di silenzio.
“Bene, mi sembra un’infinità che non li vedo” rispose Edward
“Ci sarà anche Kate?” chiese Hanry.
In un istante l’ombra del lupo apparve in tutta la sua ferocia colpendo allo stomaco Edward e lasciandolo senza fiato. L’ombra era gelosa di attenzioni; più la mente di Edward la trascurava distraendosi, più questa si proponeva con accresciuta rabbia; era questo il motivo per cui Edward evitava di allontanarsi eccessivamente da lei.
“No, Kate non e’ a Londra oggi”, rispose Edward tossendo.
La sigaretta che Edward si accese immediatamente dopo aver risposto dissuase Hanry da far seguire all’ultima frase dell’amico qualsiasi richiesta di ulteriore spiegazione.
Hanry conosceva Edward e soprattutto capiva fino a che punto era adeguato e utile spingere la sua curiosità e Edward apprezzava questo.

Le ore successive proseguirono lente e pesanti tra l’anonima presenza di Edward, sempre più convinto di avere fatto un dono particolarmente gradito all’amico, offrendogli la sua compagnia, e gli sfolgoranti acquisti di capi di abbigliamento di Hanry, le cui scelte di discutibile gusto si accontentavano, per sentirsi approvate, di un divertito assenso con la testa da parte di Edward.
Neppure la sera, per quanto si fosse sforzato, Edward riuscì a dissimulare il suo stato d’animo e, come al solito, ciò si notava in lui più che in ogni altro perché il gruppo era abituato alla sua verve, che, in condizioni normali, era ben diversamente trascinante.
Emily lo seguì con lo sguardo per tutta la sera: sapeva intuire i motivi della sua condizione ed era in attesa che lui si avvicinasse per parlargliene; quasi sembrava rimproverarlo con gli occhi per non averlo ancora fatto.
Bastò un cenno di Edward per farle capire che avrebbe preferito rimandare quella conversazione. Emily capì e si finse rasserenata perché la sua apprensione non fosse di ulteriore peso ad Edward in quel momento. Emily era la migliore amica di Edward e circostanze come quella dimostravano che la sarebbe sempre stata.

Creative Commons License Salvo dove diversamente indicato, il materiale in questo sito
è pubblicato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.
Powered by netsons | Drupal and Drupal Italia coomunity | Custumized version by Mavimo
Based on: ManuScript | Optimized for Drupal :www.SablonTurk.com