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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"La conquista di Ruma" pag.4

Rideva il generale Lavinio, si burlava di lei che col cuore in tumulto gli gridò che anche lui, Marco Lavinio, stava perdendo la sua battaglia. Erano vicinissimi adesso, Thesia sentiva il corpo di lui febbricitante, ma insieme sentiva anche la vita scorrere come un fiume, una vitalità violenta che lottava per non essere sopraffatta. Gli occhi del generale non avevano mutato espressione e Thesia capì con disperazione che quell'uomo non avrebbe mai preso niente sul serio, neppure la propria morte.
Il generale le strinse la mano affettuosamente prima di lasciarla. Thesia lo turbava più di quanto non avrebbe mai ammesso, e non soltanto perché era tanto tempo che non aveva più posseduto una donna.
-Non sei che una bambina, rammentò più a sé stesso che a lei.
-Sbagli, Marco, sono la donna di Loris.
Thesia l'aveva guardato quasi con sfida.. Marco percepì solo quella e non il turbamento che l'aveva generata. Il dolore e la febbre avevano acuito i suoi sensi ma conosceva troppo poco le donne per capire che le difese di Thesia stavano crollando. La morte per quest'uomo non era l'esaltante avventura, il ritorno alle origini che era per lei e per Loris. Non c'era in quest'agonia nessuna esaltazione. Egli sembrava perdere col suo corpo tutto quello che aveva e tuttavia non aveva fatto che ridere di lei e di loro. Capì perché alle dee era così facile amare i mortali e se ne vergognò come di un tradimento. Fu in quell'attimo che disse: Sono la donna di Loris.
Marco si era drizzato di colpo sul giaciglio con una smorfia di sofferenza, improvvisamente vigile.
-Il principe sa che sei qui?
-Eravamo insieme quando sono venuta via.
-E non ti ha fermata?
Theisa lo guardò a lungo prima di rispondere:
-Ciascuno corre incontro al suo destino.
Marco Lavinio chiuse gli occhi. Ascoltava la voce della ragazza. Le ondate di dolore continuavano ad assalirlo mentre Thesia gli raccontava la sua storia con Loris ed una sorda collera si impadroniva di lui. Quando riaprì gli occhi parve a Thesia che i bagliori del fuoco si riflettessero in quelle pupille
-Tu ami Loris e sei qui per salvare la sua vita e quella della vostra gente. Questo secondo quello che pensi tu, e Loris si è lasciato convincere. Conosco la forza di persuasione delle donne, specialmente quelle che come arma usano la dolcezza. Il tuo principe è un pazzo che si nutre di sogni. Ti ama e ti lascia correre incontro al tuo destino: ora sei nelle mie mani. Io mi chiedo, Thesia, se la tua immaginazione ti basti a pensare quello che potrei fare di te. Certo, pensi che sto morendo e non mi temi, ma mi basterebbe lasciarti uscire di qui priva della mia protezione. Al resto penserebbero i soldati.
Era tornato a cadere sui cuscini, scosso dai brividi della febbre
-Tu odi Loris, disse Thesia lentamente.
-Odio chi gioca con la vita. Io non ti avrei fatta partire, Thesia, se tu fossi stata mia. Avrei spezzato le gambe al tuo cavallo e forse anche le tue, ma non ti avrei mandata dai miei nemici. Avrei combattuto e sarei morto combattendo,. Il tuo principe vuole destini sublimi per sé e per la propria gente. Ma ho dovuto massacrare il corpo di suo fratello perché l'ira vincesse il disgusto che ha per me. Eppure noi ci mescoleremo al vostro popolo, porteremo la vita, oltre che la morte. E' il cammino della storia. Nessuno ci fermerà, se non altri assai più forti di noi, se mai ci saranno.
Aveva chiuso gli occhi.
-Potrei prenderti a forza e rimandarti da lui. Fece una smorfia. Se non fossi troppo stanco, aggiunse e rise ancora, questa volta di sé. Sono geloso, Thesia, sono geloso di questo Loris che ami al punto da commettere simili sciocchezze. Sono geloso di questo ragazzo che ti trascina verso le ombre e ti manda come un agnello sacrificale da me. Thesia, il fato esiste, ma bisogna vivere come se non lo sapessimo, o siamo perduti!
Tacque improvvisamente, poi disse con voce mutata:
-Resta qui. Ormai non vedo che ombre. Domani tornerai da Loris. Digli che dovete arrendervi. Avrete ogni garanzia. Ti chiedo solo di restarmi vicino. Non voglio morire, Thesia, da solo.
Marco Lavinio respirava sempre più faticosamente. I suoi occhi si velavano come quelli di un animale morente. Thesia provava una pena profonda. Poi prese una decisione improvvisa. Si chinò su di lui, gli sussurrò all'orecchio:
-Ti farò molto male, Marco Lavinio, ma vivrai.
Marco non sentiva più niente, salvo un uragano di dolore e una lama incandescente nella ferita. Correva verso fiamme altissime che gli divoravano le carni e sentiva le mani fresche e forti di Thesia trascinarlo via.. Sentiva il filo della vita teso fino a spezzarsi ma la piccola ombra accanto a lui gli sussurrava di resistere. Sentiva mancargli il fiato e un alito fresco respirare attraverso la sua bocca. Poi venne il gelo. Una lunga, estenuante marcia nel gelo fino a scivolare verso un profondissimo abisso sull'orlo del quale qualcuno lo tratteneva disperatamente.
-Marco Lavinio, non devi morire. Era un ordine e una preghiera.
Poi le ondate di dolore rallentarono, ed aprì gli occhi come un naufrago gettato dal mare sulla spiaggia. Thesia accanto a lui lo fissava, più simile ad un'ombra che a una creatura viva.
-Tu hai scelto la vita, Marco Lavinio, ed io te l'ho resa. Mio padre e' un medico, e le nostre conoscenze sono più approfondite delle vostre.Vedi che dopotutto ho usato il tuo pugnale e questo gran fuoco non è stato inutile. La tua ferita ha smesso di sanguinare e non si infetterà. Pensavo di averti ucciso, il tuo corpo era di gelo ed io ti ho abbracciato finché non hai risposto al mio abbraccio. Se non l'avessi voluto io, disperatamente, tu non saresti vissuto. Non so perché l'ho fatto, giacché tu sei mio nemico. Forse per salvare con te quella volontà di vita, quel desiderio di luce che non ho provato mai.
Marco la guardava con dolcezza:
- Non disperarti, Thesia. Non essere infelice. Le donne servono a dare la vita, non la morte. Nessuno saprà mai quello che è successo. Torna dal tuo principe, digli di arrendersi. Io vi aiuterò, perché ti debbo la vita.
Thesia sorrise leggermente.
-Non farmi scortare, Marco. Questo è il mio paese, sarò più sicura sola che con la tua scorta. Terrò come ricordo il tuo pugnale.
Marco vide il suo volto avvicinarsi e sentì la dolcezza della sua bocca sulla sua. Poi Thesia uscì dalla tenda, e per un attimo Marco si chiese se non l'avesse soltanto sognata.
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C'era una domanda muta negli occhi di Cassio. Marco strinse la mano dell'amico che gli bagnava le labbra. Il dolore era sempre intenso, ma più sopportabile, e soprattutto la morsa della febbre si stava allentando.
- Ho passato la notte. Come vedi vivrò. Mi ha salvato e non so neppure perché. Aveva già scelto di morire col suo uomo, e lo faranno con un pugnale romano. Forse ha sognato per una notte di vivere in un mondo di carne e di sangue prima di tornare da dove è venuta. Sarebbe rimasta, ma era troppo leale per farlo. Non ci sarà battaglia, Cassio. Moriranno pur di non soccombere. Troveremo un'altra città piena di ombre. Sarà così che conquisteremo Ruma.

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