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leggere nuoce gravemente all'ignoranza

Racconto del lago

di Maurizio

E' un racconto questo, dolcissimo come i bei ricordi d'infanzia. Lo pubblico sul mio blog perchè è un dono speciale che merita un posto speciale nello Scrigno delle cose preziose.

C'era un lago azzurro e limpido attorniato da montagne verdi; sotto il colle più basso c'era un piccolo villaggio.
Lì un tempo viveva un mago; non era una grande mago, in verità era un bambino; la sua magia poi non la poteva usare per gli altri o sugli altri ma solo per se stesso.
Aveva scoperto di essere una mago in una giornata di pioggia di tanti anni fa; aveva imparato a decifrare i segni da un pò, prima uno alla volta, poi collegandone qualcuno, poi tanti che formavano una storia; aveva imparato a leggere!
Quel pomeriggio affrontò il suo primo libro, lo aprì, lesse le prime pagine e la magia avvenne: entrò nella storia e non ne uscì finchè, tre ore dopo la sua mamma, in ansia perchè non lo trovava e non lo sentiva, dopo averlo cercato in tutte le case di amici, in cortile e nei dintorni, dopo un lampo di genio (è in camera sua!) entro scosse il suo corpo e fece tornare il suo spirito tra noi....
Da quel giorno i viaggi si susseguirono, sotto soli tropicali o nel gelo del grande nord, tra fate e folletti o pattinando sul ghiaccio, al centro della terra o in qualche luogo sperduto dell’universo; lui entrava, viveva e ritornava.
Da bravo bambino, giocava, andava a scuola ma appena poteva viaggiava nei suoi mondi; più passava il tempo più il momento del viaggio si spostava verso il tramonto e la sera, perché la vita normale, lui non si era accorto, si stava impadronendo del suo spazio. Per fortuna c’erano quei caldi pomeriggi estivi nei quali a casa con la calura o in spiaggia il viaggio era possibile.
Il Tempo è uno strano tipo; noi passiamo la storia a misurarlo in maniera sempre più precisa e cerchiamo di ingabbiarlo e Lui si prende gioco di noi cambiando sempre; il Tempo/bambino è una cosa incommensurabile: pensate a un pomeriggio estivo di vagabondaggi da bambino; la sensazione è che era più grande (da bambini il tempo non lungo o corto ma grande o piccolo) di tutte le nostre ferie estive di quest’anno.
Poi quando siamo sicuri di essere assolutamente immortali perché il nostro Tempo è infinito, subdolo, accelera sempre più e da pigro treno a vapore si tramuta in un treno ad alta velocità.
Così il nostro mago crebbe e si trovò assediato dalla realtà: più impegni, i primo amori (quelli però, specie se finivano male, favorivano i viaggi durante e soprattutto dopo) era sempre più difficile.
Ogni tanto riusciva a fuggire e a viaggiare, sulle rive del lago o tra i faggi delle montagne verdi, aiutato dal profumo dei ciclamini…
Nel suo mondo tranquillo, bello, apparentemente immutabile, la realtà stringeva sempre più l’assedio; gli veniva in mente uno dei viaggi che aveva fatto quando non era più un bambino grazie a uno strano libro rosso e verde, un posto dove la Fantasia lasciava il posto al Nulla.
Un giorno accadde… ritornò dal lavoro, si cambio, uscì con la ragazza, discusse di politica con amici e meno amici, tornò a casa, prese un libro e… non riuscì ad entrare. Si leggeva, capiva, partecipava ma da esterno. La magia era persa. Fu un processo lungo e per lui doloroso… A volte un barlume di magia baluginava e faceva capolino in una storia ma poi il nulla. Il Tempo, sempre Lui, passava e il mago non più mago ma uomo, viveva la sua vita con successi, insuccessi entusiasmi e sconforti ma senza più magia. Quando si ricordava della sua magia come di una fantasia infantile accadde di nuovo: un pomeriggio di inverno, il sole ancora bello alto accese il fuoco, spostò la sua poltrona preferita, si prese un libro di un famoso intellettuale che a tempo perso scriveva romanzi (questo era descritto come pesantissimo) e si ritrovò in un mondo di intrighi, cavalieri templari magie…. Come la sua mamma un tempo lo riscosse e lo riportò tra noi la sua compagna che, arrivata che era buio da un pezzo lo ritrovò sulla poltrona ore dopo che aveva iniziato il suo viaggio. La magia c’era ancora ma ormai richiedeva delle formule più complicate, anche lei era diventata più adulta… poi nacque la sua prima bambina…hai bambini bisogna leggere delle storie…. E il mondo colorato aprì di nuovo le sue porte… ma questa è un’altra storia.

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