scrigno

leggere nuoce gravemente all'ignoranza

"La madre tuttofare" di Frank Spada

Madri

Questo racconto, com'è ovvio dal titolo, parla di una madre ma anche in quest'altro racconto di cui do il link:

http://scrigno.netsons.org/node/804 "dall'imbrunire all'alba"

l'autore parla di una madre. Mi piacerebbe aprire un confronto con i frequentatori di scrigno... :)

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

Sincerità

Ci sono credenze comuni a molte culture, magari lontanissime tra loro. Una è che le streghe rubino i bambini, e li sostituiscano: spesso questi bambini sono brutti, o malati, ma le madri li debbono amare, ed accudire, perché solo così l'altro, quello bello, quello sano, il "loro bambino" sarà curato e amato.E' chiara l'origine di questa credenza: un tempo meningite, paralisi infantile ed altre malattie trasformavano il figlio bello e sano nel figlio delle streghe: le madri avrebbero potuto rifiutare il bambino imperfetto, ed ecco scattare un meccanismo psicologico di protezione...Ma quante volte le madri, in perfetta buonafede, pensano in cuor loro che il proprio bimbo/a adorata è stata sostituito/a dalle streghe? Naturalmente in senso metaforico, ogni volta che il figlio è difficile, o fuori dagli schemi, ogni volta che crescendo manifesta una personalità e idee proprie, che non coincidono con quelle di mamma e papà. Chiaro che gli angioletti biondi son facili da amare: la sfida è amare i figli quando sono "brutti sporchi e cattivi ", e non stancarsi mai di cercare la strada del loro cuore, ma anche quella della ragione, con pazienza e fermezza.Le madri dovrebbero capire che il loro compito è amare, e permettere col proprio aiuto che i figli diventino se stessi, al meglio di sé. Tutto il resto, o quasi, è retorica, perché se è vero che le mamme amano, spesso amano male, e i risultati sono disastrosi.

figli difficili da amare

Non conoscevo la storia delle streghe e della sostituzione dei bambini ed è davvero una bella storia.
E' difficile amare/accettare figli difficili. Oggi più di ieri e nelle città più che nelle campagne.
Per amore non intendo il giustificare tutte le malefatte con frasi di circostanza o la ricerca di aiuti di specialisti ai quali poi addossare le colpe quando non si vedono i risultati (i quali spesso non si vedono proprio perchè il genitore è il primo sabotatore).
Per amore intendo l'accettazione del proprio figlio per quello che è con tutta la fatica che può esserci nel rendersi conto che, magari, non è esattamente quello che si voleva. Amore è anche, a mio parere, lasciare il proprio figlio al destino che si è scelto da solo, destino non condiviso magari, e la capacità di riaccoglierlo quando e se tornerà. Anche se mi auguro non mi capiti mai...

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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.

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