Ci sono credenze comuni a molte culture, magari lontanissime tra loro. Una è che le streghe rubino i bambini, e li sostituiscano: spesso questi bambini sono brutti, o malati, ma le madri li debbono amare, ed accudire, perché solo così l'altro, quello bello, quello sano, il "loro bambino" sarà curato e amato.E' chiara l'origine di questa credenza: un tempo meningite, paralisi infantile ed altre malattie trasformavano il figlio bello e sano nel figlio delle streghe: le madri avrebbero potuto rifiutare il bambino imperfetto, ed ecco scattare un meccanismo psicologico di protezione...Ma quante volte le madri, in perfetta buonafede, pensano in cuor loro che il proprio bimbo/a adorata è stata sostituito/a dalle streghe? Naturalmente in senso metaforico, ogni volta che il figlio è difficile, o fuori dagli schemi, ogni volta che crescendo manifesta una personalità e idee proprie, che non coincidono con quelle di mamma e papà. Chiaro che gli angioletti biondi son facili da amare: la sfida è amare i figli quando sono "brutti sporchi e cattivi ", e non stancarsi mai di cercare la strada del loro cuore, ma anche quella della ragione, con pazienza e fermezza.Le madri dovrebbero capire che il loro compito è amare, e permettere col proprio aiuto che i figli diventino se stessi, al meglio di sé. Tutto il resto, o quasi, è retorica, perché se è vero che le mamme amano, spesso amano male, e i risultati sono disastrosi.
Non conoscevo la storia delle streghe e della sostituzione dei bambini ed è davvero una bella storia.
E' difficile amare/accettare figli difficili. Oggi più di ieri e nelle città più che nelle campagne.
Per amore non intendo il giustificare tutte le malefatte con frasi di circostanza o la ricerca di aiuti di specialisti ai quali poi addossare le colpe quando non si vedono i risultati (i quali spesso non si vedono proprio perchè il genitore è il primo sabotatore).
Per amore intendo l'accettazione del proprio figlio per quello che è con tutta la fatica che può esserci nel rendersi conto che, magari, non è esattamente quello che si voleva. Amore è anche, a mio parere, lasciare il proprio figlio al destino che si è scelto da solo, destino non condiviso magari, e la capacità di riaccoglierlo quando e se tornerà. Anche se mi auguro non mi capiti mai...
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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.
Madri
Questo racconto, com'è ovvio dal titolo, parla di una madre ma anche in quest'altro racconto di cui do il link:
http://scrigno.netsons.org/node/804 "dall'imbrunire all'alba"
l'autore parla di una madre. Mi piacerebbe aprire un confronto con i frequentatori di scrigno... :)
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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.
Sincerità
Ci sono credenze comuni a molte culture, magari lontanissime tra loro. Una è che le streghe rubino i bambini, e li sostituiscano: spesso questi bambini sono brutti, o malati, ma le madri li debbono amare, ed accudire, perché solo così l'altro, quello bello, quello sano, il "loro bambino" sarà curato e amato.E' chiara l'origine di questa credenza: un tempo meningite, paralisi infantile ed altre malattie trasformavano il figlio bello e sano nel figlio delle streghe: le madri avrebbero potuto rifiutare il bambino imperfetto, ed ecco scattare un meccanismo psicologico di protezione...Ma quante volte le madri, in perfetta buonafede, pensano in cuor loro che il proprio bimbo/a adorata è stata sostituito/a dalle streghe? Naturalmente in senso metaforico, ogni volta che il figlio è difficile, o fuori dagli schemi, ogni volta che crescendo manifesta una personalità e idee proprie, che non coincidono con quelle di mamma e papà. Chiaro che gli angioletti biondi son facili da amare: la sfida è amare i figli quando sono "brutti sporchi e cattivi ", e non stancarsi mai di cercare la strada del loro cuore, ma anche quella della ragione, con pazienza e fermezza.Le madri dovrebbero capire che il loro compito è amare, e permettere col proprio aiuto che i figli diventino se stessi, al meglio di sé. Tutto il resto, o quasi, è retorica, perché se è vero che le mamme amano, spesso amano male, e i risultati sono disastrosi.
figli difficili da amare
Non conoscevo la storia delle streghe e della sostituzione dei bambini ed è davvero una bella storia.
E' difficile amare/accettare figli difficili. Oggi più di ieri e nelle città più che nelle campagne.
Per amore non intendo il giustificare tutte le malefatte con frasi di circostanza o la ricerca di aiuti di specialisti ai quali poi addossare le colpe quando non si vedono i risultati (i quali spesso non si vedono proprio perchè il genitore è il primo sabotatore).
Per amore intendo l'accettazione del proprio figlio per quello che è con tutta la fatica che può esserci nel rendersi conto che, magari, non è esattamente quello che si voleva. Amore è anche, a mio parere, lasciare il proprio figlio al destino che si è scelto da solo, destino non condiviso magari, e la capacità di riaccoglierlo quando e se tornerà. Anche se mi auguro non mi capiti mai...
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Una stanza senza libri è come un corpo senza anima.